Brachiterapia

Generalità

La brachiterapia, o radioterapia interna, consiste nel porre una sorgente radioattiva a diretto contatto con il tumore. Questa forma di trattamento ha il pregio di esporre alle radiazioni soltanto la zona anatomica affetta, risparmiando così i tessuti circostanti sani. Inoltre, si realizza in tempi molto rapidi e con poche sedute terapeutiche.

Brachiterapia

Figura: un'interessante immagine diagnostica della zona pelvica, che mostra le sorgenti radioattive (in questo caso dei semi simili a chicchi di riso) inserite all'interno del corpo, per curare un tumore. Dal sito: abitarearoma.net

La procedura può essere messa in pratica in modi diversi, a seconda di come si presenta il tumore (sede e dimensioni) e delle condizioni di salute del paziente.

Cos'è la brachiterapia?

La brachiterapia è un tipo di radioterapia in cui è previsto il posizionamento di materiale radioattivo all'interno del corpo, in prossimità del tumore da curare. Ciò spiega per quale motivo la brachiterapia si definisce anche radioterapia interna.
Il materiale radioattivo, composto da radioisotopi, può essere applicato a dei supporti cilindrici, piccole sferette o semi simili a chicchi di riso (la scelta dipende dalle esigenze), quindi impiantato nella sede più opportuna per agire da sorgente interna di radiazioni. Tali radiazioni servono a distruggere le cellule che compongono la massa tumorale in accrescimento.

VANTAGGI DELLA BRACHITERAPIA

I punti di forza principali della brachiterapia sono tre.
Il primo vantaggio è quello di garantire un'esposizione limitata alle radiazioni e meno danni ai tessuti sani: infatti, a differenza di quanto accade per la radioterapia esterna (che colpisce una zona estesa del corpo), la radioterapia interna "opera" soltanto sull'area occupata dal tumore.
Il secondo vantaggio è connesso al primo e consiste nella possibilità di aumentare la dose di radioattività emessa dalla sorgente, in quanto questa è diretta esclusivamente contro la massa tumorale. In realtà, come si vedrà più avanti, le quantità di radiazioni emesse non sono sempre elevate: in alcuni casi, infatti, si opta per un trattamento a dosi più basse, ma assai prolungato.
Il terzo vantaggio, infine, riguarda la velocità del trattamento. Mentre la radioterapia esterna si svolge in molte sedute (il cui tempo che le separa, inoltre, permette ai residui del tumore di riprendere la crescita), la brachiterapia è immediata e di rapida esecuzione. Come si vedrà, non richiede particolari strumentazioni e consente al paziente, in alcuni casi, di sottoporsi al trattamento e, nello stesso tempo, continuare nelle proprie attività quotidiane.

Quando si mette in pratica?

La brachiterapia viene adottata per la cura di diversi tumori, che colpiscono:

La brachiterapia, come la radioterapia esterna, è un trattamento che si può praticare da solo o in associazione con altri trattamenti antitumorali. Per esempio, nei casi di tumori accessibili al chirurgo, la brachiterapia può essere adottata a completamento di un primo intervento di rimozione chirurgica; nei casi di neoplasie non operabili, invece, la radioterapia interna può rappresentare l'unica soluzione praticabile.
Talvolta, è possibile che si ricorra, contemporaneamente, a brachiterapia e radioterapia esterna, per ottenere un risultato terapeutico migliore.


Brachiterapia Tumori
Figura: i distretti anatomici, che, colpiti da un tumore, possono essere trattati con brachiterapia. Da en.wikipedia.org

Gli effetti collaterali

Dal momento che, seppur limitatamente, la brachiterapia espone a radiazioni, essa può produrre anche degli altri effetti collaterali, di tipo generale e di tipo specifico.
Effetti collaterali generali: sono gonfiore e dolore in corrispondenza dell'area in cui si è posizionata la sorgente radioattiva.
Effetti collaterali specifici: dipendono dal tumore in questione e dalla zona in cui esso insorge. Per conoscere, nel dettaglio, le conseguenze del trattamento, è opportuno interpellare il proprio medico curante.

Come ci si prepara?

Prima di iniziare la brachiterapia, il paziente affetto da tumore deve sottoporsi a diversi esami diagnostici, come la tomografia assiale computerizzata (TAC) e la risonanza magnetica nucleare (RMN), per definire sede e dimensioni del tumore.
Una volta in possesso di questi dati, sarà un radioterapista oncologo a pianificare il percorso terapeutico più adeguato.

I dettagli della procedura

Come si è detto, la brachiterapia prevede il posizionamento di una sorgente radioattiva vicino al tumore. Tale procedura si può svolgere in vari modi, a seconda della dimensione del tumore, della sede di quest'ultimo e dello stato di salute del paziente.
I tre parametri sottoriportati servono a distinguere le varie tipologie di brachiterapia, tuttavia, come noterà anche il lettore al termine della trattazione, tale distinzione è solo formale. Gli unici fattori che influenzano la procedura sono le caratteristiche del tumore e le condizioni del malato.

