Embolia Gassosa

Generalità

L'embolia gassosa è uno stato patologico in cui una bolla d'aria ostruisce il normale flusso di sangue all'interno di un vaso.

Embolia gassosa

Rappresentazione grafica d una serie di bolle d'aria all'interno di un vaso. Si noti come l'embolo di maggiori dimensioni vada ad ostruire completamente il passaggio del sangue.

Dal sito: safeinfusiontherapy.com

Una bolla di gas può entrare nel circolo sanguigno in seguito a un'iniezione venosa mal eseguita, un'immersione subacquea azzardata, un intervento chirurgico, un colpo al torace ecc.
I sintomi sono assai disparati e dipendono fortemente da quali vasi sanguigni vengono occlusi dalla bolla di gas. Le complicazioni più gravi si hanno quando l'embolia gassosa è causa di ictus, attacco di cuore o insufficienza respiratoria.
Per una diagnosi corretta, il medico ricorre prima di tutto a un esame obiettivo e a un'analisi della storia clinica del paziente.
La terapia dipende dalla gravità e dalle cause dell'embolia.

Cos'è l'embolia gassosa?

L'embolia gassosa è una condizione patologica che insorge quando una o più bolle d'aria bloccano il flusso di sangue all'interno di un vaso sanguigno.
Se il vaso interessato è un'arteria, si parla di embolia gassosa arteriosa; se ad essere coinvolta è invece una vena, si parla di embolia gassosa venosa.

SIGNIFICATO DI EMBOLIA E BOLLE D'ARIA

Il termine embolia identifica qualsiasi presenza, all'interno dei vasi sanguigni, di un corpo mobile incapace di sciogliersi nel sangue. Tale corpo, genericamente chiamato embolo, può essere un coagulo di sangue, un grumo di grasso, una bolla d'aria ecc.

Gli emboli vengono trasportati dal sangue fino a un determinato punto, nel quale si fermano bloccando parzialmente o totalmente la circolazione sanguigna.
Le bolle d'aria hanno quindi tutte le caratteristiche tipiche degli emboli; di conseguenza, muovendosi all'interno del sistema vascolare, possono raggiungere qualsiasi parte del corpo e ostacolare la circolazione del sangue.

QUANTO È PERICOLOSA UN'EMBOLIA GASSOSA?

La presenza di bolle d'aria circolanti nel sistema vascolare può essere assai pericolosa, in quanto gli emboli potrebbero raggiungere anche le arterie del cervello, le coronarie che irrorano il muscolo cardiaco e i vasi sanguigni che conducono il sangue deossigenato dal cuore ai polmoni.

  • Se le bolle d'aria finiscono nei vasi arteriosi del cervello, potrebbero provocare un ictus (di tipo ischemico embolico).
  • Se le bolle raggiungono le coronarie, potrebbero dar luogo a un attacco di cuore.
  • Se le bolle giungono nell'arteria polmonare o in una delle sue ramificazioni (embolia polmonare), potrebbero determinare insufficienza respiratoria.

EPIDEMIOLOGIA

L'esatta incidenza dell'embolia gassosa non è nota; tuttavia si tratta di un condizione patologica assai rara.
L'embolia gassosa è una delle principali cause di morte tra i sommozzatori (sub).

Cause di embolia gassosa

Le bolle gassose si formano all'interno del sistema vascolare quando le condizioni di pressione, attorno a un vaso sanguigno esposto a un gas, favoriscono l'entrata di quest'ultimo nel vaso stesso. In altre parole, se un'arteria o una vena sono a contatto con l'aria e le condizioni pressorie circostanti lo consentono, i gas atmosferici possono penetrare nel vaso coinvolto e formare delle bolle.
La formazione di una o più bolle d'aria all'interno di un vaso sanguigno può avvenire in occasione di:

