Sindrome respiratoria medio-orientale (MERS)

Generalità

La sindrome respiratoria medio-orientale (MERS) è una malattia infettiva provocata da un Coronavirus (MERS-CoV) identificato per la prima volta nel 2012, in Arabia Saudita.
Mers - Sindrome respiratoria medio orientaleLontana parente della già nota SARS (sindrome respiratoria acuta grave), la MERS (dall'inglese: Middle East Respiratory Syndrome) mantiene alto il livello di allerta dell'Organizzazione mondiale della sanità. La preoccupazione è che possa diventare una nuova temibile epidemia e diffondersi a livello globale.
La MERS si manifesta con caratteristiche cliniche che variano dalla malattia asintomatica o lieve alla sindrome da distress respiratorio acuto, fino all'insufficienza multiorgano che conduce al decesso; le probabilità di esito infausto sono elevate soprattutto in soggetti con comorbilità sottostanti (come diabete e nefropatie croniche).

Nella maggior parte delle persone, comunque, l'infezione da MERS-CoV si manifesta con febbre, tosse e difficoltà respiratorie.

Sebbene la maggior parte dei casi di MERS sia insorta in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti, sono stati riferiti casi anche in Europa, negli Stati Uniti e in Asia in persone che avevano viaggiato - o che avevano contatti con chi si era recato - in Medio Oriente.
Dromedari e cammelli sono implicati nella trasmissione diretta o indiretta agli esseri umani, sebbene non siano state ancora confermate le esatte modalità di trasmissione. Il contagio interumano appare invece limitato e sembra avvenire prevalentemente attraverso goccioline di saliva (droplets) o per contatto diretto.

Al momento, non esiste un trattamento farmacologico specifico per la MERS e le misure igieniche per prevenire la diffusione dell'infezione risultano cruciali. La comprensione del virus e della malattia che provoca è in continua evoluzione.

MERS-CoV: caratteristiche del virus

La sindrome respiratoria medio-orientale è causata da un virus appartenente alla grande famiglia dei Coronavirus, chiamato MERS-CoV (acronimo di “Middle East Respiratory Syndrome Coronavirus”).
Inizialmente chiamato N-CoV (New Corona Virus), questo agente virale è stato individuato per la prima volta il 24 settembre 2012, in Arabia Saudita, dal virologo egiziano Ali Mohamed Zaki, a cui era stato sottoposto il caso di un sessantenne deceduto per una grave e misteriosa forma di polmonite.
Il virus della MERS (MERS-CoV) isolato da questo paziente presentava caratteristiche simili a quello della sindrome acuta respiratoria grave (SARS-CoV).

MERS-CoV è un virus a RNA a senso positivo, a filamento singolo.
La sequenza genomica indica che MERS-CoV è strettamente legato ad alcuni Coronavirus dei pipistrelli (da cui l'ipotesi che questi animali potrebbero rappresentare il serbatoio naturale dell'infezione).

Che cosa sono i Coronavirus?

Si tratta di virus individuati per la prima volta negli anni sessanta. Il loro nome deriva dalla caratteristica forma “a corona” visibile al microscopio elettronico.

Questi microrganismi causano infezioni respiratorie sia negli esseri umani, sia negli animali. Alcuni Coronavirus provocano banali raffreddori e lievi infezioni delle vie respiratorie, altri sono responsabili di disturbi polmonari gravi, come nel caso della SARS (polmonite infettiva che nel 2002 scoppiò in Cina, infettando ottomila persone e uccidendone quasi ottocento).

MERS e SARS: principali differenze

La sindrome respiratoria medio-orientale è stata definita la “nuova SARS”.
In realtà, il MERS-CoV, pur essendo imparentato alla lontana con il Coronavirus che provoca la sindrome acuta respiratoria grave (appartengono alla stessa famiglia di virus), presenta rilevanti differenze.
Sulla base delle informazioni attuali, infatti, sembra che il MERS-CoV si trasmetta meno facilmente tra le persone rispetto al virus della SARS, ma è in grado di causare una forma di malattia più grave che correla ad un maggiore tasso di mortalità (causa il decesso in circa il 30-40% dei casi, rispetto al 10% della sindrome acuta respiratoria grave).

Contagio

La modalità di trasmissione del MERS-CoV non è stata ancora confermata, tuttavia sembra possibile il contagio interumano per via respiratoria e tramite contatto diretto con camelidi infetti.

Al momento, sono in corso indagini per determinare la fonte del virus e le dinamiche con cui questo sia arrivato a contagiare l'essere umano.

