Embolia Polmonare

Generalità

L'embolia polmonare consiste nell'ostruzione di un vaso sanguigno che conduce il sangue dal cuore ai polmoni, per ossigenarlo. In altre parole, è un blocco occlusivo che ha sede nell'arteria polmonare o in una delle sue ramificazioni.

Embolia polmonare

Responsabile di tale blocco è un materiale, detto embolo (solitamente un grumo di sangue), che viene trasportato dal sangue fino ai vasi polmonari.
La principale causa di embolia è la trombosi venosa profonda; quest'ultima è un processo patologico che porta alla formazione di un coagulo di sangue all'interno di una vena, in genere situata a livello delle gambe. Tale coagulo (detto trombo) può staccarsi dalla sede originaria (da questo momento prende il nome di embolo) ed essere trasportato dal sangue fino all'arteria polmonare, determinandone l'ostruzione e la conseguente embolia.
I sintomi tipici di un'embolia polmonare consistono in: dispnea, dolore al torace, tosse, cianosi e aritmia cardiaca.
La terapia si basa principalmente sulla somministrazione di anticoagulanti; tuttavia, potrebbero essere necessari anche dei trombolitici e dei trattamenti più invasivi.

Cos'è l'embolia polmonare?

L'embolia polmonare è uno stato patologico contraddistinto dall'ostruzione di un vaso sanguigno che trasporta il sangue deossigenato (cioè povero di ossigeno) dal cuore ai polmoni. Il vaso interessato dall'occlusione può essere l'arteria polmonare o una sua ramificazione, mentre l'ostruzione è legata alla presenza di un embolo.

Un embolo è del materiale (un coagulo di sangue, un grumo di grasso, una bolla d'aria ecc.) trasportato dal sangue fino a un determinato punto nel quale si ferma, occludendo il vaso sanguigno e causando appunto un'embolia. Se il vaso interessato è l'arteria polmonare avremo una riduzione degli scambi gassosi che avvengono a livello degli alveoli, tra sangue e aria inspirata.

EMBOLIA E TROMBOSI: SIGNIFICATO GENERALE

Embolia e trombosi sono spesso confuse l'una per l'altra, tuttavia non rappresentano la stessa situazione patologica.
Il termine trombosi indica la presenza di un coagulo di sangue, detto trombo, sulla parete interna di un vaso sanguigno (arterioso o venoso). Se raggiungono determinate dimensioni, i trombi possono impedire il normale flusso di sangue e provocare gravi conseguenze.
Il termine embolia, invece, identifica la presenza di un corpo mobile, chiamato embolo, trasportato dal sangue. Gli emboli, come i trombi, possono bloccare parzialmente o totalmente la circolazione sanguigna.
La confusione tra trombosi ed embolia nasce dalla possibilità che dalla prima condizione insorga la seconda: è infatti possibile che un trombo si sfaldi dando origine a dei coaguli sanguigni mobili (in altre parole a degli emboli). Questi, se non vengono sciolti in tempo dai sistemi difensivi dell'organismo, possono essere spinti dal sangue fino a un vaso di dimensioni inferiori, in cui arrestano la propria corsa pregiudicando il flusso di sangue.

L'embolia, pertanto, può essere considerata una complicanza della trombosi.

EPIDEMIOLOGIA

Secondo una ricerca americana, ogni anno, negli USA, l'embolia polmonare colpisce circa 600.000 persone provocando tra le 50.000 e le 200.000 morti.
Da altre indagini, sempre riferite agli USA, è emerso che negli ultimi 25 anni il tasso di mortalità ha subìto una riduzione dal 6 al 2%.
Per l'Italia, si è calcolata un'incidenza pari a 65.000 casi all'anno.

Cause di embolia polmonare

L'ostruzione dell'arteria polmonare o di una sua ramificazione è dovuta alla presenza di un embolo, che a seconda dei casi può consistere in:

Il coagulo di sangue formatosi per effetto della trombosi venosa profonda rappresenta il tipo di embolo più comunemente causa di embolia polmonare.

TROMBOSI VENOSA PROFONDA: LE CAUSE

I principali fattori che possono determinare la formazione di uno o più coaguli di sangue in una vena profonda sono: l'inattività fisica prolungata, la lesione della parete dei vasi sanguigni (danno endoteliale) e la tendenza alla formazione di coaguli sanguigni (ipercoagulabilità).

