Elettroencefalogramma

Generalità

L'elettroencefalogramma è la registrazione, del tutto sicura e indolore, dell'attività elettrica del cervello e di altre parti dell'encefalo.

Elettroencefalogramma

Figura: Elettroencefalografia di una giovane paziente. Dal sito: http://escola.britannica.com.br/

L'acquisizione di un elettroencefalogramma avviene durante un esame chiamato elettroencefalografia (EEG), che prevede l'applicazione sulla testa del paziente di una ventina di elettrodi, collegati a uno strumento chiamato elettroencefalografo.
I medici fanno ricorso all'elettroencefalografia di fronte alla presenza o al sospetto di malattie neurologiche, capaci di alterare la conduzione dei segnali elettrici all'interno dell'encefalo.
La procedura non richiede una particolare preparazione ed è abbastanza semplice dal punto di vista pratico. Dura in genere un'ora, ma se viene svolta mentre il paziente dorme può protrarsi anche per più di 3 ore.
L'interpretazione di un elettroencefalogramma spetta a un medico esperto in neurofisiologia.

Cos'è l'elettroencefalogramma?

L'elettroencefalogramma è una registrazione dell'attività elettrica dell'encefalo, che viene riprodotta graficamente in un tracciato contraddistinto da diversi tratti denominati onde.

Per essere ottenuto, l'elettroencefalogramma richiede l'applicazione di piccoli elettrodi sulla testa, collegati a un elettroencefalografo (strumento elettronico sofisticato, capace di creare un tracciato dei segnali encefalici registrati).

L'esame con cui si ottiene la rappresentazione grafica dell'attività elettrica cerebrale è chiamato elettroencefalografia (EEG).

ATTIVITÀ ELETTRICA DELL'ENCEFALO

L'encefalo (da enkefalos, tutto ciò che sta dentro la testa) può essere suddiviso in tre parti: il cervello (costituito dal telencefalo che sovrasta il diencefalo), il cervelletto e il tronco encefalico. Queste regioni comunicano con il resto del corpo tramite cellule nervose chiamate neuroni.
Per comunicare tra loro e con altri tipi di cellule (per esempio con quelle muscolari), i neuroni utilizzano gli ioni presenti al loro interno o sulla loro superficie esterna. Gli ioni, infatti, sono particelle di carica positiva o negativa che, nel momento in cui subiscono una variazione quantitativa, generano una corrente di tipo elettrico (corrente ionica).
L'encefalo invia dei segnali elettrici e ne riceve altri. Ad esempio, può inviare segnali agli arti e ai muscoli, per il loro movimento, mentre può ricevere input dagli organi sensoriali per creare "immagini" del mondo percepito.
Sia l'invio che la ricezione dei segnali hanno luogo grazie a una variazione delle quantità ioniche presenti all'interno dei neuroni

STORIA DELL'ELETTROENCEFALOGRAFIA

Il primo elettroencefalogramma umano risale al 1924, grazie alle ricerche e agli studi di un fisiologo e psichiatra tedesco di nome Hans Berger (1873-1941).
A partire da allora, diversi scienziati di origine anglosassone approfondirono la metodica lanciata da Berger e la migliorarono. Non a caso, già nel 1936, al Massachusetts General Hospital, fu costruito il primo laboratorio elettroencefalografico.
Negli anni successivi, la strumentazione fu perfezionata sempre più e, nel 1953, permise la prima descrizione della fase REM del sonno (Aserinsky e Kleitman).
Dagli anni '80 circa, l'elettroencefalografia è divenuta una procedura diagnostica usata assai di frequente e dai risultati più che attendibili.

Quando si esegue un elettroencefalogramma?

L'elettroencefalogramma è in grado di registrare le anomalie dell'attività elettrica che caratterizzano determinate malattie dell'encefalo.
Pertanto, i medici ricorrono all'elettroencefalografia quando sospettano o devono monitorare le seguenti patologie:

