Dislessia

Generalità

La dislessia è un disturbo specifico dell'apprendimento, che determina severe difficoltà di lettura e, a seconda dei casi, problemi nella scrittura e nella pronuncia e scansione delle parole.
DislessiaLe cause scatenanti la dislessia sono poco chiare. Secondo alcune teorie, potrebbero incidere la genetica o alcune anomalie di sviluppo cerebrale.
Ogni paziente dislessico rappresenta un caso a sé stante, in quanto le sue problematiche possono variare notevolmente da quelle di un altro individuo affetto da dislessia.
In genere, l'età scolare è il momento migliore per la diagnosi. Tuttavia, alcune pazienti mostrano chiari segni di dislessia già prima di iniziare le scuole.
Oggi, esistono diverse strategie di supporto in grado di aiutare i dislessici. I risultati di tali metodiche di supporto possono essere anche molto soddisfacenti; tuttavia, è bene ricordare che la dislessia è una disabilità permanente.

Cos'è la dislessia?

La dislessia è un disturbo specifico dell'apprendimento, che causa, nella persona che ne è affetta, gravi difficoltà di lettura e, talvolta, problemi nella scrittura e nella pronuncia delle parole.

COSA NON È?

È opinione diffusa che chi ha la dislessia sia un soggetto dotato di scarsa intelligenza o particolarmente pigro.
Questa idea è del tutto infondata e inesatta: la dislessia, infatti,  non è un segno di ridotta capacità intellettiva e nem meno di pigrizia.

Gli individui dislessici hanno un'intelligenza nella media e hanno le stesse probabilità di successo, in ambito scolastico/lavorativo, delle persone non dislessiche.


Curiosità
Il grande regista cinematografico Steven Spielberg e la nota attrice Whoopi Goldeberg soffrono di dislessia.
Questo conferma quanto detto poc'anzi: la dislessia non ha nulla a che vedere con l'intelligenza di una persona e con la sua propensione al lavoro.

È UNA CONDIZIONE PERMANENTE?

La dislessia è una condizione permanente.
Nonostante ciò, grazie anche ai moderni metodi di supporto, le persone dislessiche riescono comunque a condurre una vita normale.

DISTURBI DELL'APPRENDIMENTO

I disturbi specifici dell'apprendimento sono disabilità che, in chi ne è portatore, sono motivo di evidenti problematiche nella lettura, nella scrittura e nel calcolo.
Tra i disturbi dell'apprendimento, oltre alla dislessia, rientrano la disortografia, la disgrafia e la discalculia.

EPIDEMIOLOGIA

L'esatta incidenza della dislessia è ignota.
Alcune stime affermano che le persone con questo disturbo dell'apprendimento siano tra il 5 e il 17% della popolazione generale.
Secondo fonti anglosassoni, nel Regno Unito, ci sarebbe un soggetto con dislessia ogni 10-20 individui.  

Cause

I ricercatori devono ancora individuare le precise cause di dislessia.
Secondo alcune teorie, la comparsa del suddetto disturbo dell'apprendimento sarebbe legato a una certa predisposizione genetica o ad alcune anomalie anatomiche del cervello.

TEORIA DELLA PREDISPOSIZONE GENETICA

È un dato di fatto che molte persone con dislessia hanno parenti con lo stesso disturbo.
Tutto ciò ha indotto i medici e gli esperti in materia a investigare su una possibile correlazione genetica tra dislessia e genetica.
Al momento attuale, le ricerche hanno rilevato che:

  • Esistono numerosi geni associati alle capacità di lettura e linguaggio.
    I sostenitori della teoria della predisposizione genetica ritengono che l'errata espressione di questi geni pregiudichi le capacità correlate e sia un possibile fattore scatenante la dislessia.
  • Il 49% dei genitori con un figlio dislessico ha un problema analogo.

TEORIA DELLE ANOMALIE ANATOMICHE DEL CERVELLO

Svariate ricerche, che però meritano un approfondimento, hanno messo in evidenza come alcuni individui con dislessia presentino un'anatomia cerebrale leggermente diversa, rispetto alle persone sane.
Scendendo maggiormente nei dettagli, secondo i sopraccitati studi, le anomalie cerebrali dei dislessici avrebbero sede a livello dei due lobi temporali: diversamente dal normale, queste due regioni cerebrali – che sono deputate al controllo delle capacità di linguaggio – possiederebbero una dimensione analoga (N.B: di norma, il lobo temporale dell'emisfero cerebrale sinistro è più grande del lobo temporale dell'emisfero cerebrale destro).

