Misofonia

Generalità

Misofonia è il termine che indica una forma di intolleranza acustica, da parte di una persona, nei confronti di rumori specifici emessi da terzi.
MisofoniaAl momento attuale, la misofonia è un problema molto dibattuto e che, per i dubbi che solleva, non rientra ancora a pieno diritto nell'elenco dei disturbi acustici (come per esempio l'iperacusia).
Alla percezione dei suoni o rumori verso cui è intollerante, il soggetto con misofonia può reagire in vari modi: provando fastidio o disagio, manifestando gesti di rabbia o irritabilità, diventando agitato, sviluppando aggressività ecc.
Al momento attuale, non esiste alcuna terapia specifica contro la misofonia.
Infatti, i trattamenti a cui i medici ricorrono sono la terapia del suono – che è specificatamente indicata per la cura degli acufeni – e la psicoterapia cognitivo-comportamentale.

Cos'è la misofonia?

La misofonia è l'intolleranza a suoni specifici, emessi da terzi (siano questi persone o cose).
Causa di reazioni emotive e fisiche negative, la misofonia è un disturbo acustico presunto, oggetto di controversie tra gli esperti e non ancora inserito in una precisa categoria patologica.

Differenze con l'iperacusia

La misofonia è diversa dall'iperacusia, che è invece l'ipersensibilità a suoni che, di norma, non provocano alcun fastidio all'orecchio dell'essere umano.
L'iperacusia è una condizione medica riconosciuta.

ORIGINE DEL NOME

Misofonia è una parola di origine greca, frutto dell'unione tra:

  • Il termine “misos” (μῖσος), che significa “odio”, e
  • Il termine “fonos” (φόνος), che vuol dire “suono” o “voce”.

Quindi, letteralmente, misofonia significa “odio per il suono”.

EPIDEMIOLOGIA

Secondo alcune indagini statistiche, soffrirebbero di misofonia almeno il 60% delle persone con tinnito (o acufeni).
A livello di popolazione generale, sembra che la misofonia riguardi circa il 20% delle persone.
La misofonia può interessare persone di qualsiasi età, anche se è bene sottolineare come, per ragioni ancora poco chiare, i soggetti più a rischio siano le donne di età prepuberale.

Cause

C'è ancora poca chiarezza sulle possibili cause di misofonia.
I medici e gli esperti in materia sono propensi a ritenere che il disturbo sia, in qualche modo, connesso a un malfunzionamento del sistema (o apparato) uditivo centrale, presente a livello dell'encefalo; mentre escludono che all'origine ci siano problemi specifici dell'orecchio (per esempio, a livello dell'apparato vestibolare) oppure alterazioni anatomo-strutturali del cervello.

Sintomi, segni e complicazioni

I sintomi della misofonia sono risposte comportamentali a suoni e/o rumori specifici. Quindi, questi suoni o rumori possono considerarsi come il cosiddetto “grilletto” delle reazioni e dei gesti d'intolleranza.
Le risposte comportamentali più comuni della misofonia consistono in: 

  • Fastidio o disagio
  • Episodi di panico, talvolta anche incontrollato
  • Episodi di rabbia
  • Agitazione
  • Aggressività e irritabilità
  • Tendenza ad allontanarsi dalla fonte del suono verso cui c'è intolleranza
  • Attacchi d'ansia, con sintomi fisici delle reazioni attacco-fuga (tensione muscolare, sudorazione, battito cardiaco accelerato ecc)
  • Disgusto

Per quanto riguarda invece i cosiddetti “grilletti” della misofonia, i suoni scatenanti più comuni sono:

