Ischemia

Generalità

Ischemia è la parola che, in medicina, identifica qualsiasi diminuzione o soppressione dell'apporto di sangue in un distretto corporeo.

Ischemia

Figura: coagulo sanguigno, detto trombo

Il sangue rifornisce i tessuti e gli organi del corpo di ossigeno e nutrienti, i quali sono elementi vitali. Pertanto, un apporto di sangue ridotto o completamente assente comporta la morte (detta necrosi) dei distretti anatomici interessati dall'evento ischemico.
Tra le cause più frequenti di ischemia, rientrano i fenomeni di embolia o trombosi e gli eventi traumatici.
I sintomi dell'ischemia dipendono dall'organo o tessuto coinvolto. Questo significa, per esempio, che un'ischemia cardiaca si presenta con un quadro sintomatologico diverso, rispetto a un'ischemia cerebrale.
In caso di ischemia, ci sono maggiori probabilità di sopravvivenza e recupero funzionale, se il trattamento è tempestivo.

Definizione di ischemia

Ischemia è il termine medico che indica una qualsiasi riduzione del flusso di sangue in un certo tessuto od organo, tale da provocare un calo dell'apporto di ossigeno e nutrienti.
Ossigeno e nutrienti sono elementi fondamentali per la sopravvivenza delle cellule costituenti l'organismo. Infatti, la loro prolungata mancanza (dovuta per esempio a un mancato intervento terapeutico) ha conseguenze irreversibili: comporta la morte (o necrosi) dei tessuti e/od organi coinvolti.


L'ischemia è una malattia vascolare, che interessa prevalentemente le arterie.

ISCHEMIA: QUALI GLI ORGANI PIù™ COLPITI?

Qualsiasi parte del corpo può soffrire di ischemia.
Tuttavia, ci sono degli organi più a rischio di altri e che, una volta colpiti, possono portare all'instaurarsi di gravi conseguenze.
Gli organi in questione sono: il cuore (cardiopatia ischemica, ischemia del miocardio o ischemia cardiaca), il cervello (ischemia cerebrale), l'intestino (ischemia intestinale), le dita delle mani e le dita dei piedi (ischemia periferica).
Data la più elevata frequenza di fenomeni ischemici in questi distretti anatomici, nei prossimi capitoli si tenderà a fare riferimento spesso alle sopraccitate condizioni di ischemia.

Cause di ischemia

Di solito, a causare un'ischemia, è un'ostruzione all'interno di uno o più vasi arteriosi, ostruzione che comporta un ridotto rifornimento sanguigno dei tessuti o degli organi irrorati dalle sopraccitate arterie.
Nella maggior parte dei casi, l'ostruzione è il risultato di fenomeni di embolia o trombosi o di eventi traumatici.
I fenomeni di embolia o trombosi sono associati, tipicamente, all'ischemia del miocardio, all'ictus e all'ischemia intestinale; gli eventi traumatici, invece, sono legati solitamente alla comparsa di un'ischemia periferica a livello delle dita delle mani o dei piedi.


Trombosi ed embolia: che cosa sono in breve?

Il termine trombosi indica la presenza di un coagulo di sangue, detto trombo, sulla parete interna di un vaso sanguigno arterioso o venoso.
Il termine embolia, invece, identifica la presenza, nel sangue (quindi nei vasi), di un corpo mobile di origine sanguigna o non sanguigna, che prende il nome specifico di embolo.
Se di grandi dimensioni, i trombi, così come gli emboli, possono ostruire i vasi sanguigni.

FATTORI DI RISCHIO

Tantissime condizioni favoriscono la comparsa di un'ischemia.
Tra i più importanti fattori di rischio meritano una citazione particolare:

ISCHEMIA ACUTA E ISCHEMIA CRONICA

Un'ischemia può presentarsi in forma acuta o in forma cronica.
Ciò che contraddistingue la forma acuta dalla forma cronica è il fatto che, nella prima, la riduzione del flusso di sangue è repentina e improvvisa, mentre, nella seconda, lo stesso processo avviene in maniera graduale.
Per la velocità con cui s'instaura e con cui dà luogo a complicanze, l'ischemia acuta rappresenta un'emergenza medica da trattare con la massima tempestività.

Sintomi, segni e complicazioni

I sintomi e i segni dell'ischemia variano a seconda dei tessuti o degli organi interessati.
Ciò significa che un'ischemia cardiaca presenterà un quadro sintomatologico diverso da quello di un ischemia cerebrale o di un'ischemia periferica.
Nel corpo umano, ci sono organi e tessuti che soffrono maggiormente a causa di una riduzione dell'afflusso di sangue nelle loro cellule. Il cuore, il cervello e i reni sono alcuni esempi di organi particolarmente sensibili alla mancanza di ossigeno e nutrienti: infatti, già dopo 3-4 minuti, sviluppano danni irreversibili (necrosi). Di contro, tutti i tessuti e gli organi che hanno un metabolismo lento mostrano le prime conseguenze irreversibili dopo un lasso di tempo di circa 20 minuti.
Purtroppo, alcuni casi di ischemia sono asintomatici, cioè mancano di una sintomatologia. Tali situazioni possono risultare assai pericolose, in quanto chi ne è vittima non si accorge di quanto gli sta accadendo e non si rivolge ai soccorsi con la dovuta tempestività.