  • Iniezioni. Se mal adoperate, le siringhe usate per le iniezioni venose possono comportare l'introduzione di aria all'interno del sistema vascolare.
    L'embolia gassosa dovuta a iniezioni è molto rara.
  • Procedure chirurgiche. Durante alcune operazioni chirurgiche, si ricorre all'uso di cateteri venosi centrali in vena succlavia o giugulare. Poiché in tali regioni le condizioni pressorie sono a favore dell'entrata di aria nel sistema vascolare (N.B: la pressione venosa è inferiore a quella atmosferica), l'introduzione di un catetere potrebbe rappresentare una via d'accesso per i gas atmosferici. Per tentare di prevenire tale inconveniente, i medici infilano il catetere posizionando il paziente supino e con la testa declive rispetto al piano del letto (posizione di Trendelenburg).
    Gli interventi chirurgici più a rischio di embolia gassosa sono gli interventi al cervello; secondo una rivista scientifica accreditata, il Journal of Minimal Access Surgery, l'80% delle procedure al cervello causa la formazione di embolia gassosa, che, però, viene poi eliminata dai medici prima di terminare l'operazione.
  • Traumi ai polmoni. In seguito a un trauma al torace che danneggia i polmoni, potrebbe essere necessaria la ventilazione artificiale. Se il trauma ha comportato una lesione vascolare, l'aria introdotta con la ventilazione artificiale potrebbe filtrare nel vaso lesionato e formare delle bolle.
  • Immersioni subacquee. Se un sub rimane troppo tempo sott'acqua, accumula moltissimo azoto nel proprio sangue e nei propri tessuti, in quanto l'azoto è contenuto nell'aria delle bombole per la respirazione.
    La presenza di dosi massicce di azoto e la mancata eliminazione di quest'ultimo possono comportare la formazione di bolle gassose nel sangue o nei tessuti. Tale processo è noto anche come malattia da decompressione.
    N.B: la malattia da decompressione può insorgere anche a seguito di un'esposizione a pressioni elevate, per esempio quando ci si immerge nelle profondità del mare.
  • Barotrauma polmonare. Barotrauma è una qualsiasi lesione provocata da una differenza di pressione tra l'aria contenuta in una cavità del corpo e l'ambiente che circonda tale cavità. Se un barotrauma avviene a livello dei polmoni (sovradistensione polmonare o barotrauma polmonare), potrebbe accadere che gli alveoli polmonari si lesionino e l'aria respirata da quel momento in poi entri nei vasi arteriosi, dando vita a un'embolia gassosa arteriosa.
    La principale causa di barotrauma polmonare è la risalita in superficie troppo veloce, durante un'immersione subacquea.
  • Esplosione di bombe. Una persona situata nei pressi di dove esplode una bomba è sottoposta a un improvviso sbalzo di pressione, che può portare alla lesione di alcuni organi e tessuti a contatto con l'aria, come le orecchie, gli alveoli o il primo tratto dell'apparto digerente. In tali condizioni, è possibile sviluppare un'embolia gassosa.
  • Rapporti sessuali (nelle donne). Se la vagina, l'utero o la placenta presentano una piccola lesione, è possibile che durante un rapporto sessuale (specialmente il sesso orale) l'aria penetri all'interno dei vasi lesionati.
    L'embolia gassosa in seguito a rapporti sessuali è più frequente tra le donne incinte, in quanto queste potrebbero presentare piccole ferite sulla placenta.

Sintomi e segni

L'embolia gassosa non si presenta sempre con la stessa sintomatologia: alcuni pazienti, infatti, accusano disturbi lievi o non ne accusano affatto; mentre altri manifestano problemi gravi.
A seconda di dove si trovano le bolle d'aria, i sintomi e i segni dell'embolia gassosa potrebbero essere:

  • Dispnea da sforzo e dispnea a riposo. La cosiddetta "fame d'aria" è tipica dei casi in cui le bolle d'aria si trovano nell'arteria polmonare o in una sua ramificazione (embolia polmonare).
  • Palpitazioni, dolore al petto, tosse e tosse con sangue (emottisi). Sono disturbi tipici dell'embolia polmonare.
  • Cianosi. È un segno caratteristico dell'embolia polmonare.
  • Stordimento e giramenti di testa
  • Svenimento
  • Nausea e vomito
  • Sudorazione eccessiva
  • Ipotensione
  • Senso di stanchezza generalizzato
  • Battito cardiaco irregolare e tachicardia. Può insorgere sia a causa di un'embolia polmonare, sia a causa di bolle d'aria nel cuore.
  • Confusione mentale, deterioramento cognitivo e cambiamenti di personalità. Sono tipici di quando le bolle d'aria hanno raggiunto il cervello (ictus ischemico di tipo embolico)
  • Paralisi, senso di debolezza, perdita di coordinazione e intorpidimento. Sono tutti segnali di un ictus ischemico di tipo embolico.
  • Difficoltà visive. Tipiche dell'ictus ischemico di tipo embolico.
  • Perdita di conoscenza
  • Convulsioni
  • Tremori
  • Problemi acustici
  • Percezione tattile alterata
  • Vertigini

SINTOMI TIPICI DELL'EMBOLIA GASSOSA ASSOCIATA A MALATTIA DECOMPRESSIONE

Alcuni fattori favorenti la malattia da decompressione in chi fa immersioni:
  • Forame ovale pervio (difetto cardiaco)
  • Acqua fredda
  • Disidratazione
  • Obesità
  • Volare poche ore dopo l'immersione
  • Età avanzata
  • Spingersi troppo in profondità
  • Stare troppo sott'acqua
  • Eseguire più immersioni nell'arco della stessa giornata

I sintomi tipici dell'embolia gassosa associata a malattia da decompressione sono i seguenti: giramenti di testa, visione offuscata, perdita di sangue dalla bocca, paralisi, senso di debolezza, convulsioni, perdita di conoscenza e mancanza di respiro.

QUANDO RIVOLGERSI AL MEDICO?

Se una persona lamenta un quadro sintomatologico simile a quello riportato poc'anzi, è bene rivolgersi immediatamente a un centro ospedaliero. Se è grave, infatti, l'embolia gassosa richiede un intervento medico tempestivo, perché altrimenti potrebbe portare alla morte.

