Mitomicina

Le mitomicine sono una famiglia di aziridine naturali prodotte dal batterio Streptomyces caespitosus. Questa famiglia comprende la mitomicina A, la mitomicina B e la mitomicina C (più semplicemente, conosciuta come mitomicina).

Mitomicina

Mitomicina - Struttura Chimica

La mitomicina C è un antibiotico citotossico (tossico per le cellule) e per questo è utilizzato nella chemioterapia antineoplastica per il trattamento di varie forme tumorali.
Oltre ad essere citotossica, la mitomicina C presenta attività nei confronti di batteri Gram + e Gram -, nei confronti della Rickettsia e nei confronti di alcuni tipi di virus.

Indicazioni terapeutiche

La mitomicina può essere utilizzata da sola o in associazione ad altri farmaci antitumorali per il trattamento di:

Avvertenze

La mitomicina deve essere somministrata sotto lo stretto controllo di un medico specializzato nella somministrazione di agenti antitumorali.
A causa della tossicità della mitomicina nei confronti del midollo osseo, nei pazienti in cura con il farmaco deve essere attentamente monitorato l'emocromo, piastrine incluse.
Va prestata molta attenzione alla somministrazione di mitomicina in pazienti affetti da preesistente mielosoppressione (soppressione del midollo osseo), poiché l'assunzione del farmaco potrebbe provocare un'esacerbazione della mielosoppressione stessa.
La somministrazione di mitomicina in pazienti affetti da preesistenti infezioni potrebbe far sì che queste si aggravino.
L'assunzione di mitomicina da parte di pazienti affetti da varicella dovrebbe essere evitata, poiché la somministrazione del farmaco potrebbe provocare disordini sistemici fatali.
L'utilizzo di mitomicina per lunghi periodi può aumentarne gli effetti avversi.
Va usata cautela nella somministrazione di mitomicina in pazienti affetti da precedenti epatopatie e/o nefropatie.
La mitomicina deve essere somministrata con cautela nei bambini, avendo cura di tenerli sotto stretto controllo medico in modo da individuare l'eventuale comparsa di un qualsiasi effetto collaterale.
Se durante l'iniezione endovenosa di mitomicina avviene lo stravaso, è raccomandata l'infiltrazione nell'area interessata di una soluzione di sodio bicarbonato e l'iniezione di desametasone. Inoltre, potrebbe essere utile la somministrazione per via parenterale di vitamina B6, in modo da favorire la rigenerazione dei tessuti danneggiati.
Chi pratica l'iniezione di mitomicina, deve prestare attenzione a non far entrare il farmaco in contatto con la propria cute.

Interazioni con altri farmaci

La tossicità della mitomicina a carico del midollo osseo può essere aumentata da farmaci quali:

La somministrazione concomitante di mitomicina e doxorubicina (un farmaco antitumorale) potrebbe aumentare la cardiotossicità indotta da doxorubicina.
L'inattivazione epatica della mitomicina è potenziata dalle vitamine C, B6 e B2, dall'inosina e dal sodio iposolfito.
La somministrazione concomitante di mitomicina e di alcaloidi della vinca (altri farmaci antitumorali, come - ad esempio - vincristina e vindesina) può causare dispnea e broncospasmo. Il meccanismo con cui ciò avviene, tuttavia, non è noto.

Effetti collaterali

La mitomicina può indurre una serie di effetti collaterali la cui manifestazione può variare molto da un paziente all'altro. Infatti, ogni individuo risponde in maniera differente alla chemioterapia in base alla propria sensibilità nei confronti del farmaco.
Di seguito, sono riportati i principali effetti collaterali che possono manifestarsi in seguito al trattamento con mitomicina.

Mielosoppressione

Il trattamento con mitomicina può causare mielosoppressione. Questa soppressione implica una riduzione della produzione di cellule del sangue (ridotta ematopoiesi) che può portare a:

  • Anemia (diminuzione dei livelli ematici di emoglobina), il principale sintomo dell'insorgenza di anemia è la sensazione di spossatezza fisica;
  • Leucopenia (diminuzionedei livelli di globuli bianchi), con aumentata suscettibilità alla contrazione d'infezioni;
  • Piastrinopenia (diminuzione del numero di piastrine), questo porta alla comparsa di lividi e sanguinamenti anomali con aumentato rischio di emorragie.

La mielosoppressione è il principale effetto collaterale uso-limitante della mitomicina. È un effetto lento nel manifestarsi, ma che si protrae a lungo nel tempo.

Cancerogenicità

In seguito al trattamento con mitomicina, sono stati riportati casi di leucemie acute e sindrome mielodisplastica (patologia che coinvolge le cellule staminali ematopoietiche, cioè le cellule progenitrici che generano le cellule del sangue).

Patologie respiratorie

La terapia con mitomicina può causare tosse, broncospasmo, polmoniti, fibrosi polmonare e malattia polmonare interstiziale. In alcuni casi, la tossicità polmonare può essere fatale.

Patologie gastrointestinali

La mitomicina può causare nausea, vomito e diarrea.
Il vomito può essere tenuto sotto controllo con l'uso di farmaci antiemetici (antivomito), mentre la diarrea può essere trattata con farmaci antidiarroici. Se i sintomi si presentano in forma severa - o se persistono nonostante l'utilizzo dei farmaci - è necessario informare il medico che potrebbe anche valutare la sospensione del trattamento con mitomicina. In ogni caso, è bene bere molto per reintegrare i liquidi persi.
La mitomicina può, inoltre, causare stomatiti, costipazione e disturbi addominali.

