Distimia

Generalità

La distimia è un disturbo dell'umore che, per i sintomi provocati, assomiglia molto alla depressione. DistimiaL'unica differenza rispetto a quest'ultima è che la distimia rappresenta una malattia mentale di durata generalmente superiore ma meno grave.

La distimia è nota anche come disturbo distimico, disturbo depressivo persistente o depressione neurotica.
Le precise cause scatenanti sono sconosciute; molto probabilmente, giocano un ruolo fondamentale le esperienze di vita difficili e drammatiche.
La diagnosi di distimia richiede diversi esami diagnostici, tra cui un'accurata valutazione psicologica e un attento esame obiettivo.
Per poter guarire, occorrono: una psicoterapia adeguata, una terapia farmacologica a base di antidepressivi e, infine, una notevole collaborazione da parte del paziente.

Cos'è la distimia?

La distimia è un disturbo dell'umore simile alla depressione, ma di gravità inferiore e con tendenza a perdurare nel tempo
Il paziente distimico, infatti, manifesta gli stessi sintomi delle persone depresse, ma in forma più lieve e, spesso, più duratura.
Nonostante la minore severità, la distimia è considerata un problema cronico, dove per cronico s'intende che i sintomi si ripresentano ogni giorno (salvo interruzioni momentanee) per un determinato lasso di tempo (nel caso specifico, almeno due anni). La depressione, invece, si manifesta con sintomi molto più gravi, ma che si risolvono in un arco di tempo più breve, per poi eventualmente ripresentarsi. Basti pensare che, per la diagnosi di depressione, si richiede la persistenza di uno stato d'animo gravemente depresso per almeno due settimane.

SINTOMI DELLA DEPRESSIONE

Quali sono i sintomi classici delle persone depresse?
Le persone colpite da depressione si sentono giù di morale, tristi, vuote, senza speranze, preoccupate, indifese, colpevoli, irritate, irrequiete e offese; inoltre, provano avversione per qualsiasi attività, soffrono di solitudine, insonnia, ipersonnia, problemi digestivi, cali di energia, mancanza di appetito o appetito eccessivo e manie suicide.
Le espressioni della depressione, quindi, sono numerose e, talvolta, molto diverse tra loro.

POSIZIONE NEL MANUALE DIAGNOSTICO E STATISTICO DEI DISTURBI MENTALI (DSM)

Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM) è una raccolta di tutte le caratteristiche peculiari delle malattie psichiche e mentali conosciute, comprensiva dei rispettivi criteri richiesti per la diagnosi.
Fino al 2013, la distimia era trattata come un disturbo dell'umore diverso dalla depressione, seppur con qualche analogia.
Nell'ultima edizione, uscita nel 2013, invece, il disturbo distimico è stato incluso nel capitolo dedicato alla depressione, come fosse un sottotipo di quest'ultima. Il motivo del cambiamento è legato alla somiglianza e alla sovrapposizione dei sintomi più caratteristici.

EPIDEMIOLOGIA

Secondo alcuni studi statistici che riguardano l'intero globo, la distimia colpisce, ogni anno, circa 105 milioni di persone (ovvero l'1,5% della popolazione mondiale).
Può riguardare individui di qualsiasi età, bambini compresi. Le donne sono i soggetti che si ammalano più di frequente.

ORIGINE DEL NOME

Il termine "distimia" fu coniato, nel 1970, dal dottor Robert Spitzer e prese il posto di "personalità depressiva", usato in precedenza. Oggi, il disturbo è conosciuto anche come depressione neurotica o disturbo distimico, anche se recentemente il DSM-5 (2013) ha introdotto il nuovo termine Persistent Depressive Disorder (disturbo depressivo persistente).

Cause di distimia

Le cause d'insorgenza della distimia sono poco chiare. Secondo i ricercatori, influiscono fattori di natura biologica, genetica e ambientale.


Fattori biologici. Alcuni scienziati ritengono che il cervello delle persone distimiche subisca dei cambiamenti neurologici determinanti (ad esempio la carenza o la scarsa attività di alcuni neurotrasmettitori, come la serotonina). Tuttavia, le ricerche in questa direzione contengono ancora dei punti interrogativi, in quanto certe persone con distimia non presentano alcuna alterazione dell'attività cerebrale (ovvero, dal punto di vista neurologico, sono del tutto uguali alle persone sane, non affette da distimia).