  • Inattività. L'immobilità prolungata fa sì che il sangue si accumuli nelle vene profonde degli arti inferiori (stasi venosa), favorendo lo sviluppo di coaguli sanguigni nelle gambe. Tale predisposizione è ulteriormente aggravata dalla forza di gravità, che ostacola il ritorno del sangue venoso al cuore
    La trombosi venosa profonda da immobilità è tipica degli individui che trascorrono molte ore in posizione seduta, compiono lunghi viaggi aerei o in auto, sono costretti all'infermità, come i pazienti ospedalizzati, o hanno subìto un forte trauma o un'operazione chirurgica agli arti inferiori.
  • Lesione dei vasi sanguigni (o danno endoteliale). La lesione della parete vasale dà luogo alla formazione locale di coaguli sanguigni, necessari a bloccare l'emorragia. Tali coaguli potrebbero rappresentare un pericolo e causare trombosi venosa profonda, soprattutto se la lesione è severa (come accade per esempio in occasione di una grave frattura ossea, un infortunio muscolare profondo, un intervento chirurgico delicato o una vasculite).
  • Ipercoagulabilità. La tendenza alla formazione di coaguli sanguigni nei vasi arteriosi o venosi può essere provocata da un tumore (a carico, per esempio, del pancreas, dell'ovaio o dei polmoni), da una trombofilia di tipo genetico/ereditario o acquisita, dall'ipertensione o da un'insufficienza cardiaca.

TrombosiStasi venosa da inattività, danno endoteliale e ipercoagulabilità compongono la cosiddetta triade di Virchow.

FATTORI DI RISCHIO

Dopo vari studi e dopo l'analisi di molti casi, i ricercatori hanno individuato diverse circostanze capaci di favorire l'insorgenza di un'embolia polmonare.
Tali circostanze sono:

  • L'età avanzata. Gli individui più a rischio sono le persone sopra i 60 anni.
  • Una predisposizione familiare a episodi di trombosi ed embolia (tromboembolismo).
  • L'obesità e il sovrappeso.
  • La gravidanza. Il rischio esiste poiché la presenza del feto nell'utero materno comprime le vene della zona pelvica, rallentando il ritorno al cuore del sangue venoso. Inoltre, durante una gravidanza, è possibile che un grumo di liquido amniotico si trasferisca all'interno dei vasi sanguigni.
  • Fumo di sigaretta e, in genere, qualsiasi utilizzo si faccia del tabacco.
  • Assunzione della pillola contraccettiva o di estrogeni (terapia ormonale sostitutiva). Questo è uno dei motivi per cui, prima di assumere tali farmaci, è consigliabile rivolgersi al medico.

Sintomi, segni e complicazioni

I sintomi e i segni dell'embolia polmonare variano da paziente a paziente, in base all'entità dell'ostruzione (per esempio, se sono presenti più coaguli sanguigni occludenti la situazione è sicuramente più grave di quando ve n'è uno soltanto) e allo stato di salute generale del paziente (per esempio, la presenza di disturbi cardiaci o di tumori complica ulteriormente la situazione).
In generale, le espressioni tipiche di un'embolia polmonare sono:

Se i sintomi sono particolarmente marcati, si parla di embolia polmonare massiva; se i sintomi sono moderati, si parla invece di embolia polmonare non-massiva.


Attenzione: quando l'embolia polmonare è dovuta a una trombosi venosa profonda con sede nelle gambe, queste possono apparire dolenti, arrossate e gonfie.

QUANDO RIVOLGERSI AL MEDICO?

Trombosi Venosa Profonda

Figura: trombosi venosa profonda alla gamba destra, segnalata dalla freccia che indica il caratteristico gonfiore. Dal sito: wikipedia.org

L'embolia polmonare è una situazione potenzialmente molto pericolosa, in quanto potrebbe portare alla morte di chi ne è colpito. Pertanto, l'inspiegabile presenza di dispnea, dolore al torace ed emottisi deve indurre a contattare immediatamente il proprio medico, per un controllo più approfondito.
Inoltre, è importante ricordare che chi conduce una vita estremamente sedentaria non dovrebbe mai trascurare un eventuale gonfiore o dolenza alle gambe, perché potrebbero rappresentare il segno di una trombosi venosa profonda e il preludio a un'embolia polmonare.

EMBOLIA POLMONARE SENZA SINTOMI EVIDENTI

Le embolie polmonari possono essere anche asintomatiche o provocare soltanto una lieve sintomatologia. Ciò, tuttavia, non vuol dire che la situazione sia meno pericolosa, in quanto l'occlusione potrebbe comunque peggiorare da un momento all'altro.

COMPLICAZIONI

Se l'ostruzione avviene in modo rapido e interessa l'arteria polmonare o le sue ramificazioni più grandi, l'embolia polmonare può provocare velocemente la morte del soggetto colpito.
Se invece l'ostruzione è frutto di un processo graduale e riguarda ramificazioni secondarie dell'arteria polmonare (ad es. piccoli capillari), l'embolia può portare all'innalzamento della pressione arteriosa all'interno dei polmoni e nella parte destra del cuore.
Tale complicazione, dal carattere degenerativo, prende il nome di ipertensione polmonare.


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