Trasmissione dagli animali all'uomo

Finora, le ipotesi attribuiscono ai cammelli e ai dromedari il ruolo di veicoli dell'infezione all'uomo, in quanto le sequenze genetiche esaminate dimostrano uno stretto legame tra il virus riscontrato in questi animali e quello che infetta le persone nella stessa area geografica (Arabia Saudita, Qatar, Oman ed Egitto).
Mers contagioIl MERS-CoV è stato riscontrato, in particolare, nel naso e nelle feci dei cammelli e, secondo alcune fonti scientifiche, il consumo di carne e latte non pastorizzato provenienti da questi animali aumenterebbe il rischio di contrarre l'infezione, così come lo stretto contatto per motivi lavorativi.
Il serbatoio naturale dell'infezione, invece, sarebbe rappresentato dai pipistrelli.

Trasmissione da persona a persona

La trasmissione da uomo a uomo è possibile. Questa modalità di contagio interumana, però, non sembra essere stabilmente sostenuta in tutti i casi di malattia. Per questo motivo, è ritenuta possibile la presenza all'interno delle comunità di individui “super-spreader”, in grado di diffondere l'infezione in modo più rapido di altri.

Tuttavia, si deve ancora stabilire definitivamente se il virus si contrae per via aerea (attraverso particelle respiratorie emesse con tosse o starnuti) o tramite il contatto prolungato con persone infette o gli oggetti contaminati dalle stesse.

MERS: distribuzione geografica

Finora, la maggior parte dei casi di MERS si è verificata in Paesi della penisola arabica.
Dall'Arabia Saudita, la MERS si è diffusa nei vicini Paesi medio-orientali, interessando con piccoli focolai epidemici soprattutto Giordania, Qatar ed Emirati Arabi Uniti.
Dal momento della sua scoperta nel 2012, le infezioni da MERS-CoV sono state segnalate anche in Libano, Kuwait, Oman, Yemen, Algeria, Iran, Egitto, Tunisia, Filippine e Malesia.
I casi sporadici riportati in Europa (Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Olanda e Grecia) e in nazioni non europee (Stati Uniti) riguardano persone che hanno viaggiato in Medio Oriente o che hanno avuto contatti stretti con viaggiatori provenienti da queste zone.
Il primo caso italiano è stato segnalato il 31 maggio 2013 in Toscana. Anche se in Europa le probabilità di infettarsi sono poche, l'importazione del virus da Paesi ad alto rischio, come la penisola arabica, resta possibile.

Situazioni più a rischio

Particolare preoccupazione rappresenta l'annuale pellegrinaggio verso la Mecca, in occasione del Ramadan, che potrebbe agevolare l'ulteriore diffusione del Coronavirus, considerata la migrazione di migliaia di fedeli verso e di ritorno dall'Arabia Saudita (Paese dov'è scoppiata l'epidemia e dove si registra a oggi il maggior numero di morti).

I primi casi in Corea del Sud

Dal 20 maggio 2015, è stato notificato all'Oms un focolaio di MERS in Corea del Sud che ha raggiunto dati preoccupanti. Al 10 giugno 2015, sono stati confermati 107 casi umani di infezione e nove decessi. Il “paziente zero” è un uomo di 68 anni rientrato in Corea del Sud dopo un viaggio nella penisola arabica. Infatti, il genoma del virus che si sta diffondendo in Corea del Sud è stato sequenziato e si è dimostrato uguale a quello che circola nei Paesi del Medio Oriente.

Periodo di incubazione

Sulla base delle informazioni che abbiamo raccolto fino ad oggi, il periodo di incubazione per la sindrome respiratoria medio-orientale è di 5-6 giorni, ma può variare da 2 a 14 giorni.

La MERS si presenta con un'ampia gamma di manifestazioni cliniche: in alcuni casi, può essere asintomatica o dar luogo a lievi disturbi; in altri, può provocare una sindrome da distress respiratorio acuto e un'insufficienza multiorgano.

Quasi tutti i pazienti sintomatici presentano difficoltà respiratorie.

La MERS è associata a un'elevata mortalità nei pazienti affetti da disturbi in comorbidità, come diabete e insufficienza renale.

Sintomi

L'infezione da MERS-CoV si presenta, in genere, come una sorta di sindrome simil-influenzale, con febbre, brividi, mal di testa, dolori muscolari, artralgia e malessere generalizzato.
Dopo circa 7 giorni, però, i sintomi peggiorano e si presentano tosse secca e difficoltà respiratorie, che rapidamente progrediscono a polmonite nella maggior parte dei pazienti. In alcuni casi, il virus provoca anche disturbi gastrointestinali (dolore addominale, diarrea, nausea e/o vomito) e può condurre all'insufficienza renale o allo shock settico.
Nelle persone affette da patologie croniche (diabete, nefropatie, cancro e malattie polmonari), la sindrome respiratoria medio-orientale può complicarsi in un'insufficienza respiratoria acuta grave e condurre al decesso. A rischio di esito infausto sono gli anziani e gli immunodepressi, nei quali la malattia può avere una presentazione atipica.

