Octreotide

L'octreotide è un peptide la cui struttura è analoga a quella della somatostatina, un ormone che viene prodotto dall'ipotalamo, dal pancreas e nel tratto gastrointestinale. Fu sintetizzato nel 1979 dal chimico Wilfried Bauer e fu poi commercializzato con il nome Sandostatin ®.

Octreotide

Octreotide - Struttura Chimica

L'octreotide non ha un'attività antitumorale vera e propria, ma viene impiegato per alleviare i sintomi causati da certi tipi di tumori.

Indicazioni terapeutiche

L'utilizzo di octreotide è indicato per il trattamento di:

  • Acromegalia in pazienti in cui il trattamento chirurgico è inappropriato o non è possibile; l'acromegalia è una patologia caratterizzata da un'eccessiva produzione dell'ormone della crescita nell'età adulta;
  • Adenomi ipofisari secernenti l'ormone della crescita (conosciuto anche come GH);
  • Adenomi ipofisari secernenti l'ormone tiroide-stimolante (conosciuto anche come TSH);
  • Per alleviare diarrea e vampate di calore associate alla sindrome carcinoide;
  • Per alleviare i sintomi associati a tumori endocrini gastroenteropancreatici, come - ad esempio - i VIPomi, ovvero tumori neuroendocrini caratterizzati da un'eccessiva produzione di ormone intestinale vasoattivo, conosciuto anche come VIP.

L'octreotide, inoltre, può essere marcato con radionuclidi come l'indio-111 o il gallio-68 ed essere utilizzato nella medicina nucleare diagnostica per immagini.
Se, invece, il farmaco viene marcato con radionuclidi come l'ittrio-90 o il lutezio-177, può essere utilizzato nel trattamento di tumori neuroendocrini non operabili.

Avvertenze

Poiché l'octreotide è in grado di inibire la sintesi dell'insulina, potrebbe verificarsi un'alterazione della tolleranza al glucosio. I livelli ematici di glucosio, pertanto, devono essere attentamente monitorati.
L'octreotide è in grado di ridurre la motilità della cistifellea, perciò sono raccomandate analisi radiografiche sia prima sia durante il trattamento con il farmaco.
In alcuni individui, il trattamento con octreotide può causare un alterato assorbimento dei grassi assunti con la dieta.
Poiché l'octreotide può diminuire l'assorbimento di vitamina B12, in pazienti in trattamento con il farmaco - affetti da precedente carenza di questa vitamina - è necessario un monitoraggio costante dei livelli ematici della stessa.

Interazioni con altri farmaci

L'octreotide è in grado di ridurre l'assorbimento intestinale di ciclosporina (un farmaco ad azione immunosoppressiva impiegato nella prevenzione del rigetto nei trapianti) e può ritardare l'assorbimento della cimetidina (un farmaco usato per l'ulcera gastrica).
La somministrazione concomitante di octreotide e bromocriptina, può aumentare la biodisponibilità della bromocriptina stessa.
L'octreotide - come altri analoghi della somatostatina - potrebbe ridurre il metabolismo di farmaci come:

Bisogna, perciò, prestare molta attenzione alla somministrazione contemporanea di questi farmaci e octreotide.

Effetti collaterali

L'octreotide può indurre vari effetti collaterali che variano a seconda della quantità di farmaco somministrata e a seconda delle condizioni generali del paziente.
Non è detto che gli effetti avversi si debbano manifestare tutti e con la stessa intensità in ogni paziente, poiché vi è un'elevata variabilità di risposta alla terapia fra un individuo e l'altro.
Di seguito sono riportati i principali effetti collaterali che possono manifestarsi in seguito alla terapia con octreotide.

Disturbi gastrointestinali

La terapia con octreotide può causare svariati disturbi a livello gastrointestinale che si manifestano sotto forma di diarrea, dolore addominale, nausea, vomito, stipsi, flatulenza, gonfiore addominale e scolorimento delle feci. Questi effetti possono essere ridotti evitando l'assunzione di cibo vicino all'ora di somministrazione del farmaco.
Più raramente, possono insorgere anche ostruzione intestinale acuta, pancreatite acuta, contrattura di difesa della muscolatura addominale e pancreatite indotta da colelitiasi (presenza di calcoli nei dotti biliari o nella cistifellea).

