Nervo Trigemino

Generalità

Il nervo trigemino è uno dei dodici nervi cranici dell'essere umano, per la precisione il quinto.

Nervo Trigemino

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Presenti a coppie (o paia), i nervi cranici sono strutture nervose fondamentali, che nascono a livello dell'encefalo e possono avere funzione sensitiva, motoria o entrambe (quindi mista).

Il nervo trigemino è un nervo dalle funzioni miste, ma con una prevalenza di fibre sensitive.
Ha origine a livello del ponte di Varolio (tronco encefalico) e si suddivide, poco dopo il punto d'emergenza, in tre grosse divisioni (o branche): il nervo oftalmico, il nervo mascellare e il nervo mandibolare.
Il nervo oftalmico e il nervo mascellare ricoprono un ruolo esclusivamente sensitivo, mentre il nervo mandibolare possiede sia fibre nervose sensitive sia fibre nervose motorie.
Le tre divisioni del nervo trigemino compiono tre percorsi specifici, lungo i quali danno origine ad ulteriori diramazioni.

Breve ripasso di cos'è un nervo

Per capire appieno che cos'è un nervo, è necessario partire dal concetto di neurone.
I neuroni rappresentano le unità funzionale del sistema nervoso. Il loro compito è generare, scambiare e trasmettere tutti quei segnali (nervosi) che consentono il movimento muscolare, le percezioni sensoriali, le risposte riflesse ecc.
In genere, un neurone consta di tre parti:

  • Un corpo, dove risiede il nucleo cellulare.
  • I dendriti, che equivalgono a delle antenne di ricezione dei segnali nervosi provenienti da altri neuroni o da recettori situati in periferia.
  • Gli assoni, i quali sono dei prolungamenti cellulari aventi la funzione di diffondere il segnale nervoso. L'assone ricoperto da mielina (guaina mielinica) è detto anche fibra nervosa.

Un fascio di assoni costituisce un nervo.
I nervi possono trasportare le informazioni in tre modi:

  • Dal sistema nervoso centrale (SNC) alla periferia. I nervi con questa proprietà prendono il nome di efferenti. I nervi efferenti controllano il movimento dei muscoli, quindi sono a capo della sfera motoria.
  • Dalla periferia al SNC. I nervi con questa capacità prendono il nome di afferenti. I nervi afferenti segnalano al SNC ciò che hanno rilevato in periferia, pertanto ricoprono una funzione sensitiva (o sensoriale).
  • Dal SNC alla periferia e viceversa. I nervi con questa doppia capacità prendono il nome di misti. I nervi misti svolgono una doppia funzione: motoria e sensitiva.

Cos'è il nervo trigemino?

Il nervo trigemino è il quinto paio di nervi cranici dei dodici totali, presenti nel corpo umano.
È un nervo misto, ma con una maggiore funzione sensitiva; inoltre, possiede delle fibre nervose che ricoprono un ruolo anche all'interno del sistema nervoso parasimpatico (fibre nervose parasimpatiche).
Deve il suo particolare nome al fatto che, da esso, derivano tre grosse ramificazioni nervose (note anche come divisioni o branche del trigemino): il nervo oftalmico (V1), il nervo mascellare (V2) e il nervo mandibolare (V3).
Prima di addentrarci nella complessa anatomia e fisiologia del nervo trigemino, è opportuno rivedere che cosa sono i nervi cranici e il sistema nervoso parasimpatico.

CHE COSA SONO I NERVI CRANICI?

I nervi cranici (o nervi encefalici) sono un gruppo di nervi che originano da alcune strutture dell'encefalo e che possono trasportare informazioni motorie, sensitive o miste.
Presenti in coppie, sono in tutto dodici paia. A identificare ciascun paio, sono i numeri romani da I a XII.
Eccetto il I e il II paio - che nascono, rispettivamente, da telencefalo e diencefalo - le dieci paia rimanenti emergono dal tronco encefalico (una componente fondamentale del sistema nervoso centrale).
Mediante i loro assoni, i nervi cranici stabiliscono contatti con la muscolatura, le ghiandole e gli organi di senso della testa e del collo.
All'interno di questo quadro, rappresenta un'eccezione il nervo vago (o X paio): a differenza degli altri nervi cranici prende contatto anche con diversi organi toracici e addominali.

Nota bene: nel linguaggio medico, è consuetudine riferirsi alle varie coppie di nervi cranici esistenti con dei nomi al singolare. Quindi, l'uso del termine “nervo trigemino” per indicare il V paio di nervi cranici è del tutto normale, così come lo è l'utilizzo della terminologia “nervo olfattivo” per indicare il I paio di nervi cranici e via di seguito.
Non si tratta di un errore, ma di una semplice convenzione, che vuole facilitare lo studio di queste importanti strutture nervose.

