Carcinomi: Definizione, Cause e Diagnosi

Generalità

Carcinoma è il termine medico che indica qualsiasi neoplasia maligna avente origine da una cellula di tipo epiteliale.
Le cellule di tipo epiteliale costituiscono i tessuti epiteliali; questi tessuti rivestono le superfici di tutte le strutture esterne e interne del corpo umano, cavità e ghiandole comprese.
CarcinomiI carcinomi sono tumori maligni altamente infiltranti e metastatizzanti.
A seconda della cellula epiteliale da cui tra origine, un carcinoma può essere: un carcinoma a cellule squamose, un adenocarcinoma, un carcinoma a cellule transizionali e un carcinoma a cellule basali.
Per diagnosticare un carcinoma è fondamentale l'esame bioptico (o biopsia). Dalla biopsia, i medici sono in grado di trarre informazioni relative alla stadiazione e al grado della neoplasia maligna.

Cos'è un carcinoma?

Un carcinoma è un tumore maligno - ossia un cancro - che trae origine da cellule di tipo epiteliale.
Costituenti il cosiddetto tessuto epiteliale, le cellule di tipo epiteliale sono quegli elementi cellulari che rivestono le superfici di tutte le strutture esterne e interne del corpo umano, comprese le cavità e le ghiandole.
Quindi, i carcinomi sono neoplasie maligne che originano dalle cellule epiteliali della pelle o dalle cellule epiteliali degli organi interni, quali per esempio il fegato, i reni, i polmoni, il pancreas, le mammelle, la prostata, i vari elementi che compongono l'apparato digerente ecc.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI DI UN CARCINOMA

Ogni carcinoma è una neoplasia maligna dal buon potere infiltrante e metastatizzante.
Con potere infiltrante (o potere infiltrativo), i medici intendono la capacità di un carcinoma di “intaccare” le regioni anatomiche adiacenti, facendosi largo in mezzo ad altri organi o barriere tissutali.
Con potere metastatizzante, invece, fanno riferimento alla facoltà delle cellule di un carcinoma di diffondersi, attraverso il sangue o il circolo linfatico, in altri organi o tessuti del corpo umano.

  • Le cellule dei carcinomi (e dei tumori maligni in generale) che contaminano organi e tessuti distanti dalla sede di formazione tumorale prendono il nome di metastasi.
  • Il processo che porta alla generazione di metastasi è noto come metastatizzazione.

ORIGINE DEL NOME

La parola carcinoma deriva dal termine greco “karkinoma” (καρκίνωμα), che significa “piaga” o “ulcera”.
“Karkinoma”, a sua volta, proviene da “karkinos”, che vuol dire “granchio”.

EPIDEMIOLOGIA

Il carcinoma, inteso come categoria di tumori maligni, rappresenta la più comune forma di neoplasia maligna nell'essere umano.
Secondo una statistica anglosassone, circa 80-85 casi di cancro ogni 100 sarebbero carcinomi.

Cause

Il corpo umano contiene poco più di 37 trilioni di cellule. Queste cellule hanno un ciclo vitale, che comporta fasi di crescita, di divisione e di morte. L'intero ciclo vitale di una generica cellula del corpo umano dipende dal suo patrimonio genetico, contenuto nel nucleo cellulare e noto come DNA. Il DNA è una macchina altamente efficiente e precisa, capace di dirigere e controllare accuratamente le fasi di crescita, divisione e morte.
Un carcinoma insorge a seguito di un danno irreparabile a carico del DNA (mutazione), danno che impedisce allo stesso DNA di regolare con precisione e accuratezza i processi cellulari di crescita, divisione e morte.
Ne consegue che la cellula o le cellule coinvolte dalla mutazione del patrimonio genetico crescono e si dividono in maniera incontrollata (si parla anche di proliferazione cellulare incontrollata).
Le cellule di un carcinoma - ma in realtà tutte le cellule di una neoplasia maligna - prendono anche il nome di “cellule impazzite”: questa dicitura sta a indicare proprio l'anomalia che le contraddistingue e la caratteristica mancanza di controllo nei processi di crescita e divisione.

