Eritrasma

Che cos'è l'eritrasma?

L'eritrasma è un'infezione dermatologica cronica che colpisce soprattutto regioni intertriginose del corpo (pieghe cutanee), manifestandosi come una forte eruzione maculare (simile ad una micosi).
Il microrganismo coinvolto nella comparsa di tale condizione è il Corynebacterium minutissimum, un batterio appartenente alla flora batterica autoctona, ma che può potenzialmente diventare patogeno, in condizioni favorevoli per la sua proliferazione.
EritrasmaLe sedi maggiormente colpite dalla manifestazione dell'eritrasma sono le aree interdigitali (le lesioni appaiono come delle macerazioni) e la regione inguinale (zona crurale, parte interna delle cosce). L'infezione colpisce meno comunemente: ascelle, solco sottomammario, addome (regione periombelicale) e solco intergluteo.
L'eritrasma è di solito una condizione benigna. Tuttavia, può risultare invasiva in soggetti predisposti all'infezione ed immunocompromessi (in questi individui la suscettibilità è secondaria alla presenza di altre infezioni correlate, come endocardite, pielonefrite, meningite...).
A causa dell'associazione dell'eritrasma con altre affezioni dermatologiche, come la cheratolisi puntata o la tricomicosi ascellare, durante la diagnosi tutte le pieghe e le estremità del corpo (mani e piedi) devono essere sottoposte ad analisi.
Dal punto di vista epidemiologico, l'incidenza mondiale risulta essere di circa il 4%. Questa infezione colpisce entrambi i sessi ed ha una distribuzione mondiale, anche se è maggiormente diffusa nelle zone subtropicali e tropicali.

Fisiopatologia

In condizioni favorevoli, come calore ed umidità, il Corynebacterium minutissimum prolifera in zone umide, soprattutto nelle pieghe della pelle: invade una porzione dello strato corneo il quale, a seguito dell'infezione, appare come ispessito. Questi microrganismi possono essere individuati negli spazi intercellulari, nonché all'interno delle cellule. Le macchie cutanee esaminate alla lampada di Wood assumono una colorazione rosso corallo, come conseguenza della caratteristica produzione di porfirina da parte del Corynebacterium minutissimum: la presenza di questo metabolita fornisce evidenza diagnostica della presenza dell'infezione del patogeno.

Segni e sintomi dell'eritrasma

L'eritrasma si presenta con macchie scure, di colore bruno-rossastro, ben delimitate e associate alla comparsa sulla pelle di scaglie fini che le conferiscono un aspetto squamoso (rugoso).
La comparsa di queste macchie è solitamente limitata alle pieghe del corpo che sono naturalmente umide ed occluse (inguine, ascelle, pliche cutanee ecc.). In rari casi, l'eritrasma può diffondersi anche a tronco ed arti.
L'infezione è spesso asintomatica, ma può essere associata ad un lieve prurito. Sintomi che compaiono comunemente sono:

  • Lichenificazione: ispessimento patologico della cute che si manifesta con placche, desquamazioni, con disegno cutaneo accentuato.
  • Iperpigmentazione: alterazione locale del colore della pelle. L'eritrasma è associato alla comparsa di macchie di colore rosso marrone in genere di piccole dimensioni.

Inoltre, la forte eruzione maculare può essere associata ad altre infezioni fungine: per questo il medico esegue un'analisi diagnostica differenziale, la quale permette di discriminare l'eritrasma tra patologie analoghe, che sono progressivamente escluse in base alla presenza o assenza di altri sintomi e segni clinici. Ad esempio: il KOH test, eseguito in genere per la diagnosi della Candida albicans, risulta negativo.

Cause

L'agente eziologico dell'eritrasma è il Corynebacterium minutissimum, un normale membro della flora della pelle. Le principali caratteristiche del batterio sono:

I fattori predisponenti l'infezione sono i seguenti:

Eritrasma: diagnosi differenziale

La diagnosi differenziale tende ad escludere le varie manifestazioni simili in un dato soggetto, tramite la comprensione esatta dell'insieme dei sintomi e segni riscontrati durante gli esami clinici.
I sintomi percepiti dal paziente affetto da eritrasma possono essere confusi con patologie che presentano manifestazioni dermatologiche simili, come alcune micosi; tuttavia, l'origine di queste affezioni è chiaramente diversa:
Acantosi nigricans: manifestazione cutanea caratterizzata da zone iperpigmentate, non delimitate, che tipicamente compaiono a livello delle pieghe cutanee. La pelle appare ispessita, con superficie vellutata e di colore bruno-scuro.
Candidosi: infezione superficiale della pelle e delle membrane mucose determinata da un fungo del genere Candida. Si localizza soprattutto tra le pieghe della pelle ed è favorita dalla macerazione. La manifestazione prevede arrossamento, formazione di vescicole ed essudazione della cute colpita.
Dermatite allergica da contatto: reazione immunitaria della pelle ad un allergene (ad esempio: nichel, cromo, cobalto, coloranti) che induce un processo di infiammazione (detta anche eczema topico). Si manifesta con rossore, desquamazione, vescicole, abrasioni e croste.
Dermatite allergica da contatto irritante: come la precedente, è un'infiammazione cutanea provocata dall'intervento di agenti irritanti, accompagnata dalle lesioni e dai segni caratteristici della reazione allergica, oltre che da una sensazione di bruciore o dolore e talvolta di prurito.
Intertrigine: dermatosi prodotta dallo sfregamento reciproco di due superfici cutanee contigue, detta anche intertrigo, caratterizzata da arrossamento ed essudazione (l'eritrasma non mostra alcun margine).
Psoriasi: malattia infiammatoria cronica della pelle che può manifestarsi anche con chiazze squamose di pelle ispessita (soprattutto la forma di psoriasi a placche può essere confusa con l'eritrasma, in quanto entrambe le lesioni sono squamose).
Dermatite seborroica: colpisce zone ricche di ghiandole sebacee della pelle (soprattutto cuoio capelluto, volto, torace e condotto uditivo); la sua comparsa è caratterizzata da squame giallastre e untuose, ed è associata ad eritema e follicolite.
Tinea corporis: micosi superficiale che colpisce la cute nelle zone del corpo prive di peli, manifestandosi con prurito e lesioni circolari di colore rosato, desquamative, con margini netti in rilievo e centro più chiaro.
Tinea cruris: infezione micotica che colpisce inguine e cosce. La micosi si presenta come un piccolo eritema (macchie rotonde, centro più chiaro, margini ben definiti, desquamanti) e fastidioso prurito (l'eritrasma non è associato a sensazione pruriginosa).
Tinea pedis: micosi provocata prevalentemente dal Trichophyton, localizzata inizialmente tra le dita della pianta del piede. Questa infezione si manifesta con prurito, bruciore, arrossamento, desquamazione, abrasione ed eruzioni cutanee.

Esami di laboratorio e diagnosi

La diagnosi di Eritrasma viene posta ambulatorialmente con l'ausilio della lampada di Wood. L'affezione non è diagnosticabile con esame del sangue o emocultura, ma esistono specifiche colture microbiologiche che permettono di isolare il Corynebacterium minutissimum (prima, però, il medico deve ottenere indizi clinici sul potenziale microrganismo responsabile, in modo da allestire la corretta analisi).

  • Esame con lampada di Wood: l'analisi delle lesioni dell'eritrasma rivela alla fluorescenza un colore rosso corallo. La causa di questo colore è stata attribuita alla sintesi di coproporfirina III in eccesso, da parte di questi microrganismi. La coproporfirina si accumula nei tessuti cutanei e, quando esposta ad una lampada di Wood, emette una tipica fluorescenza rosso corallo che permette di evidenziare eventuali focolari d'infezione. I risultati possono essere falsamente negativi quando il paziente deterge la pelle prima di sottoporsi al test (il pigmento può essere lavato via). In caso di sospetto può essere necessario ripetere l'esame il giorno successivo.

Eritrasma, aspetto lampada di wood Descrizione: http://www.dermnetnz.org/bacterial/img/erythrasma14.jpg
Eritrasma ascellare ed aspetto della pelle colpita da eritrasma alla lampada di Wood
Fonte immagini: http://www.dermnetnz.org/bacterial/erythrasma.html


In breve: la coproporfirina III nella fisiologia umana
La coproporfirina è un pigmento di struttura tetrapirrolica appartenente al gruppo delle porfirine. Le coproporfirine sono contenute in vari organi dell'uomo e di norma vengono eliminate in piccole quantità per via urinaria ed intestinale. La coproporfirina III è un prodotto intermedio della biosintesi dell'emoglobina.

