Catarro nelle Orecchie

Generalità

Il catarro nelle orecchie è un segno clinico provocato dall'aumentata secrezione di muco a livello auricolare.
Questo disturbo si manifesta più comunemente in età pediatrica per la conformazione anatomica dell'apparato uditivo, ma può interessare anche gli adulti.


Cos'è il catarro?

catarro-orecchieIl catarro è una tipologia di muco che si sviluppa tipicamente durante un processo infiammatorio. Questa secrezione è prodotta dalle ghiandole annesse alla mucosa delle vie respiratorie.

A differenza del muco secreto nelle normali condizioni fisiologiche, avente le funzioni di lubrificare le pareti e di facilitare l'eliminazione di agenti esterni, che penetrano nell'organismo, il catarro risulta più abbondante, denso ed appiccicoso.


La presenza di questo muco “anomalo” a livello della cavità timpanica dell'orecchio è correlato a diverse condizioni patologiche. Nella maggior parte dei casi, l'accumulo del catarro è una forma di congestione secondaria ad un'infiammazione.
La valutazione medica si avvale della visione diretta del condotto uditivo e della membrana del timpano (otoscopia), e dell'esecuzione di esami strumentali (audiometria e timpanometria) che confermano la presenza di catarro.


Anatomia dell'orecchio (in breve)

Per comprendere la natura di questa manifestazione, occorre ricordare alcune nozioni circa la struttura dell'organo uditivo.
L'orecchio può essere diviso anatomicamente in tre parti:

  • ORECCHIO ESTERNO: è formato dal padiglione auricolare, costituito da cute e cartilagine, e dal condotto uditivo esterno. Grazie alla sua struttura, l'orecchio esterno convoglia le onde sonore verso l'esterno della membrana del timpano, che fornisce la superficie utile per la raccolta del suono e vibra in risposta.
labirintite
  • ORECCHIO MEDIO: è una piccola cavità posta tra il timpano e l'orecchio interno, al quale trasmette l'energia meccanica vibratoria del suono tramite un sistema tre ossicini uditivi (in sequenza: martello, incudine e staffa). Questi trasferiscono le onde sonore in forma modificata alla finestra ovale, un'apertura nella parete ossea della cavità dell'orecchio medio. A questo livello, vi è anche un condotto – la tromba di Eustachio (o tuba uditiva) – che mette in comunicazione l'organo uditivo con la rinofaringe (porzione della faringe retrostante il naso).
    Nell'orecchio medio, la TROMBA DI EUSTACHIO svolge molteplici funzioni:
    • Assicura che vi sia un ricambio dell'aria intrappolata nell'orecchio medio;
    • Consente di equiparare la pressione esterna a quella interna, onde evitare problemi di natura pressoria sulla membrana timpanica;
    • Favorisce il drenaggio del muco che normalmente viene prodotto a livello della mucosa di rivestimento dell'orecchio.
    In condizioni normali, il condotto rimane chiuso; qualora vi sia la necessità di trasportare il muco accumulato a livello della faringe, in modo da deglutirlo e smaltirlo, la contrazione della muscolatura tubarica, ne favorisce l'apertura. L'accumulo di catarro a livello della cavità timpanica dell'orecchio è conseguenza di un'ostruzione del condotto (o del suo punto di sbocco) che, non permettendo un'adeguata apertura, determina una disfunzione nello smaltimento del muco prodotto.
  • Orecchio interno: è costituito da una serie complessa di strutture (apparato vestibolare e coclea) contenute in profondità nelle ossa del cranio. La funzione della coclea è acustica e consiste nel trasformare le onde sonore trasmesse dall'orecchio medio in impulsi elettrici che, tramite il nervo acustico, vengono inviati al cervello. L'apparato vestibolare è implicato, invece, nel mantenimento dell'equilibrio.

Cos'è

Il catarro nell'orecchio è una manifestazione che può essere riscontrata quando si verifica un accumulo di muco a livello della tromba di Eustachio, senza alcuna possibilità di drenaggio spontaneo dello stesso attraverso la rinofaringe.

L'aumento del muco nell'organo uditivo risulta tipicamente da una patologia infiammatoria.

Cause

Il catarro nelle orecchie è un segno clinico che riconosce molteplici cause.

Otite media

Il catarro tubarico è una manifestazione che solitamente si riscontra nell'otite media effusiva o catarrale. In tal caso, le secrezioni liquide o purulente che si raccolgono nell'orecchio medio possono dipendere dall'azione di virus, batteri o altri patogeni provenienti da una sede limitrofa (come la gola e le alte vie respiratorie).

