Melfalan

Il melfalan è un farmaco antitumorale appartenente alla classe degli agenti alchilanti.

Svolge la sua azione citotossica (tossica per le cellule) danneggiando il DNA che è indispensabile per la vita cellulare; causando così la morte delle cellule neoplastiche.

Indicazioni terapeutiche del melfalan

melfalan

Melfalan - Struttura Chimica

Il melfalan viene impiegato soprattutto per il trattamento del mieloma multiplo, ma è utilizzato anche per altri tipi di tumori, fra cui:

Avvertenze

Il melfalan deve essere somministrato esclusivamente sotto la stretta sorveglianza di medici specializzati nella somministrazione di agenti alchilanti ad azione antitumorale. In particolare, la somministrazione ad alte dosi di melfalan per via endovenosa, deve avvenire solo in centri specializzati e con un costante monitoraggio del paziente.

Poiché melfalan ha azione immunosoppressiva (cioè sopprime il sistema immunitario), è sconsigliata la vaccinazione dei pazienti con vaccini a virus vivi attenuati. Infatti, la vaccinazione con virus vivi in pazienti immunosoppressi può favorire la replicazione virale causando infezioni e aumentando gli effetti collaterali del vaccino stesso.

In pazienti che assumono alte dosi di melfalan, dovrebbe essere presa in considerazione la somministrazione profilattica di agenti antinfettivi e, se richiesta, la somministrazione di derivati ematici. Nel periodo subito successivo alla somministrazione del farmaco sarebbe bene mantenere un elevato filtrato glomerulare renale mediante idratazione e diuresi forzata.

Durante il trattamento con melfalan è sconsigliata l'esposizione diretta e prolungata ai raggi solari. In caso di esposizione, è bene utilizzare creme solari con elevato indice di protezione.

Interazioni con altri farmaci

La somministrazione di melfalan ad alte dosi per via endovenosa in concomitanza all'assunzione di acido nalidissico (un farmaco antibatterico) ha provocato la morte per enterocolite emorragica di pazienti in età pediatrica.

Sono state individuate alterazioni della funzionalità renale in pazienti trattati con alte dosi di melfalan per via endovenosa che - avendo ricevuto un trapianto di midollo osseo - sono stati trattati con ciclosporina per la prevenzione del rigetto del trapianto stesso.

Durante il trattamento con melfalan sarebbe meglio evitare l'assunzione di aspirina poiché - agendo come fluidificante del sangue - potrebbe aumentare il rischio di emorragie.

Potrebbero verificarsi anche interazioni con altri farmaci, come cimetidina (impiegata per il trattamento dell'ulcera gastrica) e steroidi.

È comunque necessario informare il medico di tutti i farmaci che si stanno assumendo o che sono stati assunti di recente, anche se si tratta di farmaci da banco.

Effetti collaterali del melfalan

Il melfalan può scatenare svariati effetti collaterali. Questi effetti avversi variano a seconda della tipologia di tumore da trattare, della quantità di farmaco somministrato, della via di somministrazione scelta e a seconda delle condizioni del paziente. Inoltre, c'è una grande variabilità da individuo a individuo e non è detto che gli effetti collaterali si presentino tutti e in tutti i pazienti con la medesima intensità.
Di seguito è riportato un elenco dei principali effetti collaterali indotti da melfalan.

Mielosoppressione

Il melfalan può indurre mielosoppressione, cioè è in grado di sopprimere l'attività del midollo osseo. Questa soppressione provoca una riduzione della produzione di cellule del sangue che può portare a:

  • Anemia (diminuzione dei livelli ematici di emoglobina), il principale sintomo dell'insorgenza di anemia è la sensazione di spossatezza fisica;
  • Leucopenia (diminuzionedei livelli di globuli bianchi), con aumentata suscettibilità alla contrazione di infezioni;
  • Piastrinopenia (diminuzione del numero di piastrine), questo porta alla comparsa di lividi e sanguinamenti anomali con aumentato rischio di emorragie.

Patologie gastrointestinali

In seguito alla somministrazione, melfalan può provocare nausea, vomito e diarrea.
Il vomito può insorgere da poche ore fino ad alcuni giorni dopo l'assunzione del farmaco. Per controllare questo sintomo si utilizzano farmaci antiemetici (antivomito). Se il sintomo persiste, è necessario informarne il medico oncologo.
La diarrea può essere trattata con farmaci antidiarroici ed è necessario bere molto per reintegrare i liquidi persi.

Reazioni allergiche

Possono verificarsi reazioni allergiche in seguito alla somministrazione di melfalan che si manifestano, di solito, sotto forma di orticaria, edema, rash cutanei e shock anafilattico. Raramente - in seguito a tali reazioni - si può verificare un arresto cardiaco.

Patologie respiratorie

Questi effetti collaterali sono rari e consistono in polmoniti interstiziali e fibrosi polmonari, in alcuni casi anche fatali.

Patologie epatobiliari

Il melfalan può causare disturbi al fegato che vanno da alterati valori nei test di funzionalità epatica a manifestazioni cliniche, come epatite e ittero.

Perdita di capelli e peli

I capelli e i peli possono diradarsi o cadere completamente, ma è un effetto collaterale reversibile. La peluria e i capelli, di solito, cominciano a ricrescere qualche mese dopo la fine della chemioterapia.

Patologie renali

In pazienti affetti da mieloma multiplo con danno renale e trattati con melfalan sono stati rilevati alti livelli di azotemia nelle urine, soprattutto nel ciclo iniziale di terapia.

