Meningite

Generalità

Meningite è il termine con cui i medici identificano un processo infiammatorio a carico delle meningi.

Le meningi sono le membrane di rivestimento del sistema nervoso centrale (SNC), con funzioni protettive nei confronti di encefalo e midollo spinale.

Meningite
Dal sito: periodicodecrecimientopersonal.com

Le principali cause di meningite sono le infezioni virali, batteriche e fungine. Tra le meningiti di tipo infettivo, la meningite di tipo batterico è la più pericolosa: può avere conseguenze permanenti, se non addirittura causare la morte.
La sintomatologia è assai ampia e comprende: febbre alta, vomito, confusione, irritabilità, irrigidimento del collo, cefalea ecc.
Sebbene non sia sempre semplice, la diagnosi dev'essere immediata, perché il trattamento deve aver inizio il primo possibile.
La terapia varia a seconda delle cause scatenanti.

Breve ripasso del sistema nervoso centrale (SNC)

Nei vertebrati, la parte più importante dell'intero sistema nervoso è il sistema nervoso centrale (SNC).
Il SNC presenta due componenti principali: l'encefalo e il midollo spinale.
Sistema Nervoso  CentraleDi consistenza soffice e gelatinosa, sia l'encefalo che il midollo spinale sono immersi in un liquido protettivo (il liquido cerebrospinale o liquor), sono avvolti da diverse membrane protettive (le cosiddette meningi) e vengono ulteriormente protetti da un rivestimento osseo molto duro (il cranio, per l'encefalo, e la colonna vertebrale, per il midollo spinale).
Grazie alla sua enorme rete di neuroni (cioè le cellule nervose), il sistema nervoso centrale si occupa di analizzare le informazioni provenienti dall'ambiente interno o esterno all'organismo e di elaborare le risposte più appropriate (alle suddette informazioni).

Cos'è la meningite?

La meningite è l'infiammazione delle membrane che rivestono e proteggono l'encefalo e il midollo spinale (dette meningi).

Meningi

MENINGI

In numero di tre, le meningi sono equiparabili a dei foglietti sovrapposti. La loro sede precisa è tra la materia encefalica (nel caso dell'encefalo) o midollare (nel caso del midollo spinale) e il rivestimento osseo che protegge le strutture principali del sistema nervoso centrale (cranio per l'encefalo e colonna vertebrale per il midollo spinale).
Procedendo dall'esterno verso l'interno, le tre meningi sono:

  • La dura madre. Membrana molto spessa, contiene una rete intricata di vasi venosi, i quali, attraverso i seni venosi, operano il drenaggio del sangue che circola nel SNC.
    La dura madre dell'encefalo è leggermente diversa dalla dura madre spinale. La prima presenta due lamine, una che funge da periostio e una che passa sulla circonvoluzione dell'encefalo. La seconda ha la forma di un cilindro cavo ed è separata, dalle vertebre, da uno zona ricca di tessuto adiposo e vasi sanguigni venosi; questa zona prende il nome di spazio perdurale o spazio epidurale.
  • L'aracnoide. Deve il suo nome al fatto che presenta un tessuto simile a una ragnatela.
    A separarla dalla meninge più interna è uno spazio noto come spazio subaracnoideo. Nello spazio subaracnoideo risiede parte del liquido cerebrospinale (che è la sostanza prelevata in occasione delle punture lombari).
  • La pia madre. Molto sottile e a diretto contatto con encefalo e midollo spinale, contiene le arterie che irrorano il sistema nervoso centrale.

Cause di meningite

In genere, la meningite è il risultato di un'infezione virale, batterica o fungina.
Tuttavia, occasionalmente, può essere dovuta a fattori irritativi, come per esempio alcuni particolari farmaci, determinate lesioni fisiche, certi tumori cerebrali e alcune malattie sistemiche.
In questo articolo, è di particolare interesse la meningite infettiva, in quanto è quella che dal punto di vista epidemiologico interessa il maggior numero di individui.

MENINGITE VIRALE

La meningite con origine virale (o meningite asettica) è la forma di meningite più comune e, solitamente, quella dalla conseguenze meno gravi.
Oggi, i virus che possono provocarla con maggiore frequenza sono gli enterovirus e gli herpes virus.