QUALCHE DETTAGLIO IN PIÙ SUI PROCESSI MUTAZIONALI

A provocare un qualsiasi carcinoma - così come ogni altro tumore maligno - non è mai una singola mutazione del DNA, ma una serie di mutazioni.
In genere, le mutazioni che causano un carcinoma, in un essere umano, compaiono in diversi momenti della vita; in altre parole, la proliferazione cellulare incontrollata, tipica dei carcinomi, è frutto di un lento accumulo di mutazioni, durante il processo di invecchiamento.
Il lento accumularsi di mutazioni nel corso della vita, da parte di chi sviluppa un carcinoma, spiega per quale motivo i pazienti sono solitamente persone anziane. Giovani con un carcinoma sono individui particolarmente sfortunati, in quanto, per loro, l'accumulo di mutazioni è stato assai rapido.


Curiosità: il DNA possiede un sistema di difesa che corregge le mutazioni
Tra le varie attività del DNA umano, c'è anche quella di generare delle proteine deputate a correggere le mutazioni che, nel corso della vita, interessano il DNA stesso. In altre parole, il nostro patrimonio genetico possiede un sistema di autodifesa contro le mutazioni.
Questo sistema di autodifesa è molto efficace; tuttavia, in alcuni casi, fallisce o commette degli errori e questo comporta la permanenza di una o più mutazioni a carico del DNA.
Sono in genere gli errori da parte del sistema di difesa contro le mutazioni che pongono le basi per lo sviluppo di neoplasie di tipo maligno.

Classificazione

In genere, i medici classificano il carcinoma (inteso come categoria di tumori maligni) in base al tipo di cellula epiteliale da cui origina la neoplasia.
Secondo una siffatta classificazione, esistono quattro tipologie principali di carcinoma:

  • Il carcinoma a cellule squamose (o carcinoma squamoso). I carcinomi di questa tipologia originano a partire dalle cosiddette cellule squamose.
    Le cellule squamose sono piatte e caratterizzano, soprattutto, gli strati più esterni della pelle (precisamente l'epidermide) e la parete interna di rivestimento di organi come la gola o l'esofago.
    Esempi di carcinomi a cellule squamose sono alcuni tumori maligni della pelle (carcinoma spinocellulare), i tumori maligni del cavo orale (tumore alla gola, tumore alla bocca, tumore alla lingua ecc) e una parte dei tumori maligni dell'apparato digerente (tumori dell'esofago, del colon, del retto ecc).
  • L'adenocarcinoma. Gli adenocarcinomi sono carcinomi che originano dalle cellule di ghiandole, quali per esempio le mammelle o il pancreas (N.B: in medicina, il prefisso “adeno” indica proprio l'apparato ghiandolare).
    Esempi di adenocarcinomi sono il tumore maligno della mammella, il tumore maligno del pancreas, alcuni tumori dell'apparato digerente (tumori del colon e del retto) e il tumore maligno della prostata.
  • Il carcinoma a cellule transizionali (o carcinoma transizionale). I carcinomi di questa tipologia traggono origine a partire dalle cellule costituenti gli epiteli di transizione.
    Gli epiteli di transizione sono formazioni cellulari particolari, capaci di distendersi e dotate di impermeabilità. In genere, localizzano a livello del tratto urinario, ricoprendo la parete interna della vescica o di parte dell'uretra.
    Esempi di carcinomi a cellule transizionali sono i tumori maligni delle vie urinarie (vescica e uretra in particolare).
  • Il carcinoma basocellulare. I carcinomi basocellulari sono carcinomi che nascono dalle cellule basali. Le cellule basali sono elementi cellulari di forma cubica o cilindrica, situati alla base dell'epidermide, a diretto contatto con il derma sottostante.
    Il più classico dei carcinomi basocellulari è il basalioma della pelle.

