Farmaci Trombolitici

Generalità

I farmaci trombolitici (anche definiti agenti trombolitici o fibrinolitici) sono medicinali che vengono impiegati in tutte quelle patologie cardiovascolari che si manifestano a causa della formazione e del distacco di trombi.
Farmaci TromboliticiInfatti, il compito dei suddetti farmaci è proprio quello di "sciogliere i trombi patologici" che si sono formati nel circolo ematico.

Indicazioni terapeutiche

Come accennato - a differenza di ciò che avviene per gli anticoagulanti e gli antiaggreganti piastrinici, che vengono somministrati per prevenire la formazione dei trombi - gli agenti trombolitici vengono impiegati in tutte quelle condizioni in cui il trombo si è già formato.
Pertanto, l'uso di farmaci trombolitici è ad esempio indicato in caso di:

Meccanismo d'azione

Benché esistano differenti tipologie di farmaci trombolitici, il meccanismo d'azione con cui la maggior parte di questi principi attivi degrada i trombi patologici è il medesimo.
Più nel dettaglio, i farmaci fibrinolitici favoriscono la conversione del plasminogeno in plasmina. Quest'ultima è una proteasi, il cui compito è quello di digerire e degradare la fibrina, compresa quella che compone lo scheletro del trombo.

Classificazione

I farmaci trombolitici, sostanzialmente, possono essere suddivisi in agenti di prima, seconda e terza generazione.

Agenti trombolitici di prima generazione

Appartengono alla prima generazione di farmaci trombolitici principi attivi, quali:

  • Streptochinasi (o streptokinasi): la streptochinasi è una proteina che si ottiene da colture di streptococchi β-emolitici del gruppo C. Questa proteina è in grado di legarsi al plasminogeno, formando un complesso con esso e convertendolo in plasmina.
    Inoltre, il sopra citato complesso, non solo permette la degradazione della fibrina contenuta nel trombo, ma è anche in grado di catalizzare la distruzione del fibrinogeno e dei fattori V e VII della coagulazione.
    Per tale ragione, la streptochinasi viene considerata come un farmaco trombolitico non fibrino-specifico. In aggiunta a ciò, trattandosi di una proteina estranea all'organismo, la sua somministrazione può scatenare reazioni allergiche. Inoltre, in alcuni casi, gli individui che durante la loro vita hanno contratto infezioni da streptococco possiedono anticorpi attivi anche contro la streptochinasi che portano, quindi, alla sua inattivazione.
    Per questo motivo, oggigiorno, l'uso della streptochinasi è ormai abbandonato a favore di farmaci più selettivi ed efficaci.
  • Urochinasi (o urokinasi): l'urochinasi è una proteina di origine umana che esplica la sua azione con un meccanismo d'azione leggermente differente rispetto a quello degli altri farmaci trombolitici. Infatti, questa proteina è in grado di degradare sia la fibrina che il fibrinogeno, esercitando così un'azione fibrinolitica diretta.
    Questa molecola presenta il vantaggio di essere di origine umana, pertanto, l'organismo non la riconosce come agente estraneo. Non a caso, l'urochinasi veniva impiegata soprattutto in quei pazienti che presentavano ipersensibilità nei confronti della streptochinasi.
    Tuttavia, anche l'urochinasi presenta alcuni limiti, quali l'elevato costo e la sua non selettività per la fibrina.

Agenti trombolitici di seconda generazione

A questa categoria appartiene l'alteplasi. Questa molecola è un attivatore del plasminogeno tissutale (t-PA) umano, ottenuto con tecniche di DNA ricombinante.
Il compito dell'attivatore del plasminogeno tissutale all'interno del nostro organismo è proprio quello di convertire il plasminogeno in plasmina.
L'alteplasi presenta il vantaggio di possedere un'elevata affinità per il plasminogeno legato alla fibrina nei trombi e una minor affinità per il plasminogeno libero (a differenza di ciò che avviene per i fibrinolitici di prima generazione); per tale ragione, l'alteplasi viene considerata un farmaco trombolitico fibrino-specifico.
Tuttavia, alle concentrazioni terapeutiche, l'alteplasi è comunque in grado di convertire anche il plasminogeno libero in plasmina e la sua emivita è decisamente breve (indicativamente, circa cinque minuti).

Agenti trombolitici di terza generazione

I farmaci trombolitici di terza generazione derivano da modificazioni strutturali dell'attivatore del plasminogeno tissutale.
Appartengono a questa categoria la reteplasi e la tenecteplasi, entrambe ottenute attraverso modificazioni della struttura dell'alteplasi.
Più in particolare, la reteplasi è stata privata di una parte degli amminoacidi che invece sono presenti nell'alteplasi; mentre per ottenere la tenecteplasi - attraverso tecniche d'ingegneria genetica - sono state apportate modifiche nella sequenza amminoacidica della proteina.
Rispetto ai fibrinolitici di seconda generazione, i farmaci trombolitici di terza generazione possiedono un'emivita maggiore.

Effetti collaterali

I principali effetti collaterali dei farmaci trombolitici sono correlati alla capacità di questi ultimi di degradare non solo i trombi patologici, ma anche i coaguli fisiologici, esponendo così il paziente al rischio di andare incontro ad emorragie.



Ultima modifica dell'articolo: 27/07/2016