Ipocondria

Generalità

L'ipocondria è un disturbo psichico che scatena, in chi ne soffre, la paura del tutto infondata di avere una grave malattia. Gli individui ipocondriaci, infatti, sono persone convinte che ogni piccolo malessere patito sia il segno premonitore di una patologia molto seria.
Questo timore immaginario condiziona pian piano l'intera esistenza del soggetto colpito, dalla sfera lavorativa ai rapporti sociali/affettivi. IpocondriaAddirittura, nei casi più gravi, l'ipocondria porta all'assunzione impropria di farmaci, depressione, senso di frustrazione ecc.
Guarire dall'ipocondria è difficile, in quanto, oltre a un trattamento adeguato, bisogna che il paziente collabori con il proprio psicoterapeuta.

Cos'è l'ipocondria?

L'ipocondria è un disturbo psichico caratterizzato dalla preoccupazione, ossessiva e del tutto infondata, di avere una qualche grave malattia.
Gli ipocondriaci (cioè i malati di ipocondria) sono persone consumate dalla paura di essere malate o di soffrire di qualcosa di grave, nonostante tutti gli esami medici svolti (anche i più specifici) abbiano dimostrato l'esatto contrario.
Le preoccupazioni e le paure indotte dall'ipocondria possono essere così profonde da condizionare, in maniera assai marcata, l'attività lavorativa e le relazioni sociali/affettive di una persona.

IPOCONDRIA E DISTURBI D'ANSIA

L'ipocondria presenta alcune analogie con i disturbi indotti dall'ansia (o disturbi d'ansia), tant'è che spesso gli ipocondriaci manifestano dei sintomi simili alle persone ansiose.
I disturbi dell'ansia sono all'origine di un senso di disagio, simile a paura o eccessiva preoccupazione, dai connotati incontrollabili e di lunga durata.
Rientrano nell'elenco dei disturbi dell'ansia: la fobia sociale, il disturbo ossessivo-compulsivo, il disturbo dell'ansia generalizzata, il panico, il disturbo post-traumatico da stress e la fobia specifica.

CHI NE È AFFETTO? EPIDEMIOLOGIA

Incidenza. L'esatto numero di ipocondriaci, in Italia, è sconosciuto. Infatti, i dati in merito all'incidenza della malattia sono vaghi e probabilmente sottostimati (si parla di un 1-5% della popolazione, ma servirebbero studi ulteriori e più approfonditi).
Sesso. L'ipocondria può colpire chiunque, senza distinzione di sesso.
Età. Nonostante l'ipocondria possa interessare anche individui giovani, la maggior parte degli ipocondriaci è di età adulta.

Cause

Le precise cause dell'ipocondria sono, al momento, ancora poco chiare.
Secondo gli esperti, pare che giochino un ruolo fondamentale la personalità e il carattere dell'individuo malato, oltre alle sue esperienze di vita e all'educazione impartitagli.

FATTORI DI RISCHIO

Dopo innumerevoli studi, si è potuto constatare che l'ipocondria è favorita da determinate situazioni. Tali situazioni, che possono essere considerate dei veri e propri fattori di rischio, sono:

  • L'avere sofferto, in età adolescenziale, di una malattia molto grave, la quale ha lasciato, nella psiche della persona colpita, un segno indelebile del suo passaggio
  • La conoscenza di individui (amici o familiari stretti) con gravi patologie
  • La morte di una persona cara
  • Il soffrire di uno dei cosiddetti disturbi d'ansia
  • L'essere convinti che stare bene significhi non aver alcun fastidio fisico o alcun malessere
  • Il vivere con un familiare affetto da ipocondria
  • Il sentirsi inspiegabilmente vulnerabile a qualsiasi malattia
  • La trascuratezza da parte dei genitori, in età adolescenziale