Elenco delle dodici paia di nervi cranici dell'essere umano
Numero Nome Tipo
I Olfattorio Sensoriale
II Ottico Sensoriale
III Oculomotore Motorio
IV Trocleare Motorio
V Trigemino Misto
VI Abducente Motorio
VII Facciale Misto
VIII Vestibolococleare Sensoriale
IX Glossofaringeo Misto
X Vago Misto
XI Accessorio Motorio
XII Ipoglosso Motorio

COS'È IL SISTEMA NERVOSO PARASIMPATICO?

Il sistema nervoso parasimpatico costituisce, assieme al sistema nervoso simpatico, il cosiddetto sistema nervoso autonomo o vegetativo (SNA), il quale svolge un'azione di controllo sulle funzioni corporee involontarie.
Con origine nel sistema nervoso centrale (alcuni suoi nervi originano dal tronco encefalico, altri dal midollo spinale), il sistema nervoso parasimpatico adempie a svariate funzioni: stimola la quiete, il rilassamento, il riposo, la digestione e l'immagazzinamento dell'energia.
Come si può apprezzare dalla figura sotto riportata, presiede al sistema di adattamento noto come “riposo e digestione” (in inglese è “rest and digest”), che caratterizza i momenti di routine e le attività tranquille del vivere quotidiano.
Sistema simpatico e parasimpaticoLa sollecitazione del sistema nervoso parasimpatico può comportare: il restringimento della pupilla (miosi), l'aumento delle secrezioni digestive (salivari, gastriche, biliari, enteriche e pancreatiche), l'incremento dell'attività peristaltica (maggiore motilità intestinale), la diminuzione della frequenza cardiaca, la contrazione dei muscoli bronchiali, il rilassamento dello sfintere vescicale (promozione della minzione), la dilatazione dei vasi sanguigni dei muscoli scheletrici e la stimolazione dell'erezione.
Da un confronto tra il sistema parasimpatico e quello simpatico, si può notare immediatamente che quest'ultimo svolge un'attività diametralmente opposta al primo, in quanto ha funzioni stimolanti, eccitanti e contraenti (del resto presiede al sistema di adattamento noto come “attacco e fuga”).

Anatomia del nervo trigemino

Il nervo trigemino emerge in corrispondenza del margine laterale del ponte di Varolio, con due radici distinte: una sensitiva, che è grossa e piatta, e una motoria, che è piccola e sottile.
La radice sensitiva si dirige e penetra all'interno di una struttura di forma semilunare, chiamata ganglio trigeminale (o ganglio trigeminale di Gasser); il ganglio trigeminale risiede nel cosiddetto cavo di Meckel (o cavo trigeminale).
La radice motoria segue un percorso molto simile, entra nel cavo di Meckel, ma, diversamente dal caso precedente, si mantiene all'esterno del ganglio trigeminale; per la precisione passa inferiormente a quest'ultimo.
Dopo il transito all'interno del cavo di Meckel, il nervo trigemino dà origine alle grosse branche (o divisioni) che lo caratterizzano e da cui deriva il suo nome: il nervo oftalmico, il nervo mascellare e il nervo mandibolare. È doveroso specificare che la radice motoria (che non attraversa il ganglio trigeminale) partecipa alla formazione del solo nervo mandibolare, sommandosi così alle fibre nervose sensitive di quest'ultimo (che invece hanno attraversato il ganglio di Gasser).
Le tre branche escono dal cranio, in tre punti diversi: il nervo oftalmico imbocca la fessura orbitaria superiore, il nervo mascellare attraversa il foro rotondo e, infine, il nervo mandibolare esce attraverso il foro ovale (dell'osso sfenoide).


Dov'è il cavo di Meckel e quali sono i rapporti del ganglio trigeminale di Gasser?
Il cavo di Meckel è una sorta di tasca, formata da uno sdoppiamento della dura madre, cioè la meninge più esterna, posta a contatto diretto col cranio.
Il ganglio trigeminale - che si trova all'interno del cavo di Meckel - è a stretto contatto con la dura madre e confina con il lobo temporale, superiormente, e con il seno cavernoso e la carotide interna, medialmente.

DA DOVE PROVENGONO LE RADICI: I NUCLEI DEL NERVO TRIGEMINO

Le due radici del nervo trigemino provengono da alcuni centri nervosi, chiamati nuclei, che risiedono all'interno del tronco encefalico.
Distribuiti tra mesencefalo, ponte e di Varolio e midollo allungato, questi nuclei sono in tutto 4: tre sensitivi (mesencefalico, principale e spinale) e uno motorio.

