Idrossizina

L'idrossizina è un farmaco antistaminico di prima generazione dotato di attività ansiolitica. È commercializzata con il nome di Atarax®.

Idrossizina

Idrossizina - Struttura Chimica

Indicazioni terapeutiche

L'idrossizina - somministrata per via orale - è indicata per:

Quando somministrata per via intramuscolare, invece, l'idrossizina è indicata per:

  • Trattamento di urgenza di stati di agitazione;
  • Preparazione agli interventi chirurgici;
  • Trattamento di nausea e vomito post-operatori;
  • Trattamento coadiuvante delle allergie sistemiche;
  • Trattamento delle reazioni generali da trasfusioni o da medicamenti.

Avvertenze

Va usata cautela nella somministrazione del farmaco in pazienti con predisposizione ad attacchi convulsivi o ad aritmie cardiache.
I bambini trattati con idrossizina sviluppano più facilmente effetti indesiderati a carico del sistema nervoso centrale rispetto agli adulti. Nei bambini, inoltre, vi è un maggior rischio d'insorgenza di convulsioni.
L'idrossizina possiede anche proprietà anticolinergiche, pertanto, deve essere utilizzata con molta cautela in pazienti affetti da:

L'assunzione di alcool durante la terapia con idrossizina deve essere evitata.
La terapia con idrossizina dovrebbe essere sospesa almeno cinque giorni prima di eseguire test allergometrici.
L'idrossizina può causare effetti in grado di alterare la capacità di guidare veicoli o di utilizzare macchinari, pertanto, va usata cautela.

Interazioni con altri farmaci

La somministrazione concomitante d'idrossizina e di inibitori delle monoammino ossidasi (IMAO, farmaci impiegati nella terapia della depressione e del morbo di Parkinson) deve essere evitata.
L'azione dell'idrossizina può essere aumentata dalla somministrazione contemporanea di altri farmaci in grado di deprimere il sistema nervoso centrale o di farmaci ad azione anticolinergica.
L'idrossizina antagonizza l'effetto degli inibitori dell'acetilcolinesterasi (l'enzima che metabolizza l'acetilcolina) e della betaistina (un farmaco impiegato nel trattamento delle vertigini).
L'uso d'idrossizina può nascondere i segni dell'ototossicità che alcuni antibiotici possono indurre.
L'idrossizina può contrastare l'azione dell'adrenalina.
La cimetidina (un farmaco impiegato nel trattamento dell'ulcera gastrica) può aumentare la concentrazione plasmatica di idrossizina.
È, comunque, necessario informare il medico qualora si stiano assumendo - o siano stati recentemente assunti - farmaci di qualsiasi tipo, compresi i farmaci da banco e i prodotti erboristici e/o omeopatici.

Effetti collaterali

L'idrossizina può causare vari effetti collaterali, sebbene non tutti i pazienti li manifestino. Questo dipende dalla sensibilità che ciascun individuo possiede nei confronti del farmaco.
Di seguito, sono elencati i principali effetti collaterali che possono insorgere durante il trattamento con idrossizina.

Patologie del sistema nervoso

La terapia con idrossizina può causare:

Disturbi psichiatrici

La terapia con idrossizina può causare agitazione, nervosismo, confusione, disorientamento e allucinazioni.

Patologie gastrointestinali

Il trattamento con idrossizina può provocare nausea e vomito.

Patologie cardiache

La terapia con idrossizina può causare tachicardia e prolungamento dell'intervallo QT (l'intervallo di tempo necessario al miocardio ventricolare per depolarizzarsi e ripolarizzarsi).

Patologie epatobiliari

Il trattamento con idrossizina può alterare i test di funzionalità epatica e può favorire l'insorgenza di epatiti.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

La terapia con idrossizina può causare prurito, rash cutanei, orticaria, dermatiti, sindrome di Stevens-Johnson ed eritema multiforme.

Altri effetti collaterali

Altri effetti collaterali che possono manifestarsi in seguito alla terapia a base d'idrossizina, sono:

Sovradosaggio

I sintomi che possono manifestarsi in seguito a un sovradosaggio da idrossizina derivano da un'eccessiva azione anticolinergica e dalla depressione - o dalla stimolazione paradosso - del sistema nervoso centrale. Tali sintomi sono:

  • Nausea;
  • Vomito;
  • Febbre;
  • Tachicardia;
  • Sonnolenza;
  • Tremore;
  • Confusione;
  • Allucinazioni;
  • Alterazioni dello stato di coscienza;
  • Depressione respiratoria.