Sintomi, segni e complicazioni

Per approfondire: Sintomi Ipocondria


Gli individui con ipocondria manifestano la malattia in tanti modi.
Innanzitutto, sono ossessionati dalla paura di avere una qualche grave patologia e si spaventano terribilmente a ogni minimo malessere patito. Ciò li porta a prenotare continuamente visite mediche ed esami diagnostici (risonanze magnetiche, ecocardiogrammi, chirurgie esplorative ecc), a contattare dottori diversi per lo stesso problema, a misurarsi continuamente i segni vitali (polso o pressione sanguigna) e a dirottare il tema di ogni discorso verso i loro fantomatici disturbi.
Quindi, nel loro tempo libero, vanno a consultare le enciclopedie mediche e i siti internet di medicina, alla ricerca di informazioni e chiedendosi cosa potrebbe voler dire il tal sintomo; tante volte, durante queste ricerche, leggono di una patologia seria e si convincono di esserne affetti.
Infine, assumono delle abitudini del tutto anormali, come per esempio cambiare frequentemente medico di riferimento, mantenersi nelle vicinanze di un ospedale anche nelle ore più impensabili (così da poterlo raggiungere più velocemente qualora avvertano qualche dolore o malessere immaginario) e chiamare il proprio medico di base anche a notte fonda.


Tabella. Riassunto dei sintomi classici dell'ipocondria:

  • Paura immotivata di avere una qualche grave malattia
  • Convinzione che ogni piccolo fastidio/malessere avvertito sia dovuto a una grave malattia
  • Prenotare visite su visite e sottoporsi periodicamente a risonanze magnetiche, ecocardiogrammi ecc
  • Cambiare periodicamente medico di riferimento
  • Parlare con parenti e amici solo ed esclusivamente dei malanni immaginari che si crede avere
  • Fare continue ricerche su malattie gravi, sia in internet che su testi cartacei
  • Misurarsi continuamente il polso e la pressione sanguigna
  • Leggere di una malattia grave e convincersi che è il disturbo di cui si soffre

PREOCCUPARSI DELLA PROPRIA SALUTE SIGNIFICA SEMPRE AVERE L'IPOCONDRIA?

Preoccuparsi per la propria salute e chiedere a un medico cosa può voler dire il tal disturbo non significa, per forza, essere ipocondriaci. Anzi, è un comportamento normale e più che giustificabile.
IpocondriaAllo stesso modo, andare a informarsi sulle possibili origini di un sintomo avvertito non è sempre sinonimo di ossessione, ma può essere semplice curiosità e voglia di capire.

Attenzione: aver cura del proprio stato di salute, così come sottoporsi periodicamente a determinati esami diagnostici (per esempio, la mammografia per le donne), sono comportamenti responsabili e non vanno per nulla considerati episodi di ipocondria.

QUANDO E A CHI CHIEDERE AIUTO?

Gli ipocondriaci, se sono consapevoli dei loro disturbi psichici, devono farsi coraggio e rivolgersi, senza alcuna vergogna, alle cure di uno psichiatra o di uno psicologo.
Se, invece, non sono consci dei loro problemi e sono convinti che ogni sensazione avvertita sia veritiera, hanno bisogno di un aiuto proveniente dai parenti, dagli amici o dal medico di famiglia.


Aiutare una persona cara affetta da ipocondria


Alcuni malati di ipocondria sono all'oscuro del loro disturbo psichico, nel senso che sono fermamente convinti di soffrire di qualcosa e credono che le loro preoccupazioni siano più che fondate.
Per poter aiutare questi individui, i loro parenti o amici stretti devono avere un dialogo chiaro e onesto con loro, spiegandogli cosa c'è che non va realmente. Serve tatto, perché solo così è possibile incoraggiarli a richiedere un consulto medico a uno psichiatra o a uno psicologo.

COMPLICAZIONI

L'ipocondria può diventare un disturbo psichico travolgente e disabilitante, in quanto la vita di coloro che ne soffrono viene fortemente condizionata da ossessioni inesistenti e infondate.
I malati di ipocondria più gravi hanno problemi sul posto di lavoro (perché spesso assenti), difficoltà a relazionarsi con gli altri (perché parlano solo delle loro malattie immaginarie), rapporti tesi con il proprio medico curante e seri problemi finanziari (dovuti ai costi degli innumerevoli esami medici).
Inoltre, la loro condizione può condurre a:

  • Un uso improprio e pericoloso di farmaci
  • Frustrazione e irritabilità
  • Depressione
  • Disturbi d'ansia
  • Uso di droghe, dovuto alla depressione

Diagnosi

Un paziente con sospetta ipocondria va valutato non solo dal punto di vista mentale, ma anche dal punto di vista fisico; questo perché bisogna dimostrare che stia effettivamente bene e che non faccia uso improprio di farmaci (si veda il capitolo dedicato alle complicazioni).