  • I suoni orali, come mangiare, sorseggiare una bevanda, baciare, succhiare attraverso una cannuccia, deglutire i cibi, mangiarsi le unghie, sputare, leccare, usare il filo interdentale, masticare, raschiare i denti sulle posate, lavarsi i denti, sgranocchiare cibi croccanti, digrignare i denti, scrocchiare la mascella ecc.
  • Le voci dal tono nasale, ronzante, ovattato o sibilante, i canti stonati e i suoni vocali emessi in occasione delle interiezioni “ah!”, “eh!”, “oh!” ecc.
  • I suoni nasali, cioè emessi dal naso. Appartengono a tale categoria i rumori prodotti in occasione di: respiri profondi, sbuffi, fischi col naso, russamento, difficoltà respiratorie, respiro congestionato e singhiozzo.
    Rimanendo sempre in quest'ambito, meritano una citazione particolare anche il suono nasale di sbadigli, starnuti e dell'atto di “tirare su col naso”.
  • I suoni degli animali. Possono essere oggetto d'intolleranza: l'abbaio dei cani, il cinguettio degli uccelli, il gracchiare delle rane, il lappare e il piagnucolare di cani e gatti ecc.
  • I suoni emessi con i movimenti del corpo, come per esempio: lo scrocchio delle articolazioni (es: collo, mani, gambe ecc), il rumore emesso dalle unghie che battono su un tavolo o il rumore prodotto da certi tipi di calzature (es: le scarpe col tacco)
  • I suoni emessi dai bambini piccoli, quando piangono, balbettano, urlano ecc.
  • I suoni ambientali, come: le suonerie dei cellulari, il ticchettio degli orologi, il rumore delle stoviglie che sbattono tra di esse, il rumore delle motoseghe, il fruscio o lo strappo della carta, il rumore dei tosaerba, lo sbattimento di porte e finestre, i clacson degli automezzi, un volume troppo elevato di radio o TV, il rumore di sottofondo emesso dai frigoriferi, il rumore della tastiera del computer, lo sfregamento di determinati oggetti su certe superfici, la compressione delle bottiglie di plastica ecc.

COMPLICAZIONI DELLA MISOFONIA

Nei casi estremi, la misofonia può interessare la sfera sociale, con la persona affetta che arriva a evitare determinati luoghi, il posto di lavoro, la scuola, l'ambiente familiare ecc, per non sentire il suono fastidioso, causa dei sintomi d'intolleranza.
Da ciò, le complicanze che ne possono derivare sono principalmente due: tendenza all'isolamento e difficoltà nello stabilire e/o mantenere i rapporti interpersonali.

CONDIZIONI ASSOCIATE

Per motivi ancora sconosciuti, molte persone che manifestano i sintomi della misofonia sono soggetti affetti da: il cosiddetto disturbo ossessivo compulsivo, il cosiddetto disturbo ossessivo compulsivo di personalità, varie forme di depressione, disturbo bipolare, sindrome di Tourette, disturbi d'ansia o disturbi alimentari.

Diagnosi

Per una diagnosi corretta di misofonia, sono fondamentali: l'esame obiettivo, un questionario relativo ai cosiddetti “grilletti” delle reazioni d'intolleranza e, per finire, i test che permettono di escludere tutte quelle condizioni mediche riconosciute, responsabili di sintomi simili (diagnosi differenziale).
È durante la fase diagnostica che chi visita il paziente si accorge se quest'ultimo soffre anche di tinnito.


Cos'è il tinnito, noto anche con il termine plurale di acufeni?
Il termine tinnito definisce un fastidioso ronzio alle orecchie, in assenza di fonti sonore esterne.
In alcune occasioni, il tinnito è un fenomeno temporaneo e totalmente reversibile; in altri frangenti, invece, costituisce un disturbo quasi ricorrente, quasi invalidante, che può avere anche ripercussioni negative sulle normali attività quotidiane.

CHI SI OCCUPA DELLA DIAGNOSI?

Hanno le competenze necessarie all'individuazione della misofonia vari specialisti, tra cui: i medici esperti in materia di audiologia, i medici psichiatri, i terapisti del linguaggio e gli psicologi.

QUALCHE DETTAGLIO SULLA DIAGNOSI DIFFERENZIALE

Tra le condizioni poste sotto osservazione durante la diagnosi differenziale, rientrano: la perdita di udito legata all'invecchiamento, l'iperacusia e i disturbi che provocano allucinazioni di tipo acustico.