  • Enterovirus. Rappresentano un gruppo di virus che causano lievi infezioni intestinali e che possono diffondersi tramite la tosse, gli starnuti e il contatto (diretto o indiretto) con superfici contaminate.
    Alcuni studi epidemiologici hanno dimostrato che gli enterovirus sono i virus che causano la maggior parte delle meningiti virali.
  • Herpes virus. Sono una categoria di virus assai eterogenei, con una caratteristica che li accomuna: non abbandonano più l'ospite infettato e si nascondono in una qualche sua cellula (infezione latente) per ripararsi dalla reazione immunitaria.
    Tra gli herpes virus, quello maggiormente associato a meningite è il cosiddetto herpes simplex virus, noto per la capacità di causare herpes labiale e herpes genitale.

Attenzione: il virus del morbillo, il virus della rosolia e il virus della parotite hanno rappresentato una causa importante di meningite virale fino all'avvento della vaccinazione di massa contro questi stessi virus.
Da quel momento in poi, il numero di casi di meningite associata a morbillo, rosolia o parotite ha subìto una drastica riduzione.

MENINGITE BATTERICA

La meningite con origine batterica (o meningite batterica) è poco comune ma particolarmente pericolosa, in quanto può avere delle conseguenze permanenti se non, addirittura, causare la morte del paziente.
Oggi, i principali batteri che possono causarla sono tre:

  • Neisseria meningitidis (o meningococco). È l'agente batterico responsabile della forma di meningite più temuta.
    Esistono numerosi sottotipi di meningococco, ma solo alcuni sono pericolosi per le conseguenze che possono comportare. Nella fattispecie, i sottotipi che possono produrre un'infiammazione a livello delle meningi, con esiti anche letali, sono: il meningococco A, il meningococco B, il meningococco C, il meningococco W135 e il meningococco Y.
  • Per approfondire: Meningite e Sepsi da Meningococco

  • Streptococcus pneumoniae (o pneumococco). In genere, questo agente batterico causa infezioni a livello delle prime vie respiratorie, otiti e polmoniti.
    Può provocare meningite nei bambini e nei soggetti immunodepressi, in quanto sono due categorie di persone che, per motivi diversi, presentano ridotte difese immunitarie.
  • Haemophilus influenzae di tipo B. È un batterio che provoca generalmente otite, sinusite, polmonite e bronchite.
    Può determinare la comparsa di meningite solo in presenza di determinate condizioni immunitarie.

MENINGITE FUNGINA

Le meningiti fungine sono assai poco comuni e, in genere, riguardano soggetti immunodepressi.
Il fungo responsabile della maggior parte dei casi clinici è il cosiddetto Cryptococcus neoformans.
Quest'ultimo si può trovare ovunque, sia nel mondo animale che in quello vegetale.

TRASMISSIONE DELLA MENINGITE INFETTIVA

Con la tosse, gli starnuti, i baci e parlando, le persone espellono milioni di piccole goccioline volatili.
Le goccioline volatili provenienti dalle persone con una meningite infettiva contengono l'agente infettivo che l'ha causata. Pertanto, la loro inalazione, da parte delle persone che sono nelle vicinanze (entro due metri), può comportare la trasmissione del batterio, del virus o del fungo responsabile dell'infezione.
Una volta che è stato inalato, l'agente infettivo può limitarsi a provocare un'infezione locale a livello delle prime vie respiratorie (naso-faringe), ma può anche diffondersi nel sangue e raggiungere, attraverso il circolo sanguigno, le meningi. Solo se raggiunge le meningi, ha la possibilità di provocare meningite.


Le meningi sono prive di qualsiasi tipo di protezione?
Non sempre e non tutti gli agenti infettivi che raggiungono le meningi encefaliche ne provocano l'infiammazione, provocando meningite. Ciò si spiega con il fatto che l'encefalo possiede un sistema di protezione molto efficiente, noto come barriera emato-encefalica.
La barriera emato-encefalica funziona da filtro contro le sostanze contenute nel sangue, che sta per raggiungere l'encefalo. Tra le impurità filtrate, rientrano anche numerosi agenti infettivi.
Per svariati motivi (immunodepressione, forte carica virale o batterica ecc.), questo naturale sistema di protezione dell'encefalo può funzionare in maniera inadeguata e non essere all'altezza della situazione.
Il passaggio di impurità attraverso la barriera emato-encefalica è l'evento che sta alla base delle meningiti infettive.