ALTRA CLASSIFICAZIONE

È possibile classificare il carcinoma con un altro criterio.
Tale criterio considera non solo il tipo, ma anche alcune caratteristiche delle cellule epiteliali, dopo la comparsa della neoplasia.

Ne risulta che esistono almeno 6 tipologie di carcinomi:

  • L'adenocarcinoma. Coincide, di fatto, con l'adenocarcinoma della classificazione precedente.
  • Il carcinoma a cellule squamose. Vale quanto detto per l'adenocarcinoma, ossia coincide con il carcinoma a cellule squamose della classificazione precedente.
  • Il carcinoma adenosquamoso. Consiste in un carcinoma che contiene sia cellule tumorali di un adenocarcinoma, sia cellule tumorali di un carcinoma a cellule squamose.
  • Il carcinoma anaplastico. È un carcinoma le cui cellule tumorali costituenti hanno subìto diverse alterazioni istologiche e citologiche, tanto che è difficile capirne l'origine.
    I carcinomi anaplastici prendono anche il nome di carcinomi indifferenziati.
  • Il carcinoma a grandi cellule. È una tipologia di carcinoma caratterizzata da cellule allargate, di forma rotonda o poligonale e con abbondante citoplasma.
  • Il carcinoma a piccole cellule. Consiste in un carcinoma le cui cellule tumorali sono tonde, di piccole dimensioni e con poco citoplasma.
    Talvolta, le cellule neoplastiche possono apparire poligonali e di forma fusiforme.

CARCINOMA IN SITU

Con il termine di carcinoma in situ, i medici intendono una proliferazione atipica di cellule epiteliali, le quali, nonostante alcune caratteristiche tipiche delle cellule tumorali maligne, non possiedono lo stesso potere infiltrante e metastatizzante di quest'ultime.
Il carcinoma in situ, quindi, è una forma tumorale pre-cancerosa, meno pericolosa di un carcinoma vero e proprio, e più facilmente curabile.

Diagnosi

Per una diagnosi di carcinoma accurata e che comprenda informazioni sul tipo di cellula epiteliale di partenza e la sua gravità, i medici devono ricorrere a una biopsia.
L'esame bioptico, infatti, permette di studiare nel dettaglio le caratteristiche cellulari e molecolari del tessuto epiteliale maligno, rappresentante la massa tumorale.
Nel descrivere un carcinoma (così come un qualsiasi altro tumore maligno), sono molto importanti due parametri, noti come stadiazione e grado.

STADIAZIONE

La stadiazione di un tumore maligno (quindi anche di un carcinoma) comprende tutte quelle informazioni, raccolte durante la biopsia, che riguardano la grandezza della neoplasia, il suo potere infiltrante e le sue capacità metastatizzanti.
Per convenzione, i medici hanno stabilito che esistono 4 diversi livelli di stadiazione, identificati con i numeri romani da I a IV. Dal meno grave al più grave, questi livelli di stadiazione sono:

