Metastasi

La metastasi è la diffusione di un tumore maligno in una sede differente da quella di origine. Alcune cellule tumorali, infatti, oltre a crescere in modo incontrollato e a confondere i meccanismi difensivi del corpo, acquisiscono la capacità di staccarsi dalla massa neoplastica iniziale e impiantarsi in altri organi o tessuti. MetastasiIn queste sedi, cloni particolarmente resistenti e aggressivi sono in grado di dare origine a formazioni neoplastiche secondarie.

La diffusione di un tumore può avvenire per estensione continua (locale) oppure a distanza, attraverso il flusso sanguigno o il sistema linfatico. In genere, la capacità di sviluppare metastasi è una caratteristica peculiare dei tumori maligni, che permette di distinguerli dalle neoplasie benigne. La diffusione metastatica riduce fortemente la possibilità di cura del tumore, ma le attuali opzioni terapeutiche permettono di controllare la crescita del cancro, alleviare i sintomi causati da esso e, in alcuni casi, possono aiutare a prolungare la vita del paziente oncologico.


Tumore (o neoplasia): espansione clonale di una cellula geneticamente anomala, che perde il controllo della regolazione del ciclo cellulare.
Tumore benigno: massa che si espande rimanendo localizzata nel sito di origine; in alcuni casi, può diventare dannoso.
Tumore maligno: le cellule non rispondono ai normali meccanismi di controllo, ma proliferano attivamente. E' anche detto cancro (o carcinoma). La patologia, provocata da cellule maligne, è caratterizzata da iper-accrescimento (elevato numero di divisioni cellulari), metastasi ed invasività di altri tessuti e organi.

Caratteristiche delle metastasi

  • Un tumore formato da cellule metastatiche è chiamato "metastatico"; è costituito dallo stesso tipo di cloni che formano la massa neoplastica originale, di cui assume anche la stessa denominazione. Ad esempio, un tumore della mammella che diffonde al polmone e forma una metastasi è chiamato "carcinoma mammario metastatico" e non "cancro polmonare".
  • Nella maggior parte dei casi, la presenza di metastasi indica le fasi più avanzate della progressione neoplastica. L'esame istologico è uno strumento fondamentale per ricavare importanti informazioni sul grado di aggressività del tumore e sulla sua capacità di metastatizzare; i risultati permettono, di conseguenza, la messa a punto di una terapia adeguata. In generale, più il cancro primitivo è aggressivo, maggiore è la probabilità che possa dare origine a metastasi.
  • Con poche eccezioni, tutti i tumori maligni possono metastatizzare (ad esempio, i gliomi ed il carcinoma basocellulare raramente metastatizzano).
  • Al microscopio, le cellule tumorali metastatiche sono individuabili da alcune caratteristiche tipiche del tessuto originario e non del sito di impianto.
  • Inoltre, le cellule del tumore primitivo e metastatiche condividono alcune caratteristiche molecolari, come l'espressione di determinate proteine o la presenza di specifiche alterazioni cromosomiche.

Come si forma una metastasi

Lo sviluppo di metastasi è un fenomeno complesso, in cui sono coinvolti numerosi fattori che riguardano sia il tumore che l'organismo ospite.
Queste variabili possono includere:

  • Caratteristiche genetiche della malattia;
  • Tipo di organo coinvolto;
  • Disponibilità di vie per la disseminazione.

Non tutte le cellule tumorali hanno la capacità di metastatizzare. Inoltre, raggiungere con successo un altro distretto dell'organismo non garantisce necessariamente l'insorgenza di una neoplasia secondaria. Affinché un tumore possa determinare la formazione di metastasi è infatti necessario che le sue cellule siano in grado di:

  • Invadere la membrana basale;
  • Muoversi attraverso la matrice extracellulare;
  • Penetrare e sopravvivere nel circolo linfatico o vascolare;
  • Fuoriuscire dalla circolazione e penetrare in un nuovo sito;
  • Sopravvivere e accrescere come metastasi (esempio: angiogenesi).