  • Epilessia e attacchi epilettici. Gli attacchi (o crisi) di epilessia sono il segnale di un'iperattività o di un malfunzionamento dei neuroni encefalici. Durante una crisi, l'individuo epilettico può accusare perdita di conoscenza, alterazioni sensitive, psichiche o motorie e violenti spasmi o contrazioni di tipo convulsivo della muscolatura scheletrica.
  • Tumore al cervello. È una massa di cellule formatasi e accresciutasi in modo del tutto anomalo in un'area dell'encefalo. I tumori al cervello possono essere benigni o maligni.
  • Trauma alla testa.
  • Encefalopatie. Gruppo di patologie caratterizzate da un'anomalia funzionale e/o strutturale dell'encefalo.
  • Encefalite. È l'infiammazione dell'encefalo, spesso causata da agenti infettivi.
  • Ictus. Trattasi di una perdita improvvisa della funzionalità encefalica, provocata da un'insufficiente apporto di sangue a un'area più o meno estesa del tessuto cerebrale. Se la causa dell'ictus è un restringimento dei vasi sanguigni, si parla di ictus ischemico; se invece l'evento responsabile è una lesione vasale, si parla di ictus emorragico.
  • Disturbi del sonno. Appartengono a tale categoria le insonnie, le ipersonnie, i disturbi sonno-veglia, le parassonie, la sindrome delle apnee ostruttive del sonno ecc.
  • Demenza. È un disturbo acquisito nel corso della vita, che provoca una perdita parziale o totale delle funzioni intellettive. I pazienti con demenza accusano lacune nella memoria, problemi di linguaggio, mancanza di astrazione ecc.
  • Morte cerebrale. Si parla di morte cerebrale quando l'encefalo di un individuo, precisamente il tronco encefalico, cessa di svolgere qualsiasi attività. Gli individui in stato di morte cerebrale hanno perso in modo definitivo la coscienza e qualsiasi capacità di rispondere agli stimoli esterni.
  • Coma. Stato di prolungata incoscienza che può essere dovuto a varie cause, tra cui: forti traumi alla testa, tumore al cervello, ictus, intossicazione da alcol o da farmaci, diabete ecc.

Attenzione: l'elettroencefalografia non fornisce alcuna informazione in merito al quoziente intellettivo di un individuo.

ELETTROENCEFALOGRAFIA ED EPILESSIA

Elettroencefalogramma epilessia

Figura: Elettroencefalogramma di una persona epilettica. Dal sito: http://en.wikipedia.org/

L'elettroencefalografia è uno degli esami diagnostici più indicati in caso di epilessia.
Infatti, grazie a un elettroencefalogramma, è possibile individuare le cause di una crisi epilettica e le alterazioni elettriche che avvengono all'interno dell'encefalo, sia durante un attacco sia in condizioni normali.
Inoltre, in base alle caratteristiche del tracciato risultante, i medici possono determinare l'esatto tipo di epilessia e il miglior trattamento terapeutico da adottare.

ALTRI USI

L'elettroencefalografia può risultare utile anche per:

  • Verificare se il coma farmacologico è stato indotto in modo adeguato.
    In altre parole, l'elettroencefalografia rappresenta uno strumento di monitoraggio dell'anestesia generale, per i pazienti indotti volontariamente al coma.
  • Monitorare, in modo indiretto, la perfusione cerebrale durante un'endoarteriectomia carotidea.
    Questo intervento chirurgico viene praticato per ristabilire la pervietà di un'arteria carotide occlusa da una placca aterosclerotica.
  • Monitorare gli effetti dell'amobarbital durante il Wada test.
    Il Wada test serve per verificare a quale emisfero cerebrale fa capo una determinata funzione cognitiva. Prevede l'iniezione, in una carotide per volta, di una sostanza sedativa, chiamata amobarbital.

Rischi della procedura?

L'acquisizione di un elettroencefalogramma non provoca alcun fastidio e non mette, in alcun modo, in pericolo il paziente. Pertanto, l'elettroencefalografia è un esame del tutto sicuro e indolore.


Caso particolare: lo studio dell'epilessia può richiedere che, durante l'elettroencefalografia, l'individuo sotto esame sia volontariamente stimolato a soffrire di una crisi. Ciò non deve preoccupare il paziente, in quanto è circondato da personale medico pronto ad assisterlo in caso di necessità.

Come ci si prepara

L'elettroencefalografia non richiede una preparazione particolare. Infatti, è sufficiente che il paziente abbia cura di:

  • La sera che precede l'esame, lavarsi accuratamente i capelli e la testa, evitando da quel momento in poi di applicare gel, spray o lozioni per il cuoio capelluto. Tale raccomandazione, da osservarsi fino al termine dell'esame, si deve al fatto che l'uso di certi prodotti può rendere più difficile l'applicazione degli elettrodi.
  • Nel giorno dell'esame, evitare di assumere bevande a base di caffeina, in quanto quest'ultima altera i risultati della procedura.

Alcuni casi particolari


Se il paziente è sotto cure farmacologiche, è bene che continui con le normali assunzioni, a meno che il medico curante non lo vieti espressamente.
Se è prevista l'analisi dell'attività cerebrale durante il sonno, è probabile che il medico richieda al paziente di non dormire (o dormire meno ore) la sera precedente l'esame.
Se è prevista, prima della procedura, una piccola sedazione, il paziente è invitato a farsi assistere da un familiare o da un amico, specie nel momento del rientro a casa.