Patologie epatobiliari

Il trattamento con octreotide può causare colelitiasi, colecistite (un'infiammazione della colecisti, altrimenti conosciuta come cistifellea) o iperbilirubinemia (aumento della concentrazione ematica di bilirubina).
L'octreotide può anche causare epatite acuta senza colestasi, epatite colestatica, ittero e ittero colestatico.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

L'octreotide può causare la comparsa di eruzioni cutanee accompagnate da prurito, orticaria e alopecia. Si consiglia l'utilizzo di detergenti neutri.

Patologie cardiache

La terapia con octreotide può favorire la comparsa di aritmie cardiache, sia di tipo bradicardico sia di tipo tachicardico.

Disturbi alla tiroide

Il trattamento con octreotide può causare ipotiroidismo e disfunzioni tiroidee che si manifestano con una diminuzione dei livelli ematici di TSH e dell'ormone L-tiroxina (o T4).

Patologie del sistema nervoso

In seguito all'assunzione di octreotide, è molto comune la comparsa di cefalea e capogiri.

Disturbi della nutrizione e del metabolismo

L'octreotide può alterare la tolleranza al glucosio e indurre iperglicemia che può diventare permanente in seguito a somministrazione cronica del farmaco. La terapia con il farmaco può, inoltre, favorire l'insorgenza dell'anoressia.

Alterazioni di esami diagnostici

La terapia con octreotide può causare un aumento dei livelli ematici di transaminasi, di fosfatasi alcalina e di γ-glutamil transferasi.

Altri effetti collaterali

Altri effetti collaterali che possono manifestarsi durante il trattamento con octreotide sono:

Sovradosaggio

Non esiste un antidoto in caso di sovradosaggio. I sintomi che possono comparire - in seguito a un sovradosaggio di octreotide - sono depressione, stanchezza, debolezza, ansia, mancanza di concentrazione e frequente minzione. Il trattamento farmacologico in caso di assunzione di una dose eccessiva di farmaco è solo sintomatico.

Meccanismo d'azione dell'octreotide

Come accennato in precedenza, l'octreotide è un farmaco sintetico avente struttura analoga a quella dell'ormone endogeno somatostatina.
L'octreotide ha effetti biologici simili a quelli della somatostatina, ma ha una più lunga durata d'azione. In particolare - rispetto alla somatostatina - l'octreotide inibisce in maniera più marcata il rilascio di ormone della crescita, di glucagone e d'insulina.

Modalità d'uso e posologia

Per la somministrazione di octreotide è raccomandata la via sottocutanea. Tuttavia, qualora fosse necessaria una rapida azione - ad esempio, nel caso di crisi carcinoide - il farmaco può essere somministrato diluito in bolo per via endovenosa, in concomitanza a un monitoraggio costante del ritmo cardiaco.
La dose di octreotide da somministrare e la durata del trattamento devono essere stabilite dal medico in base alla patologia che s'intende trattare e in base alle condizioni e al quadro clinico del paziente.
Nei pazienti affetti da preesistente cirrosi epatica, ci può essere un aumento della biodisponibilità di octreotide che potrebbe risultare dannoso; di conseguenza, potrebbe essere necessario un aggiustamento della dose di farmaco somministrata.
In pazienti anziani non è stata notata una riduzione della tollerabilità all'octreotide, perciò, non dovrebbe essere necessario un aggiustamento del dosaggio.

Gravidanza e Allattamento

Sono stati condotti studi su animali che hanno messo in luce un ritardo transitorio nella crescita della prole prima dello svezzamento, ma non sono stati evidenziati effetti fetotossici, teratogeni o altri effetti sulla riproduzione. Altri studi condotti su animali hanno evidenziato, invece, che l'octreotide viene escreto nel latte materno.
Alla luce di questi studi, ne consegue che l'assunzione di octreotide in gravidanza dovrebbe essere evitato, fatto salvo il caso in cui il medico non lo ritenga strettamente necessario.
Al fine di evitare effetti tossici sul lattante, le donne in terapia con il farmaco non devono allattare al seno.

Controindicazioni

L'utilizzo di octreotide è controindicato nei seguenti casi:

  • Ipersensibilità nota all'octreotide;
  • In gravidanza;
  • Durante l'allattamento.