Disgrafia

Generalità

La disgrafia è un disturbo specifico dell'apprendimento che, nel soggetto portatore, determina numerose problematiche nella scrittura di lettere e numeri.
Sono problematiche tipiche di chi soffre di disgrafia: la difficoltà nel tenere in mano una penna o una matita, l'incapacità a rispettare le linee presenti nei quaderni, la tendenza a commettere errori di ortografia ecc.
DisgrafiaCome gli altri disturbi specifici dell'apprendimento (dislessia, discalculia ecc), anche la disgrafia è una disabilità innata e permanente, che emerge in genere poco prima o subito dopo l'inizio delle scuole elementari.
Con molta probabilità, l'insorgenza della disgrafia è legata a un deficit della cosiddetta memoria di lavoro.
Oggi, chi soffre di disgrafia può contare su un programma di supporto per il potenziamento specifico delle capacità di scrittura.

Cos'è la disgrafia?

La disgrafia è un disturbo specifico dell'apprendimento, che, nella persona portatrice, determina  difficoltà nella scrittura e nella riproduzione grafica dei caratteri alfanumerici.
Il disgrafico - ossia chi soffre di disgrafia - ha problemi nel tenere in mano una penna o una matita, non riesce ad allineare le lettere di una parola o di una frase, scrive in maniera assai disordinata, commette numerosi errori di ortografia e, infine, è incapace di riportare i propri pensieri in un linguaggio scritto chiaro e organizzato.
In genere, la disgrafia è un problema che emerge in giovane età - o poco prima degli anni della scuola o ai primi anni della scuola - e che si mantiene per tutta la vita.

ORIGINE DEL NOME

La parola “disgrafia” deriva dal greco ed è, per la precisione, il risultato dell'unione del prefisso peggiorativo “dis” (δυσ) con la parola “grafia” (γραϕία), che significa “scrittura”.
Letteralmente, disgrafia significa “cattiva scrittura”.

È UN DISTURBO INNATO?

Medici ed esperti ritengono che la disgrafia sia una condizione innata.
In altre parole, l'individuo con disgrafia nascerebbe con una scarsa propensione all'espressione scritta.

DEFINIZIONE SECONDO IL MANUALE DIAGNOSTICO E STATISTICO DEI DISTURBI MENTALI

Premessa: il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (abbreviato in DSM) è una raccolta di tutte le caratteristiche peculiari delle malattie psichiche e mentali conosciute, comprensiva dei rispettivi criteri richiesti per la diagnosi.
I medici e gli psicologi che hanno redatto l'ultima edizione (la V) del DSM hanno ritenuto che fosse più corretto identificare la disgrafia con una dicitura diversa, ossia: disturbo dell'espressione scritta.
Chi volesse quindi consultare il suddetto testo, per capire nei dettagli la disgrafia, deve tenere conto di questo cambiamento di denominazione.

È SINONIMO DI AGRAFIA?

La disgrafia e l'agrafia sono due problematiche leggermente differenti, pertanto chi usa i due termini indistintamente commette un errore.
L'agrafia è un disturbo acquisito, caratterizzato dalla perdita completa dell'abilità di scrittura e risultante da un infortunio cerebrale, un episodio di ictus o una malattia neurologica progressiva.

EPIDEMIOLOGIA

L'esatta incidenza della disgrafia nella popolazione generale è ignota.
Tuttavia, in base ai risultati delle indagini più recenti, questo particolare disturbo dell'apprendimento, che condiziona l'espressione scritta, sarebbe più comune di quanto non si creda.
Per motivi ancora sconosciuti, la disgrafia è un problema riscontrato con una frequenza superiore al normale nei soggetti con: dislessia, ADHD (ossia sindrome da deficit di attenzione e iperattività) o disprassia.

DISTURBI DELL'APPRENDIMENTO: COSA SONO?