Procedura

Il classico esame elettroencefalografico è una procedura ambulatoriale della durata totale di circa 60 minuti.
Ecco che cosa avviene in quest'arco di tempo:

  • Un tecnico ospedaliero misura le dimensioni della testa del paziente e vi segna i punti precisi in cui applicare gli elettrodi. In genere, in questi stessi punti spalma anche una crema granulosa, che serve a migliorare la qualità del futuro tracciato.
  • Lo stesso tecnico mette in comunicazione il paziente con lo strumento di registrazione: prima attacca gli elettrodi nei punti segnati, poi collega i cavi degli elettrodi all'elettroencefalografo.
    Il numero di elettrodi utilizzati è notevole (anche più di 20), tanto che ricoprono un po' tutte le parti del capo.
  • A collegamento avvenuto e con il paziente rilassato (N.B: può essere disteso o seduto a seconda dello scopo dell'elettroencefalografia), può iniziare la registrazione.
  • Durante la registrazione, l'individuo sotto esame può essere invitato a: chiudere gli occhi, eseguire semplici calcoli matematici, leggere un paragrafo di un libro, guardare una foto, respirare profondamente per qualche minuto e/o guardare una luce assai intensa. Tali richieste sono giustificate dal fatto che la loro esecuzione potrebbe apportare un contributo fondamentale all'indagine in corso.
  • Al termine della registrazione, il tecnico spegne l'elettroencefalografo e stacca gli elettrodi dalla testa del paziente, il quale può tornare subito a casa.
    In genere, i risultati sono disponibili dopo qualche giorno.

A seconda delle finalità dell'elettroencefalografia, la procedura tradizionale può subire piccole variazioni. Di seguito sono riportate tre delle principali varianti.


Elettrodi adesivi o cuffia

Gli elettrodi possono essere applicati alla cute tramite uno speciale adesivo, oppure possono essere incollati a una specie di cuffia.

EEG CON PAZIENTE ADDORMENTATO

Cuffia per elettroencefalogramma

Figura: esempio di cuffia su cui applicare gli elettrodi. Dal sito: http://en.wikipedia.org/

Durante il sonno, l'attività encefalica subisce delle notevoli modificazioni rispetto alla fase di veglia. Pertanto, anche i tracciati dell'EEG saranno estremamente diversi.
I medici ricorrono all'EEG con il paziente addormentato quando sospettano un disturbo del sonno oppure quando la procedura di EEG tradizionale non ha fornito risultati significativi.
Si ricorda che, per addormentarsi con più facilità, il paziente potrebbe essere invitato a non dormire la notte precedente la registrazione.
L'esame elettroencefalografico di un individuo che dorme potrebbe durare anche più di tre ore.

EEG DINAMICA

L'EEG dinamica è la registrazione dell'attività encefalica per almeno una giornata intera. È particolarmente utile quando non è ancora chiaro che cosa provochi di preciso le alterazioni cerebrali.
Durante l'esame, il paziente può svolgere quasi tutte le normali attività giornaliere, in quanto l'elettroencefalografo è di piccole dimensioni ed è applicabile agli indumenti.
Ai fini dell'indagine, non giova sicuramente fare una vita diversa dal solito (N.B: è ovvio che bisogna evitare tutto ciò che potrebbe danneggiare l'apparecchio registratore).

VIDEO EEG

La video EEG è una EEG dinamica di diversi giorni consecutivi, durante la quale il paziente è anche filmato costantemente nelle sue attività giornaliere.
È molto praticata quando l'individuo sotto esame è un bambino e soffre di crisi epilettiche, in quanto i soggetti di giovane età difficilmente sanno riferire al medico che cosa scateni in loro gli attacchi di epilessia (N.B: ciò può capitare pure agli adulti).
Inoltre, trova applicazione anche quando le informazioni raccolte con l'EEG tradizionale sono assai scarse.
Di solito, l'intera procedura di video EEG si svolge in una stanza d'ospedale, costruita appositamente per filmare ciò che vi accade all'interno.

Risultati

La lettura e l'interpretazione dell'elettroencefalogramma spettano a un medico specializzato in neurofisiologia. La neurofisiologia è la branca della medicina che si occupa di analizzare il funzionamento dell'intero sistema nervoso, sia centrale che periferico.
In genere, i risultati di un'elettroencefalografia sono disponibili nel giro di qualche giorno (massimo una settimana).
Al momento del ritiro degli esami, è previsto anche un colloquio tra medico e paziente, durante il quale il primo spiegherà al secondo che cosa è emerso dalla registrazione.
Inoltre, l'incontro medico-paziente rappresenta una buona occasione, per l'individuo esaminato, di togliersi eventuali dubbi in merito alla propria situazione. A tal proposito, è buona norma che il paziente si faccia accompagnare da un amico o un familiare, affinché quest'ultimo gli ricordi tutte le questioni da chiarire e lo aiuti nella raccolta delle informazioni più importanti fornite dal medico curante.
Alcune delle classiche domande da sottoporre al medico, durante il colloquio, sono:

  • Sulla base dei risultati emersi, quali sono i prossimi passi?
  • Occorre ripetere l'esame a distanza di qualche tempo?
  • L'elettroencefalogramma è attendibile o c'è stato qualcosa che può averne alterato l'esito finale?