Edema cerebrale

Generalità

L'edema cerebrale è una raccolta di liquido che si forma in un tessuto del cervello, premendo contro i capillari sanguigni della zona interessata. Tale compressione blocca il flusso di sangue e l'apporto di ossigeno, danneggiando, dapprima, l'area cerebrale colpita e, poi, provocandone la morte.
Edema CerebraleLa formazione di un edema cerebrale può essere provocata da cause diverse; molto spesso, insorge dopo un trauma alla testa o un ictus, ma può verificarsi anche a seguito di un'infezione o di un grave stato diabetico.
I sintomi di un edema cerebrale sono numerosi e possono variare notevolmente da paziente a paziente.
La diagnosi dev'essere rapida e la terapia tempestiva, in quanto l'edema cerebrale è un'emergenza clinica, che, se non viene curata per tempo, può provocare dei danni permanenti al cervello.

Cos'è l'edema cerebrale

L'edema cerebrale, o edema al cervello, è un eccessivo accumulo di liquido negli spazi intra- e/o extra-cellulari del tessuto cerebrale.

Il liquido edematoso (o trasudato) proviene dai vasi sanguigni ed è composto prevalentemente da plasma; dopo essersi ammassato all'interno e/o all'esterno delle cellule del cervello, tale liquido comincia a comprimere i capillari sanguigni e le pareti del cranio. Tale compressione, detta pressione intracranica, blocca l'apporto di ossigeno e nutrienti, provocando lentamente la morte del tessuto cerebrale edematoso e un forte mal di testa.
Inoltre, sempre a causa dell'edema, il liquido cefalorachidiano (o liquor) potrebbe rimanere confinato nei ventricoli cerebrali, dove viene prodotto, senza avere la possibilità di muoversi. Questa situazione, più nota come idrocefalo, fa sì che il liquor si accumuli in modo eccessivo all'interno del cervello, peggiorando ulteriormente i disturbi, provocati dall'edema.

Cause di edema cerebrale

L'edema cerebrale può insorgere per cause diverse. Di seguito, si riportano le condizioni che più di frequente provocano la sua comparsa:

  • Trauma cerebrale (o trauma alla testa). Si tratta di un infortunio alla testa che danneggia il cervello. Solitamente, è la conseguenza di un incidente stradale, una caduta involontaria, l'urto contro un oggetto, un gesto di violenza privata ecc. Oltre a formare un edema nel cervello, i traumi cerebrali più gravi possono rompere il cranio (ovvero il rivestimento osseo che avvolge il cervello) e provocare un'emorragia (ovvero una fuoriuscita di sangue). Il sangue, che fuoriesce in questo modo, va a incrementare la pressione intracranica e a peggiorare l'edema cerebrale.
  • Ictus ischemico. Il termine ictus identifica una grave condizione patologica, che si verifica quando i rifornimenti di sangue, diretti al cervello, si interrompono o sono fortemente ridotti. Nel caso dell'ictus ischemico, il blocco dell'irrorazione sanguigna cerebrale dipende da un coagulo di sangue (un trombo o un embolo). Senza sangue, le aree cerebrali interessate non ricevono più ossigeno e cominciano lentamente a morire. Questo meccanismo deleterio pone le basi, in alcuni casi, per la formazione di un edema cerebrale.
  • Ictus emorragico e ipertensione. L'ictus è emorragico quando l'assenza dei rifornimenti di sangue e ossigeno dipende dalla rottura di un vaso sanguigno. Tale perdita di sangue, nota anche come emorragia cerebrale, aumenta la pressione intracranica e favorisce la comparsa di edema. Tra le cause principali di ictus emorragico c'è l'ipertensione (ovvero l'alta pressione sanguigna), che è, pertanto, considerata anche uno dei fattori di rischio principali di edema cerebrale.
  • Infezioni. Le infezioni sono malattie provocate da agenti patogeni, come virus, batteri e parassiti; quelle che possono dare origine a un edema cerebrale sono: le meningiti, le encefaliti, la toxoplasmosi e gli empiemi subdurali. Questi ultimi sono delle raccolte di pus localizzate tra le meningi dura madre e aracnoide.
  • Tumori al cervello. Un tumore cerebrale è una massa anomala di cellule che cresce all'interno del cervello. La formazione di un tumore, oltre ad essere una possibile causa di edema cerebrale, favorisce l'innalzamento della pressione intracranica, in quanto la presenza del cranio riduce lo spazio a disposizione della massa tumorale. Questa, infatti, mano a mano che cresce, spinge sulle pareti ossee e soprattutto sulle aree encefaliche circostanti.
  • Altitudine elevata (o mal di montagna). Trovarsi ad alta quota (dai 2500 metri in su) può provocare diversi disturbi, come mal di testa, nausea, vertigini, mancanza di respiro, palpitazioni ecc. In alcuni individui, questi disturbi possono peggiorare sempre più, fino a causare edema cerebrale ed edema polmonare. La spiegazione di come si arrivi a questa situazione non è ancora stata chiarita, tuttavia, ai primi sintomi del cosiddetto mal di montagna, si consiglia di non salire ulteriormente d'altitudine ed, eventualmente, scendere verso valle. Attenzione, sotto i 2500 metri i disturbi che qualcuno può avvertire non sono generalmente considerati mal di montagna e, di solito, non hanno conseguenze gravi.
  • Abuso di farmaci oppiacei. I farmaci oppiacei (morfina, codeina, ossicodone ecc.) sono assunti per i loro forti poteri antidolorifici. Un loro uso smodato è però all'origine di diverse complicazioni, tra cui edema cerebrale.
  • Diabete. È una malattia metabolica, provocata da un'alterata attività dell'insulina. In particolare, l'edema cerebrale può insorgere per colpa di una condizione, che colpisce alcuni pazienti diabetici, chiamata chetoacidosi diabetica.