Periodo di contagiosità

Il periodo di contagiosità, per l'infezione da MERS-CoV, è sconosciuto.

Il maggior pericolo di contagio si corre rimanendo a stretto contatto con un malato nella fase acuta. Nel corso di un'epidemia, la maggior parte dei casi è il risultato di trasmissione da uomo a uomo in ambito sanitario, soprattutto quando le misure di prevenzione e controllo delle infezioni sono inadeguate.

Diagnosi

  • Le persone che presentano difficoltà respiratoria e malessere nei 14 giorni che seguono il ritorno da un viaggio in Medio Oriente dovrebbero consultare il proprio medico.
  • Non sempre è possibile identificare subito i pazienti con MERS perché, come accade per altre infezioni respiratorie, i primi sintomi sono aspecifici. La polmonite è un riscontro comune in sede d'esame, ma non è sempre presente.
  • La diagnosi di MERS viene stabilita principalmente attraverso test sierologici e l'isolamento del virus mediante tecniche di PCR (reazione a catena della polimerasi) su campioni respiratori.
  • Gli esami sierologici che consentono di determinare se una persona è stata infettata con il virus MERS-CoV ed ha sviluppato una risposta immunitaria prevedono tre prove distinte: ELISA o enzyme-linked immunosorbent (test di screening), IFA o dosaggio immunofluorescente (test di conferma) e dosaggio di anticorpi neutralizzanti (test di conferma più lento, ma definitivo).

Trattamento

Non esistono terapie antivirali specifiche per la MERS, ma alcuni approcci farmacologici sono in corso di valutazione.
Al momento, il trattamento è di supporto e viene stabilito sulla base delle condizioni cliniche del paziente. La polmonite da MERS-CoV può evolvere rapidamente in un'insufficienza respiratoria acuta, che richiede la ventilazione meccanica e l'assistenza medica per mantenere le funzioni vitali degli organi.

Esiste un vaccino?

Attualmente, non è disponibile un vaccino per prevenire l'infezione da MERS-CoV.

Prevenzione

Ai viaggiatori diretti o provenienti dalle zone endemiche, l'OMS consiglia di seguire le misure igieniche generali attuate per il controllo di altre infezioni respiratorie a rischio di epidemia-pandemia.
Sulla base della situazione attuale e delle informazioni disponibili, in particolare, si incoraggia a:

  • Lavare frequentemente le mani con acqua e sapone (o soluzioni alcoliche);
  • Nel caso le mani fossero sporche, cercare di non toccare gli occhi, il naso o la bocca;
  • Rispettare una buona igiene delle vie respiratorie, come starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso, utilizzare una mascherina e gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso immediatamente dopo l'uso;
  • Evitare il contatto ravvicinato con chiunque manifesti i sintomi della malattia (tosse e starnuti) o con animali potenzialmente infetti (in particolare, camelidi);
  • Evitare il consumo di carne cruda o poco cotta;
  • Consumare frutta e verdura solo se adeguatamente lavate;
  • Evitare di bere latte non pastorizzato e bevande non imbottigliate.

Per ridurre il rischio di contrarre l'infezione, l'Organizzazione mondiale della sanità invita a non bere il latte crudo o l'urina di cammello. Le persone che visitano le aziende agricole, i mercati o altri luoghi in cui sono presenti animali dovrebbero evitare contatti non necessari con chirotteri, cammelli o dromedari.
Nelle aree endemiche, gli allevatori e i macellai dovrebbero ricordare di lavarsi le mani prima e dopo aver toccato cammelli e altri animali, proteggere il viso e, quando possibile, utilizzare indumenti protettivi, che devono essere rimossi e lavati al termine di ogni giorno di lavoro.

Gli animali malati non dovrebbero mai essere macellati per il consumo.

Rischi per i viaggiatori

I Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (CDC) e l'Organizzazione Mondiale della Sanità stanno monitorando attentamente il virus.

Attualmente, non esiste alcuna restrizione a viaggi in Medio Oriente o in altri luoghi in cui sia stata riportata la presenza del virus.

Rischio di pandemia

Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, la sindrome respiratoria medio-orientale non rappresenta ancora un'emergenza sanitaria internazionale, ma una malattia da tenere sotto stretta sorveglianza.

Al 31 maggio 2015, sono stati complessivamente segnalati all'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) 1180 casi umani di infezione da MERS-CoV confermati in laboratorio (483 decessi; mortalità del 40%).
Il MERS-CoV continua ad essere una minaccia endemica alla salute pubblica di basso livello. Tuttavia, la possibilità che il virus possa mutare potrebbe tradursi in una maggiore trasmissibilità interumana, fattore che potrebbe aumentare il suo potenziale pandemico.



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