Sintomi, segni e complicazioni

Per approfondire: Sintomi Dislessia


Ogni individuo con dislessia rappresenta un caso a sé stante. La dislessia, infatti, può indurre, in alcuni soggetti, sintomi e segni che, in altri individui, non provoca (o provoca in misura decisamente minore).
Le difficoltà di lettura – riferite sia all'atto di leggere sia alla comprensione del testo letto – rappresentano le manifestazioni principali e più caratteristiche.
Tuttavia, è bene sottolineare che i dislessici possono riscontrare problemi nello scandire le parole, nello scrivere, nello strutturare un discorso lineare durante una conversazione, nell'utilizzare le parole giuste, nel capire il tono sarcastico o scherzoso di certe affermazioni ecc.
In genere, un individuo affetto da dislessia mostra i primi sintomi e segni del disturbo quando comincia a frequentare le scuole elementari, quindi in età scolare.
In realtà, potrebbe esibire qualche segnale sospetto anche prima di questa fase della vita, ma, per chi vive con lui, non è sempre così semplice rendersene conto.

PERCHÉ ALTERA LA COMPRENSIONE DELLA LETTURA?

I soggetti dislessici riscontrano problemi nel comprendere ciò che leggono, in quanto la dislessia altera svariate capacità, tra cui:

  • La capacità di connettere le lettere dell'alfabeto a un suono ben preciso. Questa capacità è alla base della lettura. L'essere umano la apprende nel momento in cui impara l'alfabeto della propria lingua madre.
  • La capacità di decodifica di un testo. Per decodificare un testo, è essenziale riuscire a dare un senso alle parole che il suddetto testo presenta. Se manca questa capacità, capire il senso di un insieme di parole (anche una frase molto semplice) può risultare assai complesso.
  • La capacità di riconoscere le parole alla vista, con un veloce colpo d'occhio. Questa capacità riguarda i termini familiari, che un individuo ha già incontrato in altri testi.
    Faticando a leggere le singole parole, gli individui dislessici non riescono a crearsi una vocabolario di termini familiari, riconoscibili con una rapida occhiata.  
  • La scorrevolezza della lettura. Leggere in maniera fluente dipende dalle precedenti capacità.
    La scorrevolezza della lettura è un elemento cardine per comprendere appieno il significato del testo scritto.

SINTOMATOLOGIA NELL'ETÀ PRESCOLARE

Nei soggetti di età prescolare, i sintomi e i segni della dislessia consistono in:

  • Ridotta capacità di riconoscimento e apprendimento delle lettere dell'alfabeto
  • Difficoltà legate all'apprendimento e all'utilizzo di nuove parole, quindi un vocabolario ridotto
  • Difficoltà di pronuncia, specie per quanto concerne le parole più lunghe
  • Ritardato sviluppo del linguaggio, rispetto ai coetanei sani
  • Difficoltà con le frasi in rima
  • Problemi connessi all'utilizzo delle parole corrette

SINTOMATOLOGIA NELL'ETÀ SCOLARE

Come affermato, i sintomi e i segni della dislessia si palesano, in maniera inequivocabile, quando l'individuo affetto dal suddetto disturbo dell'apprendimento comincia a frequentare la scuola elementare.
In età scolare, le manifestazioni sintomatologiche più comuni sono:

  • Le difficoltà nel leggere e nello scandire le parole (il cosiddetto “spelling”)
  • Confondere l'ordine delle lettere, durante la lettura o la scrittura
  • Utilizzare con difficoltà la giusta grammatica
  • L'incapacità o la ridotta capacità di apprendere i nomi e i suoni delle lettere dell'alfabeto
  • Le difficoltà nell'impugnare correttamente la matita o la penna
  • La lentezza nella lettura e/o nella scrittura
  • L'incapacità di riportare su carta risposte a domande, a cui il paziente aveva precedentemente risposto oralmente, senza alcun problema.
  • Le difficoltà nell'imparare parole non familiari, cioè mai incontrate prima di allora
  • L'estrema difficoltà nel seguire una serie di indicazioni scritte
  • Avere l'impressione che le parole scritte siano in movimento o siano offuscate
  • L'estrema difficoltà nel riassumere una storia
  • La capacità ridotta di imparare parole straniere
  • L'incapacità di riconoscere il frasi scherzose o sarcastiche
  • Trovare difficoltoso l'apprendimento di elementi in sequenza, quali i giorni della settimana, le lettere dell'alfabeto, i mesi dell'anno ecc