Sintomi, segni e complicazioni

L'edema cerebrale è considerato un'emergenza clinica, che bisogna riconoscere al più presto per poterla curare ed evitare che peggiori.
I sintomi dell'edema cerebrale sono numerosi e possono variare notevolmente, da paziente a paziente, sia per gravità che per tipologia; dipendono infatti da diversi fattori, come cause scatenanti, età d'insorgenza e area di cervello interessata.
Per comprende al meglio quanto appena detto, verranno descritti alcuni esempi particolari; prima, però, ecco quali sono le manifestazioni più classiche dell'edema al cervello:

ETÀ DEL PAZIENTE

L'età del paziente influisce in modo determinante sulle conseguenze di un sintomo in particolare, l'idrocefalo.

Edema cerebrale - Mal di testa

Figura: un sintomo caratteristico dell'edema cerebrale è il mal di testa

Tale condizione, se si verifica in età infantile, provoca disturbi come aumento della circonferenza cranica, inappetenza, difficoltà alla suzione e all'alimentazione, deviazione degli occhi verso il basso, irritabilità e cambi d'umore improvvisi; tutti questi segni non si verificano, o non sono così marcati, tra gli adulti.
Tra queste manifestazioni patologiche, l'aumento, nell'infante, della circonferenza cranica è quella più caratteristica, in quanto si deve alla non ancora completa saldatura delle ossa del cranio.

AREA CEREBRALE COLPITA

Il cervello è diviso in diverse aree e ciascuna di esse controlla funzioni distinte.
Ne consegue che un edema cerebrale insorto a livello del lobo occipitale del cervello, comporta delle conseguenze differenti rispetto a un edema cerebrale sviluppatosi a livello del lobo temporale o frontale. Per esempio, se viene interessato il lobo occipitale, si verificheranno dei disturbi alla vista, mentre se viene colpito il lobo temporale viene meno il linguaggio parlato.

Idrocefalo

Figura: idrocefalo nel bambino

L'esatta localizzazione della zona di encefalo colpita è molto importante, perché permette di pianificare al meglio l'intervento chirurgico.

