Fototerapia

Definizione

La fototerapia è una tecnica curativa basata sull'uso della luce (dal greco, "terapia con la luce"). Solitamente, viene applicata al trattamento di disturbi dermatologici (psoriasi, acne, eczema), del sonno (alterazioni del ritmo circadiano, insonnia) e di alcune malattie psichiatriche (disturbo affettivo stagionale).Fototerapia
Durante la seduta di fototerapia il soggetto è posto in prossimità di una fonte di luce naturale (sole, vedi elioterapia) o artificiale (es. "light box") per un tempo di esposizione variabile (dalla mezz'ora alle due ore, in genere al mattino). Il principio dell'applicazione di questo trattamento è il seguente: la "light box" emana luce simulando l'illuminazione naturale esterna (solare); tutto ciò stimola i "prodotti chimici" che agiscono sul cervello, producendo un effetto sull'umore o sincronizzando i ritmi circadiani.
Nella fototerapia, le forme di luce possono variare per tipologia, colori ed intensità: ad esempio, con la luce ad ampio spettro viene simulata la radiazione solare, mentre con il soft laser (a bassa intensità) si focalizza un raggio luminoso allo scopo di alleviare dolori ed infiammazioni.
L'applicazione della fototerapia si è sviluppata negli anni '80, a seguito dello studio di una particolare forma di depressione, con sintomi ricorrenti e caratterizzata da un modello di stagionalità: il disturbo affettivo stagionale (SAD). Infatti, la stessa definizione di SAD si basa sull'osservanza che l'esposizione ad una fonte di luce artificiale riduce notevolmente i sintomi caratteristici del disturbo.
A seguito di tale applicazione, oltre a confermare la propria efficacia come adiuvante la cura di diverse forme di depressione, la fototerapia si è rivelata utile per il trattamento dei disturbi del sonno: può quindi aiutare soggetti che soffrono di insonnia, jet lag, chi svolge turni lavorativi notturni oppure pazienti con più complesse alterazioni dei ritmi circadiani, che coinvolgono, ad esempio, sistemi serotoninergici, noradrenergici e dopaminergici.
La fototerapia è considerata uno strumento terapeutico adatto, in modo particolare, ai pazienti non responsivi ai trattamenti farmacologici o che manifestano effetti collaterali avversi alle cure mediche convenzionali.


Nota. La reale efficacia della fototerapia è dimostrata per la cura della SAD e di alcune malattie dermatologiche; meno convincenti sono i risultati del trattamento per alcune particolari forme di depressione e per l'applicazione ai disturbi alimentari. Per tali patologie è necessario approfondire lo studio d'efficacia della fototerapia, anche in relazione ai meccanismi fisiologici di azione che caratterizzano le varie condizioni patologiche. Questa conoscenza potrebbe rivelarsi utile per adattare la fototerapia a future applicazioni cliniche.

Fototerapia: tipologie di trattamento

La fototerapia prevede l'utilizzo della luce per il trattamento di particolari disturbi clinici.
Nel tempo, l'esposizione alla luce naturale è stata ampiamente consigliata come adiuvante nella cura di alcuni problemi dermatologici (esempio: elioterapia per la cura della psoriasi). La fototerapia si avvale in particolare di radiazioni ultraviolette, a diverse lunghezza d'onda.


Nota. La fototerapia applicata ai disturbi dermatologici prevede l'utilizzo di una lampada che emette raggi ultravioletti (UV). Questo tipo di luce viene filtrata da particolari "light box", affinché non vengano danneggiati occhi e pelle.

I pazienti possono essere trattati con:

  • Spettro UV-B a banda larga (spettro dell'ultravioletto B completo)
  • Spettro UV-B a banda stretta (sfrutta una piccola parte dello spettro UV-B)
  • P-UVA (Psoralen + UV-A): consiste nella combinazione delle radiazioni dello spettro UV-A con un "sensibilizzante". Lo Psoralen è un farmaco assunto per via orale (è una furanocumarina) che aumenta l'effetto delle radiazioni UV-A sulla pelle e per questo l'applicazione P-UVA è anche definita fotochemioterapia.
  • Terapia fotodinamica: è una forma di fototerapia che, similmente al caso precedente, utilizza composti atossici fotosensibilizzanti attivati da fasci di luce a lunghezza d'onda prestabilita; una volta foto-attivati, questi farmaci divengono selettivamente tossici per le cellule maligne o comunque patologiche.

Fototerapia: perché è consigliata?

Il trattamento basato sull'esposizione a radiazioni luminose viene consigliato per una serie di motivi:

  • Si tratta di una terapia collaudata per il disturbo affettivo stagionale e consigliata per altre condizioni (depressione e insonnia).
  • La terapia della luce si è dimostrata utile per il trattamento dei disturbi della pelle, specialmente della psoriasi.
  • Il trattamento è sicuro e presenta pochi effetti collaterali.
  • Contribuisce ad incrementare l'efficacia di farmaci antidepressivi o di altri regimi psicoterapeutici.
  • Consente di assumere, su consiglio del medico, una dose inferiore di farmaci antidepressivi.

Fototerapia per condizioni patologiche diverse dalla SAD

Oltre al trattamento del disturbo affettivo stagionale (SAD), la fototerapia è oggetto di continui studi per validare la sua efficacia nel trattamento di altre condizioni:

Fototerapia e psoriasi


La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle, mediata dal sistema immunitario.
La radiazione ultravioletta ha dimostrato efficacia nella soppressione del processo di infiammazione, riducendo la reattività immunologica.
La fototerapia può adiuvare la cura della psorisi applicando le seguenti radiazioni luminose: UV-B (280-315 nm) e UV-A (315- 400 nm, generalmente combinata con lo Psoralen).



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