I disturbi specifici dell'apprendimento sono disabilità (non malattie!) che, in chi ne è portatore, sono motivo di evidenti problematiche nella lettura, nella scrittura e nel calcolo.
Tra i disturbi dell'apprendimento, oltre alla disgrafia, rientrano la già nominata dislessia, la discalculia e la disortografia.

Classificazione

Medici ed esperti in disturbi specifici dell'apprendimento ritengono che esistano tre sottotipi diversi di disgrafia: la disgrafia dislessica, la disgrafia motoria e la disgrafia spaziale.


Caratteristiche principali della disgrafia dislessica:
  • la scrittura spontanea di testi è illeggibile, in particolare se il testo è complesso;
  • la capacità di scrivere testi dettati oralmente è assai scarsa;
  • il disegno e la copia di testi scritti sono relativamente normali;
  • la velocità dei movimenti motori fini (motricità fine) è nella norma.

Caratteristiche principali della disgrafia motoria:

  • lo scritto spontaneo e la copia di testi non sono leggibili;
  • la capacità di scrivere sotto dettatura può essere normale;
  • il disegno è alquanto problematico;
  • i movimenti motori fini sono difficili.

Caratteristiche principali della disgrafia spaziale:

  • la calligrafia è illeggibile in tutti gli scritti (spontanei e copiati);
  • lo spelling orale è normale;
  • il disegno è molto problematico.

Cause

Le precise cause di disgrafia rimangono, per ora, un mistero.
Secondo gli studi più attendibili, giocherebbe un ruolo fondamentale un deficit della cosiddetta memoria di lavoro, deficit per colpa del quale un individuo sarebbe incapace di ricordare e fare propria la sequenza di movimenti necessari alla scrittura di lettere e numeri.
In parole più semplici, gli esperti ritengono che i soggetti disgrafici manchino di quella capacità cerebrale che consente di memorizzare i movimenti per la scrittura, in maniera tale da riprodurli senza problemi, in automatico.
Recentemente, alcune ricerche hanno portato alla luce una possibile correlazione tra la disgrafia e un'alterazione genetica (mutazione) a carico del cromosoma 6. Questa scoperta presenta ancora diversi punti di domanda, che meritano un doveroso approfondimento.

Sintomi, segni e complicazioni

Vedi anche: Sintomi Disgrafia


La disgrafia causa una serie di sintomi e segni, che, per comodità di consultazione, gli esperti raggruppano in 6 categorie:

  • Categoria 1: difficoltà visuo-spaziali. Tale categoria comprende:
    • La difficoltà a riconoscere la forma dei caratteri alfanumerici simili e a decifrare la spaziatura fra le lettere.
    • La difficoltà a organizzare e pianificare sulla pagina le parole da sinistra a destra.
    • La tendenza a scrivere lettere in ogni direzione.
    • La tendenza a non separare le varie parole. Quindi, sulla pagina, c'è di fatto una sequenza di lettere lunghissima.
    • La difficoltà a rispettare le linee di scrittura presenti sulle pagine o a restare entro i margini.
    • La difficoltà a leggere/decifrare mappe o disegni.
    • La difficoltà a riprodurre certe forme.
    • Una lentezza evidente nel ricopiare un testo scritto.
  • Categoria 2: difficoltà legate alla motricità fine. In tale categoria, rientrano:
    • La difficoltà nel tenere in mano correttamente una matita o una penna, nell'usare in modo adeguato le posate (in particolare il coltello), nell'allacciarsi le scarpe, nello scrivere un SMS e/o nel digitare i pulsanti della tastiera.
    • La difficoltà nell'usare adeguatamente le forbici.
    • L'incapacità di colorare una figura, senza uscire dai margini.
    • La tendenza a tenere mano, polso e/o braccio in una posizione scomoda, durante la scrittura. Questo può comportare l'insorgenza di crampi alle aree anatomiche sopraccitate.
  • Categoria 3: problemi legati all'elaborazione del linguaggio. Tale categoria comprende:
    • La difficoltà a riportare per iscritto idee e pensieri.
    • La difficoltà a capire le regole di un gioco.
    • La difficoltà a seguire le istruzioni impartite.
    • La tendenza a perdere il filo del pensiero.
  • Categoria 4: problemi di ortografia e scrittura a mano. Questa categoria include:
    • La difficoltà nel capire e appropriarsi delle regole di ortografia.
    • La difficoltà nell'individuare le parole errate.
    • La tendenza a commettere errori di ortografia, a dispetto di un linguaggio orale corretto.
    • La tendenza a eseguire scorrettamente e in tanti modi diversi lo spelling delle parole.
    • La tendenza a eseguire in maniera scorretta il controllo ortografico.
    • La tendenza a mescolare le lettere maiuscole con quelle minuscole.
    • La tendenza a mescolare il carattere corsivo con il carattere stampatello.
    • La difficoltà nel leggere la propria scrittura.
    • La preferenza per non scrivere, allo scopo di evitare imbarazzi.
    • La tendenza a cancellare le parole scritte.
    • La tendenza a stancarsi facilmente durante la scrittura di un testo anche molto breve.
  • Categoria 5: problemi di grammatica. Tale categoria comprende:
    • Difficoltà nell'usare correttamente la punteggiatura.
    • La tendenza a inserire virgole anche dove non necessario (overuso di virgole).
    • La difficoltà a usare il giusto tempo verbale.
    • La tendenza a non usare la lettera maiuscola a inizio di frase e dopo un punto.
    • La difficoltà a scrivere frasi di senso compiuto e la preferenza per la scrittura in formato di elenco.
  • Categoria 6: problemi legati all'organizzazione del linguaggio scritto. Questa categoria include:
    • La difficoltà a raccontare una storia da principio.
    • Durante il racconto di una storia, la tendenza a tralasciare fatti o nozioni importanti e a raccontare, invece, eventi superflui.
    • La tendenza a non esplicitare il tema di discussione, con l'idea che gli altri lo intuiscano da certi riferimenti.
    • La tendenza a descrivere fatti, avvenimenti o circostanze in maniera molto vaga.
    • La tendenza a scrivere frasi confuse.
    • La tendenza a non “arrivare mai al punto” della situazione o la tendenza ad arrivarci ripetutamente, ribadendo il concetto finale.
    • La tendenza a esprimere meglio le proprie idee e i propri pensieri attraverso il linguaggio orale. Bambino con disgrafia

QUANDO COMPAIONO LE PRIME MANIFESTAZIONI?

In genere, un individuo affetto da disgrafia manifesta i primi problemi della disabilità quando comincia a scrivere, quindi verso l'età dell'asilo o delle scuole elementari.

  • In età prescolare, i pazienti mostrano una certa riluttanza a scrivere e disegnare. Inoltre, rispetto ai coetanei, non amano per niente disegnare.
  • In età da scuola elementare, i pazienti tendono a: scrivere in maniera illeggibile; mescolare il carattere corsivo con quello stampatello; non mantenersi sulle linee di scrittura dei quaderni; scrivere variando continuamente la grandezza delle lettere; leggere a voce alta durante la scrittura; infine, riscontrare numerose difficoltà nell'esprimersi con il linguaggio scritto.
  • In età adolescenziale, i pazienti scrivono soltanto frasi semplici, in quanto le frasi con subordinate risultano problematiche. Inoltre, commettono numerosi errori grammaticali, molto più di quelli commessi da un pari età.

CONSEGUENZE SULLA SFERA PSICO-EMOTIVA

Soffrire di disgrafia può avere svariate conseguenze anche sulla sfera psico-emotiva.
Infatti, le persone portatrici di tale disabilità sono consapevoli delle proprie difficoltà e, sentendosi “diverse” dai propri coetanei, tendono a isolarsi socialmente e a sviluppare bassa autostima, bassa autoefficacia, senso d'inferiorità, attacchi d'ansia, frustrazione (perché, nonostante gli sforzi, non ottengono i risultati sperati) e depressione (nei casi più gravi).