Non esiste un antidoto contro l'iperdosaggio da idrossizina, perciò, il trattamento è solo sintomatico e di supporto. Può essere utile eseguire una lavanda gastrica.
In ogni caso, qualora si sospetti di aver assunto una dose eccessiva di farmaco, è necessario contattare immediatamente il medico o recarsi nel più vicino ospedale.

Meccanismo d'azione dell'idrossizina

L'idrossizina è un potente antagonista dei recettori per l'istamina di tipo H1. Inoltre, esercita un'azione antagonista anche nei confronti dei recettori 5-HT2A della serotonina, dei recettori D2 della dopamina e dei recettori α1 per l'adrenalina e la noradrenalina.
Infine, l'idrossizina è anche dotata di attività anticolinergica.

Modalità d'uso e posologia

L'idrossizina è disponibile sia per la somministrazione orale (sotto forma di compresse o di sciroppo), sia per la somministrazione intramuscolare.
La posologia deve essere stabilita dal medico su base strettamente individuale.
Di seguito, sono riportate alcune indicazioni sulle dosi di farmaco che vengono abitualmente impiegate.

Somministrazione orale

In adulti e adolescenti, la dose unitaria d'idrossizina abitualmente somministrata è di 12,5-25 mg.
In bambini con più di 12 mesi di età viene utilizzato solo lo sciroppo. La dose somministrata abitualmente è di 10-20 mg di idrossizina.
In pazienti anziani e in pazienti affetti da insufficienza epatica e/o renale il dosaggio d'idrossizina deve essere opportunamente ridotto.

Somministrazione intramuscolare

La dose d'idrossizina somministrata per via intramuscolare varia in funzione del tipo di uso:

  • Trattamento di urgenza degli stati di agitazione: negli adulti la dose d'idrossizina abitualmente somministrata è di 50-200 mg. Se necessario, la somministrazione può essere ripetuta, ma non bisogna superare la dose massima giornaliera di 300 mg di farmaco;
  • Preparazione agli interventi chirurgici: la dose d'idrossizina abitualmente impiegata è di 25-200 mg, da somministrare mezz'ora prima dell'intervento;
  • Nausea e vomito post-operatorio, trattamento coadiuvante delle allergie sistemiche e trattamento delle reazioni generali da trasfusioni o da medicamenti: la dose di farmaco abitualmente somministrata è di 25-50 mg. Il trattamento - se necessario - può essere proseguito per via orale.

In pazienti anziani e in pazienti affetti da insufficienza epatica e/o renale la dose d'idrossizina somministrata deve essere ridotta.

Gravidanza e Allattamento

Studi su animali hanno evidenziato che l'idrossizina è in grado di attraversare la placenta e raggiungere il feto. Perciò, l'uso del farmaco in gravidanza è controindicato.
Inoltre, le donne in età fertile e in terapia con il farmaco, devono adottare adeguate misure contraccettive per prevenire eventuali gravidanze.
Nei neonati, le cui madri hanno assunto idrossizina nell'ultimo periodo di gravidanza o durante il parto, si sono manifestati i seguenti sintomi:

  • Ipotonia;
  • Disturbi del movimento, compresi disturbi extrapiramidali;
  • Depressione del sistema nervoso centrale;
  • Condizioni ipossiche neonatali;
  • Ritenzione urinaria.

I metaboliti dell'idrossizina vengono escreti nel latte paterno, pertanto, le madri che allattano al seno non devono assumere il farmaco.

Controindicazioni

L'uso dell'idrossizina è controindicato nei seguenti casi:

  • Ipersensibilità nota all'idrossizina;
  • In pazienti allergici alla cetirizina, all'amminofillina o all'etilendiammina;
  • In pazienti affetti da porfiria;
  • In pazienti in terapia con IMAO;
  • In pazienti affetti da preesistente prolungamento dell'intervallo QT;
  • In gravidanza e durante l'allattamento.

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Ultima modifica dell'articolo: 09/08/2016