Discalculia

Generalità

La discalculia è un disturbo specifico dell'apprendimento, che, nel soggetto portatore, determina un'evidente mancanza di senso per i numeri.
Come gli altri disturbi specifici dell'apprendimento (dislessia, disgrafia ecc), anche la discalculia è una disabilità innata e permanente, che emerge in genere poco prima o subito dopo l'inizio delle scuole elementari.
DiscalculiaLe precise cause di discalculia sono ancora ignote. Secondo gli esperti, parteciperebbero all'insorgenza della disabilità sia fattori genetici che fattori ambientali.
Il percorso di diagnosi è alquanto complesso e richiede l'intervento di un team di specialisti.
Oggi, chi soffre di discalculia può contare su un programma di supporto per il potenziamento specifico delle capacità matematiche e aritmetiche.

Cos'è la discalculia?

La discalculia è un disturbo specifico dell'apprendimento, che, nella persona portatrice, causa difficoltà nel comprendere i concetti matematici e aritmetici e nell'imparare la manipolazione e lo scopo dei numeri.
Gli esperti tendono a definire la discalculia come “la mancanza del senso per i numeri”.
In genere, la discalculia è un problema che emerge in giovane età - o poco prima degli anni della scuola o ai primi anni della scuola - e che si mantiene per tutta la vita.
A dispetto dell'opinione comune, i soggetti con discalculia sono persone con un'intelligenza nella media.

È UN DISTURBO INNATO?

Medici ed esperti ritengono che la discalculia sia una condizione innata.
In altre parole, il soggetto con discalculia nascerebbe con uno scarso, se non del tutto assente, senso per i numeri.

È SINONIMO DI ACALCULIA?

È opinione diffusa che discalculia sia sinonimo di acalculia.
In realtà, però, discalculia e acalculia sono due problematiche leggermente diverse: l'acalculia è la completa impossibilità a eseguire calcoli matematici, impossibilità che deriva generalmente da un infortunio cerebrale.

EPIDEMIOLOGIA

Complice anche la mancanza di precisi criteri diagnostici, l'esatta incidenza della discalculia nella popolazione generale è sconosciuta.
Secondo le più attendibili indagini statistiche, soffrirebbe di discalculia il 6-7% dei bambini in età da scuola elementare.
Inoltre, in base a studi simili ai precedenti, sembrerebbe che quasi il 50% dei soggetti giovani con discalculia abbia problemi di lettura, riconducibili a una condizione sicuramente nota ai più: la dislessia.
Per motivi ancora da chiarire, la discalculia è un disturbo riscontrato con una frequenza superiore al normale nei soggetti con ADHD (sindrome da deficit di attenzione e iperattività), nelle donne con sindrome di Turner (malattia genetica del sesso femminile) o negli individui affetti da spina bifida.

DISTURBI DELL'APPRENDIMENTO: COSA SONO?

I disturbi specifici dell'apprendimento sono disabilità (non malattie!) che, in chi ne è portatore, sono motivo di evidenti problematiche nella lettura, nella scrittura e nel calcolo.
Tra i disturbi dell'apprendimento, oltre alla discalculia, rientrano la già nominata dislessia, la disortografia e la disgrafia.

Cause

Le precise cause di discalculia restano ancora un mistero.
In questi ultimi decenni, i ricercatori hanno provato a proporre varie teorie causali, tra cui:

  • Una teoria genetico-ereditaria
  • Una teoria legata alla presenza di anomalie cerebrali
  • Una teoria ambientale

TEORIA GENETICO-EREDITARIA

Diversi studi hanno rilevato che in alcuni nuclei familiari la discalculia è un disturbo ricorrente.
Questa interessante osservazione ha indotto i ricercatori a ipotizzare che la discalculia sia una condizione ereditaria, legata al passaggio dai genitori ai figli di alcuni specifici geni anomali.
Le anomalie genetiche che sembrerebbero causare discalculia sono, per il momento, ignote.
L'augurio degli esperti è riconoscere tali alterazioni genetiche, in maniera tale da capirne meglio il loro effetto sulle capacità matematiche e aritmetiche.