COME LA DISGRAFIA INFLUENZA LO SVILUPPO DI UN BAMBINO

L'impatto della disgrafia sullo sviluppo di un bambino può essere notevole.
Tale disabilità, infatti, può condizionare:

  • La crescita accademica. Per effetto delle ridotte capacità di scrittura, i giovani con disgrafia sono particolarmente lenti nel lavoro scolastico: non riescono a rispettare i tempi di consegna dei compiti in classe, impiegano molto a eseguire i compiti per casa, non riescono a prendere appunti ecc.
  • Le competenze e le abilità richieste nella quotidianità. Spesso, i bambini con disgrafia hanno problematiche motorie, che impediscono loro di compiere gesti quotidiani molto semplici come: abbottonarsi una giacca o una camicia, compilare un banale elenco di cose ecc.
  • La sfera socio-emotiva. Come accennato, la disgrafia è causa di isolamento sociale, bassa autostima, senso d'inferiorità, frustrazione ecc.

DISGRAFIA NON SIGNIFICA MANCANZA D'INTELLETTO

Contrariamente a ciò che molti credono, la disgrafia non è espressione di una ridotta capacità intellettiva e nemmeno di pigrizia.
Gli individui con disgrafia, infatti, sono soggetti con un'intelligenza nella media, che possono riscuotere, in ambito scolastico e lavorativo,  lo stesso successo di una persona non affetta da alcun disturbo specifico dell'apprendimento.

CONDIZIONI ASSOCIATE ALLA DISGRAFIA

Per motivi ancora sconosciuti, la discalculia è associata a: dislessia, sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), disprassia o disturbi specifici del linguaggio.
Al momento attuale, medici ed esperti in materia di disgrafia stanno cercando di capire se sussista un legame tra quest'ultima e la comparsa delle suddette problematiche associate.

Diagnosi

In genere, l'iter diagnostico per l'individuazione della disgrafia coinvolge un team di professionisti (tra cui medici, logopedisti, psichiatri, psicologi ed esperti in disturbi dell'apprendimento) e prevede una serie di test di valutazione che misurano:

  • Le capacità di espressione scritta.
  • La motricità fine.
  • L'impatto della disgrafia sulla crescita accademica e sulla sfera socio-emotiva.

IN CHE COSA CONSISTONO I TEST DI VALUTAZIONE?

I test valutativi che servono alla diagnosi di disgrafia comprendono:

  • Prove di scrittura e di copiatura di un testo.
  • L'osservazione della postura e della posizione, assunte dal paziente mentre scrive.
  • L'osservazione di come il paziente impugna la penna o la matita.
  • L'osservazione di quanto stancante è per il paziente cimentarsi in esercizi di scrittura (crampi alla mani, dolori alle braccia ecc).
  • L'osservazione della velocità di scrittura.
  • L'osservazione di quanto il paziente risenta scolasticamente della sua disabilità.
  • L'osservazione di quanto il paziente risenta emotivamente e socialmente  della sua disabilità.

TIPICA ETÀ DI DIAGNOSI

Nella maggior parte dei casi, la disgrafia emerge in maniera palese attorno agli anni della terza elementare (9 anni). Pertanto, in genere, la diagnosi avviene a quest'età.

Strumenti di supporto

Premessa: la disgrafia, analogamente agli altri disturbi specifici dell'apprendimento, è una disabilità permanente e non una malattia. Pertanto, parlare di terapie o di tecniche di trattamento è inesatto e potrebbe indurre qualche lettore a ritenere possibile il raggiungimento della guarigione.
Detto altrimenti, un individuo con disgrafia non potrà mai acquisire le capacità di scrittura di una persona sana.

Oggi, gli individui con disgrafia possono contare su un programma di supporto dal duplice obiettivo: il potenziamento della capacità di scrittura e il recupero, per quanto possibile, dei cosiddetti automatismi di base (ossia coordinazione vista-movimento, organizzazione spazio-temporale, rilassamento muscolare, equilibrio ecc).
Dal punto di vista pratico, il programma di supporto previsto in caso di disgrafia comprende: esercizi per il miglioramento degli automatismi di base e l'utilizzo dei cosiddetti strumenti e metodi compensativi (“compensativi” perché compensano le lacune del paziente).