Terapia

Complici anche le incertezze che riguardano il problema, medici ed esperti in materia di audiologia non hanno ancora messo a punto una specifica terapia contro la misofonia. Tuttavia, nel corso delle loro numerose prove sperimentali sui pazienti, hanno potuto constatare, curiosamente, che la cosiddetta terapia del suono, adottata per il trattamento degli acufeni, è utile a migliorare il livello di sopportazione di certi suoni e ridurre il grado di intolleranza.
Inoltre, è scoperta alquanto recente che alcuni casi particolari di misofonia traggono beneficio anche dalla terapia cognitivo-comportamentale, cioè una tecnica molto comune di psicoterapia.

TERAPIA DEL SUONO: I CONCETTI DI BASE

Lo scopo della terapia del suono, nota anche con la sigla TRT (Tinnitus Retraining Therapy) è la desensibilizzazione acustica del paziente. In medicina, il termine desensibilizzazione fa riferimento a quell'insieme di processi finalizzati alla diminuzione (o, nella migliore delle ipotesi, alla risoluzione) di uno stato di abnorme avversione/sensibilità verso determinate sostanze.
In termini pratici, questi processi consistono nel somministrare al paziente dosi progressivamente crescenti della sostanza incriminata (cioè quella verso cui il paziente stesso è altamente sensibile), in maniera tale da innescare un processo di adattamento.
Chiaramente, nel caso della desensibilizzazione acustica per la cura della misofonia, le “sostanze” da “somministrare in dosi crescenti”, con lo scopo di ridurre l'intolleranza e abituare l'orecchio a sentirle, sono rumori e suoni fastidiosi e insopportabili.
Nota bene: la tecnica della desensibilizzazione è particolarmente indicata in caso di allergie. In questi frangenti, il termine sostanza è appropriato, perché fa riferimento all'allergene verso cui il paziente trattato è ipersensibile.

MODALITÀ E TEMPI DELLA TERAPIA DEL SUONO

La terapia del suono prevede l'applicazione di un erogatore di suoni all'orecchio del paziente.
Questo particolare strumento può emettere rumori di intensità regolabile; la possibilità di regolazione dei suoni consente di realizzare con precisione il trattamento di desensibilizzazione. 
L'esposizione ai rumori fastidiosi deve avvenire giornalmente: in fase iniziale, le ore di trattamento giornaliere vanno da 6 a 8; in fase più avanzata possono diventare anche meno di 6, a patto però che la terapia si dimostri efficace.
Inizialmente, l'intensità dei rumori erogati dallo strumento è a livelli da non destare alcun fastidio al paziente. Del resto, se non fossi così, il trattamento risulterebbe del tutto inutile.

TERAPIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE

Lo scopo della terapia cognitivo-comportamentale è istruire il paziente sul disturbo di cui soffre, in modo tale che riesca in qualche modo a dominarlo.
In genere, questo particolare trattamento è riservato alle malattie mentali (come accennato, è una tecnica di psicoterapia); tuttavia i medici hanno notato che risulta efficace anche contro diversi disturbi acustici – tra cui la misofonia e l'iperacusia – caratterizzati da attacchi di panico e disturbi d'ansia crescenti.

ESISTONO DEI FARMACI EFFICACI CONTRO LA MISOFONIA?

Svariati medici hanno testato diverse classi di farmaci sulle persone con misofonia, con l'intento di capire se ci fosse una o più sostanze farmacologiche capaci di avere un qualche effetto terapeutico.
Tali sperimentazioni non hanno prodotto i risultati sperati. Quindi, dal punto di vista farmacologico, la misofonia non è curabile.
Tra i medicinali testati per il trattamento della misofonia, rientrano: gli ansiolitici, gli antidepressivi e gli integratori dietetici a base di vitamine, minerali od olio di pesce.

Prognosi

Secondo attendibili studi statistici, con gli opportuni trattamenti, l'80% delle persone con misofonia guarisce dal disturbo, senza ricadute.
Quindi, in generale, la prognosi in caso di misofonia tende a essere più che positiva.
Per ottenere buoni risultati, è importante agire con tempestività e prima che la condizione si complichi.

Prevenzione

Al momento attuale, i medici ignorano se esista un modo per prevenire la misofonia. Di sicuro, concordano sul fatto che un trattamento tempestivo della misofonia ne evita le complicanze derivanti.



Ultima modifica dell'articolo: 15/11/2016