Vie di disseminazione

La disseminazione delle cellule metastatiche può avvenire:

  • Impianto diretto: quando le cellule tumorali proliferano, possono invadere e crescere direttamente nel tessuto circostante; inoltre, possono diffondere per contiguità in una cavità corporea (come, ad esempio, nel caso di peritoneo, cavità pleurica, pericardio o spazio subaracnoideo).
  • Per via linfatica: le cellule tumorali infiltrano il circolo linfatico e sono trasportate ai nodi di drenaggio. I linfonodi più vicini alla massa tumorale primitiva (denominati anche "linfonodi sentinella") possono risultare ingrossati per infiltrazione e crescita tumorale o per metaplasia dovuta alla risposta immune tumore-specifica.
  • Per via ematica: sono infiltrate preferenzialmente le vene, quindi le metastasi attaccano i punti di arrivo del circolo venoso, come il fegato o i polmoni.

Linfonodi sentinella e metastasi tumorali

  • I capillari linfatici offrono scarsa resistenza al passaggio delle cellule tumorali e permettono una rapida diffusione del tumore.
  • In tal caso, i linfonodi rappresentano stazioni di passaggio per le cellule cancerose migranti; il loro esame clinico può fornire informazioni sulla diffusione di un carcinoma.
  • Il grado di colonizzazione dei linfonodi è un criterio considerato nella stadiazione del carcinoma della mammella e dei linfomi.

Localizzazione delle metastasi

La capacità di colonizzare altri organi varia notevolmente da tumore a tumore. Le sedi più comuni di metastasi sono fegato, polmone, ossa e cervello, ma il cancro può diffondersi quasi ovunque nel corpo. Alcuni tumori primitivi metastatizzano in maniera preferenziale in alcune parti del corpo. Questo "tropismo" dipende dalla sede anatomica, dal tipo di neoplasia e da una serie di altri fattori. Ad esempio, se un tumore colpisce l'intestino, il cui sangue refluo è drenato per via portale, è chiaro che la sede della metastasi primaria sarà al fegato. Se, invece, il tumore è in una sede drenata dalla vena cava, la metastasi primaria sarà principalmente nei polmoni (Vena cavaCuore → Arteria polmonare). Esistono, però, casi particolari in cui i tumori hanno preferenze indipendenti dalle posizioni anatomiche: quelli della mammella e della prostata, per esempio, provocano spesso metastasi ossee, in quanto esiste una stretta correlazione tra questi organi ed il sistema venoso di Batson (connette le vene pelviche e toraciche ai plessi venosi vertebrali interni).
Inoltre, esistono cellule che, a causa del tipo di recettori che esprimono, presentano una predisposizione a colonizzare alcuni tessuti specifici.
La seguente tabella mostra i siti più comuni di metastasi, esclusi i linfonodi, per diversi tipi di cancro:


Tumore Principali siti di metastasi
Vescica Osso, fegato e polmone.
Seno Osso, cervello, fegato e polmone.
Colon-retto Fegato, polmone e peritoneo.
Rene Ghiandola surrenale, ossa, cervello, fegato e polmone.
Polmone Ghiandola surrenale, ossa, cervello, altro polmone e fegato.
Melanoma Ossa, cervello, fegato, cute/muscolo e polmone.
Ovario Fegato, polmone e peritoneo.
Pancreas Fegato, polmone e peritoneo.
Prostata Ghiandola surrenale, ossa, fegato e polmone.
Stomaco Fegato, polmone e peritoneo.
Tiroide Osso, fegato e polmone.
Utero Osso, fegato, polmone, peritoneo e vagina.

Metastasi: segni e sintomi

Alcuni pazienti con tumori metastatici non presentano alcun segno e la condizione è spesso riscontrata durante i controlli di follow-up. Quando si manifestano, il tipo e la frequenza dei sintomi dipendono dalla dimensione e dalla posizione della metastasi.

Talvolta, la presentazione dei sintomi relativi ad una metastasi, consente di identificarla prima del tumore primitivo. Ad esempio, un paziente il cui cancro alla prostata si è diffuso alle ossa del bacino può avere mal di schiena, prima di sperimentare i sintomi del tumore originale.