SINTOMATOLOGIA NELL'ETÀ ADOLESCENZIALE E ADULTA

In età adolescenziale e adulta, i dislessici continuano a manifestare i sintomi dell'età scolare sopramenzionati e, in loro aggiunta, esibiscono:

  • Difficoltà nel prendere appunti o nella copiatura un testo scritto
  • Difficoltà nel pianificare la stesura di un tema, una lettera, una relazione ecc
  • Difficoltà nel ricordare i codici PIN, i numeri di telefono e simili
  • Difficoltà nel rispettare le scadenze

In questa fase della vita, l'individuo con dislessia prende coscienza delle proprie difficoltà e tende ad assumere particolari comportamenti, per paura che le altre persone notino le sue problematiche.
Per esempio, evita di leggere in pubblico, quando possibile, o di dover scrivere qualcosa che può riferire a voce.

ASSOCIAZIONI PARTICOLARI

Per motivi ancora sconosciuti, la dislessia è spesso associata a: discalculia, disgrafia, scarsa capacità di memoria a breve termine,deficit di attenzione e iperattività(ADHD), scarsa capacità di organizzazione del tempo a disposizione e problemi di coordinazione fisica (nota anche come disprassia).
Al momento attuale, medici ed esperti in materia di dislessia stanno cercando di capire se sussista un legame tra quest'ultima e la comparsa delle suddette problematiche associate.

Diagnosi

In genere, l'iter diagnostico per l'individuazione della dislessia coinvolge un team di professionisti (tra cui medici, psicologi ed esperti in disturbi dell'apprendimento) e prevede almeno tre tappe (o step) obbligate:

  • Prima tappa o step 1. Consiste in un esame obiettivo, finalizzato alla valutazione delle condizioni di salute dell'individuo sospettato di soffrire di dislessia.
    Ai fini diagnostici, sono particolarmente significativi i test visivi e acustici. Infatti, una delle prime cose che il medico deve chiarire è se l'esaminato deve le sue difficoltà di lettura, scrittura e via dicendo a un qualche problema di vista o uditivo.
    Se vista e udito sono normali, le probabilità che si tratti di dislessia o di un altro disturbo specifico dell'apprendimento aumentano.
    Poiché, di solito, i soggetti esaminati sono di giovane età, è frequente che il medico, nell'eseguire l'esame obiettivo, si avvalga anche dell'aiuto dei genitori.
  • Seconda tappa o step 2. Consiste nella consultazione di uno specialista in disturbi dell'apprendimento. Lo specialista provvede a sottoporre il sospetto caso di dislessia ad alcune specifiche prove, per capire quali sono le capacità con problemi. In altre parole, valuta tutte le difficoltà dell'esaminato, facendogli leggere un testo, chiedendogli di scandire le parole e scrivere un testo ecc.
    Dall'esito di queste prove dipende gran parte della diagnosi definitiva.
    Quando la consultazione riguarda un soggetto di giovane età (maggior parte dei casi), è altamente probabile che lo specialistica presenti, ai genitori, un questionario per la valutazione dei punti di forza e le lacune del figlio. Questo questionario serve a un confronto tra quanto rilevato dallo specialista, nel corso del suo esame, e quanto osservato dai genitori, prima di sottoporre il figlio a test più approfonditi.
  • Terza tappa o step 3. Consiste nella valutazione finale di tutto ciò che i test precedenti hanno riportato. In questa fase, medici e specialisti collaborano e si scambiano opinioni. Inoltre assegnano, all'esaminato, un giudizio relativo alle sue capacità e stabiliscono il programma di supporto più indicato alle problematiche in atto.
Prove a cui lo specialista sottopone l'esaminato, durante lo step 2:
  • Test di valutazione delle abilità di lettura e scrittura
  • Valutazione dei vocaboli conosciuti e il grado di sviluppo delle proprietà di linguaggio
  • Valutazione della memoria
  • Valutazione del ragionamento logico
  • Stima della velocità di assimilazione delle informazioni visive e sonore
  • Valutazione dei metodi di apprendimento

ETÀ DI DIAGNOSI

Per i disturbi specifici dell'apprendimento, i medici hanno stabilito un'età minima per la diagnosi. Questa età rappresenta una sorta di limite, prima del quale ogni conclusione potrebbe risultare inesatta a causa di una serie di fattori, tra cui per esempio un ritardo non patologico dello sviluppo da parte dell'esaminato ecc.
Nel caso della dislessia, l'età minima per la diagnosi è 8 anni, ossia al termine della seconda elementare.

