Chinoloni

I chinoloni sono farmaci chemioterapici antibatterici di origine sintetica derivanti dalla 7-cloro-chinolina.

Chinoloni

Chinoloni - Struttura Chimica Generale

Il primo chinolone ad essere commercializzato e ad entrare in terapia, nel 1965, fu l'acido nalidixico (o acido nalidissico).

Classificazioni dei chinoloni

I chinoloni possono essere suddivisi in quattro generazioni in funzione dello spettro d'azione che possiedono.

Chinoloni di prima generazione

Lo spettro d'azione di questi chinoloni è limitato ad alcuni batteri Gram-negativi aerobi. Vengono eliminati rapidamente per via renale e metabolizzati principalmente nel fegato. Sono utilizzati soprattutto per trattare infezioni delle vie urinarie.
Appartengono alla prima generazione di chinoloni, l'acido nalidissico e la cinoxacina (o cinossacina).

Chinoloni di seconda generazione

Questi chinoloni sono attivi nei confronti dei batteri Gram-negativi, anche resistenti, compresa la Pseudomonas aeruginosa. Possiedono anche una debole attività nei confronti dello Streptococcus pneumoniae.
Vengono utilizzati per trattare infezioni delle vie urinarie, ma sono utili anche nel trattamento delle infezioni sistemiche.
Alcuni esempi di chinoloni di seconda generazione, sono la norfloxacina, la ciprofloxacina e l'ofloxacina.

Chinoloni di terza generazione

Questi chinoloni sono attivi contro le infezioni da Streptococcus pneumoniae e altri batteri Gram-positivi. Risultano, però, un po' meno efficaci nel trattamento delle infezioni da Pseudomonas aeruginosa.
Esempi di chinoloni di terza generazione sono la levofloxacina, la sparfloxacina e la gatifloxacina.

Chinoloni di quarta generazione o di ultima generazione

I chinoloni di quarta generazione sono dotati di un notevole spettro d'azione, infatti, sono efficaci contro batteri aerobi e anaerobi, Gram-positivi e Gram-negativi.
Esempi di chinoloni di ultima generazione sono la trovafloxacina e la gemifloxacina.

I chinoloni possono anche essere suddivisi in chinoloni (acido nalidissico, acido ossolinico, acido piromidico, acido pipemidico e flumechina) e in fluorochinoloni (norfloxacina, ciprofloxacina, ofloxacina, pefloxacina, lomefloxacina, sparfloxacina, ecc.).
I fluorochinoloni sono chinoloni che, all'interno della propria struttura chimica, presentano uno o più atomi di fluoro.
Molti dei chinoloni ancora oggi utilizzati in terapia appartengono al gruppo dei fluorochinoloni. L'introduzione del fluoro nella struttura chimica dei chinoloni ha permesso di potenziarne l'attività antimicrobica e di ampliarne lo spettro d'azione, tanto da renderlo paragonabile a quello di antibiotici naturali ottenuti per fermentazione.

Indicazioni terapeutiche

Ogni chinolone possiede proprie indicazioni terapeutiche in funzione della generazione cui appartiene, quindi, in funzione del suo spettro d'azione.
In generale, possiamo dire che i chinoloni (comprendendo tutte e quattro le generazioni) sono utili nel trattamento di:

Meccanismo d'azione dei chinoloni

I chinoloni sono farmaci dotati di un'azione di tipo battericida, cioè sono in grado di uccidere le cellule batteriche. Svolgono la loro azione inibendo due particolari enzimi: la DNA girasi (o topoisomerasi II batterica) e la topoisomerasi IV.
Questi enzimi sono coinvolti nei processi di superavvolgimento, disavvolgimento, taglio e saldatura dei due filamenti che costituiscono il DNA.
Con l'inibizione di questi due enzimi, la cellula batterica non riesce più ad accedere alle informazioni contenute nei geni. In questo modo, tutti i processi cellulari (compresa la replicazione) vengono interrotti e il battere muore.

Resistenza ai chinoloni

Sembra che i batteri possano sviluppare resistenza ai chinoloni sfruttando due tipi di meccanismi:

  • Tramite la mutazione spontanea dei geni che codificano per la DNA girasi; grazie a queste mutazioni le nuove DNA girasi sintetizzate saranno resistenti all'azione degli antibatterici chinolonici;
  • Aumento della permeabilità della membrana cellulare batterica che provoca una minor entrata di antibatterico all'interno della cellula stessa.

Effetti collaterali

Ogni chinolone può indurre vari tipi di effetti collaterali.
Fra i principali effetti avversi attribuibili alla terapia con chinoloni, ricordiamo:

Generalmente, l'utilizzo dei chinoloni da parte di donne in gravidanza o da parte di madri che stanno allattando al seno non è raccomandato, a causa dei possibili danni che possono insorgere nel feto o nel bambino (fra cui acidosi metabolica e anemia emolitica).