Diagnosi

Una metastasi coincide sempre con un tumore primitivo, e, come tale, è provocata da cellule tumorali provenienti da un'altra parte del corpo. Se sono presenti i sintomi del tumore secondario, se il risultato di un test di follow-up è anormale o se il medico sospetta una metastasi, vengono effettuati alcuni accertamenti diagnostici.
Il percorso può comportare:

Nella maggior parte dei casi, quando una metastasi è riscontrata prima del tumore primitivo, le indagini sono rivolte a stabilire l'origine del processo patologico.

Biopsia

  • Per determinare se un tumore è primitivo o metastatico, parte del tessuto canceroso può essere prelevata ed esaminata al microscopio. L'uso di tecniche sul campione, quali l'immunoistochimica e la FISH (ibridazione in situ fluorescente), permette ai patologi di determinare la provenienza delle cellule tumorali.
  • In alcuni casi, il tumore primitivo resta sconosciuto.

Marcatori tumorali

Alcuni tipi di cancro sono caratterizzati da marcatori tumorali. Specifici esami del sangue valutano la loro espressione e possono essere utili nel monitorare la malattia, dopo che è stata diagnosticata. L'incremento dei livelli di questi marker può indicare che il tumore è attivo o in fase di progressione.
Alcuni esempi di marcatori tumorali sono:

Diagnostica per immagini

  • L'ecografia è un ottimo strumento per identificare una massa neoplastica nell'addome e consente di distinguere le cisti sospette del fegato.
  • Una tomografia computerizzata (TC) può essere utilizzata per eseguire scansioni di testa, collo, torace, addome e pelvi. La TC con mezzo di contrasto è valida per individuare masse all'interno di linfonodi, polmoni, fegato o altre strutture.
  • Una risonanza magnetica (MRI) è utilizzata per definire potenziali danni al midollo spinale, in presenza di metastasi ossea, o per caratterizzare il coinvolgimento cerebrale.
  • Una radiografia può essere eseguita per vedere se un tumore si è diffuso al polmone.
  • Una scintigrafia ossea è utile per fornire prove di danno osseo e permette di definire se questo è determinato da una metastasi.
  • In alcuni tipi di cancro, una tomografia ad emissione di positroni (PET) è in grado di rilevare aree di attività ipermetabolica in qualsiasi parte del corpo e riesce ad individuare anche metastasi molto piccole.

Trattamento delle metastasi

Il trattamento e la prognosi del paziente è determinata, in larga misura, dal fatto che un tumore rimanga o meno localizzato nella sede di origine. Se il tumore metastatizza ad altri tessuti o organi, di solito, la probabilità di sopravvivenza diminuisce drasticamente (cioè la prognosi diventa sfavorevole). A seconda dei casi, un tumore metastatico può essere trattato con terapie sistemiche (chemioterapia, immunoterapia, terapia ormonale), interventi locali (chirurgia e radioterapia), o una combinazione di queste opzioni ("terapia multimodale").
Le terapie scelte per curare un tumore metastatico dipendono da molti fattori, tra cui:

  • Tipo di tumore primitivo;
  • Sede, dimensioni e numero di tumori metastatici;
  • Età del paziente e condizioni di salute generali;
  • Precedenti modalità terapeutiche a cui è stato sottoposto il paziente oncologico.

Le opzioni di trattamento disponibili sono raramente in grado di curare un tumore metastatico e, spesso, hanno lo scopo di mantenere sotto controllo la malattia o di ridurne i sintomi. La gestione delle metastasi è difficile, poiché le cellule sopravvissute al primo approccio terapeutico potrebbero sviluppare resistenza ai farmaci chemioterapici o ai trattamenti radioterapici. È importante ricordare che sono quasi sempre le metastasi a provocare la morte del paziente; solo in rari casi ne è direttamente responsabile il tumore primitivo. Per questo motivo, è importante che la diagnosi sia effettuata quanto più precocemente possibile (utilità degli esami di screening nei soggetti a rischio)



Ultima modifica dell'articolo: 05/07/2016