TEORIA LEGATA ALLA PRESENZA DI ANOMALIE CEREBRALI

Grazie ai moderni strumenti di diagnostica per immagini, gli studiosi hanno potuto visionare dettagliatamente e confrontare i cervelli delle persone normali con i cervelli delle persone con discalculia.
Il confronto ha portato alla luce qualcosa di davvero interessante: dalle immagini risultavano esserci delle differenze a livello di superficie cerebrale, spessore cerebrale e volume cerebrale.
Curiosamente, le aree in cui risiedevano tali differenze erano quelle che, nell'essere umano, sono adibite all'apprendimento, alla memoria e alla memorizzazione dei concetti matematici.

TEORIA AMBIENTALE

Premessa: un fattore ambientale è una qualsiasi circostanza, evento o abitudine, che può condizionare la vita di un individuo, in una certa misura.
Diverse ricerche hanno evidenziato l'esistenza di una correlazione tra la discalculia e l'esposizione prenatale del portatore a sostanze alcoliche. In altre parole, l'assunzione di alcol, da parte di una donna in gravidanza, può avere, tra le varie conseguenze possibili, anche la discalculia.
Inoltre, in base ad altri studi, sembra che possano incidere, sulla mancanza di un senso per i numeri, la nascita prematura e il basso peso alla nascita.

Sintomi, segni e complicazioni

Vedi anche: Sintomi Discalculia


I sintomi e i segni di discalculia sono numerosi.
Il quadro sintomatologico può variare notevolmente da soggetto a soggetto, pertanto ogni paziente con discalculia rappresenta un caso a sé stante.
Come accennato, le prime manifestazioni cliniche del disturbo compaiono in giovane età; tuttavia, non è esclusa una loro insorgenza in età più matura.
Difficoltà di calcolo matematicaNei prossimi sottocapitoli, l'articolo tratterà i sintomi e i segni di discalculia che caratterizzano l'età prescolare (o l'età da asilo), l'età da scuola elementare e scuola media e, infine, l'età da scuola superiore.

SINTOMI E SEGNI TIPICI DELL'ETÀ PRESCOLARE

La presenza di discalculia in età prescolare comporta:

  • Difficoltà nell'imparare a contare e nell'assegnare un numero a un oggetto.
  • Difficoltà nel riconoscere i simboli numerici. Ciò sottintende che il paziente è incapace di collegare il numero 7, scritto per esempio su un foglio di carta, alla parola “sette”.
  • Difficoltà nel connettere i numeri a situazioni di vita reale. Per esempio, di fronte a una situazione che vede la presenza di 3 oggetti, il paziente non sa (perché non riesce a concepirlo) che deve utilizzare il numero 3.
  • Difficoltà nel ricordare i numeri.
  • Difficoltà nell'ordinare gli oggetti per dimensione, forma e colore.
  • Difficoltà nel dedicarsi a giochi che prevedono l'utilizzo di numeri, il saper contare e/o la conoscenza di concetti matematici basilari.

SINTOMI E SEGNI TIPICI DELL'ETÀ DA SCUOLA ELEMENTARE E MEDIA

La presenza di discalculia in età da scuola elementare e scuola media comporta:

  • Difficoltà nel riconoscere numeri e simboli.
  • Difficoltà nell'apprendere e ricordare concetti matematici di base, come per esempio la semplice addizione 2 + 4 = 6.
  • Difficoltà nell'identificare e nell'utilizzare correttamente i segni “+”, “-” ecc.
  • Difficoltà nell'usare strategie di conteggio più avanzate, rispetto al conteggio con le dita (che è il più semplice e quello che s'impara per primo).
  • Difficoltà nello scrivere correttamente i numeri.
  • Difficoltà nel risolvere problemi di matematica.
  • Difficoltà nel distinguere la destra dalla sinistra e presenza di uno scarso senso di direzione.
  • Difficoltà estrema nel ricordare i numeri di telefono e i punteggi risultanti da qualche gioco o attività sportiva.
  • Difficoltà nel leggere e riportare l'ora della giornata.
  • Difficoltà nel dedicarsi a giochi che prevedono la conoscenza di semplici strategie numeriche.

