Ifosfamide

L'ifosfamide è un farmaco antitumorale appartenente alla classe degli agenti alchilanti. La sua struttura è analoga a quella della ciclofosfamide, ma presenta differenze per quel che riguarda lo spettro e l'attività antineoplastica.

Ifosfamide

Ifosfamide - Struttura Chimica

Indicazioni terapeutiche

L'ifosfamide è indicata per il trattamento di molti tipi di tumore, come:

Ad alte dosi, l'ifosfamide è utilizzata per la terapia preparatoria al trapianto di cellule staminali ematopoietiche (cellule progenitrici da cui originano le cellule del sangue).

Avvertenze

L'ifosfamide dev'essere somministrata sotto lo stretto controllo di un medico specializzato nella somministrazione di farmaci chemioterapici antitumorali.
Poiché l'ifosfamide causa soppressione del sistema immunitario, i pazienti in trattamento con il farmaco sono più esposti al rischio di contrarre infezioni e di sviluppare infezioni latenti.
L'ifosfamide presenta neurotossicità, pertanto i pazienti devono essere tenuti sotto stretta sorveglianza e - qualora si sviluppasse un'encefalopatia - il trattamento col farmaco dovrebbe essere interrotto.
A causa della nefrotossicità (tossicità per i reni) e urotossicità (tossicità a livello del tratto urinario) dell'ifosfamide, devono essere monitorate queste funzionalità nei pazienti prima, durante e dopo il trattamento con il farmaco.
A causa della sua cardiotossicità è necessario osservare cautela quando l'ifosfamide è somministrata a pazienti con preesistenti disfunzioni cardiache.
L'ifosfamide è un profarmaco, cioè per svolgere la sua azione citotossica (tossica per le cellule) deve essere prima attivata attraverso il metabolismo epatico. Questa attivazione comporta la formazione dei cosiddetti metaboliti attivi dell'ifosfamide che svolgono l'attività antitumorale.
In pazienti che presentano una ridotta funzionalità epatica, l'attivazione del farmaco può essere notevolmente ridotta, comportando così una riduzione dell'efficacia terapeutica.

Interazioni con altri farmaci

La somministrazione di ifosfamide in concomitanza a farmaci che possono aumentarne la gravità degli effetti tossici richiede un'attenta valutazione - su base individuale - dei benefici e dei rischi attesi.
Può verificarsi un aumento dell'ematotossicità (tossicità per le cellule del sangue) e/o dell'immunosoppressione in seguito alla somministrazione contemporanea di ifosfamide e altri farmaci, quali:

La cardiotossicità dell'ifosfamide può aumentare se somministrata contemporaneamente ad antracicline (farmaci antibiotici ad azione antitumorale) o dopo un trattamento con terapia radiante nella zona cardiaca.
La somministrazione di amiodarone (farmaco antiaritmico) in concomitanza all'ifosfamide ne può aumentare la tossicità a livello polmonare.
L'ifosfamide può determinare un aumento del potere anticoagulante del warfarin con conseguente aumento del rischio di emorragie.
L'uso di tamoxifene (farmaco antitumorale) durante la terapia con ifosfamide può aumentare il rischio di complicazioni tromboemboliche.
La nefrotossicità dell'ifosfamide può aumentare nel caso di assunzione concomitante di:

  • Carboplatino e cisplatino;
  • Antibiotici aminiglicosidici;
  • Aciclovir, un farmaco antivirale;
  • Amfotericina B, un farmaco antifungino.

Il rischio di sviluppare cistite emorragica è aumentato dall'assunzione di ifosfamide in concomitanza a busulfan (un antitumorale) o se viene assunta in seguito a terapia radiante alla vescica.
Gli effetti tossici sul sistema nervoso centrale indotti da ifosfamide possono aumentare in caso di una contemporanea somministrazione di farmaci antiemetici, tranquillanti, narcotici e antistaminici.
La somministrazione concomitante di ifosfamide e di farmaci induttori enzimatici può far aumentare la produzione di metaboliti tossici. Esempi di questi farmaci sono:

La somministrazione concomitante di ifosfamide e di inibitori del citocromo P3A4 può favorire la formazione di metaboliti tossici per il sistema nervoso centrale e per i reni. Questi inibitori sono:

Il consumo di alcool potrebbe aumentare gli effetti emetici indotti dall'ifosfamide.
I pazienti in trattamento con ifosfamide non devono consumare pompelmo o suoi derivati, perché questo frutto contiene sostanze in grado di ridurre l'attivazione metabolica del farmaco.