COMPLICAZIONI

Se non si interviene in maniera tempestiva, l'edema cerebrale può produrre dei danni permanenti al cervello e, talvolta, avere conseguenze letali. Tutto ciò, inoltre, può essere reso ancor più grave dal tipo di causa scatenante, in quanto più questa è difficilmente curabile, più i suoi effetti sono irreversibili.
Tra le possibili complicazioni di un edema cerebrale, si ricordano: coma, paralisi, handicap cognitivi di vario genere, ritardo nello sviluppo (tra i pazienti giovani), debolezza muscolare e deficit motori e di apprendimento permanenti.

Diagnosi

La diagnosi di un edema cerebrale richiede estrema velocità e intuizione, da parte del medico, poiché si tratta di un'emergenza clinica da curare nel più breve tempo possibile.
Il primo controllo diagnostico consiste in un accurato, ma rapido, esame obiettivo; dopodiché, si passa a un esame neurologico, a degli esami radiologici e, se ci sono i sospetti di un diabete e o di infezione in atto, a un'analisi del sangue del paziente.

ESAME OBIETTIVO

Durante l'esame obiettivo, il medico chiede al paziente di descrivere i sintomi e se ricorda un evento che li ha scatenati.
Traumi alla testa, l'aver sofferto di particolari malattie o di diabete, essere stati in montagna ad alte quote o aver assunto farmaci oppiacei sono tutte informazioni utili ai fini di una diagnosi corretta.
Dopo questa rapida inchiesta, il paziente viene visitato per valutare l'entità della sintomatologia e sottoposto ai classici controlli della pressione e del battito cardiaco.

Attenzione: in questa fase della diagnosi, il medico potrebbe aver bisogno di parlare con un parente o un amico stretto del paziente, in quanto quest'ultimo potrebbe non ricordare certi episodi ed omettere, involontariamente, alcune informazioni molto utili.

ESAME NEUROLOGICO

Richiedono un esame neurologico tutti coloro che lamentano sintomi come mal di testa, perdita delle facoltà motorie, deficit cognitivi, deficit del linguaggio e/o perdita della vista, in quanto indicano un coinvolgimento del cervello.
Le persone con un sospetto edema cerebrale vengono sottoposte a dei veloci controlli dell'udito, della vista, del linguaggio, dell'equilibrio, della coordinazione e dei riflessi. La perdita parziale o totale di una o più di queste capacità può essere d'aiuto, al medico, per capire qual è l'area di encefalo colpita da edema.

ESAMI RADIOLOGICI

Gli esami radiologici consistono in una risonanza magnetica nucleare (RMN) e/o in una tomografia assiale computerizzata (TAC), entrambe a livello cerebrale.

Edema cerebrale radiologia

Figura: esame radiologico di un cervello colpito da edema cerebrale. L'edema è la zona scura, presente sull'emisfero cerebrale destro. Dal sito: http://en.wikipedia.org/

Le immagini fornite da questi test chiariscono la posizione e la grandezza dell'edema al cervello; inoltre, nel caso in cui il disturbo fosse originato da un tumore o un ictus, mostrano anche i segni di queste due possibili cause.
Pertanto, RMN e TAC hanno un valore diagnostico fondamentale, specie se il paziente ha dichiarato di non essere diabetico né dipendente da farmaci oppiacei.

ANALISI DEL SANGUE

Le analisi del sangue vengono svolte se c'è il sospetto che l'edema cerebrale sia dovuto a un diabete, a un agente infettivo oppure all'abuso di farmaci oppiacei. Quindi, questi controlli diagnostici sono rivolti a individuare le cause scatenanti, non tanto l'edema al cervello.

Terapia

L'edema cerebrale, una volta diagnosticato, richiede un trattamento terapeutico immediato.
Gli obiettivi della terapia sono due:

  • Ripristinare il flusso di sangue e l'apporto di ossigeno al cervello, in modo tale da fermare la progressione dell'edema e prevenire qualsiasi danno permanente.
  • Curare le cause dell'edema al cervello, in quanto, solo così, è possibile garantire una guarigione migliore e duratura.

