Cetuximab

Il cetuximab - noto con il nome commerciale Erbitux ® - è un anticorpo monoclonale impiegato nell'immunoterapia antineoplastica. Può essere utilizzato da solo o in associazione ad altre strategie terapeutiche (come la chemioterapia antitumorale o la radioterapia) per il trattamento di alcuni tipi di tumori.

Indicazioni terapeutiche

L'uso di cetuximab è indicato per il trattamento di:

Avvertenze

Il cetuximab può essere somministrato solo da personale specializzato e solo sotto lo stretto controllo di un medico esperto nella somministrazione di terapie antitumorali.
Bisogna fare attenzione alla somministrazione di cetuximab in pazienti affetti da patologie cardiache.
Va usata cautela nella somministrazione di cetuximab in pazienti affetti da problemi agli occhi e/o disturbi visivi.
Poiché il cetuximab può ridurre la concentrazione ematica di globuli bianchi, è necessario eseguire regolari controlli per tutta la durata del trattamento.
Poiché cetuximab può causare effetti collaterali a carico della pelle, il medico deciderà se è necessario adottare misure preventive prima di cominciare la terapia antitumorale.
In seguito all'assunzione di cetuximab potrebbero manifestarsi sintomi in grado di alterare la capacità di guidare veicoli o di utilizzare macchinari, perciò si raccomanda prudenza.

Interazioni

L'associazione di cetuximab e di derivati del platino (come cisplatino e carboplatino) può aumentare il rischio di diminuzione della concentrazione ematica di globuli bianchi.
L'associazione di cetuximab e 5-fluorouracile o del suo profarmaco capecitabina può aumentare il rischio d'insorgenza di effetti avversi a carico del cuore.
Inoltre, la somministrazione concomitante di cetuximab e capecitabina od oxaliplatino può aumentare il rischio di comparsa di diarrea grave.
La somministrazione concomitante di cetuximab e di radioterapia nel trattamento di tumori della testa e del collo può provocare un aumento degli effetti collaterali indotti dalla radioterapia stessa.
In ogni caso, è necessario informare il medico se si stanno assumendo - o se sono stati recentemente assunti - farmaci di qualsiasi tipo, compresi farmaci da banco e prodotti erboristici e/o omeopatici.

Effetti collaterali

Il cetuximab può indurre vari effetti collaterali, sebbene non tutti i pazienti li manifestino. Il tipo di effetti avversi e l'intensità con cui si manifestano varia da individuo a individuo, in funzione della sensibilità che ciascun paziente possiede nei confronti del farmaco.
Di seguito sono riportati i principali effetti avversi che possono insorgere in seguito al trattamento con cetuximab.

Patologie gastrointestinali

La terapia con cetuximab può causare nausea, vomito e diarrea.
Questi sintomi possono essere tenuti sotto controllo mediante l'utilizzo di farmaci antiemetici e antidiarroici. Tuttavia, se la diarrea si presenta in forma grave, potrebbe provocare disidratazione e potrebbe rendersi necessaria l'interruzione del trattamento.
In ogni caso, è bene bere molto in modo da reintegrare i liquidi persi.
Inoltre, il farmaco può causare infiammazione del rivestimento interno dell'intestino, della bocca e del naso (in alcuni pazienti può anche insorgere sanguinamento).

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Il trattamento con cetuximab può causare disidratazione, ipocalcemia (diminuzione dei livelli ematici di calcio), ipomagnesiemia (diminuzione dei livelli ematici di magnesio) anche grave, perdita di peso corporeo e anoressia.

Patologie del sistema nervoso

La terapia a base di cetuximab può causare cefalea, stanchezza e meningite asettica.

Leucopenia

Il trattamento con cetuximab può provocare una marcata diminuzione della concentrazione di globuli bianchi nel circolo ematico (leucopenia), con conseguente aumentata suscettibilità alla contrazione d'infezioni che, talvolta, possono rivelarsi anche fatali.

Patologie degli occhi

Il cetuximab può favorire l'insorgenza di congiuntivite, irritazione e arrossamento degli occhi, blefarite (infiammazione della palpebra) e cheratite (infiammazione della cornea).

Patologie vascolari

Il trattamento con cetuximab può favorire la formazione di coaguli nelle vene e nei polmoni.

Patologie polmonari e delle vie aeree

La terapia con cetuximab può causare, embolia polmonare e malattia polmonare interstiziale che può portare a gravi conseguenze, incluse situazioni potenzialmente letali.
In caso di comparsa o peggioramento di difficoltà respiratorie - soprattutto se accompagnate da tosse e febbre - è necessario informare immediatamente il medico che deciderà se proseguire o meno il trattamento con il farmaco.

Disturbi epatici

Il trattamento con cetuximab può causare alterazioni della concentrazione plasmatica di enzimi epatici.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Il trattamento con cetuximab può provocare effetti collaterali a carico della cute. La maggior parte di questi effetti, in genere, si manifesta durante le prime tre settimane di trattamento e scompare qualche tempo dopo il termine della terapia.
Tali effetti consistono in:

Posono, inoltre, manifestarsi reazioni cutanee più gravi, come la sindrome di Stevens-Johnson (una variante più grave dell'eritema polimorfo).
Se compare qualcuno dei sopra citati sintomi, è necessario informarne immediatamente il medico, poiché - tali effetti collaterali - possono avere conseguenze gravi e potenzialmente letali.
Se si nota un peggioramento delle aree cutanee interessate, è necessario contattare subito il medico, soprattutto se questi peggioramenti sono accompagnati da febbre e stanchezza. Questi, infatti, potrebbero essere i segni di un'infezione della cute che potrebbe avere conseguenze molto gravi in grado di mettere a rischio la vita del paziente.
In alcuni casi, potrebbe essere necessaria una riduzione della dose di cetuximab somministrata o un aumento dell'intervallo di tempo fra un'infusione e l'altra.
Se gli effetti collaterali a carico della cute compaiono anche dopo che il dosaggio di cetuximab è stato ridotto più volte, il medico potrebbe decidere di sospendere la terapia con il farmaco.