Fattori genetici. L'idea di una componente genetica, alla base della distimia, nasce dal fatto che spesso le persone affette hanno dei consanguinei (genitori o fratelli) malati dello stesso disturbo dell'umore o di depressione. La teoria genetica è interessante, ma va approfondita.


Fattori ambientali. Come la depressione, anche la distimia è legata fortemente a situazioni di vita difficili, alla perdita di una persona cara, a problemi economici, a condizioni di stress elevato, all'insorgenza di disturbi di salute particolari che hanno influenzato l'esistenza dell'individuo malato ecc.

CIRCOSTANZE FAVORENTI

La distimia è stata riscontrata più di sovente tra:

  • Le persone che vivono o trascorrono molto tempo della loro vita con persone distimiche o depresse.
  • Gli individui che hanno vissuto momenti di vita stressanti/drammatici, come per esempio la perdita di una persona cara o l'avere gravi problemi finanziari.
  • I soggetti che, per il loro carattere, hanno bisogno di continue rassicurazioni e dell'approvazione degli altri.

Sintomi, segni e complicazioni

Per approfondire: Sintomi Distimia


I principali sintomi della distimia, nelle persone adulte, sono: perdita di interesse per qualsiasi attività quotidiana o hobby, tristezza, morale basso, mancanza di speranza, stanchezza, mancanza di energie, bassa autostima, il sentirsi non all'altezza, difficoltà di concentrazione e di decisione, irritabilità, disturbi del sonno (insonnia o ipersonnia), visione pessimistica della vita, mancanza di appetito o appetito eccessivo, senso di colpa e ripudio per qualsiasi attività sociale.

NEL BAMBINO

Distimia BambinoCome si è detto, la distimia può colpire anche i bambini. In genere, in questi soggetti, è associata ad altri disturbi dell'umore, come la sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), i cosiddetti disturbi dell'ansia e, infine, i disturbi del comportamento e dell'apprendimento.
Le classiche espressioni patologiche del bambino distimico sono:

  • Irritabilità
  • Problemi comportamentali
  • Scarso rendimento scolastico
  • Visione pessimistica
  • Asocialità e tendenza alla solitudine
  • Scarsa autostima

CARATTERI E DURATA DELLA SINTOMATOLOGIA

La distimia è un disturbo dell'umore cronico, nel senso che si ripresenta, con i suoi sintomi, ogni giorno per un determinato lasso di tempo.
Le espressioni patologiche possono variare in termini di intensità: in alcuni periodi, il paziente è particolarmente sofferente, mentre in altri può sembrare guarito anche se non lo è (questi momenti sono detti, volgarmente, "gli alti e i bassi" della malattia).
Secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM), la distimia, per essere considerata tale, deve avere una durata minima di 2 anni negli adulti (N.B: nei 2 anni sono compresi i cosiddetti alti e bassi)

QUANDO RIVOLGERSI AL MEDICO?

Sentirsi temporaneamente giù di morale, perché per esempio è capitato un evento drammatico, è normale e non va confuso per distimia o qualche altro disturbo dell'umore.
Quando, però, questa sensazione, o altre dello stesso genere, durano per diverso tempo e interferiscono con la vita sociale e le attività lavorative, è meglio contattare il proprio medico (o uno psicoterapeuta) per richiedere un consulto/confronto.
Spesso, le persone con distimia o con altri disturbi dell'umore provano vergogna per la propria situazione e faticano a rivolgersi a qualcuno per un aiuto; ciò, tuttavia, è del tutto sbagliato e rischia di isolare ancor di più la persona malata.

COMPLICAZIONI

La distimia può comportare diverse complicazioni, alcune anche molto gravi.
Essa, infatti, oltre a ridurre la qualità della vita, può essere causa delle seguenti complicanze:

  • Depressione vera e propria
  • Uso e abuso di sostanze tossiche
  • Relazioni familiari difficili
  • Isolamento sociale
  • Problemi lavorativi o scolastici
  • Totale inoperosità
  • Ansia
  • Disturbi alimentari
  • Tendenze suicide

Diagnosi

Un paziente con sospetta distimia viene sottoposto, solitamente, a un esame obiettivo, a degli esami di laboratorio e a una valutazione psicologica.
L'esame obiettivo e gli esami di laboratorio servono, al medico, per capire se può esserci un legame tra i disturbi dell'umore, lamentati dal paziente, e la stato generale di salute.
La valutazione psicologica è, invece, fondamentale per stabilire i reali connotati della malattia mentale in corso e per capire se si tratta effettivamente di distimia oppure no.