CARDIOPATIA ISCHEMICA (O ISCHEMIA DEL MIOCARDIO O ISCHEMIA CARDIACA)

Il termine ischemia del miocardio racchiude in sé due condizioni patologiche alquanto comuni, note come angina pectoris e infarto del miocardio, in cui si verifica una discrepanza tra il consumo e l'apporto di ossigeno al miocardio.
Nell'angina pectoris, il processo ischemico è temporaneo/reversibile e non determina danni permanenti.
Al contrario, nell'infarto del miocardio - conosciuto anche come attacco di cuore - l'ischemia è protratta e dalle conseguenze irreversibili a livello del miocardio (necrosi del miocardio).
Chiaramente, sotto il profilo della gravità, c'è una differenza sostanziale tra le due condizioni: l'angina pectoris è il segnale di una sofferenza cardiaca minore, rispetto all'infarto del miocardio.
I sintomi di angina pectoris e attacco di cuore sono molto simili, quasi sovrapponibili; ciò che cambia è la loro durata.
La sintomatologia più comune consiste in:

ISCHEMIA CEREBRALE

L'ischemia cerebrale è quel processo patologico da cui possono risultare i famosi TIA (Attacco Ischemico Transitorio) e l'ictus ischemico.
Un TIA (noto anche come mini-ictus) è un'interruzione temporanea del flusso di sangue nel cervello, la cui sintomatologia dura meno di 24 ore, senza conseguenze permanenti.
Un ictus ischemico, invece, è un'interruzione prolungata del flusso sanguigno cerebrale, che provoca una sintomatologia della durata superiore alle 24 ore e una serie di danni irreversibili al cervello.
Sebbene TIA e ictus ischemico siano diversi sotto il profilo della gravità, presentano un quadro sintomatologico molto simile:

  • Paralisi e intorpidimento della faccia e degli arti.
  • Difficoltà a camminare, problemi di equilibrio, deficit di coordinazione e tendenza a cadere.
  • Difficoltà a parlare e a capire.
  • Difficoltà visive (visione doppia, visione offuscata, improvvisa cecità ecc).
  • Dimensioni anomale della pupilla e mancata reattività di quest'ultima alle variazioni di luce.
  • Mal di testa.
  • Vertigini.
  • Confusione.
  • Deficit di memoria.
  • Nausea con o senza vomito.
  • Debolezza.
  • Alterazioni dello stato di coscienza.

Il susseguirsi di tanti mini-ictus e alcuni particolari ictus ischemici possono determinare una forma di demenza, conosciuta come demenza vascolare.

ISCHEMIA INTESTINALE

Cancrena UmidaUn'ischemia intestinale può provocare: dolore addominale violento, vomito e/o diarrea (spesso con sangue).
Quando i danni dell'ischemia intestinale sono permanenti e c'è necrosi della sezione d'intestino coinvolto, i medici parlano più propriamente di infarto intestinale.

ISCHEMIA PERIFERICA

L'ischemia periferica è, in genere, un fenomeno acuto. Come tale, assume il secondo nome di ischemia acuta dell'arto (o ischemia acuta degli arti).
I sintomi tipici di un'ischemia acuta dell'arto sono: dolore, pallore, parestesia, paralisi e perdita della normale termoregolazione (poichilotermia).

QUANDO RIVOLGERSI D'URGENZA AL MEDICO?

Le forme di ischemia più gravi richiedono un intervento medico immediato, in quanto la sopravvivenza del paziente è a rischio.
I medici ritengono che alcuni sintomi siano maggiormente indicativi di un'ischemia severa. Per esempio, considerano un segnale di estremo pericolo:

  • Il vomito o la diarrea con sangue
  • Il dolore addominale insopportabile
  • La paralisi degli arti
  • La dispnea a riposo
  • I cambiamenti evidenti delle capacità visive
  • Il forte dolore al petto, così come il forte senso di pressione
  • L'incapacità di parlare o capire
  • Le alterazioni dello stato di coscienza.

Diagnosi

In genere, l'iter diagnostico per l'individuazione di un'ischemia parte dall'esame obiettivo dei sintomi. Successivamente, prosegue con una serie di procedure strumentali specifiche per l'organo o i tessuti, che il medico ritiene coinvolti durante l'evento ischemico.