SINTOMI E SEGNI TIPICI DELL'ETÀ DA SCUOLA SUPERIORE

La presenza di discalculia in età da scuola superiore comporta:

  • Difficoltà nell'applicare i concetti di matematica e aritmetica alle situazioni di vita quotidiana. Per esempio, il paziente ha problemi con le questioni di denaro: non sa fare una stima del costo totale, non riesce a prevedere un possibile cambio di valuta ecc.
  • Difficoltà nella misurazione di cose come, per esempio, un ingrediente per una ricetta.
  • Difficoltà nel cogliere le informazioni presenti in un grafico o in una tabella.
  • Difficoltà nel trovare approcci diversi per risolvere lo stesso problema di matematica.
  • Scarsa dimestichezza in attività che richiedono la valutazione di distanze o velocità. Tra le attività coinvolte, rientrano alcuni sport e anche la guida dei veicoli.

DISCALCULIA E VITA QUOTIDIANA

La vita quotidiana può risentire della discalculia, in quanto quest'ultima influenza in negativo:

  • L'interazione sociale. I pazienti con discalculia si rendono conto delle proprie difficoltà matematiche, soprattutto nel momento in cui le confrontano con i coetanei normali. Questo può portare all'isolamento sociale, a bassa autostima e alla difficoltà nell'instaurare nuove amicizie e mantenere quelle già esistenti.
  • La capacità di orientamento. I pazienti non sanno distinguere la destra dalla sinistra, quindi potrebbero perdersi quando devono seguire alcune indicazioni scritte od orali.
    Inoltre, i soggetti con discalculia faticano a immaginare oggetti, edifici e altre cose simili, pertanto questo rende ancora più difficile il raggiungimento di una certa meta.  
  • La capacità di coordinazione fisica. Gli individui con discalculia hanno problemi a stimare le distanze tra loro e gli oggetti. Questo comporta una certa goffaggine nei movimenti.
  • La gestione del denaro. I portatori di discalculia faticano a gestire le proprie finanze e a stimare quanto spenderanno, quando acquistano diversi oggetti.
    Il cambio di valuta può risultare un'operazione estremamente complicata.
  • La gestione del tempo. I pazienti con discalculia hanno difficoltà a misurare il tempo che passa; hanno problemi anche nel valutare la durata di brevi lassi di tempo.
  • Altre capacità. Le persone con discalculia non riescono a valutare la velocità degli oggetti in movimento. Questo comporta diverse difficoltà nel guidare, nell'andare in bici ecc.

CONDIZIONI ASSOCIATE ALLA DISCALCULIA

Per motivi ancora sconosciuti, la discalculia è associata a: dislessia, ADHD, ansia da matematica, sindrome di Turner, sindrome dell'X fragile e sindrome del Gerstmann.
Al momento attuale, medici ed esperti in materia di discalculia stanno cercando di capire se sussista un legame tra quest'ultima e la comparsa delle suddette problematiche associate.

Diagnosi

In genere, l'iter diagnostico per l'individuazione della discalculia coinvolge un team di professionisti (tra cui medici, logopedisti, psichiatri, psicologi ed esperti in disturbi dell'apprendimento) e prevede almeno tre tappe (o step) obbligate:

Prima tappa o step 1

Consiste in un esame obiettivo, finalizzato all'analisi delle condizioni di salute del paziente e alla valutazione dei problemi che inducono a pensare alla discalculia.
Poiché di solito i soggetti esaminati sono molto giovani, è fondamentale, per chi svolge l'esame obiettivo, avvalersi dell'aiuto dei genitori.
Questa fase permette di capire se l'individuo sotto esame soffre di ADHD, dislessia ecc, ossia condizioni ricorrenti nei malati di discalculia.