Ifosfamide e vaccini

L'ifosfamide è in grado di sopprimere il sistema immunitario. Questa soppressione potrebbe portare a una risposta ridotta alle vaccinazioni. I pazienti vaccinati con vaccini a virus vivi attenuati, inoltre, possono contrarre infezioni e manifestare aumentati effetti collaterali al vaccino.

Effetti collaterali

L'ifosfamide induce effetti collaterali che dipendono da diversi fattori, quali il tipo di patologia da trattare, la quantità di farmaco somministrata e le condizioni del paziente. Inoltre, ogni individuo risponde alla terapia in modo diverso, per cui non è detto che gli effetti collaterali si manifestino tutti e con la stessa intensità in ogni paziente.

Mielosoppressione

L'ifosfamide può indurre mielosoppressione, cioè sopprimere l'attività del midollo osseo. Ciò comporta una riduzione della produzione di cellule del sangue che può portare a:

Tossicità sul sistema nervoso centrale

La terapia con ifosfamide può provocare la comparsa di stati confusionali, sonnolenza, allucinazioni, comportamento psicotico, convulsioni e sintomi extrapiramidali (ovvero sintomi Parkinson simili). In alcuni casi può provocare anche il coma.

La maggior parte delle volte, questi sintomi si risolvono dopo qualche giorno dall'interruzione della terapia. Non sempre, però, la guarigione è completa e sono stati riscontrati casi in cui questo tipo di tossicità è risultato fatale.

Nefrotossicità e urotossicità

L'ifosfamide provoca disturbi della funzionalità renale e delle vie urinarie. Gli effetti collaterali causati da questi tipi di tossicità includono:

Per ridurre gli effetti tossici a livello renale, l'ifosfamide può essere somministrata in associazione a sodio mercaptoetansolfonato (chiamato anche mesna); questo composto è in grado di legare i metaboliti tossici del farmaco a livello del tubulo renale diminuendone così la tossicità.

Cardiotossicità

L'ifosfamide provoca tossicità cardiaca che - in alcuni casi - è fatale. Gli effetti collaterali provocati da questo tipo di tossicità sono:

Tossicità polmonare

La terapia con ifosfamide può favorire la comparsa di polmonite interstiziale, fibrosi polmonare e insufficienza respiratoria, in alcuni casi anche fatale.

Alopecia

Il trattamento con ifosfamide può portare a perdita dei capelli e dei peli in generale. Questo effetto collaterale, in genere, scompare dopo la fine del trattamento.

Patologie gastrointestinali

L'ifosfamide può provocare nausea, vomito e diarrea.
Il vomito può essere controllato con l'utilizzo di farmaci antiemetici.
La diarrea può essere trattata con farmaci antidiarroici ed è necessario bere molto per reintegrare i liquidi persi.
L'ifosfamide può, inoltre, causare dolore addominale, enteriti, stomatiti, costipazione, coliti e ulcerazione delle mucose.

Patologie dell'occhio

La terapia con ifosfamide può provocare vista offuscata, congiuntiviti e irritazione oculare.

Tossicità a carico dell'orecchio

La terapia con ifosfamide può causare sordità, ipoacusia, vertigini e tinnito, cioè una sensazione di ronzio alle orecchie che può essere percepita come un rumore pulsante, come un fischio, come un tintinnio o come un fruscio.

Patologie epatobiliari

L'ifosfamide può causare danni a livello del fegato e delle vie biliari. Fra i principali effetti collaterali troviamo disturbi della funzionalità epatica, epatiti, patologia veno-occlusiva epatica ed ittero.