Queste due finalità si possono conseguire grazie ad una combinazione di più metodi terapeutici, i quali consistono in:

  • Ossigenoterapia. È la somministrazione terapeutica di ossigeno, effettuata tramite un respiratore o in camera iperbarica (ossigenoterapia iperbarica, OTI). Grazie all'ossigenoterapia, si garantisce una miglior ossigenazione di tutti i tessuti e organi del paziente, compreso il cervello.
  • Osmoterapia. L'obiettivo dell'osmoterapia è ridurre l'elevata pressione intracranica. Per ottenere ciò, si somministrano, per via endovenosa, al paziente, degli agenti osmotici come il mannitolo. Tali sostanze, una volta nel sangue, "richiamano" indietro il liquido edematoso, passato dai vasi agli spazi intra- ed extra-cellulari del cervello. L'osmoterapia non è sempre efficace, anzi, in alcuni, casi può peggiorare l'edema cerebrale; pertanto, la sua esecuzione richiede la massima attenzione.
  • Terapia farmacologica. I farmaci più indicati contro l'edema cerebrale sono i corticosteroidi, i diuretici e, se all'origine del disturbo c'è un coagulo di sangue, gli anticoagulanti. La somministrazione farmacologica, quindi, dipende dalle cause scatenanti.
  • Ventricolostomia. È la procedura terapeutica adottata in caso di idrocefalo. Viene eseguita da un chirurgo, il quale, tramite un foro praticato sul cranio del paziente, infila nei ventricoli cerebrali un sottile tubicino di plastica. Questo catetere, quindi, viene usato per aspirare il liquido cefalorachidiano in eccesso, che contribuisce a elevare la pressione intracranica.
  • Chirurgia. Gli interventi chirurgici attuabili sono due. La prima procedura, nota come craniectomia decompressiva, consiste nella rimozione della parte di cranio contro cui spinge la zona cerebrale colpita da edema. In questo modo, infatti, si riduce la pressione intracranica.
    La seconda procedura, invece, è prevista solo in caso di tumore, ictus o emorragia a livello cerebrale (un individuo diabetico o affetto da mal di montagna non richiede tale intervento, per ovvie ragioni) e consiste nella riparazione e/o rimozione di ciò che ha scatenato l'edema.
  • Ipotermia indotta. Per ipotermia indotta, s'intende l'abbassamento volontario, a 32-33°C, della temperatura corporea (cervello incluso) di un individuo. Lo scopo di questo trattamento è quello di rallentare la progressione del danno cerebrale e salvare il cervello dalla mancanza di ossigeno. L'ipotermia indotta è un metodo di cura innovativo che, in Italia, non è ancora molto diffuso, in quanto si sta ancora dibattendo sui suoi reali benefici.

Prognosi e prevenzione

La prognosi di un edema cerebrale varia da paziente a paziente e dipende dai seguenti fattori.
Prima di tutto, incide la tempestività dei soccorsi; infatti, come si è già detto più volte, prima si agisce e minori saranno le conseguenze e i danni permanenti al cervello.
Dopodiché, rivestono un ruolo molto importante anche le cause scatenanti, in quanto ce ne sono di più gravi e meno gravi, e la localizzazione dell'edema cerebrale, poiché può insorgere in aree del cervello difficilmente raggiungibili e curabili.

PREVENZIONE

Per prevenire l'edema cerebrale, si consiglia di:

  • Usare gli appositi caschetti protettivi, quando si va in bici o sugli sci, si praticano sport di contatto (come rugby o boxe) e si eseguono determinati lavori o mansioni.
  • Usare le cinture di sicurezza quando si è alla guida di un veicolo. I traumi alla testa e gli edemi cerebrali che derivano da incidenti automobilistici sono assai frequenti.
  • Mantenere sotto controllo la pressione sanguigna e, qualora si soffrisse di ipertensione, fare in modo di ridurre i valori pressori con uno stile di vita sano e con il giusto esercizio fisico.
  • Evitare di fumare.
  • Dare tempo sufficiente, al corpo, di abituarsi all'elevata altitudine (acclimatazione), in modo da scongiurare il pericolo di un edema cerebrale da mal di montagna.


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