  • Il nucleo sensitivo mesencefalico. Con sede nel mesencefalo, contiene i neuroni deputati al trasporto degli impulsi propriocettivi provenienti dai muscoli masticatori e dai muscoli estrinseci oculari.
    Gli impulsi propriocettivi sono informazioni di tipo sensitivo.
  • Il nucleo sensitivo principale. Localizzato nella parte più alta del ponte di Varolio, contiene i neuroni che trasportano le informazioni tattile più fini di tutte e tre le branche del nervo trigemino.
  • Il nucleo sensitivo spinale. Situato nel midollo allungato (inferiormente al ponte di Varolio), contiene i neuroni adibiti al trasporto degli impulsi tattili più grossolani e termodolorifici.
    Questo nucleo riceve anche le fibre sensitive appartenenti al nervo glossofaringeo e al nervo vago.
  • Il nucleo motorio. Situato a livello del ponte di Varolio (vicino al nucleo sensitivo principale), raccoglie il corpo cellulare delle fibre nervose che innervano e controllano il movimento di alcuni muscoli, tra cui i cosiddetti muscoli masticatori.

Ovviamente i nuclei sensitivi sono associati alla radice sensitiva, mentre il nucleo motorio è associato alla radice motoria.


Attenzione: un doveroso chiarimento

Il nervo trigemino trasporta le informazioni sensitive secondo lo schema: recettore sensitivo situato in periferia → nucleo sensitivo → talamo → corteccia.
Il primo passaggio (recettore sensitivo - nucleo sensitivo) avviene per mezzo dei neuroni primari; il secondo passaggio (nucleo sensitivo - talamo) avviene tramite i neuroni secondari; infine, il terzo passaggio (talamo - corteccia) avviene mediante i neuroni terziari.
I corpi cellulari dei neuroni primari risiedono nel ganglio trigeminale di Gasser (i dendriti sono in periferia, mentre gli assoni terminano nel tronco encefalico); i corpi cellulari dei neuroni secondari hanno sede nei nuclei sopradescritti; per finire, i corpi cellulari dei neuroni terziari prendono posto nel talamo.
All'interno del suddetto quadro, rappresenta un'eccezione la via nervosa collegata al nucleo sensitivo mesencefalico. Infatti, i corpi cellulari dei suoi neuroni primari risiedono direttamente nel nucleo sensitivo mesencefalico e non nel ganglio trigeminale (che rappresenta soltanto una struttura di passaggio).

Nota bene: spesso i neurologi identificano i neuroni primari, secondari e terziari con una terminologia al singolare: i primari diventano 1° neurone, i secondari diventano 2° neurone e i terziari diventano 3° neurone.

NERVO OFTALMICO

Esclusivamente sensitivo, il nervo oftalmico decorre anteriormente alla parete laterale del seno cavernoso, sopra il nervo trocleare.
A livello della fessura orbitaria superiore, si separa in tre ulteriori branche: il nervo lacrimale, il nervo frontale e il nervo nasociliare.
Lungo il loro percorso, il nervo frontale e il nervo nasociliare danno vita ad altre diramazioni ancora: per esempio, il nervo sopratrocleare, nel caso del frontale, e i nervi etmoidale posteriore e anteriore, nel caso del nasociliare.

NERVO MASCELLARE

Esclusivamente sensitivo, il nervo mascellare scorre anteriormente alla parete laterale del seno cavernoso (come l'oftalmico), sotto il nervo trocleare. Successivamente al ganglio di Gasser, occupa una posizione intermedia tra i nervi oftalmico e mandibolare.
Dopo la fuoriuscita dalla cavità cranica (attraverso il foro rotondo), penetra nella fossa pterigopalatina; da qui, raggiunge l'orbita, passando per il solco sottorbitario (o fessura orbitaria inferiore) e per il canale sottorbitario e uscendo dal cosiddetto foro sottorbitario (o foro infraorbitario).
Lungo questo intricato percorso, dà origine a numerose branche, tra cui: il nervo meningeo medio, il nervo zigomatico, i nervi sfenopalatini, i nervi alveolari superiori ecc.