Patologie renali e urinarie

In seguito al trattamento con mitomicina possono insorgere patologie renali e urinarie quali:

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

La mitomicina può provocare eruzioni cutanee accompagnate da prurito, eritemi e rash cutanei. Si consigliano l'utilizzo di detergenti neutri e - qualora il medico lo ritenesse necessario - l'uso di creme antistaminiche.
Si possono notare anche modificazioni delle unghie che possono scurirsi o solcarsi, ma torneranno normali dopo qualche tempo dal termine della terapia.
La somministrazione intraarteriosa di mitomicina, inoltre, può provocare danni alla cute quali ulcere, dolore, rossore, indurimento, edema, vesciche ed erosione della zona coinvolta che può provocare necrosi cutanea e muscolare.

Reazioni allergiche

La terapia con mitomicina può provocare reazioni allergiche in soggetti sensibili. I sintomi che si possono manifestare sono dispnea, sudorazione, abbassamento della pressione sanguigna, reazione anafilattoide e shock anafilattico.

Patologie epatobiliari

Il trattamento con mitomicina può causare disfunzioni epatiche, colecistiti (infiammazioni della cistifellea) e ittero.
Inoltre - se la mitomicina è somministrata nell'arteria epatica - possono insorgere biloma (raccolta di bile al di fuori dei dotti biliari), colangite (infiammazione dei dotti biliari) e necrosi dei dotti biliari.

Patologie legate al sito d'iniezione

Quando la mitomicina è somministrata per via endovenosa, l'infusione dovrebbe avvenire il più lentamente possibile in modo da evitare l'insorgenza di dolori vascolari e/o di tromboflebiti. Inoltre, se durante la somministrazione avviene lo stravaso, si può assistere all'indurimento e/o alla necrosi dei tessuti circostanti la sede d'iniezione.
La somministrazione intravescicale di mitomicina può causare la contrazione della vescica; tale contrazione può provocare disuria (difficoltà di escrezione delle urine), poliuria (eccessiva formazione ed escrezione delle urine), perforazione della vescica, necrosi della vescica e necrosi del pene.

Altri effetti collaterali

Altri effetti collaterali che possono insorgere in seguito all'assunzione di mitomicina sono:

Sovradosaggio

Non esiste un antidoto per il sovradosaggio da mitomicina. In caso si sospetti di aver assunto una dose eccessiva di farmaco, è necessario contattare immediatamente il medico.

Meccanismo d'azione della mitomicina

La mitomicina è in grado di intercalarsi nel doppio filamento di DNA e - una volta al suo interno - è in grado di formare radicali liberi citotossici (tossici per le cellule) che causano la rottura e la frammentazione del DNA stesso. A questo punto, la cellula tumorale si trova totalmente privata del suo patrimonio genetico e - non potendo più svolgere alcuna attività - muore.
Inoltre, sembra che la mitomicina sia anche in grado di interferire con l'attività dell'RNA e con la sintesi proteica.

Modalità d'uso e posologia

La mitomicina è disponibile per la somministrazione endovenosa, intraarteriosa e intravescicale. Si presenta come una polvere che deve essere disciolta in un apposito solvente appena prima del suo utilizzo. Una volta disciolta, la mitomicina si presenta come una soluzione color porpora.
La somministrazione endovenosa può avvenire attraverso tre differenti vie:

  • Attraverso una cannula (un sottile tubicino) che viene inserita in una vena di un braccio o di una mano;
  • Attraverso un catetere venoso centrale che viene inserito sottocute in una vena in prossimità della clavicola;
  • Attraverso la linea PICC (Peripherally Inserted Central Catheter), in questo caso, il catetere viene inserito in una vena periferica, di solito di un braccio. Questa tecnica è utilizzata per la somministrazione di farmaci antitumorali per un tempo prolungato.

La posologia di mitomicina deve essere stabilita dal medico in base al tipo di tumore che si deve trattare, in base al tipo di somministrazione scelta e in base al quadro clinico e alle condizioni del paziente. Inoltre, la quantità di farmaco somministrata può variare a seconda che il farmaco sia utilizzato in monoterapia o in terapia di associazione.

Somministrazione endovenosa

La dose abituale di mitomicina somministrata per via endovenosa è di 4-15 mg/m2 di peso corporeo, da somministrarsi a intervalli di 1-6 settimane.

Somministrazione intravescicale

La dose di solito impiegata in questo tipo di somministrazione è di 10-40 mg di mitomicina una o due volte la settimana, oppure ad intervalli di 2-4 settimane.

Somministrazione intrarteriosa

La dose abituale di mitomicina che si utilizza per l'infusione intraarteriosa è di 2-4 mg di farmaco al giorno, oppure 10-30 mg da somministrarsi in bolo unico.

La dose di mitomicina somministrata, generalmente, viene ridotta quando il farmaco è somministrato in associazione ad altri agenti antitumorali.

Gravidanza e Allattamento

La mitomicina non deve essere somministrata a donne in gravidanza e in madri che allattano al seno.

Controindicazioni

L'utilizzo di mitomicina è controindicato nei seguenti casi:

  • Ipersensibilità nota alla mitomicina e/o ad altre sostanze aventi una struttura chimica analoga a quella della mitomicina;
  • In pazienti affetti da preesistente mielosoppressione;
  • In presenza di patologie della coagulazione;
  • In pazienti a rischio di emorragie;
  • In pazienti con gravi infezioni in atto;
  • In gravidanza;
  • Durante l'allattamento.

Ultima modifica dell'articolo: 17/11/2016