ESAME OBIETTIVO

Durante l'esame obiettivo, il medico (in questo caso, non deve essere per forza un esperto di malattie mentali) indaga se il paziente soffre (o soffriva in passato) di qualche problema di salute, perché, talvolta, i disturbi mentali (distimia compresa) sono collegati a problemi fisici.

TEST DI LABORATORIO

I test di laboratorio svolti solitamente, in caso di sospetta distimia, sono gli esami del sangue e gli esami della tiroide.
Il motivo della loro esecuzione è, in parte, lo stesso dell'esame obiettivo (cioè si vuole vedere come sta il paziente) e, in parte, connesso al fatto che sembra esserci un legame tra: tiroide, contenuto di vitamina D nel sangue e disturbi dell'umore.

VALUTAZIONE PSICOLOGICA

La valutazione psicologica spetta a uno specialista delle malattie mentali, cioè a uno psichiatra o a uno psicologo. L'esame consiste in una serie di domande, finalizzate a decifrare i sentimenti, i pensieri e i disturbi dell'umore del paziente.
La valutazione psicologica è fondamentale per stabilire l'esatta malattia mentale in atto; chi la esegue, per ultimare definitivamente la diagnosi, si avvale del già citato Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM).


Tabella. I criteri per la diagnosi di distimia, secondo il DSM.


Secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM), il paziente è distimico se manifesta almeno due dei seguenti sintomi:

  • Perdita di appetito o appetito eccessivo
  • Disturbi del sonno (insonnia o ipersonnia)
  • Stanchezza o mancanza di energie
  • Scarsa autostima
  • Mancanza di speranze o visione pessimistica della vita
  • Carenza di concentrazione
  • Difficoltà nel prendere decisioni

Inoltre, si tratta di distimia se:

  • I sintomi classici sono in atto ("alti e bassi" compresi) da almeno due anni
  • I sintomi classici non si sono risolti mai per più di due mesi (in altre parole, se il paziente ha trascorso più di due mesi senza lamentare alcun disturbo, non è da considerarsi distimico)

Terapia

La distimia viene curata con un'adeguata terapia psicologica (o psicoterapia), affiancata dalla somministrazione di determinati farmaci antidepressivi.
Per guarire (o quanto meno migliorare decisamente la sintomatologia), però, occorre anche notevole collaborazione da parte del paziente; se questa viene meno, infatti, le possibilità di guarigione diminuiscono.

COMBINARE LA PSICOTERAPIA E GLI ANTIDEPRESSIVI

La combinazione tra psicoterapia e farmaci antidepressivi è assai più efficace della sola psicoterapia o dei soli farmaci antidepressivi. Per questo motivo, è buona norma non separare mai (neppure temporalmente) i due trattamenti.

PSICOTERAPIA

Per curare i disturbi dell'umore, lo psicoterapeuta può avvalersi di tecniche differenti, tra cui la cosiddetta psicoterapia cognitivo-comportamentale e la psicoeducazione.
Gli obiettivi terapeutici sono molteplici. Lo scopo principale è insegnare al paziente a riconoscere e a dominare i "pensieri distorti" (ovvero i sintomi della distimia); lo scopo secondario è far conoscere al paziente, e soprattutto ai familiari, le principali caratteristiche del disturbo distimico, compresi i metodi migliori per guarire.


Approfondimento sulla psicoterapia.


Psicoterapia cognitivo-comportamentale. La psicoterapia cognitivo-comportamentale prevede, oltre a una parte "in studio" con lo psicoterapeuta (in cui il paziente impara a dominare i sintomi), anche dei "compiti per casa", la cui esecuzione è fondamentale per guarire. Tutti gli insegnamenti acquisiti nel corso della terapia sono un bagaglio prezioso, che è bene che il paziente si porti dietro per evitare ricadute.
Psicoeducazione. Uno degli obiettivi fondamentali della psicoeducazione è insegnare ai familiari della persona distimica come meglio comportarsi nei confronti del loro caro.

FARMACI ANTIDEPRESSIVI

I farmaci antidepressivi più comunemente somministrati ai pazienti distimici sono:

Pianificare la terapia farmacologica più adeguata risulta difficile, in quanto, per alcuni pazienti distimici, certi farmaci sono inefficaci o addirittura controproducenti.