Le principali branche del nervo mascellare
Sede Nervo
Cranio
  • Nervo meningeo medio
Dopo la fossa pterigopalatina
  • Nervo zigomatico
  • Nervi sfenopalatini (da cui derivano i nervi nasali postero-superiori e i nervi palatini)
  • Nervi alveolari superiori (da cui derivano il nervo alveolare superiore posteriore, il nervo alveolare superiore medio e il nervo alveolare superiore anteriore)
  • Nervo infraorbitario
  • Nervo pterigopalatino
Nel canale sottorbitario
  • Nervo alveolare superiore anteriore
  • Nervo infraorbitario
Sulla faccia
  • Nervo palpebrale inferiore
  • Nervo labiale superiore
  • Nervo laterale nasale

NERVO MANDIBOLARE

Il nervo mandibolare è la divisione del nervo trigemino più voluminosa.
Del resto, contiene una componente sensitiva, paragonabile per volume a quelle del nervo oftalmico e del nervo mascellare, e una componente motoria (che è, di fatto, tutta la radice motoria in uscita dal ponte di Varolio).
Dopo la sua fuoriuscita dal cranio, a livello del foro ovale dell'osso sfenoide, emette subito un piccolo ramo collaterale, il cosiddetto nervo spinoso.
Pochi millimetri dopo questa prima diramazione, dà origine a due serie di ramificazioni, chiamate, tronchi: il tronco anteriore e il tronco posteriore.
Il tronco anteriore forma 4 branche: il nervo masseterino, il nervo buccale, il nervo temporale profondo e il nervo pterigoideo laterale.
Il tronco posteriore, invece, origina 3 branche: il nervo auricolotemporale, il nervo linguale e il nervo alveolare inferiore.


Funzione delle principali branche del nervo mandibolare.
Hanno funzione sensitiva... Hanno funzione motoria...
Nervo spinoso Nervo pterigoideo laterale
Nervo buccale Nervo temporale profondo
Nervo auricolotemporale Nervo masseterino
Nervo linguale Nervo alveolare inferiore (con sola branca chiamata nervo miloioideo)
Nervo alveolare inferiore (fa eccezione una branca)

Trigemino
Dal sito: msk-anatomy.blogspot.it

FIBRE PARASIMPATICHE DEL TRIGEMINO

Riprendendo un'affermazione iniziale, il nervo trigemino contiene anche fibre con funzione parasimpatica.
Queste fibre hanno una caratteristica particolare: seguono il percorso di alcune branche trigeminali, ma appartengono ad altri nervi cranici, nella fattispecie il nervo facciale (o VII nervo cranico) e il nervo glossofaringeo (o IX nervo cranico).
Quindi, a includerle nel sistema trigeminale è soltanto il fatto che si sommano alle diramazioni del nervo trigeminale (nervo oftalmico, nervo mascellare e nervo mandibolare).
I contatti più importanti, che le fibre parasimpatiche del nervo trigemino stabiliscono lungo il loro percorso, sono con le ghiandole lacrimali, le ghiandole nasali, le ghiandole sottolinguali e sottomandibolari e, infine, le ghiandole parotidi.

Funzioni

Con la sua componente sensitiva, il nervo trigemino innerva: la cute del volto, la parte anteriore del cuoio capelluto, le mucose buccale e nasale, la congiuntiva, il bulbo oculare e i denti.
Con la sua componente motoria, provvede all'innervazione dei muscoli masticatori e di altri specifici elementi muscolari situati in vicinanza della mandibola.
Infine, con la sua componente parasimpatica, controlla le secrezioni nasali, lacrimali e salivari.

NERVO OFTALMICO

Tramite le sue numerose diramazioni, il nervo oftalmico trasporta, al sistema nervoso centrale, informazioni sensitive proveniente da:

  • La fronte e la parte anteriore del cuoio capelluto;
  • I seni frontali e i seni etmoidali. I primi sono cavità paranasali situate dell'osso frontale, sopra le orbite; i secondi sono cavità paranasali con sede nell'osso etmoide, sotto l'osso frontale e sopra la mascella;
  • Le palpebre superiori e le congiuntive associate;
  • Le cornee;
  • La regione dorsale del naso.

Le fibre nervose parasimpatiche del nervo oftalmico innervano esclusivamente le ghiandole lacrimali. Tali fibre appartengono, in origine, al nervo facciale.

NERVO MASCELLARE

Per mezzo delle sue branche e sottobranche, il nervo mascellare conduce, verso il sistema nervoso centrale, i segnali sensitivi provenienti da:

  • Le palpebre inferiori e le congiuntive ivi presenti;
  • La meninge dura madre encefalica;
  • Le guance e i seni mascellari;
  • Le cavità nasali e le zone laterali del naso;
  • Il labbro superiore;
  • L'arcata dentaria superiore, costituita da incisivi, canini e molari, e la gengiva associata;
  • Il palato superiore.