Seconda tappa o step 2

Consiste nella consultazione di uno specialista in disturbi dell'apprendimento.
Lo specialista provvede a sottoporre il sospetto caso di discalculia ad alcune specifiche prove, utili a capire quali sono le capacità con problemi. Tra le prove previste, rientrano: esercizi di conteggio normale e all'indietro, esercizi di scrittura dei numeri, esercizi matematici, esercizi di riconoscimento delle forme, test di comprensione dell'ordine di grandezza e, per finire, l'osservazione del paziente durante le lezioni scolastiche di matematica.
Dall'esito di queste prove dipende gran parte della diagnosi definitiva.
Per ottenere informazioni attendibili da questo secondo step, medici ed esperti ritengono che sia indispensabile non far capire al paziente che è sotto esame.

Terza tappa o step 3

Consiste nella valutazione finale di tutto ciò che i test precedenti hanno riportato. In questa fase, medici e specialisti collaborano e si scambiano opinioni.

Inoltre assegnano, all'esaminato, un giudizio relativo alle sue capacità matematiche e aritmetiche e stabiliscono il programma di supporto più indicato alle problematiche in atto.

Strategie di supporto

Premessa: la discalculia, analogamente agli altri disturbi specifici dell'apprendimento, è una disabilità permanente e non una malattia. Pertanto, parlare di terapie o di tecniche di trattamento è inesatto e potrebbe indurre qualche lettore a ritenere possibile il raggiungimento della guarigione.
Detto altrimenti, un individuo con discalculia non potrà mai acquisire le capacità matematiche, aritmetiche, di calcolo ecc. di una persona sana.
Oggi, gli individui con discalculia possono contare su alcune strategie di supporto, il cui obiettivo finale è di potenziare le capacità numeriche e di calcolo, in maniera tale da compensare le difficoltà matematiche e aritmetiche esistenti.
In termini pratici, le strategie di supporto previste in caso di discalculia consistono nei cosiddetti interventi educativi e nell'utilizzo di strumenti, per lo più di natura tecnologica, denominati strumenti compensativi (“compensativi” perché compensano le lacune del paziente).

INTERVENTI EDUCATIVI

Gli interventi educativi sono strategie d'insegnamento particolari, che prevedono:

  • L'uso di esempi concreti che collegano la matematica alla vita reale.
    Ciò dovrebbe servire a rafforzare il senso per i numeri dei pazienti.
  • L'uso di riferimenti visivi (disegni, oggetti in movimento ecc) per la risoluzione dei problemi.
  • L'assegnazione di quantità gestibili di esercizi e compiti matematici, in maniera tale che il paziente non si senta sovraccaricato di lavoro.
  • La revisione di abilità matematiche appena apprese, prima di passare a nuovi argomenti, e la spiegazione di quale sia il collegamento tra le competenze.
  • La suddivisione delle lezioni in blocchi (o parti) più piccole. Attraverso questo approccio, l'insegnante può mostrare e far capire al paziente quali abilità matematiche servono per capire i vari concetti impartiti durante i singoli blocchi di lezione.
  • L'utilizzo di pezzi di carta, per coprire i problemi e le operazioni matematiche che il paziente deve ancora affrontare. In questo modo, il soggetto con discalculia si concentra su un esercizio per volta e non si fa prendere dall'agitazione nel vedere una serie di compiti per lui particolarmente difficili.
  •  Il ricorso a giochi matematici, piuttosto che ad esercizi, in maniera tale che il paziente provi un certo divertimento a eseguire calcoli e operazioni e si senta più a suo agio di fronte a problemi di matematica.

A occuparsi dei cosiddetti interventi educativi, sono insegnanti con una preparazione specifica in materia di disturbi specifici dell'apprendimento.
Oggi, sempre più scuole hanno, nel loro personale docente, persone con una tale preparazione, che possono aiutare soggetti non solo con discalculia, ma anche dislessia, disgrafia ecc.


Gli insegnanti che si occupano degli interventi educativi lavorano, in genere, con un paziente per volta  (lezioni individuali o lezioni one-to-one) o con un gruppo ristretto di pazienti.
Il motivo di ciò è molto semplice e si connette a un concetto espresso nel capitolo dedicato ai sintomi: ogni individuo con discalculia rappresenta un caso a sé stante e merita uno specifico supporto (che su un altro soggetto potrebbe risultare poco efficace).

