Fruttosamina

Cos è la fruttosamina

La fruttosamina è una proteina glicosilata, il cui dosaggio nel plasma è utile nel controllo glicemico a breve termine e nel monitoraggio della terapia antidiabetica.
Emoglobina glicataNel sangue, la fruttosamina viene generata spontaneamente dalla reazione di glicosilazione non enzimatica che interessa il glucosio ed alcune proteine del siero; rappresenta quindi un indice della concentrazione di proteine sieriche stabilmente glicosilate (principalmente albumina).

Il grado di glicazione proteica, quindi i valori ematici di fruttosamina, dipendono dalla concentrazione di glucosio plasmatico (GLICEMIA). Tanto maggiori sono i valori medi di glicemia e tanto più aumenta la fruttosamina, che risulterà quindi particolarmente elevata nel diabetico non compensato da un'adeguata terapia ipoglicemizzante.

Il dosaggio della fruttosamina sierica risulta utile soprattutto nel monitoraggio periodico, per valutare l'efficacia del trattamento contro il diabete mellito. In particolare, il dosaggio della fruttosamina, mediante cromatografia, riflette l'andamento del compenso metabolico nell'intervallo di tempo compreso fra 1 e 3 settimane precedenti al prelievo.


Per capire meglio: relazione tra la concentrazione di glucosio plasmatico ed il grado di glicazione proteica. Le proteine sieriche€‹, specialmente l'albumina, possono reagire spontaneamente con il glucosio od altri monosaccaridi, determinando una serie di prodotti di condensazione. Quando i livelli glicemici si mantengono elevati in maniera persistente, le molecole di glucosio tendono a legarsi permanentemente all'emoglobina (Hb) e ad una varietà di strutture, tra cui appunto le proteine sieriche, mediante un processo chiamato glicosilazione non enzimatica (detto anche glicazione). In sintesi, il glucosio reagisce con un gruppo amminico della proteina, legandosi in maniera irreversibile e dando origine ad un prodotto glicosilato, come la fruttosamina.
La glicosilazione delle proteine €‹si traduce, quindi, in un aumento dei livelli di fruttosamina, che può essere misurata in laboratorio su campioni di siero.

 

Il diabete mellito in sintesi
Nel diabete mellito l'azione regolatoria dell'insulina sul metabolismo energetico e sui livelli plasmatici di glucosio è ridotta o del tutto assente. La malattia si manifesta in due forme: il diabete mellito di tipo 1 (detto anche insulino-dipendente o diabete giovanile), ed il diabete mellito di tipo 2 (detto anche insulino-indipendente o dell'età adulta). L'iperglicemia persistente è il sintomo più importante di entrambe le forme di diabete, causato dalla ridotta attività insulinica e dal scarso rilascio di quest'ormone; ciò è dovuto ad un calo del numero di cellule beta pancreatiche attive (diabete di tipo 1) e/o dalla riduzione della responsività delle cellule bersaglio su cui agisce l'insulina (diabete di tipo 2). L'iperglicemia dipende, in parte, dalla ridotta assunzione ed utilizzazione del glucosio da parte di molti tessuti, in parte da un aumento del rilascio ad opera del fegato ed in parte da una diminuzione della glicogenosintesi. Questi effetti sono spesso amplificati a causa degli elevati livelli plasmatici di glucagone, ormone insulino-dipendente.

Mantenere la glicemia approssimativamente vicina ai valori normali, evita ai pazienti diabetici le complicazioni ed i danni progressivi associati ai livelli elevati di glucosio in circolo. Questo obiettivo si può raggiungere e mantenere attraverso l'applicazione di opportuni schemi terapeutici, un regolare auto-monitoraggio giornaliero del profilo glicemico ed un controllo metabolico periodico ricorrendo al dosaggio della fruttosamina o della HbA1c.

Il dosaggio della fruttosamina e dell'emoglobina glicosilata nel diabete

Per quanto riguarda le indagini di laboratorio di secondo livello, esistono due parametri indiretti che misurano il compenso glicemico medio nel paziente diabetico:

  • Emoglobina glicosilata (HbA1c): il valore fornisce informazioni sui livelli glicemici medi degli ultimi 120 giorni, periodo che rispecchia la vita media di un globulo rosso. L'emoglobina glicata indica, quindi, il livello medio di glucosio degli ultimi 2-3 mesi.
  • Fruttosamina: deriva dalla reazione di glicazione delle proteine sieriche ed è correlata alla concentrazione di glucosio nei 10-20 giorni precedenti al prelievo. Le proteine del siero possiedono, infatti, un'emivita più breve rispetto all'HbA1c.