Mutagenesi

In pazienti trattati con melfalan, sono state individuate aberrazioni cromosomiche (alterazioni nella struttura dei cromosomi) causate dal farmaco stesso.

Cancerogenesi

Sembra che melfalan abbia potere leucemogeno, cioè pare che sia in grado di indurre leucemie. Sono stati segnalati casi di leucemia acuta in seguito alla terapia con melfalan per il trattamento di patologie quali amiloidosi, melanoma maligno e mieloma multiplo.
Si è, inoltre, notato che in pazienti affette da cancro ovarico trattate con agenti alchilanti -compreso melfalan - vi è un'aumentata incidenza di leucemia acuta rispetto al trattamento con altre tipologie di farmaci antitumorali.

Amenorrea

L'uso di melfalan può causare amenorrea, cioè l'interruzione del ciclo mestruale.

Meccanismo d'azione del melfalan

Il melfalan è un agente alchilante e, come tale, è in grado di intercalare gruppi alchilici all'interno del doppio filamento di DNA.
Il DNA è costituito da quattro unità fondamentali chiamate basi azotate. Queste molecole fondamentali sono adenina, timina, citosina e guanina.
In particolare, il melfalan svolge la sua azione citotossica alchilando la guanina attraverso la formazione di legami covalenti, ossia legami forti molto difficili da rompere. La formazione di questi legami crea alterazioni a livello del DNA, ciò impedisce alla cellula di dividersi provocandone la morte.

Modalità d'uso e posologia

Il melfalan può essere usato sia solo che in associazione ad altri farmaci antitumorali. È disponibile sia per la somministrazione endovenosa che per quella orale.
Per la somministrazione endovenosa, si trova sotto forma di una polvere secca che deve essere disciolta in un apposito solvente appena prima dell'infusione.
Per la somministrazione orale, il melfalan è disponibile sotto forma di compresse di colore bianco.

Mieloma multiplo

Per il trattamento del mieloma multiplo con melfalan endovena - quando impiegato da solo - la dose abituale è di 0,4 mg/Kg di peso corporeo.

Per la somministrazione orale, invece, la dose abituale è di 0,15 mg/Kg di peso corporeo al giorno, in dosi frazionate per un periodo di 4 giorni.

Carcinoma ovarico avanzato

Per il trattamento del carcinoma ovarico con solo melfalan per via endovenosa la dose abituale è di 1 mg/Kg corporeo, a intervalli di 4 settimane.
Quando, invece, il melfalan è utilizzato in associazione ad altri farmaci citotossici, la dose abituale è di 0,3-0,4 mg/Kg di peso corporeo, a intervalli di 4-6 settimane.

Se melfalan è somministrato per via orale, la dose abituale è di 0,2 mg/Kg di peso corporeo per 5 giorni consecutivi; fra un ciclo e l'altro deve esserci un intervallo di 4-8 settimane o comunque un intervallo adeguato affinché il midollo osseo recuperi la sua attività.

Melanoma maligno

Melfalan per infusione endovenosa può essere utilizzato in associazione a ipertermia come terapia adiuvante alla chirurgia per il trattamento di melanomi maligni nello stadio iniziale e per il trattamento palliativo delle forme avanzate ma localizzate.

Sarcoma dei tessuti molli

Melfalan per via endovenosa - in associazione a ipertermia - può essere utilizzato per il trattamento di tutti gli stadi del sarcoma dei tessuti molli. Generalmente, questa terapia è impiegata in associazione alla chirurgia.

Neuroblastoma avanzato nell'infanzia

Per il trattamento di questa patologia viene utilizzato melfalan per via endovenosa. La dose abituale è compresa fra 100 e 240 mg/m2 di superficie corporea, in associazione al trapianto di cellule staminali ematopoietiche o in associazione a radioterapia e/o ad altri farmaci antitumorali.

Carcinoma mammario avanzato

Per trattare questo tumore viene impiegato melfalan per via orale. La dose abituale è di 0,15 mg/Kg di peso corporeo per 5 giorni, con intervalli di 6 settimane fra un ciclo e l'altro.

Policitemia vera

Per la policitemia vera viene impiegato melfalan somministrato per via orale. La dose iniziale abituale è di 6-10 mg al giorno per 5-7 giorni.

In caso di somministrazione di melfalan in pazienti anziani è necessario assicurarsi delle condizioni del paziente e, se richiesto, adattare il dosaggio del farmaco.

Anche nel caso di pazienti affetti da insufficienza renale potrebbe essere necessario un aggiustamento della dose di farmaco da somministrare.

In ogni caso, la posologia viene stabilita dal medico oncologo in funzione della patologia da trattare, della via di somministrazione e in base alle condizioni del paziente.

GRAVIDANZA e ALLATTAMENTO

È necessario prendere adeguate precauzioni per evitare possibili gravidanze durante tutto il periodo di trattamento con melfalan e per un periodo che va da sei mesi ad alcuni anni dal termine della chemioterapia.
L'uso di melfalan - se possibile - deve essere evitato durante la gravidanza, soprattutto nel primo trimestre.

Le madri in terapia con melfalan non devono allattare al seno.

A causa delle proprietà mutagene che possiede, vi è ragione di credere che melfalan possa essere teratogeno e causare difetti congeniti nella prole di pazienti trattati con il farmaco.

In pazienti maschi la terapia con melfalan può causare sterilità, non sempre reversibile.

Controindicazioni

L'utilizzo di melfalan è controindicato nei seguenti casi:

  • Ipersensibilità nei confronti di melfalan;
  • In gravidanza;
  • Durante l'allattamento.

Ultima modifica dell'articolo: 07/12/2016