  • Coltura microbiologica: per evidenziare un'alterazione nella flora batterica è possibile raccogliere un campione da sottoporre ad esame microbiologico, mediante raschiatura della lesione. La colorazione di Gram evidenzia lunghi filamenti che rivelano la presenza del Corynebacterium minutissimum: i microrganismi non producono emolisi (gli enzimi non inducono quindi la rottura dei globuli rossi) e crescono in coltura in colonie lisce di 1,5 mm.
  • Esame istologico: i batteri che causano l'eritrasma sono presenti nello strato corneo e sono evidenziabili per le tipiche formazioni filamentose in cui si strutturano. L'esame istologico delle lesioni contribuisce a fornire evidenza diagnostica.

Trattamento e terapia farmacologica

L'obiettivo della terapia farmacologica è quello di limitare la proliferazione batterica, eradicare l'infezione e prevenire le complicazioni. Detergere delicatamente le macchie, sulla superficie cutanea, con saponi battericidi o antimicotici può aiutare a limitare la proliferazione batterica. La somministrazione topica di eritromicina risulta essere molto efficace (antibiotico macrolide che inibisce la sintesi proteica). Nei casi più gravi, il medico può prescrivere una terapia sistemica.
Per eradicare l'infezione da Corynebacterium minutissimum è possibile utilizzare agenti antibatterici e/o antifungini, i quali permettono di controllare anche infezioni concomitanti. Il farmaco di elezione è l'eritromicina; l'infezione può essere trattata sia con somministrazione topica o sistemica (assunzione per via orale).
In genere la terapia iniziale raccomandata si basa sulla somministrazione di acido fusidico (antibiotico batteriostatico, che limita la replicazione batterica senza uccidere il microrganismo) o, in alternativa, l'applicazione di una tetraciclina topica (antibiotico che agisce inibendo la sintesi proteica). In caso di fallimento del trattamento, deve essere scelto un farmaco con effetto sistemico, come l'amoxicillina-acido clavulanico (l'amoxicillina appartiene al gruppo delle penicilline e lavora in sinergia con l'acido clavulanico, il quale incrementa l'efficienza dell'antibiotico bloccando l'attività degli enzimi batterici beta-lattamasi).


Corynebacterium minutissimum e sensibilità gli antibiotici:
L'eritrasma viene trattato in genere con acido fusidico (a livello topico), macrolidi sistemici (come l'eritromicina e la claritromicina) e/o derivati azolici (agenti antimicotici, esempio: imidazolo).
Il Corynebacterium minutissimum in genere risulta sensibile a penicilline, cefalosporine di prima generazione, eritromicina, clindamicina, ciprofloxacina, tetraciclina e vancomicina.
Possiamo evidenziare il seguente grado di sensibilità per i farmaci sopra-elencati:

  • il Corynebacterium minutissimum risente positivamente del trattamento con eritromicina o eritromicina
  • il batterio risulta essere poco sensibile alle penicilline e scarsamente alla ciprofloxacina

Inoltre, il batterio può sviluppare resistenza a diversi agenti terapeutici (sono stati isolati ceppi multi-resistenti e spesso l'isolamento mediante coltura e l'antibiogramma non vengono eseguiti).


In sintesi: le opzioni terapeutiche per l'eritrasma

Agenti topici

saponi battericidi o antimicotici, eritromicina (gel), acido fusidico (unguento)

Antibiotici

eritromicina, claritromicina

Agenti antifungini topici con attività per l'eritrasma

miconazolo, clotrimazolo, econazolo


Un trattamento alternativo può essere fornito dalla terapia fotodinamica con luce rossa (banda larga, picco a 635 m), in grado di eradicare l'eritrasma in alcuni casi.
In condizioni di coinfezione, la terapia deve essere sistemica e rivolta agli agenti patogeni coinvolti nel contesto clinico.

Complicazioni

A seguito dell'insorgenza di eritrasma sono possibili le seguenti complicanze:

  • setticemia fatale in pazienti immunocompromessi;
  • endocardite infettiva nei pazienti con valvulopatie;
  • infezione da Corynebacterium minutissimum in ferite post-chirurgiche.

Prognosi

La prognosi per l'eritrasma è eccellente e prevede un recupero completo in seguito al trattamento. Tuttavia, la condizione tende a recidivare se i fattori predisponenti non sono eliminati.

Prevenzione

Le seguenti misure possono ridurre i fattori di rischio che predispongono all'infezione da eritrasma:

  • curare l'igiene quotidianamente;
  • mantenere la pelle asciutta;
  • indossare indumenti puliti e non occludenti;
  • evitare calore eccessivo o umidità;
  • mantenere un peso corporeo sano.