L'albumina è la più abbondante proteina sierica, perciò si può ritenere che la quantità di fruttosamina rilevata sia proporzionale alla concentrazione media di glucosio nelle precedenti 2-3 settimane (vita media dell'albumina). Pertanto, rispetto ad una singola misurazione della glicemia (che valuta la concentrazione di glucosio al momento della raccolta del sangue), la fruttosamina riflette la concentrazione glicemica nell'arco di un periodo più lungo (10-20 gg), comunque inferiore rispetto a quello valutabile mediante dosaggio dell'emoglobina glicata.
Sia la fruttosamina che la HbA1c sono utilizzate per aiutare le persone diabetiche a controllare i propri livelli di glucosio nel sangue, ma il dosaggio dell'emoglobina glicosilata è molto più usato ed accettato. Tuttavia, entrambi i test sono riconosciuti ed il dosaggio della fruttosamina nel siero può essere utile in situazioni in cui l'HbA1c non può essere misurata in maniera affidabile.

Significato clinico della fruttosamina

Il dosaggio della fruttosamina è di grande utilità nella valutazione di efficacia delle terapie ipoglicemizzanti (orali o mediante insulina), per monitorare i pazienti con diabete mellito. In generale, la determinazione della fruttosamina è indicata quando, per motivi tecnici, la misurazione dell'emoglobina HbA1c può risultare inaffidabile (esempio: emoglobinopatie e anemia). Infatti, rispetto all'HbA1c, la fruttosamina non è influenzata dalla presenza di Hb patologiche o dall'aumentato turnover dei globuli rossi, e rivela più precocemente eventuali variazioni glicemiche.

Utilità diagnostica della fruttosamina: il dosaggio della fruttosamina non è utile per la definizione diagnostica del diabete mellito, in quanto le concentrazioni di questo parametro nei pazienti diabetici possono risultare uguali a quelle di individui non affetti dalla patologia. L'accuratezza diagnostica risulta essere buona, invece, per il diabete gestazionale.
La fruttosamina deve sostituire il dosaggio dell'emoglobina glicosilata in caso di diabete in pazienti affetti da emoglobinopatie, dove l'emoglobina A1 (che rappresenta circa il 96% del totale di emoglobina) e l'HbA1c (la frazione glicosilata della A1), non presenterebbero comunque valori normali.


Sebbene non sia largamente usata, la valutazione della fruttosamina è un'indagine:

  • Che permette di valutare il controllo metabolico della glicemia negli ultimi 20 giorni antecedenti il prelievo (a differenza dell'emoglobina glicata che valuta periodi più ampi)
  • Indicata, in particolare, nella definizione del diabete gestazionale, mentre è sconsigliata per la diagnosi di diabete mellito.
  • Meno costosa, di più semplice esecuzione, ma meno sensibile dell' HbA1c per valutare la glicemia media nel lungo termine.
  • In associazione alla valutazione dell'emoglobina glicosilata, consente di ottenere risultati più precisi quando sono in corso patologie che potrebbero "alterare" i valori del test.
  • Rispetto all'HbA1c, però, è più utile per determinare alterazioni metaboliche acute in un periodo di 1-3 settimane e maggiormente indicata in alcune situazioni cliniche, come la gravidanza, l'anemia falciforme e le emoglobinopatie.

Indicazioni cliniche della fruttosamina

Il dosaggio della fruttosamina può essere utilizzato per:

  • Monitorare il livello medio di glucosio delle ultime 1-3 settimane in un paziente con diabete mellito;
  • Valutare la risposta alla terapia insulinica;
  • Elaborare o modificare un piano di cura del diabete osservandone l'efficacia;
  • Mantenere sotto controllo i livelli di fruttosamina in una paziente diabetica durante la gravidanza.

Il dosaggio della fruttosamina può essere richiesto quando la determinazione dell'HbA1c non può essere usata in modo affidabile. In particolare, il dosaggio della fruttosamina è indicato per monitorare la glicemia nelle seguenti circostanze:

  • In pazienti trattati con una terapia intensiva, al fine di correggere rapidamente l'iperglicemia (entro le 6 settimane): la fruttosamina permette di valutare l'efficacia di una dieta o di una variazione nel trattamento del diabete mellito tipo 1 dopo un paio di settimane. L'emoglobina glicata, invece, non indica variazioni così recenti della glicemia in quanto l'emivita dei globuli rossi è pari a 120 giorni: nelle situazioni in cui è opportuno ottenere indicazioni sulle variazioni di glicemia avvenute in tempi più brevi è quindi preferibile il dosaggio della fruttosamina.
  • In presenza di una malattia acuta o sistemica che può modificare, per un certo periodo, il fabbisogno di glucosio e insulina.
  • In tutte le condizioni nelle quali il dosaggio dell'emoglobina glicata (HbA1c) può non essere affidabile oppure potrebbe risultare di difficile interpretazione:
    • La presenza di alcune varianti emoglobiniche può influenzare alcuni metodi che misurano HbA1c.
    • Il valore dell'HbA1c non è accurato quando il paziente è affetto da una condizione patologica che influenza la vita media dei globuli rossi, come nei seguenti casi: emoglobinopatie (ad esempio, anemia falciforme), anemia emolitica, soggetti in regime trasfusionale ecc.

