Gemcitabina

La gemcitabina è un farmaco ad azione citotossica (tossica per le cellule). Può essere utilizzata da sola o in associazione ad altri farmaci antineoplastici per il trattamento di varie tipologie di tumore.

Gemcitabina

Gemcitabina - Struttura Chimica

Indicazioni terapeutiche

La gemcitabina può essere utilizzata per il trattamento di:

Avvertenze

La somministrazione di gemcitabina deve avvenire sotto lo stretto controllo di un medico specializzato nella somministrazione di farmaci chemioterapici antitumorali.
A causa della tossicità di gemcitabina a carico dei reni e del fegato, le funzionalità epatiche e renali dei pazienti in trattamento con il farmaco devono essere costantemente monitorate.
La gemcitabina può sopprimere l'attività del midollo osseo, causando una ridotta sintesi delle cellule del sangue; perciò, la composizione sanguigna dei pazienti dev'essere monitorata per tutta la durata della terapia.
Il trattamento con gemcitabina può favorire la comparsa di patologie cardiache, perciò è necessario fare attenzione alla somministrazione del farmaco in pazienti che presentano una storia di eventi cardiovascolari.
Poiché la gemcitabina può indurre sonnolenza, è necessario essere sicuri che il farmaco non abbia causato questo sintomo - nemmeno in forma lieve - prima di mettersi alla guida di veicoli o al lavoro su macchinari.
La gemcitabina non deve essere utilizzata in pazienti di età inferiore ai 18 anni.

Interazioni con altri farmaci

È stato osservato che il trattamento con radioterapia in concomitanza all'assunzione di gemcitabina può aumentarne la tossicità.
È necessario informare il medico qualora si stiano assumendo - o siano stati recentemente assunti - farmaci di qualsiasi tipo, inclusi prodotti da banco, erboristici e/o omeopatici.

Gemcitabina e vaccini

È vivamente sconsigliata la somministrazione di vaccini a virus vivi attenuati in pazienti in trattamento con gemcitabina. La gemcitabina, infatti, è in grado di sopprimere il sistema immunitario provocando così una risposta inadeguata del paziente nei confronti del vaccino.

L'immunosoppressione può favorire la replicazione del virus attenuato, favorendo la comparsa d'infezioni e aumentando gli effetti collaterali del vaccino stesso.

Effetti collaterali

La gemcitabina può indurre molti effetti collaterali. Tali effetti dipendono dalla quantità di farmaco somministrata, dall'eventuale somministrazione in associazione ad altri agenti antineoplastici e dalle condizioni generali del paziente. Inoltre, ogni individuo risponde alla chemioterapia in maniera differente, perciò, non è detto che gli effetti collaterali compaiano tutti e con la stessa intensità in ogni paziente.
Di seguito sono elencati i principali effetti avversi che il trattamento con gemcitabina può provocare.

Mielosoppressione

La gemcitabina può causare mielosoppressione, cioè può favorire la soppressione del midollo osseo. Questa soppressione si traduce in una ridotta sintesi delle cellule del sangue (ridotta ematopoiesi).

La diminuzione della produzione di cellule ematiche può portare a:

Patologie gastrointestinali

La terapia con gemcitabina può causare nausea, vomito e diarrea.
Il vomito può insorgere da poche ore fino ad alcuni giorni dopo l'assunzione del farmaco. Per controllare questo sintomo si utilizzano farmaci antiemetici (antivomito). Se il sintomo persiste o si presenta in forma grave, è necessario informare il medico.
La diarrea può essere trattata con farmaci antidiarroici. In ogni caso, è importante bere molto per reintegrare i liquidi persi.
La gemcitabina può causare anche stipsi.

Sintomi simil-influenzali

Il trattamento con gemcitabina può causare sintomi simil-influenzali, come febbre e brividi. Di solito, questi sintomi si manifestano entro 48 ore dalla somministrazione del farmaco. Può essere utile l'assunzione di farmaci antipiretici, come - ad esempio - il paracetamolo.

Patologie del sistema nervoso

La terapia con gemcitabina può causare insonnia, cefalea o sonnolenza, sia di entità lieve che moderata. Sono stati riportati anche alcuni casi di ictus.

Patologie dell'apparato respiratorio

La gemcitabina può provocare disturbi quali dispnea (di solito lieve e di rapida soluzione), tosse, rinite, polmonite interstiziale, edema polmonare o broncospasmo, di solito lieve e transitorio, in alcuni casi, però, potrebbe essere necessario un trattamento farmacologico.

Patologie epatobiliari

Il trattamento con gemcitabina può causare disfunzioni epatobiliari che si manifestano con aumentati livelli ematici di transaminasi, di fosfatasi alcalina, di bilirubina e/o di γ-glutamiltrasferasi (GGT). Queste disfunzioni, di solito, sono temporanee e i valori ematici dovrebbero normalizzarsi dopo la fine del trattamento.
Sono stati, inoltre, riportati gravi casi d'insufficienza epatica, risultata fatale in alcuni casi.

Patologie renali e urinarie

La terapia con gemcitabina può causare insufficienza renale, ematuria e proteinuria, cioè presenza di sangue e proteine nelle urine.
In alcuni casi, si è assistito alla comparsa della sindrome uremica emolitica.

Reazioni allergiche

La gemcitabina può scatenare reazioni allergiche in soggetti sensibili. Tali reazioni si manifestano, di solito, sotto forma di eruzioni cutanee frequentemente associate a prurito. È consigliato l'uso di detergenti neutri e - se il medico lo ritiene necessario - l'uso di creme antistaminiche.