VALUTAZIONE PSICHICA O MENTALE

La valutazione psichica, che spetta a uno psichiatra o a uno psicologo, consiste nella somministrazione, al paziente ipocondriaco, di un questionario mirato; le risposte fornite dal paziente vengono poi confrontate con quanto riportato, in merito all'ipocondria, dal Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM). Questo testo (pubblicato dall'Associazione Psichiatrica Americana) rappresenta una raccolta di tutte le caratteristiche tipiche delle malattie psichiche/mentali conosciute, compresi i criteri richiesti per la diagnosi.


Secondo il DSM, una persona è ipocondriaca se:

  • Sulla base di un'interpretazione errata e del tutto personale di alcuni fastidi fisici, ha il timore (o la convinzione) di soffrire di una malattia grave.
  • Tale timore (o convinzione) persiste anche dopo il conforto di diversi esami clinici e le rassicurazioni da parte del medico.
  • Tale timore (o convinzione) procura disagio e condiziona la sfera sociale e l'attività lavorativa.
  • Tale timore (o convinzione) si protrae per più di sei mesi.

VALUTAZIONE FISICA

La valutazione fisica spetta a un medico e consiste in un esame obiettivo e in un'analisi del sangue completa.
Con l'esame obiettivo, si determina il reale stato di salute del paziente, si misurano alcuni suoi parametri vitali (come battito cardiaco, pressione sanguigna e temperatura corporea) e, infine, si raccolgono tutte le informazioni riguardanti la sua storia clinica* (quindi patologie sofferte in passato, disturbi attuali ecc).
Con le analisi del sangue, invece, si controlla che non vi siano sostanze farmacologiche in circolo (dovute a un loro uso improprio) e che i valori sanguigni principali siano tutti nella norma.

*N.B: per tutto ciò che riguarda la storia clinica, spesso il medico interpella anche i familiari del paziente, in modo tale da avere un quadro della situazione più che attendibile.

Terapia

Curare l'ipocondria è un'impresa difficile, in quanto, oltre a un'adeguata terapia psicologica, serve notevole collaborazione da parte del paziente; il soggetto ipocondriaco, infatti, deve credere fermamente alla guarigione e ai consigli impartitigli dal terapeuta, sebbene siano contrari alle proprie convinzioni.

TERAPIA PSICOLOGICA

La terapia psicologica comprende:

  • La psicoterapia cognitivo-comportamentale. Ideale per curare diversi disturbi mentali (non solo quindi l'ipocondria), si pone l'obiettivo di insegnare al paziente a riconoscere le preoccupazioni e i timori infondati (nel gergo specialistico, i "pensieri distorti") e a non farsi influenzare da questi. In altre parole, il paziente viene educato a come identificare i sintomi classici dell'ipocondria e a come dominarli meglio. La psicoterapia cognitivo-comportamentale prevede, oltre a una parte "in studio" con lo psicoterapeuta, anche dei "compiti per casa", la cui esecuzione è fondamentale per guarire. Tutti gli insegnamenti acquisiti nel corso della terapia sono un bagaglio prezioso, che è bene portarsi dietro per evitare ricadute.
  • La psicoeducazione. Consiste nell'illustrare, al paziente e a suoi familiari, le caratteristiche principali del disturbo psichico in atto e i metodi migliori per guarire. Ai familiari, inoltre, vengono dati anche alcuni consigli su come è meglio comportarsi nei confronti del loro caro.
  • La somministrazione di determinati psicofarmaci. Gli psicofarmaci somministrati sono i cosiddetti antidepressivi. I più utilizzati sono gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) - come per esempio la fluoxetina, la fluvoxamina e la paroxetina - e gli antidepressivi triciclici, come per esempio la clomipramina e l'imipramina.
    N.B: se il paziente soffre di altri disturbi mentali associati (disturbi d'ansia ecc.) o di problemi fisici (dovuti per esempio a un uso improprio di farmaci), potrebbero essergli prescritti medicinali aggiuntivi.

COLLABORAZIONE DA PARTE DEL PAZIENTE: COSA È BENE CHE FACCIA?