Tipo di campione

Il paziente si deve sottoporre ad un prelievo di sangue.

  • Come viene raccolto il campione per il dosaggio della fruttosamina?

Tipo di campione: Siero o plasma;
Metodo di raccolta: Venipuntura (puntura di una vena per il prelievo del campione).

  • Preparazione

È necessario osservare un digiuno di almeno 8 ore; in questo periodo è ammessa l'assunzione di una modica quantità di acqua.

Esami correlati alla determinazione della fruttosamina

Glicemia, emoglobina glicata (HbA1c), albumina, proteine totali del siero.

Valori di riferimento ed Interpretazione dei risultati

 

Valori normali di riferimento

Unità di misura

Fruttosamina

200 - 285

µmol/L


NOTA: non è disponibile un intervallo di riferimento univoco per l'indagine. Si ricorda che i valori di riferimento possono differire tra i vari laboratori, poiché dipendono da molti fattori, tra i quali la popolazione di riferimento ed i metodi analitici. Il referto di laboratorio dovrebbe indicare gli intervalli di riferimento specifici per ogni analisi. Si raccomanda vivamente di discutere sempre i risultati delle analisi con il proprio medico.


L'aumento dei valori di fruttosamina di solito indica un aumento di glucosio nel sangue: se il livello di proteine glicosilate aumenta, significa che il valore medio della glicemia nelle ultime 2-3 settimane è stato più elevato. I risultati del dosaggio della fruttosamina devono comunque essere valutati nel contesto del quadro clinico complessivo del paziente.


Se la fruttosamina

può indicare che

Presenta livelli normali

  • Il paziente non è affetto da diabete.
  • Il diabete è ben controllato.

Tende a passare da valori normali a valori più alti

Iil controllo del glucosio nel paziente potrebbe non essere adeguato: sta assumendo troppi zuccheri oppure il trattamento con l'insulina non è efficace.

Tende a passare da valori alti a valori normali

I cambiamenti nel trattamento del paziente si sono rivelati efficaci.

Evidenzia valori falsamente bassi

Si verifica una generale diminuzione dei livelli proteici o un cambiamento nel tipo di proteine prodotte dal corpo. In questi casi, si può rilevare una discrepanza fra i valori ottenuti dal monitoraggio giornaliero del glucosio ed i livelli di fruttosamina.


Nota bene! Alcune patologie rendono dei falsi positivi (malattie tiroidee, eccesso di bilirubina nel sangue, alterata composizione proteica del plasma sanguigno ecc.). Per queste condizioni, si rende necessaria una valutazione più approfondita del rapporto tra fruttosamina ed albumina.


Fattori che influenzano la fruttosamina


Le condizioni che possono compromettere l'affidabilità dei valori di fruttosamina sierica rilevati, producendo interpretazioni fuorvianti, sono:

Fruttosamina: considerazioni finali


La fruttosamina è un parametro utile per il monitoraggio della glicemia nel tempo, per valutare l'efficacia della terapia oppure per porre diagnosi differenziale tra diabete mellito di Tipo 1 e di Tipo 2. Il dosaggio della fruttosamina appartiene alle indagini di secondo livello è andrebbe limitato ai casi di difficoltà interpretativa per l'emoglobina glicata (HbA1c).


Dosaggio della fruttosamina

Metodo

Cromatografia d'affinità

Valori normali

200 - 285 µmol/L
1,5 - 2,6% dell'albumina sierica totale

Indicazioni

  • Valutazione della glicemia media nei 10-20 giorni precedenti al prelievo;
  • Utile durante la gestazione, nelle emoglobinopatie e nel diabete mellito di tipo 1 in terapia intensiva;
  • Rispetto all'HbA1c, consente una valutazione più immediata delle variazioni acute del metabolismo.

Limiti

  • Interferenze se presenti diverse condizioni, come l'iperbilirubinemia e la disproteinemia.

Accuratezza diagnostica

La fruttosamina risulta avere una buona accuratezza diagnostica in caso di diabete mellito gestazionale e può essere applicata ogni mese per il controllo del diabete mellito pregestazionale.



Ultima modifica dell'articolo: 17/11/2016