Patologie del cavo orale

L'ifosfamide può portare alla comparsa di piccole ulcere del cavo orale, alla sensazione di bocca secca e a dolore. Per prevenire questi sintomi, è importante assumere molti liquidi ed eseguire una regolare pulizia dei denti con uno spazzolino morbido.

Infertilità

L'ifosfamide interferisce con l'oogenesi e la spermatogenesi e può causare sterilità in entrambi i sessi.
Nelle donne può causare amenorrea (interruzione del ciclo mestruale) temporanea o permanente. Nei ragazzi durante la pre-pubescenza il trattamento con ifosfamide può indurre oligospermia o azoospermia (rispettivamente, la riduzione o la mancanza di spermatozoi nell'eiaculato).

Cancerogenesi

Il trattamento con ifosfamide può portare all'insorgenza di tumori secondari come leucemia acuta, linfomi, sarcomi e cancro alla tiroide. I tumori possono comparire sia durante, sia dopo anni dall'interruzione della chemioterapia.

Meccanismo d'azione dell'ifosfamide

L'ifosfamide è un profarmaco che deve essere attivato dal metabolismo epatico per svolgere la sua azione. Una volta trasformata nei suoi metaboliti attivi, l'ifosfamide sarà quindi in grado di espletare la propria azione citotossica.
L'ifosfamide è un agente alchilante in grado d'intercalare gruppi alchilici all'interno del doppio filamento di DNA. In questo modo il DNA subisce modificazioni che impediscono alla cellula di replicarsi correttamente, condannandola ad andare incontro al processo di morte cellulare programmata definito apoptosi.

Modalità d'uso e posologia

L'ifosfamide è disponibile per iniezione e infusione endovenosa. Si presenta come una polvere secca che - prima della somministrazione - deve essere disciolta in un solvente idoneo. La somministrazione può avvenire:

  • Attraverso una cannula (un sottile tubicino) che viene inserita in una vena di un braccio o di una mano;
  • Attraverso un catetere venoso centrale che viene inserito sottocute in una vena in prossimità della clavicola;
  • Attraverso la linea PICC (Peripherally Inserted Central Catheter), in questo caso, il catetere viene inserito in una vena periferica, di solito di un braccio. Questa tecnica è utilizzata per la somministrazione di farmaci antitumorali per un tempo prolungato.

La dose abituale è di 50-60 mg/Kg di peso corporeo, per 5 giorni consecutivi. In ogni caso, la posologia viene stabilita dal medico oncologo in base alla patologia da trattare e alle condizioni di ogni singolo paziente.
In caso di pazienti immunocompromessi, con patologie cardiache, epatiche e/o disfunzioni renali preesistenti potrebbe essere necessario un adattamento del dosaggio di farmaco.
Anche in pazienti anziani potrebbe essere necessaria una riduzione della dose somministrata.

Gravidanza e Allattamento

L'ifosfamide può avere effetti genotossici e causare danni al feto. L'uso del farmaco è quindi controindicato in gravidanza, soprattutto durante il primo trimestre.
Il farmaco viene escreto nel latte materno e può causare danni al neonato come pancitopenia e diarrea. Le madri sottoposte a trattamento con il farmaco non devono, perciò, allattare al seno.
L'ifosfamide è mutagena nei confronti delle cellule germinali maschili e femminili; pertanto, i pazienti di entrambi i sessi che sono trattati col farmaco devono prendere adeguate precauzioni per evitare eventuali gravidanze. Le precauzioni devono essere adottate anche dopo la fine della chemioterapia, per un periodo di almeno sei mesi.

Controindicazioni

L'uso di ifosfamide è controindicato in caso di:

  • Ipersensibilità nota all'ifosfamide o ai suoi metaboliti;
  • Grave compromissione del midollo osseo;
  • Patologie e disfunzioni renali;
  • Ostruzioni del tratto urinario;
  • Cistite emorragica acuta;
  • Atonia vescicale;
  • Infezioni in atto;
  • Gravidanza;
  • Allattamento.

Ultima modifica dell'articolo: 10/10/2016