Effetti collaterali correlati all'infusione di cetuximab

In seguito all'infusione di cetuximab possono manifestarsi alcuni effetti collaterali di natura lieve, moderata o grave.
Fra gli effetti indesiderati di natura lieve e moderata, ricordiamo:

Se qualcuno di questi sintomi compare, è necessario informare subito il medico che - per cercare di controllarli - può diminuire la velocità d'infusione del farmaco.
I sintomi di natura grave, invece, sono:

In caso di comparsa di tali sintomi è necessario informare immediatamente il medico che provvederà ad interrompere il trattamento con il farmaco. Questi sintomi, infatti, richiedono attenzione immediata, poiché possono essere potenzialmente fatali.

Effetti indesiderati dovute a terapia di associazione

Se il cetuximab è somministrato in associazione a 5-fluorouracile o capecitabina, possono manifestarsi i seguenti effetti avversi:

L'associazione di cetuximab alla radioterapia, invece, potrebbe dare origine ai seguenti effetti collaterali:

  • Riduzione del numero di globuli bianchi nel circolo sanguigno;
  • Infiammazione del rivestimento interno dell'intestino e della bocca;
  • Difficoltà di deglutizione;
  • Reazioni cutanee tipicamente indotte dalla radioterapia.

Meccanismo d'azione

Il cetuximab è un anticorpo monoclonale. Gli anticorpi monoclonali sono particolari proteine - ottenute da tecniche di DNA ricombinante - in grado di riconoscere e di legarsi in maniera altamente specifica ad altri particolari tipi di proteine, gli antigeni.
Il cetuximab si lega al recettore per il fattore di crescita epidermico (EGFR), un antigene presente sulla membrana di determinate cellule tumorali. Il cetuximab, quindi, impedisce al substrato endogeno di legarsi all'EGFR che - di conseguenza - non può più essere attivato.
La cascata di segnali indotta dall'attivazione dell'EGFR, infatti, attiverebbe il gene RAS che è coinvolto nella proliferazione, nella sopravvivenza e nella metastasi delle cellule tumorali. Il blocco di tale cascata, pertanto, impedisce alle cellule tumorali di sopravvivere.
Inoltre, il cetuximab è in grado di orientare le cellule effettrici del sistema immunitario verso le cellule tumorali che esprimono sulla loro superficie l'EFGR, condannandole così a morte certa.

Modalità d'uso e posologia

Il cetuximab è disponibile per la somministrazione endovenosa sotto forma di un liquido incolore.
La somministrazione può avvenire attraverso tre differenti vie:

  • Attraverso una cannula (un sottile tubicino) che viene inserita in una vena di un braccio o di una mano;
  • Attraverso un catetere venoso centrale che viene inserito sottocute in una vena in prossimità della clavicola;
  • Attraverso la linea PICC (Peripherally Inserted Central Catheter), in questo caso, il catetere viene inserito in una vena periferica, di solito di un braccio. Questa tecnica è utilizzata per la somministrazione di farmaci antitumorali per un tempo prolungato.

La posologia di cetuximab dipende dalla superficie corporea di ciascun individuo, il medico, inoltre, stabilirà la dose di farmaco da somministrare in base alle condizioni cliniche del paziente.
Prima dell'inizio del trattamento, il medico potrebbe decidere di somministrare farmaci antistaminici per prevenire eventuali reazioni allergiche.
La dose iniziale di cetuximab abitualmente somministrata è di 400 mg/m2 di superficie corporea, da somministrarsi nell'arco di due ore. Le dosi successive, in genere, sono di 250 mg/m2 di superficie corporea, da somministrarsi in un'ora. Di solito, l'infusione è effettuata una volta a settimana.
La velocità d'infusione non deve superare i 10 mg/min.
In caso di terapia di associazione con farmaci antitumorali, questi devono essere somministrati non prima di un'ora dal termine dell'infusione.
In caso di associazione con radioterapia, invece, il trattamento con cetuximab, di solito, viene cominciato una settimana prima della radioterapia stessa.

Gravidanza e Allattamento

Alcuni studi condotti su animali hanno mostrato che il cetuximab può attraversare la placenta e può provocare un aumento dell'incidenza di aborti. Tuttavia, non sono presenti dati sufficienti riguardo l'uso del farmaco in donne in gravidanza. Pertanto, il farmaco dovrebbe essere usato durante la gestazione solo se il medico lo ritiene assolutamente indispensabile e solo se il beneficio atteso per la madre è superiore al potenziale rischio per il feto.
Poiché il cetuximab potrebbe essere escreto nel latte materno, le madri in terapia con il farmaco non devono allattare al seno durante il trattamento e per un periodo di almeno due mesi dal termine dello stesso.

Controindicazioni

L'uso di cetuximab è controindicato nei seguenti casi:

  • Ipersensibilità nota al cetuximab;
  • In pazienti affetti da tumore del colon-retto metastatico che presentano una mutazione del gene RAS. Infatti - in questa categoria di pazienti - il gene RAS si attiva anche in assenza della cascata di segnali provocata dall'attivazione dell'EGFR sopra citato. Pertanto, il tumore continuerebbe a proliferare.

Ultima modifica dell'articolo: 01/11/2016