Patologie del cavo orale

Il trattamento con gemcitabina può favorire la comparsa di piccole ulcere del cavo orale associate a dolore e alla sensazione di bocca secca. Per prevenire questi sintomi, è importante assumere molti liquidi ed eseguire una regolare pulizia dei denti con uno spazzolino morbido. La gemcitabina può anche favorire la comparsa di stomatiti.
Può, inoltre, verificarsi una temporanea alterazione del senso del gusto che dovrebbe tornare normale poco dopo il termine della terapia.

Patologie cardiovascolari

Anche se questo tipo di effetti collaterali è raro, l'uso di gemcitabina può provocare aritmia, insufficienza cardiaca, ipotensione o infarto del miocardio.

Alopecia

La gemcitabina può causare la perdita dei capelli e dei peli in generale, ma è un effetto collaterale reversibile. Peli e capelli dovrebbero cominciare a ricrescere poco dopo il termine della chemioterapia.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

La terapia con gemcitabina può provocare la comparsa di vescicole e piccole ulcere e/o la desquamazione della pelle. Più raramente, possono verificarsi reazioni cutanee gravi che includono desquamazioni ed eruzioni bollose cutanee.

Altri effetti collaterali

Altri effetti avversi che possono manifestarsi in seguito al trattamento con gemcitabina sono:

  • Anoressia;
  • Astenia;
  • Edema, soprattutto facciale, di solito è reversibile;
  • Sensazione generalizzata di malessere;
  • Reazioni nel sito d'iniezione, di solito di natura lieve;
  • Infertilità.

Sovradosaggio

Non esiste un antidoto in caso di sovradosaggio da gemcitabina.
Qualora si sia verificato - o si sospetti - un sovradosaggio è necessario informare immediatamente l'oncologo. Dovranno essere eseguite tutte le analisi del caso e - se necessario - verrà effettuato un trattamento farmacologico dei sintomi.

Meccanismo d'azione della gemcitabina

DNA e RNA sono costituiti da unità ripetitive chiamate nucleotidi.

I nucleotidi sono composti da:

  • Una base azotata (le basi azotate esistenti sono cinque: adenina, timina, citosina, guanina e uracile);
  • Uno zucchero (desossiribosio nel DNA e ribosio nell'RNA); lo zucchero e la base azotata legati insieme costituiscono un nucleoside;
  • Un gruppo fosfato che legato al nucleoside costituisce il nucleotide.

La gemcitabina è un analogo nucleosidico della citidina. La citidina è un nucleoside composto dalla base azotata citosina legata ad uno zucchero, ribosio nel caso dell'RNA e desossiribosio nel caso del DNA.
Grazie alle sue caratteristiche strutturali, la gemcitabina è in grado di svolgere la sua azione citotossica (tossica per le cellule) in due differenti modi:

  • Viene incorporata nella molecola di DNA (o di RNA) in allungamento, dando origine a un errore che provoca il blocco della replicazione cellulare, mandando la cellula incontro ad apoptosi (meccanismo di morte cellulare programmata);
  • Inibisce la ribonucleotide reduttasi - un enzima avente un ruolo molto importante nella sintesi del DNA - arrestando così la crescita delle cellule tumorali.

Modalità d'uso e posologia

La gemcitabina è disponibile per la somministrazione endovenosa e per la somministrazione endovescicale. Si presenta come una polvere biancastra che deve essere disciolta in un'adeguata quantità di solvente appena prima del suo utilizzo.
La somministrazione endovenosa può avvenire attraverso tre diverse vie:

  • Attraverso una cannula (un sottile tubicino) che viene inserita in una vena di un braccio o di una mano;
  • Attraverso un catetere venoso centrale che viene inserito sottocute in una vena in prossimità della clavicola;
  • Attraverso la linea PICC (Peripherally Inserted Central Catheter), in questo caso, il catetere viene inserito in una vena periferica, di solito di un braccio. Questa tecnica è utilizzata per la somministrazione di farmaci antitumorali per un tempo prolungato.

La somministrazione endovescicale avviene attraverso l'utilizzo di un catetere.
La dose abituale di gemcitabina è di 1-1,25 g/m2 di superficie corporea.
In ogni caso, la quantità di farmaco somministrata e la durata del trattamento devono essere stabilite dal medico oncologo in base al tipo di tumore da trattare e in base alle condizioni generali di ciascun paziente.
In caso di somministrazione concomitante di gemcitabina e di terapia radiante, bisognerebbe ridurre la dose di farmaco somministrata.
Nel caso di pazienti affetti da preesistente insufficienza epatica e/o renale, deve essere usata molta cautela nella somministrazione del farmaco.

Gravidanza e Allattamento

Il trattamento con gemcitabina deve essere evitato durante la gravidanza, salvo il caso in cui il medico oncologo non ritenga necessario il suo utilizzo.
Poiché non possono essere escluse reazioni avverse nei lattanti - derivanti dall'uso del farmaco da parte della madre - l'allattamento al seno deve essere evitato.

Controindicazioni

L'utilizzo di gemcitabina è controindicato nei seguenti casi:

  • Ipersensibilità nota alla gemcitabina;
  • In pazienti di età inferiore ai 18 anni;
  • In gravidanza;
  • Durante l'allattamento.

Ultima modifica dell'articolo: 10/08/2016