MIGLIORAMENTO DEGLI AUTOMATISMI DI BASE

Il miglioramento degli automatismi di base include esercizi mirati al rafforzamento della coordinazione occhio-mano, della forza muscolare, della destrezza nel tenere in mano oggetti come penne o matite, dell'equilibrio, dell'organizzazione spazio-temporale ecc.
Il compito di sottoporre il paziente a tali esercizi spetta a terapisti specializzati nel campo dei disturbi specifici dell'apprendimento.

STRUMENTI E METODI COMPENSATIVI

Gli strumenti e i metodi compensativi previsti in caso di disgrafia comprendono: strumenti elettronici per la scrittura, quaderni speciali e modificazioni del carico di lavoro scolastico.
Gli strumenti elettronici per la scrittura rendono più facile l'esecuzione dei compiti in classe e la raccolta degli appunti durante le lezioni.
I quaderni speciali sono quaderni che possiedono spazi di scrittura delimitati da righe colorate (in genere di blu o di giallo), in maniera tale da facilitare l'organizzazione spaziale di un testo scritto sulle pagine bianche. Tra i quaderni speciali, i più utilizzati sono i cosiddetti quaderni Erickson.
Infine, le modificazioni del carico di lavoro scolastico consistono, sostanzialmente, nella concessione di poter scrivere testi più corti e rispondere a meno domande, durante le esercitazioni in classe.
Per descrivere con un paragone gli strumenti e i metodi compensativi (e il loro scopo), gli esperti in materia di disgrafia e altri disturbi specifici dell'apprendimento tendono a definirli “come gli occhiali per una persona miope”.
In Italia, l'utilizzo degli strumenti compensativi, come supporto per le persone con disgrafia, è previsto anche per legge (per la precisione, la legge 170/2010).


Nota importante!
Qualcuno potrebbe pensare che gli strumenti compensativi facilitino il percorso scolastico dei soggetti con disgrafia, rendendo meno oneroso il carico di studi.
Tuttavia, è bene precisare che non è affatto così: in ambito scolastico, gli strumenti compensativi non rappresentano né una facilitazione né un vantaggio, pertanto è superflua ogni critica al loro utilizzo.

CONSIGLI PER I GENITORI

L'apporto che i genitori possono fornire al potenziamento delle abilità di scrittura del figlio con disgrafia è fondamentale.
In linea generale, gli esperti consigliano ai padri e alle madri di figli disgrafici di:

  • Osservare e prendere nota di quali sono le difficoltà di scrittura del proprio caro. Ogni paziente con disgrafia rappresenta un caso a sé stante e, per i terapeuti, il sapere quali sono le precise difficoltà del paziente rende più facile la pianificazione del programma di supporto.
  • Abituare il proprio caro a praticare alcuni semplici esercizi di riscaldamento. Lo scopo di tali esercizi è ridurre lo stress e l'ansia che la scrittura può indurre ai danni di un soggetto disgrafico.
  • Far eseguire al proprio caro dei giochi, finalizzati al rafforzamento delle abilità motorie. Tramite questi giochi, il paziente rafforza i muscoli della mano e aumenta le capacità coordinazione vista-movimento (o visuo-motoria).

Prognosi

Per una disabilità permanente come la disgrafia, discutere di prognosi positiva può risultare poco appropriato.
Tuttavia, è doveroso segnalare come il percorso di potenziamento delle capacità di scrittura di lettere e numeri sia tanto più efficace, quanto prima ha inizio.
In altre parole, un paziente con disgrafia che si affida precocemente alle strategie di supporto trae, da queste, più benefici, rispetto a un paziente con disgrafia che ritarda l'inizio del potenziamento.



Ultima modifica dell'articolo: 20/04/2016