  • Stadio I: rientrano nello stadio I tutti i carcinomi di dimensioni inferiori ai 2 centimetri e che non hanno ancora invaso alcuna struttura anatomica adiacente (quindi sono circoscritti alla zona di formazione).
    In generale, un carcinoma allo stadio I è trattabile con buoni risultati: sia l'asportazione chirurgica che la chemioterapia e la radioterapia sono molto efficaci.
    Può complicare il trattamento una massa tumorale localizzata in una sede particolarmente scomoda da raggiungere tramite le strumentazioni medico-chirurgiche.
  • Stadio II: rientrano nello stadio II tutti i carcinomi di dimensioni comprese tra i 2 e i 5 centimetri e che sono ancora circoscritti alla zona d'origine.
    In generale, un carcinoma allo stadio II è trattabile con buoni risultati.
    Come nel caso precedente, può complicare il trattamento una massa tumorale formatasi in un punto particolarmente scomodo da raggiungere tramite le strumentazioni medico-chirurgiche.
  • Stadio III: rientrano nello stadio III tutti i carcinomi di dimensioni superiori ai 5 centimetri e che hanno invaso, con le loro cellule maligne, i linfonodi regionali (cioè quelli limitrofi alla zona d'insorgenza) e alcune strutture anatomiche adiacenti.
    Le possibilità di cura di un carcinoma allo stadio III sono decisamente inferiori rispetto ai due casi precedenti (stadio I e stadio II). Le difficoltà di trattamento sono legate alla dispersione delle cellule maligne in mezzo alle cellule sane dei tessuti circostanti e alla necessità di dover rimuovere anche i linfonodi “contaminati”.
  • Stadio IV: rientrano nello stadio IV tutti quei carcinomi che, a prescindere dalle dimensioni, hanno invaso i tessuti anatomici adiacenti alla zona d'origine della neoplasia e hanno disseminato metastasi in giro per l'organismo.
    Le possibilità di cura di un carcinoma allo stadio IV sono esigue. Infatti, la rimozione della massa tumorale è notevolmente complessa e infruttuosa, così come il trattamento delle metastasi.

In realtà, il quadro della stadiazione è alquanto più complesso di quanto presentato poc'anzi. Infatti, includerebbe anche dei sottostadi e una classificazione delle metastasi legata alla loro presenza/assenza o alla loro vicinanza/lontananza.

GRADO

Il grado di un tumore maligno, carcinoma incluso, comprende tutte quei dati, raccolti durante l'esame bioptico, che concernono l'entità di trasformazione delle cellule tumorali maligne, rispetto alle loro controparti sane. In altre parole, è un indice di quanto la tumorigenesi (cioè la formazione della neoplasia) abbia inciso sull'aspetto morfologico delle cellule epiteliali interessate, modificandone l'aspetto originale.
Per convenzione, i medici hanno stabilito che esistono 4 diversi gradi, di gravità crescente e identificati con i numeri arabi da 1 a 4:

  • Grado 1: è di grado 1 un carcinoma le cui cellule maligne assomigliano ancora molto alle controparti sane. Questa particolare somiglianza permette ai medici di stabilire con estrema facilità il tipo di cellula epiteliale che ha dato origine alla neoplasia.
    Noti anche come carcinomi ben differenziati, i carcinomi di grado 1 sono le forme di carcinoma meno gravi e più facilmente trattabili.
  • Grado 2: è di grado 2 un carcinoma le cui cellule maligne, pur assomigliando ancora alle controparti sane, presentano alcune lievi caratteristiche tipicamente tumorali, quali: l'irregolarità nella forma e la pluristratificazione cellulare (almeno 7 strati di cellule sovrapposte).
    Noti anche come carcinomi moderatamente differenziati, i carcinomi di grado 2 sono forme di carcinoma dalla gravità medio-bassa e dalle buone possibilità di cura.
  • Grado 3: è di grado 3 un carcinoma le cui cellule maligne assomigliano poco alle loro controparti sane; hanno un aspetto particolarmente irregolare, formano numerosi strati (più di 10) e possiedono una discreta mitosi (mitosi = divisione cellulare).
    Noti anche come carcinomi mal differenziati, i carcinomi di grado 3 sono forme di carcinoma di gravità medio-elevata e dalle ridotte possibilità di cura.
  • Grado 4: è di grado 4 un carcinoma le cui cellule maligne non presentano più alcuna somiglianza con le controparti sane, sono estremamente disorganizzate e irregolari nella forma e possiedono un'elevata mitosi (cioè si dividono con alta frequenza).
    Noti anche come carcinomi indifferenziati, i carcinomi di grado 4 sono le forme di carcinoma più gravi e dalle esigue possibilità di cura.

Prognosi

In genere, la prognosi di un carcinoma dipende dalla sua stadiazione e dal suo grado.