Spesso, l'infiammazione dell'orecchio medio è sostenuta da fattori soggettivi (età, stato immunitario ecc.) e locali (come ipertrofia adenoidea, struttura della tuba di Eustachio o malformazioni del palato).

Malformazioni congenite

La predisposizione alla formazione di catarro può dipendere da una particolare conformazione dell'orecchio (anomalia strutturale o funzionale). Questa include l'inclinazione poco accentuata delle tube di Eustachio o la loro dimensione (diametro o lunghezza) inferiore rispetto al normale. Le malformazioni congenite che possono predisporre all'eccesso di muco nell'organo uditivo sono anche le anomalie del palato e la disfunzione dei muscoli tensori del velo pendulo.

Altre cause

Il catarro nelle orecchie può essere riferito ad altre patologie, tra cui:

  • Raffreddore (infiammazione delle vie respiratorie);
  • Sinusite (infiammazione dei seni nasali e paranasali).

Tra le condizioni che possono occludere lo sbocco della tuba nella rinofaringe rientrano:

La produzione di muco può risultare incrementata anche in presenza di:

Fattori di rischio

Il catarro tubarico è un'affezione più frequente nei seguenti casi:

  • Età pediatrica: l'accumulo di muco a livello tubarico si verifica soprattutto per motivi anatomici. Nei bambini di età inferiore ai 2 anni, infatti, la tromba di Eustachio è più sottile e corta rispetto a quella dell'adulto, oltre ad avere un'inclinazione non ancora definitiva; l'insieme di queste caratteristiche rende più difficoltoso il deflusso del muco dall'orecchio medio alla rinofaringe. Durante l'infanzia, inoltre, il sistema immunitario è ancora in via di formazione: ciò rende il bambino più suscettibile a contrarre infezioni.
    La conformazione anatomica dell'orecchio predispone allo sviluppo di processi infiammatori anche per la concomitante tendenza all'ipertrofia delle adenoidi (correlata alle infezioni ricorrenti), in grado di favorire l'occlusione del punto di sbocco del condotto di Eustachio. Altro fattore di rischio da annoverare è correlato al muscolo tensore del velo pendulo, che pare si contragga con minore efficacia nel bambino; questo, al pari degli altri parametri, compromette l'apertura della tromba di Eustachio.
  • Abitudine al fumo: la formazione di catarro nelle orecchie dei fumatori è correlata agli effetti nocivi della nicotina sulle cellule uditive. Questa sostanza, infatti, irrigidisce le pareti dei vasi sanguigni che irrorano l'apparato uditivo, peggiorando la microcircolazione locale e riducendo l'apporto di ossigeno. Va considerato, poi, che il fumo è di per sé un fattore irritante e lesivo, in quanto stimola una maggiore produzione di muco, amplificando i normali meccanismi di drenaggio attuabili a questo livello.
  • Variazioni stagionali: la formazione di muco denso nell'orecchio è più frequente nel periodo invernale, per l'esposizione al freddo e il maggiore rischio di incorrere in colpi d'aria. Inoltre, le temperature più rigide tendono a indebolire le difese immunitarie: virus e batteri passano più facilmente dalla gola all'orecchio, attraverso le trombe di Eustachio. In estate, invece, il catarro nelle orecchie può risultare soprattutto per il ricorrente contatto con l'acqua di mare (tuffi, orecchie perennemente umide e/o bagnate ecc.).

Sintomi e complicazioni

Di solito, il catarro nelle orecchie si manifesta con:

  • Ovattamento dei rumori o senso di rimbombo avvertito mentre si parla (autofonia);
  • Sensazione di pienezza auricolare (/Sintomi/Orecchie_tappateorecchie tappate o intasate);
  • Secrezione dal condotto uditivo esterno di muco denso (nel caso in cui la membrana timpanica sia rotta o permeabile);
  • Arrossamento dell'orecchio colpito o incremento della sua temperatura.

Il senso di malessere che sperimenta il paziente è causato dalla stessa produzione di catarro, nonché dall'attivazione di tutti quei meccanismi che rientrano nell'ambito della cascata infiammatoria.
In base alla causa scatenante, il muco in eccesso nell'organo uditivo può accompagnarsi a svariati altri sintomi, tra cui:

Nella maggior parte dei casi, il catarro nelle orecchie non è mai di grave entità e può regredire totalmente. In una ridotta percentuale di casi, però, se la patologia causale è particolarmente grave, esiste il rischio di incorrere in una riduzione della capacità uditiva permanente.