Per poter superare i propri disturbi psichici, gli ipocondriaci devono collaborare con lo psicoterapeuta e credere fermamente nei consigli di quest'ultimo.
Tale collaborazione consiste in alcuni capisaldi fondamentali, come:

  • Dare continuità ai trattamenti terapeutici e credere nella loro efficacia. I pazienti devono vincere le tentazioni di abbandonare il percorso terapeutico intrapreso e convincersi che quest'ultimo è la strada giusta da seguire. Spesso, infatti, capita che i malati trovino difficile dare continuità alle cure e si arrendano prematuramente.
  • Imparare a conoscere la malattia. La conoscenza dell'ipocondria (psicoeducazione) permette al paziente di superare meglio i momenti più difficili.
  • Fare attenzione a cosa scatena le paure e le preoccupazioni. Talvolta, le paure e le preoccupazioni dell'ipocondriaco si acuiscono in particolari situazioni. Sarebbe opportuno che il malato analizzasse cosa avviene in tali situazioni, ricercando una possibile causa scatenante, da riferire poi al proprio psicoterapeuta.
    Attenzione: tutto ciò è possibile solo se il paziente conosce le caratteristiche della sua malattia e i modi per dominarla.
  • Mantenersi attivi. Fare attività fisica, come camminare, nuotare, correre, giardinaggio ecc, aiuta ad alleviare i sintomi dell'ipocondria e le relative complicazioni (depressione, ansia, frustrazione, irritabilità ecc).
  • Evitare l'uso di droghe e alcol. Alcolici e droghe aumentano la depressione e il senso d'ansia. Ecco per quale motivo è bene non farsi tentare dall'uso e abuso di tali sostanze.
  • Creare un buon rapporto con il proprio medico di base. Spesso, gli ipocondriaci hanno un cattivo rapporto con il medico di base, in quanto pretendono da quest'ultimo consulti continui, quasi sempre per disturbi immaginari, e la prescrizione di esami diagnostici del tutto inutili. Anche in questo caso, sapere cosa comporta l'ipocondria aiuta l'individuo che ne soffre a relazionarsi meglio con i medici e ad accettare il loro rifiuto alla prenotazione di visite e test superflui.

ALTRI CONSIGLI VALIDI PER IL RESTO DELLA VITA

Poiché il rischio di una ricaduta è più che concreto, gli individui con un passato di ipocondria devono, per il loro bene, imparare a dominarsi e mantenere alcuni comportamenti.
Innanzitutto, devono ricusare ogni minima tentazione che li spinge a: cambiare medico di riferimento e fare ricerche (in internet o nelle varie enciclopedie mediche) sulle malattie gravi.
Quindi, è bene che si tengano alla larga da programmi TV (o riviste) narranti di persone gravemente malate, e che evitino di monitorarsi il polso o la pressione sanguigna, anche quando il desiderio è forte.
Infine, se sentono di non farcela senza l'aiuto di qualcun'altro, possono rivolgersi a qualche gruppo di supporto creato appositamente per gli ipocondriaci e gli ex ipocondriaci.


Tabella. Riepilogo dei consigli che dovrebbe seguire una persona malata in passato di ipocondria:

  • Non cambiare medico di riferimento, nemmeno se la tentazione è forte
  • Evitare di fare ricerche, in internet o altrove, su malattie gravi
  • Evitare di guardare programmi TV o leggere riviste che narrano di persone affette da patologie gravi
  • Resistere alla tentazione di misurarsi il polso o la pressione arteriosa. Se proprio è necessario, rivolgersi al proprio medico e affidarsi a lui
  • Chiedere aiuto ai familiari, in caso di paure o preoccupazioni particolari
  • Iscriversi a un gruppo di supporto per ipocondriaci o individui con un passato di ipocondria.

Prevenzione

L'ipocondria è un disturbo psichico non prevenibile, anche perché non se ne conoscono le cause precise. È vero che in precedenza sono state menzionate alcune situazioni favorenti, tuttavia risulta difficile fare una previsione di chi è a rischio o meno, in quanto, per esempio, non tutte le persone trascurate dai genitori in età adolescenziale, o affette da uno stato d'ansia, si ammalano di ipocondria.



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Ultima modifica dell'articolo: 02/09/2016