Le fibre nervose parasimpatiche associate al nervo mascellare innervano le ghiandole lacrimali e la ghiandole nasali. Come quelle del nervo oftalmico, anche le sopraccitate fibre appartengono, originariamente, al nervo facciale.

NERVO MANDIBOLARE

Con le sue branche sensitive, il nervo mandibolare veicola, al sistema nervoso centrale, le informazioni provenienti da:

  • La mucosa del pavimento della bocca e la mucosa delle guance (nervo buccale)
  • L'orecchio esterno (nervo temporale profondo).
  • I 2/3 anteriori della lingua (nervo linguale).
  • Il labbro inferiore (diramazioni del nervo alveolare inferiore).
  • Il mento (diramazioni del nervo alveolare inferiore).
  • L'arcata dentaria inferiore, costituita da incisivi, canini e molari, e la gengiva associata (diramazioni del nervo alveolare inferiore)

Tramite le fibre motorie, invece, controlla:

  • I muscoli adibiti alla masticazione, cioè il muscolo pterigoideo mediale (nervo pterigoideo mediale), il muscolo pterigoideo laterale (nervo pterigoideo laterale), il muscolo massetere (nervo masseterino) e il muscolo temporale (nervo temporale profondo).
  • Il muscolo tensore del velo palatino (gruppo di nervi del tensore del velo palatino).
  • Il muscolo tensore del timpano (nervo del tensore del timpano).
  • Il ventre anteriore del muscolo digastrico e il muscolo miloioideo (nervo miloioideo).

Infine, le fibre nervose parasimpatiche associate al nervo mandibolare innervano le ghiandole sottomandibolari e sottolinguali e le ghiandole parotidi.
Quelle innervanti le ghiandole sottomandibolari e sottolinguali appartengono al nervo facciale, mentre, quelle che controllano le ghiandole parotidi fanno parte del nervo glossofaringeo.

Patologie associate

La più comune e conosciuta condizione morbosa, che prevede il coinvolgimento del nervo trigemino, è la cosiddetta nevralgia del trigemino.
Rientrante nella categoria delle neuropatie, la nevralgia del trigemino è una sindrome cronica, che provoca l'insorgenza di forte dolore nelle aree del volto innervate dal nervo trigemino, cioè: fronte, occhio, orecchio, naso, regione anteriore del cuoio capelluto, mento, bocca e mandibola.
Nevralgia TrigeminoIn genere, i soggetti con nevralgia del trigemino soffrono di attacchi di dolore (nel gergo medico, si parla di “crisi”), i quali hanno breve durata (1-2 minuti), ma sono molto intensi e compaiono senza alcun preavviso.
La precisa causa della nevralgia del trigemino è ancora sconosciuta. Secondo le ipotesi più attendibili, a provocarla sarebbe la compressione del nervo trigemino, esercitata da uno dei vasi sanguigni che vi scorrono accanto (o che scorrono accanto a una delle sue diramazioni principali).
La compressione di un nervo importante determina una sua alterazione funzionale e l'invio di segnali anomali all'encefalo.
Spesso, la nevralgia del trigemino è associato all'invecchiamento e a particolari condizioni patologiche come: le malattie del sistema nervoso centrale (sclerosi multipla), lesioni cerebrali, traumi, anomalie dei vasi sanguigni (aneurismi), infezioni (herpes zoster che causa la cosiddetta nevralgia post-erpetica) ecc.
Convivere con la nevralgia del trigemino può risultare alquanto difficile, specie quando la sintomatologia è intensa e i rimedi terapeutici poco efficaci.
Nei casi più gravi, il mancato miglioramento di un quadro sintomatologico particolarmente grave può portare anche a depressione: disperazione e tristezza sono dovute al fatto che non c'è un miglioramento delle condizioni di salute.
A soffrire maggiormente di nevralgia del trigemino sono, per una motivo ancora ignoto, i soggetti di sesso femminile.

Curiosità

Sarà capitato a molti lettori di sottoporsi a qualche trattamento odontoiatrico e ricevere, nell'occasione, un'anestesia locale contro il dolore.
A livello anatomico, i dentisti praticano questa anestesia nei punti dove scorrono le diramazioni del nervo trigemino.
Ricorrendo a un esempio concreto, i dentisti alle prese con un soggetto avente problemi dentari all'arcata inferiore effettuano l'iniezione anestetica a livello del nervo alveolare inferiore, cioè la branca del nervo mandibolare che scorre nel canale mandibolare e innerva le gengive e i denti della mandibola.
Grazie alle possibilità di desensibilizzare il nervo trigemino è possibile curare molti disturbi dentari, senza particolari sofferenze per il paziente.



Ultima modifica dell'articolo: 15/11/2016