Diagnosi

La valutazione dell'accumulo di catarro nelle orecchie può essere eseguita inizialmente dal proprio medico di base. Qualora lo ritenesse necessario, egli può consigliare al paziente di sottoporsi a una visita otorinolaringoiatrica, che prevede la raccolta dell'anamnesi del paziente e l'esame obiettivo.

L'accertamento medico si avvale della visione diretta del condotto uditivo (otoscopia) per ricercare l'arrossamento della membrana del timpano, l'aumento di temperatura locale o l'eventuale secrezione di muco; le aree limitrofe possono essere palpate per verificarne la dolorabilità.
Nel corso della visita, inoltre, l'otorinolaringoiatra deve ricercare i segni e i sintomi suggestivi delle possibili cause, compresi l'otalgia e l'arrossamento del timpano (otite), la febbre e il dolore facciale (sinusite), la lacrimazione, il prurito agli occhi (allergie) e il mal di gola, il malessere generale, la febbre e la tosse (infezione virale delle alte vie respiratorie).
Nei casi più complessi, potrebbe essere indicata l'esecuzione di altre indagini, come l'esame impedenzometrico, il cui scopo è valutare l'elasticità della membrana timpanica e il grado di movimento degli ossicini interni (martello, incudine e staffa).
Infine, quando si sospetta che la funzione uditiva sia compromessa, è possibile ricorrere all'audiometria. Nel corso di quest'indagine vengono emessi dei suoni, percepibili dal paziente tramite delle cuffie e l'ausilio di un ambiente isolato, e si valuta fino a che intensità vengono avvertiti i rumori.


La diagnosi differenziale del catarro nelle orecchie dev'essere posta nei confronti di condizioni che producono una sintomatologia similare, come:

  • Tappo di cerume;
  • Barotrauma (effetto di rapidi cambiamenti tra la pressione esterna e quella interna, rispetto al timpano pressione);
  • Residui di bastoncini cotonati o penetrazione di altri corpi estranei;
  • Sindrome di Ménière (caratterizzata da attacchi ricorrenti di vertigini, acufeni e ipoacusia);
  • Otosclerosi, malattia degenerativa che comporta un progressivo calo dell'udito.

Trattamento

Per quanto riguarda il trattamento, gli interventi variano in base al tipo di disturbo responsabile del catarro nelle orecchie.
Se la causa scatenante è un'infezione batterica, ad esempio, il medico può indicare l'assunzione di antibiotici specifici; quando l'origine è virale, invece, è possibile ricorrere a un trattamento farmacologico volto alla mitigazione dei sintomi.
Una volta gestito il problema di base, è possibile procedere con la rimozione fisica del catarro dall'orecchio. A tale scopo, il paziente può sottoporsi all'inalazione di vapore per fluidificare il muco e rendere più facile l'espulsione dello stesso.
Su indicazione del medico, per agevolare il drenaggio del catarro e liberare l'orecchio medio e la tromba di Eustachio, è possibile il ricorso a decongestionanti nasali e/o dell'orecchio, terapia aerosolica con mucolitici, FANS o cortisonici (antinfiammatori).

Chirurgia

Nei casi di fallimento di tutte le opzioni mediche, può essere considerato un approccio chirurgico. Negli adulti, per consentire l'eliminazione del catarro ristagnante, può essere applicato un microdrenaggio nella cavità timpanica. Nei bambini soggetti a infezioni ricorrenti, può essere indicata l'adenotomia, talvolta associata a una tonsillectomia, in caso di evidente ipertrofia adenoidea.

Qualche consiglio

In presenza di catarro nelle orecchie, diversi accorgimenti possono rivelarsi utili per facilitare il processo di guarigione:

  • Bere molta acqua e/o tisane, brodi e zuppe di verdure calde (non bollenti) nel corso della giornata mantiene una giusta idratazione e contribuisce a rendere meno dense le secrezioni dell'orecchio;
  • Sottoporsi a cicli termali di aereosol a base di acque sulfuree per facilitare la respirazione nasale e l'areazione dell'orecchio medio.
  • Evitare gli sbalzi di temperatura e cercare di non esporsi a correnti d'aria;
  • Dormire con il capo leggermente rialzato per aiutare la fuoriuscita del catarro.


Ultima modifica dell'articolo: 30/10/2017