COSA FAVORISCE LA TRASMISSIONE DELL'INFEZIONE?

A facilitare la trasmissione della meningite (o, meglio, degli agenti infettivi che la causano), è la convivenza di molte persone in ambienti chiusi. È per questo motivo che sono particolarmente a rischio di ammalarsi gli scolari, gli studenti universitari, i militari e, in generale, tutti gli assidui frequentatori di luoghi di ritrovo assai affollati.
Detto ciò, si ricorda ai lettori che altri due importanti fattori di rischio, favorenti la trasmissione della meningite infettiva, sono: la giovane età (i bambini di 0-5 anni sono quelli più a rischio) e lo stato di immunodepressione.

EPIDEMIOLOGIA

  • Le meningiti batteriche colpiscono soprattutto i soggetti di età inferiore ai 5 anni di vita (in particolare i bambini di un anno); tuttavia, non è trascurabile nemmeno la loro diffusione tra individui di età compresa tra i 15 e i 19 anni.
    Uno studio epidemiologico risalente al biennio 2011-2012 e relativo al Regno Unito riporta che il numero di casi di meningite con origine batterica è stato di 2.350 circa.
    Il meningococco che causa la maggior parte delle infezioni (almeno nel Regno Unito) è il sottotipo B.
    Dal punto di vista della capacità di trasmissione, gli esperti hanno appurato che il pneumococco si diffonde con tosse e starnuti assai più facilmente del meningococco.
  • Come quelle batteriche, anche le meningiti virali interessano soprattutto i bambini. Il periodo dell'anno in cui è più facile contrarre i virus responsabili è l'estate.
  • Le meningiti fungine sono particolarmente diffuse tra gli adulti che vivono in Africa.

Sintomi, segni e complicazioni

Per approfondire: Sintomi Meningite


Il quadro sintomatologico di una meningite infettiva è indipendente dal fatto che a provocarla sia stato un virus, un batterio o un fungo. In altre parole, i sintomi non permettono, nemmeno al medico più esperto, di distinguere una meningite batterica da una meningite virale o fungina.
Dopo questa doverosa premessa, può cominciare la descrizione vera e propria delle manifestazioni cliniche nei neonati e nei soggetti di età più matura.

SINTOMI NEI NEONATI E NEI BAMBINI MOLTO PICCOLI

Nei neonati e nei bambini molto piccoli, una meningite infettiva provoca:

È importante sottolineare che questi sintomi e segni non compaiono con un ordine preciso; tuttavia, in genere, a caratterizzare l'esordio dello stato infiammatorio meningeo, nei neonati e nei bambini molto piccoli, sono la sonnolenza e l'inappetenza.

SINTOMI NEI BAMBINI PIù™ GRANDI, NEGLI ADOLESCENTI E NEGLI ADULTI

Nei bambini più grandi, negli adolescenti e negli adulti, una meningite infettiva esordisce quasi sempre con mal di testa (cefalea), mancanza di appetito e sonnolenza.
Quindi, dopo 2-3 giorni, determina un peggioramento evidente delle condizioni di salute, determinando la comparsa di:

  • Febbre molto alta, contraddistinta da mani e piedi freddi
  • Nausea e vomito
  • Confusione e irritabilità
  • Dolore muscolare intenso
  • Irrigidimento del collo o, meglio, della nuca (il paziente non riesce a piegare la testa in avanti)
  • Pallore
  • Fotofobia
  • Convulsioni o crisi di epilessia
  • Letargia

Come nel caso dei neonati e dei bambini molto piccoli, questa serie di sintomi leggermente più tardivi non segue un ordine preciso di comparsa.

TEMPI DI INCUBAZIONE

Il periodo di incubazione dipende dall'agente infettivo che ha provocato l'infiammazione delle meningi.
Le meningiti batteriche compaiono in genere nei 2-10 giorni successivi al contagio; le meningiti virali si manifestano quasi sempre dopo 3-6 giorni dall'infezione; infine, le meningiti fungine possono fare la loro comparsa dopo pochi giorni, ma anche dopo più di un mese.