COMPLICAZIONI

Tra le possibili complicazioni, si segnalano le conseguenze più gravi dell'ictus (paralisi totale dei muscoli motori, gravi difficoltà a parlare e a deglutire, perdita di memoria ecc), dell'attacco di cuore (fibrillazione ventricolare, grave insufficienza cardiaca ecc.) e dell'embolia polmonare (grave insufficienza respiratoria e ipertensione polmonare).

Diagnosi

Per diagnosticare un'embolia gassosa, sono di fondamentale importanza:

  • L'esame obiettivo, durante il quale il medico analizza e valuta i sintomi accusati dal paziente.
  • L'esame della storia clinica, che serve al medico per stabilire che cosa può aver scatenato la comparsa dei disturbi in corso. Per esempio, il fatto che, prima dell'esordio dei sintomi, il paziente abbia subìto un colpo al torace potrebbe essere un'informazione importante; così come il fatto di praticare di frequente immersioni o aver eseguito autonomamente (in maniera errata) un'iniezione venosa di un qualche farmaco.
  • L'ecodoppler. L'ecodoppler permette di analizzare in tempo reale la situazione anatomica e funzionale dei vasi sanguigni. Quindi chiarisce qual è l'esatta dinamica del flusso sanguigno vasale e se, all'interno dei vasi, sono presenti occlusioni od ostacoli (bolle d'aria comprese). Si tratta di una procedura del tutto incruenta.
  • La TAC (o tomografia assiale computerizzata). La TAC è in grado di rilevare le anomalie e le occlusioni che potrebbero interessare i vasi sanguigni. È considerato un esame invasivo, in quanto espone il paziente a una dose minima di radiazioni ionizzanti.

COME ACCORGERSI DELLA PRESENZA DI BOLLE D'ARIA DURANTE GLI INTERVENTI CHIRURGICI?

Per rendersi conto se, durante un intervento chirurgico, si sono formate bolle d'aria, i medici monitorano costantemente i seguenti parametri del paziente: frequenza e caratteristiche della respirazione (rumori particolari ecc.), pressione sanguigna, frequenza cardiaca e rumori particolari emessi dal cuore.
Diagnosticare per tempo un'embolia gassosa post-chirurgica è determinante per evitare spiacevoli conseguenze.

Terapia

Di solito, le bolle d'aria di piccole dimensioni si dissolvono nel circolo sanguigno in modo del tutto spontaneo. Tuttavia, è molto importante porre immediatamente rimedio alle cause che ne hanno provocato la formazione, in maniera tale da evitare che se ne formino altre.
Se le bolle gassose sono di dimensioni notevoli, o le cause di embolia gassosa risultano particolarmente gravi, le cose sono più complicate. In questi frangenti, infatti, potrebbe essere necessario ricorrere a un intervento chirurgico per la rimozione delle bolle oppure all'ossigenoterapia iperbarica.

CHE COSA FARE SE L'EMBOLIA GASSOSA HA AVUTO LUOGO DOPO UN'IMMERSIONE? CENNI DI MEDICINA SUBACQUEA

Se l'embolia gassosa si verifica a seguito di un'immersione subacquea, è necessario:

  • Far distendere il paziente con la testa più in basso dei piedi (posizione di Trendelenburg) e il corpo rivolto sul lato sinistro
  • Somministrargli ossigeno
  • Portarlo appena possibile in un centro ospedaliero con camera iperbarica (ossigenoterapia iperbarica).

CAMERA IPERBARICA

La camera iperbarica (o camera per terapia iperbarica) è una stanza all'interno della quale è possibile respirare ossigeno puro al 100% a una pressione superiore a quella normale.

Posizione di Trendelenburg

Posizione di Trendelenburg. Mettere il paziente in tale posizione è utile non solo in caso di embolia gassosa post-immersione, ma anche prima di infilare un catetere venoso centrale in succlavia o giugulare. Dal sito: wikipedia.org

La seduta dura, di solito, un paio di ore: tale tempo serve a ristabilire la normale pressione sanguigna (che dopo un'immersione potrebbe risultare alterata) e ad eliminare le eventuali bolle d'aria presenti nel corpo.
Al termine del trattamento, è importante che la pressione interna alla camera venga riportata alla normalità in modo graduale. Se, infatti, il ritorno ai normali livelli di pressione è improvviso, è probabile che il paziente ne risenta (N.B: è la stessa situazione in cui si trova un sub risalendo in superficie troppo velocemente).

Prevenzione

Per evitare che un'immersione diventi pericolosa per la vita, è buona norma:

  • Limitare il tempo trascorso sott'acqua, per non accumulare troppo azoto nel sangue e nei tessuti.
  • Evitare di spingersi troppo in profondità, perché più si scende nelle profondità del mare più la pressione è elevata e maggiore il rischio di embolia gassosa.
  • Evitare di immergersi se si soffre in quel momento di raffreddore, tosse o qualche affezione al torace.
  • Nelle 12-24 ore dopo la riemersione, non viaggiare in aereo e non portarsi ad alte altitudini.
  • Risalire in superficie lentamente.

Prognosi

Senza un adeguato trattamento, l'embolia gassosa caratterizzata da bolle di grandi dimensioni risulta fatale.



Ultima modifica dell'articolo: 17/08/2016