Carmustina

La carmustina - o BCNU (bis-cloronitrosourea) - è un farmaco antitumorale appartenente alla classe degli agenti alchilanti.

Carmustina

Carmustina - Struttura Chimica

È un composto lipofilo che passa facilmente la barriera ematoencefalica, per questo è molto utilizzato per trattare tumori al cervello.

Indicazioni terapeutiche

La carmustina è indicata nel trattamento di:

Avvertenze

La carmustina deve essere somministrata solo sotto stretta sorveglianza di un medico specializzato nella somministrazione di farmaci chemioterapici antineoplastici.
Poiché la carmustina può provocare tossicità del midollo osseo ritardata, è necessario monitorare la funzionalità midollare - attraverso esami ematologici - per un periodo di almeno sei settimane dopo la somministrazione di ogni dose.
A causa della sua tossicità, è necessario anche un monitoraggio delle funzionalità epatica e renale durante tutto il periodo di trattamento con il farmaco.

Interazioni con altri farmaci

La carmustina può diminuire la concentrazione plasmatica di fenitoina (un farmaco impiegato per il trattamento dell'epilessia), riducendone così l'efficacia terapeutica.
La somministrazione concomitante di carmustina e mitomicina (un antibiotico che possiede attività antitumorale) causa cambiamenti qualitativi e quantitativi del film corneale, con conseguente danno all'epitelio corneale e congiuntivale.
L'assunzione contemporanea di carmustina e cimetidina (un farmaco impiegato nel trattamento dell'ulcera gastrica) può aumentare la tossicità a carico del midollo osseo della carmustina stessa.

Effetti collaterali

La carmustina induce vari effetti collaterali. Tali effetti variano a seconda della patologia da trattare, della dose di farmaco somministrata e a seconda delle condizioni del paziente. Inoltre, c'è una grande variabilità di risposta alla terapia fra un individuo e l'altro, quindi non è detto che gli effetti collaterali si manifestino tutti e con la medesima intensità in ogni paziente.

Patologie gastrointestinali

La carmustina può causare nausea, vomito e diarrea.
Il vomito compare qualche ora dopo l'assunzione del farmaco e può durare anche due o tre giorni. Questo sintomo è controllato con l'utilizzo di farmaci antiemetici. Se il vomito persiste, è necessario informare il medico.
La diarrea può essere trattata con farmaci antidiarroici ed è necessario bere molto per reintegrare i liquidi persi.

Mielosoppressione

La carmustina può provocare mielosoppressione, cioè la soppressione dell'attività del midollo osseo. Questa soppressione causa una ridotta produzione di tutte le cellule ematiche che può portare a:

  • Anemia (diminuzione dei livelli ematici di emoglobina), il principale sintomo dell'insorgenza di anemia è la sensazione di spossatezza fisica;
  • Leucopenia (diminuzionedei livelli di globuli bianchi), con aumentata suscettibilità alla contrazione d'infezioni;
  • Piastrinopenia (diminuzione del numero di piastrine), questo porta alla comparsa di lividi e sanguinamenti anomali con aumentato rischio di emorragie.

Il farmaco favorisce, soprattutto, l'insorgenza di una marcata leucopenia e piastrinopenia.
La carmustina può anche provocare tossicità del midollo osseo ritardata.

Perdita di appetito

Il trattamento con carmustina può determinare una perdita di appetito e di peso corporeo. Il farmaco può, inoltre, causare disturbi del metabolismo e della nutrizione.

Riduzione della funzionalità epatica

La terapia con carmustina può causare una temporanea riduzione dell'attività epatica. La funzionalità epatica, comunque, dovrebbe normalizzarsi al termine del trattamento.

Modificazioni dei polmoni

La terapia con carmustina può causare una modifica del tessuto polmonare. È indispensabile informare l'oncologo qualora si manifestassero tosse e/o mancanza di respiro.

Infertilità

La carmustina può avere effetti sulla capacità di concepimento.

Patologie renali e urinarie

Il trattamento con carmustina può causare infezioni del tratto urinario e incontinenza.

Patologie del sistema nervoso centrale

La terapia con carmustina può causare confusione, convulsioni, edemi cerebrali, depressione, sonnolenza, vertigini e disordini della parola. Quando la carmustina è impiegata sotto forma di wafer da impianto possono manifestarsi convulsioni epilettiche. Tali convulsioni, però, sembrano essere causate dall'impianto in sé e non dal farmaco.

Altri effetti collaterali

Il trattamento con carmustina può anche causare difficoltà di deambulazione, alterazioni della vista e dolore oculare. Questi effetti collaterali sono piuttosto rari, ma - qualora si manifestino - è necessario informare immediatamente l'oncologo.

Meccanismo d'azione della carmustina

La carmustina è una nitrosourea appartenente alla classe degli agenti alchilanti. Il farmaco è altamente instabile, si decompone velocemente all'interno dell'ambiente acquoso cellulare dando origine a composti attivi che possiedono attività citotossica (tossica per le cellule). Questi composti sono in grado d'intercalare gruppi alchilici all'interno del doppio filamento di DNA. Le modifiche indotte sulla molecola di DNA impediscono alla cellula di replicarsi correttamente e la mandano incontro ad apoptosi (meccanismo di morte cellulare programmata).

Modalità d'uso e posologia

La carmustina è disponibile per la somministrazione endovenosa o come wafer da impianto.
La carmustina per somministrazione endovenosa si presenta come una polvere secca che deve essere disciolta in un'adeguata quantità di solvente prima dell'infusione. Può essere somministrata:

  • Per iniezione in vena attraverso una cannula (un sottile tubicino) che viene inserita in una vena di un braccio o di una mano;
  • Attraverso un catetere venoso centrale che viene inserito sottocute in una vena in prossimità della clavicola.

La posologia viene stabilita dal medico oncologo in base al tumore da trattare e alle condizioni del paziente.
Per quanto riguarda la carmustina sotto forma d'impianto, questo è utilizzato per il trattamento di tumori cerebrali. In particolare, l'impianto viene inserito nel cervello in seguito all'asportazione chirurgica del tumore o come aiuto alla radioterapia.

Gravidanza e Allattamento

Il trattamento con carmustina durante la gravidanza è sconsigliato perché il farmaco può causare danni al feto in via di sviluppo.
Durante la terapia con carmustina e per un certo periodo dal termine della stessa, sarebbe bene adottare precauzioni - da parte di entrambi i sessi - per evitare eventuali gravidanze.
Le madri in trattamento con carmustina non devono allattare al seno.

Controindicazioni

L'uso di carmustina è controindicato nei seguenti casi:

  • Ipersensibilità nota alla carmustina;
  • In gravidanza;
  • Durante l'allattamento.

Ultima modifica dell'articolo: 10/08/2016