COMPLICAZIONI

La meningite più pericolosa e dall'alta probabilità di prognosi infausta è la meningite di tipo batterico.
La sua elevata pericolosità è legata all'alta capacità dei batteri infettanti di stabilizzarsi nel sangue e/o diffondersi nei tessuti nervosi, dando luogo a:

La meningite virale e la meningite fungina risultano meno pericolose della meningite batterica per almeno due motivi: non determinano setticemia e provocano più raramente (in genere se non trattate in maniera adeguata) encefaliti o mieliti.
In sostanza, quindi, il rischio di sviluppare complicanze in caso di una meningite non batterica è decisamente più basso, rispetto a quando è in corso una meningite batterica.


*Il test del bicchiere consiste nel far rotolare un bicchiere sulla zona presentante l'esantema e osservare se le macchie rosse scompaiono temporaneamente oppure no.


In generale, la perdita dell'udito rappresenta una delle più comuni complicanze della meningite, specie nei pazienti di giovane età.
Per capire se in un bambino molto piccolo la meningite può aver determinato un certo grado di sordità, i medici si avvalgono di un test appositamente studiato per la misurazione delle capacità acustiche. Di solito, il momento migliore per effettuare questo test è 4-6 settimane dopo la dimissione del malato dall'ospedale.

QUANDO RIVOLGERSI AL MEDICO?

In presenza di qualsiasi sintomo o segno che possa far pensare a una meningite (N.B: dai sintomi non è possibile stabilire il tipo di meningite), è bene rivolgersi immediatamente al proprio medico curante o recarsi al più vicino centro ospedaliero per un esame approfondito della situazione.
La meningite, infatti, è sempre un'emergenza medica, cioè una condizione che, in assenza di una diagnosi e un trattamento tempestivo, può avere gravi conseguenze.

Diagnosi

Diagnosticare la meningite è alquanto difficile, sicuramente non immediato.

Le difficoltà sono dovute soprattutto al fatto che, almeno in fase iniziale, i sintomi e i segni ricordano quelli di un'influenza. Questa somiglianza è pericolosa, perché può determinare una perdita di tempo utile che sarebbe da dedicare al trattamento.
In genere, per il riconoscimento di una meningite sono fondamentali: un esame obiettivo accurato, gli esami del sangue, una puntura lombare e alcuni test strumentali di tipo radiologico.

 

Nota importante: i medici alle prese con un caso di meningite (in particolare quella batterica) devono comunicare immediatamente con le autorità sanitarie della zona e provvedere all'isolamento del paziente. Il pericolo è quello di una diffusione dell'agente patogeno che ha scatenato l'infiammazione ai danni delle meningi.

ESAME OBIETTIVO

Un esame obiettivo accurato prevede che il medico visiti il paziente, ricercando su di esso eventuali segni clinici esterni e interrogandolo sulla sintomatologia (se il paziente è un bambino, le persone interrogate sono i genitori o le persone adulte che trascorrono più tempo con lui).
Le domande più comuni - perché più importanti ai fini di una corretta analisi diagnostica - sono:

  • In che cosa consistono i sintomi?
  • Quando sono comparsi i primi disturbi?
  • Ricorda di aver frequentato persone con sintomi simili?
  • Trascorre molto tempo in luoghi di ritrovo affollati (scuole, università ecc)?

ESAMI DEL SANGUE

Grazie al prelievo e all'analisi di un campione di sangue proveniente dal paziente, un medico può risalire al tipo di agente infettivo che ha scatenato l'infezione a carico delle meningi, in quanto nel sangue è possibile rinvenirne la presenza.

PUNTURA LOMBARE

La puntura lombare consiste nel prelievo di un campione di liquido cerebrospinale (o liquor) e nella sua analisi di laboratorio. Per prelevare il liquor, il medico fa uso di un ago che inserisce tra le vertebre lombari L3-L4 o L4-L5.
Come gli esami del sangue, la puntura lombare è di supporto all'identificazione delle cause scatenanti. Infatti, fornisce informazioni utili relativamente all'agente infettivo che ha scatenato l'infiammazione delle meningi.