Distimia farmaciAttenzione: decidere in autonomia di interrompere l'assunzione di un determinato antidepressivo può essere molto pericoloso, perché certi medicinali possono provocare una crisi di astinenza. Pertanto, se un medicinale antidepressivo non dovesse funzionare, prima di non assumerlo più, è bene chiedere consiglio al proprio medico curante e/o al proprio psicoterapeuta.

ANTIDEPRESSIVI E RISCHIO DI SUICIDIO

Secondo alcune attendibili ricerche scientifiche, gli antidepressivi, se assunti da bambini, adolescenti e giovani adulti sotto i 25 anni, sono pericolosi, perché inducono tendenze suicide.
Tali pensieri insorgono solitamente durante le prime settimane di trattamento o quando si variano le dosi farmacologiche.
Ai familiari dei pazienti distimici, che rientrano in queste categorie di età, si consiglia di stare accanto ai propri cari e di prendersi cura di loro nel modo migliore (psicoeducazione).

COLLABORAZIONE DA PARTE DEL PAZIENTE: COSA È BENE CHE FACCIA?

Per avere più speranze di guarire, i distimici devono collaborare con lo psicoterapeuta e credere fermamente nei consigli e negli insegnamenti di quest'ultimo.
Tale collaborazione consiste in alcuni capisaldi fondamentali, come:

  • Dare continuità ai trattamenti terapeutici e credere nella loro efficacia. I pazienti devono vincere le tentazioni di abbandonare il percorso terapeutico intrapreso e convincersi che quest'ultimo è la strada giusta da seguire. Spesso, infatti, capita che i malati trovino difficile dare continuità alle cure e che si arrendano prematuramente.
  • Imparare a conoscere la malattia. La conoscenza della distimia (psicoeducazione) permette al paziente di superare meglio i momenti più difficili.
  • Fare attenzione a cosa scatena i "pensieri distorti". Talvolta, i classici sintomi della distimia si scatenano o si acuiscono in particolari situazioni. Sarebbe opportuno che il malato analizzasse cosa avviene in tali circostanze, ricercando una possibile causa scatenante, da riferire poi al proprio psicoterapeuta.
    Attenzione: tutto ciò è possibile solo se il paziente conosce le caratteristiche della sua malattia e i modi per dominarla.
  • Mantenersi attivi. Fare attività fisica, come camminare, nuotare, correre, giardinaggio ecc, aiuta ad alleviare i sintomi della distimia e le sue complicazioni (ansia, tendenze suicide, visione pessimistica della vita ecc).
  • Evitare l'uso di droghe e alcol. Alcolici e droghe favoriscono la comparsa della depressione e di disturbi analoghi come la distimia. Ecco per quale motivo è bene non farsi tentare dall'uso e dall'abuso di tali sostanze.

ALTRI CONSIGLI UTILI

I distimici (così come i depressi) devono evitare di isolarsi; l'isolamento sociale, infatti, è una situazione fortemente pericolosa. Inoltre, dovrebbero evitare di prendere decisioni importanti quando si sentono giù di morale, perché potrebbero commettere delle azioni insensate.
Inoltre, è bene che si iscrivano a un gruppo di supporto per malati (o ex malati) di distimia e che pianifichino la loro giornata, così da tenersi occupati in varie attività.


Riepilogo dei consigli che possono venir utili a un malato di distimia.

  • Iscriversi a un gruppo di supporto per distimici o ex distimici, in maniera tale da condividere i propri pensieri più intimi. Essere circondati da persone con problemi simili aiuta ad "aprirsi".
  • Pianificare la giornata con varie attività. Evitare i "momenti morti".
  • Non prendere decisioni importanti nei momenti in cui ci si sente giù di morale.
  • Stabilire degli obiettivi, in maniera da avere delle motivazioni.
  • Tenere un diario dove appuntare i propri sentimenti.
  • Mangiare sano.
  • Non isolarsi, ma partecipare a varie attività sociali con amici e persone care.

Prevenzione

Quando si ignorano le cause precise di un disturbo, è difficile prevenirlo.

I motivi precisi che provocano la distimia sono poco chiari, pertanto è purtroppo impossibile fare una vera e propria prevenzione.



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Ultima modifica dell'articolo: 26/04/2016