STRUMENTI COMPENSATIVI

Gli strumenti compensativi consistono, principalmente, in software/dispositivi per PC, tavole pitagoriche, calcolatrici e registratori vocali.
Tuttavia, è bene precisare che, tra gli strumenti compensativi, rientrano anche strategie non tecnologiche come: la concessione al paziente di più tempo per eseguire i compiti in classe di matematica e la riduzione del numero di problemi da risolvere, durante le esercitazioni in classe.
Per descrivere con un paragone gli strumenti compensativi (e il loro scopo), gli esperti in materia di discalculia e altri disturbi specifici dell'apprendimento tendono a definirli “come gli occhiali per una persona miope”.
In Italia, l'utilizzo degli strumenti compensativi, come supporto per le persone con discalculia, è previsto anche per legge (per la precisione, la legge 170/2010).


Nota importante!
Qualcuno potrebbe pensare che gli strumenti compensativi facilitino il percorso scolastico dei soggetti con discalculia, rendendo meno oneroso il carico di studi.
Tuttavia, è bene precisare che non è affatto così: in ambito scolastico, gli strumenti compensativi non rappresentano né una facilitazione né un vantaggio, pertanto è superflua ogni critica al loro utilizzo.

CONSIGLI PER I GENITORI

Nel percorso di potenziamento delle abilità matematiche e aritmetiche di un soggetto con discalculia, i genitori rappresentano un elemento di supporto fondamentale.
Per aiutare chi soffre di discalculia non bisogna essere, necessariamente, degli esperti di matematica; quindi i genitori che, ritenendosi poco dotati dal punto di vista matematico e aritmetico, rinunciano a priori ad aiutare i propri figli con discalculia commettono un grave errore.
Tra i consigli più comunemente forniti ai padri e alle madri di figli con discalculia, rientrano:

  • Imparare il più possibile sulla discalculia e i suoi effetti. Una conoscenza accurata del disturbo permette al genitore di evitare al figlio tutte quelle situazioni che potrebbero creare difficoltà o palesare le problematiche esistenti.
    Per un soggetto con discalculia, sentirsi meno frequentemente in difficoltà significa vivere meglio la propria disabilità: meno disagi, meno ansia, maggiore autostima ecc.
  • Giocare con la matematica. Significa collegare i numeri alle attività quotidiane o all'oggettistica presente in casa. Questo rende più facili gli esercizi di calcolo e meno ansiogeno il momento della giornata destinato alla loro esecuzione.
  • Creare delle stazioni di lavoro, dove non ci siano distrazioni. In questo modo, il paziente si concentra al 100% sugli esercizi di calcolo e sui problemi da risolvere.
  • Procurare al figlio una calcolatrice semplice da utilizzare.
  • Lavorare sulla fiducia personale, incentivando il figlio a puntare sui propri punti di forza. Lo sfruttamento dei punti forza aiuta ad aggirare le lacune e le difficoltà presenti.
  • Aiutare il figlio a tenere traccia del tempo che passa, attraverso sveglie, allarmi ecc.
  • Riconoscere gli sforzi del figlio, lodandolo quando risolve anche semplici esercizi di calcolo. Anche questo è un modo per aumentare l'autostima e ridurre il disagio, creato da problemi di natura matematica e aritmetica.

ALCUNE OSSERVAZIONI

Purtroppo, al momento attuale, le conoscenze relative alla discalculia e alle sue cause sono ancora scarse.
Questa scarsa comprensione del disturbo comporta un numero ridotto di strumenti di supporto, finalizzati al potenziamento delle capacità di calcolo e del senso per i numeri.

Prognosi

Per una disabilità permanente come la discalculia, parlare di prognosi positiva può risultare strano e anche poco appropriato.
Tuttavia, è doveroso segnalare come il percorso di potenziamento delle capacità numeriche e di calcolo sia tanto più efficace, quanto prima ha inizio.
In altre parole, un paziente con discalculia che si sottopone precocemente alle strategie di supporto trae, da queste, più benefici, rispetto a un paziente con discalculia che ritarda l'inizio del potenziamento.



Ultima modifica dell'articolo: 20/04/2016