DIAGNOSI NEGLI ADULTI

Gli adulti che credono di soffrire di una forma di dislessia mai diagnosticata possono sottoporsi a dei test specifici, che aiutano a chiarire definitivamente la situazione.
Per sapere come sottoporsi a questi test, devono rivolgersi al proprio medico curante.

Strategie di supporto

Prima di analizzare le strategie di supporto, è doveroso rimarcare alcuni importanti concetti.
La dislessia, analogamente agli altri disturbi specifici dell'apprendimento, è una disabilità permanente e non una malattia. Pertanto, parlare di terapie o di tecniche di trattamento è inesatto e potrebbe indurre qualche lettore a ritenere possibile il raggiungimento della guarigione.
Detto in altre parole e per chiarire meglio quanto appena affermato, un dislessico non potrà mai acquisire le capacità di lettura di una persona sana.

STRATEGIE DI SUPPORTO
Oggi, gli individui con dislessia possono contare su diversi metodi di supporto, il cui obiettivo finale è: permettere lo studio e l'apprendimento indipendentemente dalle difficoltà di lettura, scrittura ecc.
Messi a punto da medici e specialisti, questi metodi di supporto sono, di fatto, strategie per la compensazione dei vari deficit presenti.
In termini pratici, le strategie di supporto per dislessici consistono nei cosiddetti interventi educativi e nell'utilizzo di strumenti tecnologici più o meno avanzati, che prendono il nome di strumenti compensativi (“compensativi” perché compensano le lacune del paziente).

INTERVENTI EDUCATIVI

Gli interventi educativi sono programmi d'insegnamento, finalizzati al miglioramento di svariate capacità, tra cui:

  • La capacità di connettere ciascuna lettera dell'alfabeto a un suono ben specifico.
  • La capacità di leggere.
  • La capacità di comprendere ciò che riporta un testo scritto.   
  • La capacità di far proprie le parole incontrate durante la lettura, in modo tale da creare un vocabolario di termini familiari.

A occuparsi dei cosiddetti interventi educativi, sono insegnanti con una preparazione specifica in materia di disturbi specifici dell'apprendimento.


Gli insegnanti che si occupano degli interventi educativi lavorano, in genere, con un paziente per volta  (lezioni individuali o lezioni one-to-one) o con un gruppo ristretto di pazienti.
Il motivo di ciò è molto semplice e si connette a un concetto espresso nel capitolo dedicato ai sintomi: ogni individuo dislessico rappresenta un caso a sé stante e merita uno specifico supporto (che su un altro soggetto potrebbe risultare poco efficace).

STRUMENTI COMPENSATIVI

Dislessia TrattamentoGli strumenti compensativi consistono, principalmente, in software/dispositivi per PC, che sfruttano le tecniche di sintesi vocale, l'idea di mappa concettuale e la tecnologia dei libri digitali e delle lavagne interattive multimediali.
Per dare un'idea di quale sia il loro scopo, gli esperti in materia di dislessia tendono a definirli “come gli occhiali per una persona miope”.
In Italia, l'utilizzo degli strumenti compensativi, come supporto per le persone con dislessia, è previsto anche per legge (per la precisione, la legge 170/2010).


Nota importante!
Qualcuno potrebbe pensare che gli strumenti compensativi facilitino il percorso scolastico dei soggetti con dislessia, rendendo meno oneroso il carico di studi.
Tuttavia, è bene precisare che non è affatto così: in ambito scolastico, gli strumenti compensativi non rappresentano né una facilitazione né un vantaggio, pertanto è superflua ogni critica al loro utilizzo.

SUPPORTO IN CASO DI PAZIENTI ADULTI

Per i pazienti adulti, le strategie di supporto sono, in larga parte, le stesse previste per i soggetti dislessici di giovane età

Prognosi

A qualche lettore può sembrare strano parlare della possibilità di una prognosi positiva, per una disabilità permanente come la dislessia.
Tuttavia, è un dato di fatto che prima ha inizio il percorso di supporto sopraccitato, maggiori sono le speranze di ridurre le problematiche e le incapacità provocate dalla dislessia.



Ultima modifica dell'articolo: 26/05/2016