Prima avviene la diagnosi di un episodio di ischemia e maggiori sono le possibilità, tramite cure adeguate, di recuperare la funzionalità dei tessuti o degli organi interessati.

UN ESEMPIO: DIAGNOSI DI CARDIOPATIA ISCHEMICA

Nel caso di una sospetta cardiopatia ischemica, il medico prescrive l'esecuzione di un elettrocardiogramma e di analisi del sangue, finalizzate alla ricerca di markers specifici del danno cardiaco.
Se questi controlli risultassero insufficienti o se ci fosse bisogno di approfondire ulteriormente la situazione, potrebbe prescrivere anche un ecocardiogramma, una radiografia del torace e un'angiografia coronarica.

Terapia

In caso di qualsiasi ischemia, l'obiettivo della terapia è ripristinare il flusso sanguigno negli organi e tessuti interessati, in maniera tale da evitare possibili (o ulteriori) danni permanenti.
I trattamenti dipendono dalla sede dell'ischemia e dalle cause che l'hanno determinata (la presenza di un embolo richiede un trattamento diverso da una lesione traumatica o una compressione dei vasi dovuta a un tumore).
Ciò che è fondamentale, durante la cura di un'ischemia, è il monitoraggio continuo del paziente da parte di medici e personale sanitario. Infatti, fintanto che le condizioni del malato sono ancora incerte, è impossibile considerare quest'ultimo del tutto fuori pericolo.

TRATTAMENTI PER IL RIPRISTINO DEL FLUSSO SANGUIGNO

Alcuni trattamenti più comuni per il ripristino del flusso sanguigno nei tessuti o negli organi interessati sono:

  • L'angioplastica, procedura che consente di eliminare i possibili restringimenti all'interno di un vaso sanguigno.
  • La rivascolarizzazione arteriosa. Consiste negli interventi di bypass arterioso. Un intervento di bypass arterioso prevede la creazione, da parte del chirurgo, di un via alternativa al passaggio di sangue; questa via alternativa ha lo scopo di eludere l'ostacolo che occlude la via arteriosa originaria. Il più noto intervento di bypass arterioso è il bypass coronarico, ma si ricorda ai lettori che esiste anche il bypass delle arterie degli arti inferiori.
  • L'arteriotomia, procedura chirurgica per mezzo della quale il medico operante elimina emboli o trombi. Prevede l'incisione delle arterie interessate.
  • La somministrazione di farmaci trombolitici, per la dissoluzione dei coaguli sanguigni.

TRATTAMENTI SINTOMATICI

Alcuni episodi di ischemia si prestano anche ad alcune cure sintomatiche, ossia quei trattamenti finalizzati al miglioramento del quadro sintomatologico.
Esempi di cure sintomatiche sono: i farmaci antidolorifici (per controllare il dolore), i farmaci vasodilatatori (per aumentare il calibro dei vasi sanguigni), i medicinali per la riduzione del carico di lavoro del cuore (calcio-antagonisti, ACE-inibitori, nitrati e beta-bloccanti) e l'ossigenoterapia.

TRATTAMENTI PREVENTIVI

I pazienti con un'ischemia successiva a fenomeni di embolia o trombosi sono, spesso, soggetti predisposti a ricadute.
Per ridurre tale predisposizione, i medici prescrivono ai malati una terapia anticoagulante a lungo termine, basata sulla somministrazione di farmaci come il warfarin o l'eparina, e una terapia antiaggregante, che prevede la somministrazioni di antiaggreganti piastrinici come l'aspirina.

TRATTAMENTO DRASTICO: L'AMPUTAZIONE

Le forme di ischemia periferica grave richiedono un intervento chirurgico drastico e dalle conseguenze permanenti, come l'amputazione dell'arto interessato.
In siffatte situazioni, a motivare l'amputazione è un processo di cancrena secca o umida, indotto dal processo ischemico.
In medicina, il termine cancrena (o gangrena) indica una condizione patologica caratterizzata dalla putrefazione massiva di uno o più tessuti del corpo.
La cancrena necessita di un intervento medico immediato, per evitare il suo diffondersi ai tessuti sani adiacenti. Ciò spiega il motivo dell'amputazione: quest'ultima, infatti, rappresenta l'unico modo per fermare il processo di diffusione della stessa cancrena.

Prognosi

La prognosi di un'ischemia dipende da almeno tre fattori:

  • Dalle cause.
  • Dai connotati dell'ischemia stessa. Un evento ischemico che causa un TIA è meno grave e dalla prognosi migliore, rispetto a un evento ischemico che provoca un ictus (ischemico).
  • Dalla tempestività delle cure. Il mancato trattamento di un'ischemia può avere conseguenze mortali.

Ultima modifica dell'articolo: 31/08/2016