TEST STRUMENTALI

I test strumentali servono, soprattutto, a chiarire le conseguenze della meningite fino a quel momento e ad avere una conferma ulteriore sull'agente infettivo scatenante l'infiammazione.
Tra i test strumentali solitamente effettuati, rientrano la TAC cerebrale e l'Rx-torace.
La TAC cerebrale mostra eventuali segni di un danno alle strutture encefaliche, che può essere la conseguenza di un'encefalite.
L'Rx-torace, invece, permette l'individuazione di eventuali infezioni a livello polmonare, in quanto, come ricorderanno i lettori, una delle cause di meningite batterica è l'infezione da pneumococco (batterio che provoca la polmonite).

Terapia

Mentre la meningite batterica e la meningite fungina richiedono sempre il ricovero ospedaliero, la meningite virale può trattarsi anche a domicilio, a patto che l'infezione e il conseguente stato infiammatorio siano di lieve entità.

MENINGITE BATTERICA

Una volta trasportati nel reparto di terapia intensiva, i pazienti con meningite batterica necessitano di una cura a base di antibiotici, somministrati per via endovenosa. La scelta dell'antibiotico più adatto spetta al medico e dipende dall'agente batterico che ha scatenato l'infiammazione delle meningi.
Molto spesso, a questi farmaci, è opportuno aggiungere:

  • La somministrazione farmaci corticosteroidi.
    I corticosteroidi sono dei potenti medicinali antinfiammatori, quindi, con il loro utilizzo, i medici intendono ridurre lo stato infiammatorio presente a livello meningeo.
  • La somministrazione di analgesici, cioè farmaci contro il dolore.
  • Liquidi per la reidratazione.
  • Ossigeno per riequilibrare eventuali carenze.

Se la cura antibiotica è efficace fin da subito, il ricovero ospedaliero previsto è, in genere, di almeno una settimana.
Se invece la cura antibiotica non risulta efficace, la permanenza in ospedale può durare diverse settimane (se non addirittura mesi).

MENINGITE VIRALE

La maggior parte delle meningiti virali richiede un trattamento alquanto semplice, basato su un periodo di riposo assoluto e sull'assunzione di analgesici (contro la cefalea) e antiemetici (contro il vomito). In genere, la guarigione avviene nel giro di 5-14 giorni e l'infiammazione non lascia tracce del suo passaggio.


Se la meningite virale è grave...

In questi frangenti, i medici potrebbero ricoverare il paziente e monitorarlo da vicino, offrendogli tutta l'assistenza di cui ha bisogno e somministrandogli anche alcuni farmaci antivirali.

MENINGITE FUNGINA

Le meningiti fungine richiedono la somministrazione di farmaci antifungini ad alte dosi. Tra i medicinali solitamente utilizzati, rientrano: la flucitosina, il fluconazolo e l'amfotericina B.
Generalmente, la terapia si svolge in ospedale, in quanto l'assunzione dei suddetti farmaci deve avvenire per via endovenosa.
Si ricorda che i pazienti con meningite fungina sono in genere soggetti immunodepressi, quindi molto fragili dal punto di vista immunitario.

Prognosi

La prognosi dipende, prima di tutto, dalle cause scatenanti e, in secondo luogo, dalla tempestività della diagnosi.
Delle cause si è già ampiamente parlato: le meningiti batteriche hanno maggiori probabilità di determinare conseguenze spiacevoli e di causare la morte del paziente; le meningiti virali e fungine, invece, possono curarsi con buoni risultati e solo nei casi più gravi hanno conseguenze permanenti.
Per quanto concerne la tempestività della diagnosi, questa è importante perché influisce sui tempi di pianificazione della terapia: una diagnosi precoce permette di stabilire prima il trattamento più appropriato; un trattamento tempestivo e adatto alle circostanze migliora sensibilmente la prognosi dello stato infiammatorio, presente a livello delle meningi.

Prevenzione

Per approfondire: Vaccino Meningite


In Italia, per tutti i nuovi nati, sono disponibili alcuni vaccini che prevengono determinate forme di meningite: il vaccino MMR (cioè contro morbillo, parotite e rosolia), il vaccino contro il meningococco di tipo C, il vaccino contro l'Haemophilus influenzae e il vaccino contro il pneumococco.
Allo scopo di aumentare il livello di protezione, in molti Paesi del Mondo, medici e patologi stanno collaborando assiduamente nella realizzazione di nuovi vaccini contro le forme di meningite non ancora prevenibili.