  • Sede di collocamento della sorgente radioattiva
  • Intensità della radioattività
  • Durata del trattamento

SEDE DI COLLOCAMENTO: BRACHITERAPIA INTERSTIZIALE O DI CONTATTO

In base a dove si inserisce il materiale radioattivo, la brachiterapia può essere interstiziale o di contatto.

  • Nella brachiterapia interstiziale, le sorgenti radioattive sono inserite direttamente all'interno del tessuto affetto da tumore. Tali sorgenti, di solito, sono delle sferette o dei piccoli semi, simili a chicchi di riso; il loro preciso collocamento si effettua tramite aghi, cateteri o speciali applicatori, con l'ausilio delle strumentazioni di diagnostica per immagini (TAC o ecografia). Il momento più indicato per posizionare le sorgenti dipende dal tumore e dalla sua gravità: nelle neoplasie severe, in cui chirurgo non riesce a eliminare del tutto la massa tumorale, è possibile applicare semi o sferette già al termine dell'intervento chirurgico.
    Esempi di tumori per i quali è prevista la cosiddetta brachiterapia interstiziale, sono le neoplasie del seno e della prostata.
  • Nella brachiterapia di contatto, le sorgente radioattive sono inserite negli spazi vicini ai tessuti bersaglio, solitamente cavità del corpo ma non solo, visto che questa metodica è usata anche per la cura dei tumori della pelle. I radioisotopi sono rilasciati da supporti di forma cilindrica o tubolare (cilindri o tubicini), collocati direttamente dalla mano del chirurgo o tramite una macchinario computerizzato. Anche in questo caso, per la corretta esecuzione della procedura, è richiesta la guida di strumenti diagnostici, quali TAC ed ecografia.
    Alcuni esempi di tumori trattati con brachiterapia di contatto sono quelli dell'utero, della cervice, della vagina, della pelle o dell'apparato digerente (si veda tabella).
Brachiterapia di contatto

Sede intracavitaria

Sede intraluminale

Sede superficiale

Sede vascolare

Utero
Cervice uterina
Vagina

Trachea
Esofago

Cute

Vasi sanguigni


Radioterapia interna

Figura: i semi con cui si esegue la brachiterapia. Simili a chicchi di riso, vengono “caricati” di materiale radioattivo e poi inseriti nel tessuto colpito dal tumore. Dal sito: http://en.wikipedia.org/

Tabella: sono riportate le varie forme di brachiterapia di contatto (intracavitaria, intraluminale, superficiale e vascolare) e almeno un esempio di sede tumorale per ciascuna di esse.

LA DOSE DI RADIOATTIVITà€: BRACHITERAPIA AD ALTA O A BASSA DOSE

In base alla dose di radioisotopi rilasciata dalle sorgenti, la brachiterapia può distinguersi in brachiterapia ad alta dose di radioattività e in brachiterapia a bassa dose di radioattività. Ecco di seguito le implicazioni di ciascuna procedura:

  • Brachiterapia ad alta dose di radioattività. In questi casi, è previsto il posizionamento di sorgenti radioattive molto potenti, tanto che il trattamento dura pochi minuti (non più di 20) e viene ripetuto massimo due volte al giorno, per pochi giorni o settimane. Non è previsto un vero ricovero ospedaliero del paziente, bensì un suo isolamento (in una stanza apposita del centro di cura) lungo quanto l'esposizione al materiale radioattivo. Al termine del trattamento, viene rimossa la sorgente radioattiva e il paziente può lasciare l'ospedale e tornare alle proprie attività quotidiane.
    Accorgimenti, durante il periodo di trattamento: è importante che il paziente non entri in contatto con nessuno (tranne il personale medico adeguatamente protetto), per il rischio di contaminazione da radiazioni.
    Dolore o disagi, durante il periodo di trattamento: la brachiterapia ad alte dosi non provoca, solitamente, dolore; inoltre, la stanza di isolamento è dotata di tutti i confort. Eventuali disagi possono insorgere al momento dell'inserimento delle sorgenti.
  • Brachiterapia a bassa dose di radioattività. Si ricorre all'inserimento di sorgenti poco potenti ed è prevista un'esposizione lunga molte ore, se non anche giorni. Ovviamente, il paziente va ricoverato e tenuto il più possibile isolato, nonostante la bassa radioattività. Esistono stanze dotate di tutti i confort, in cui il malato può sentirsi a suo agio.
    Conclusa la terapia, il materiale radioattivo viene rimosso e il paziente può tornare alle sue attività quotidiane.
    Accorgimenti, durante il periodo di trattamento: le visite al paziente, da parte dei familiari, devono essere ridotte all'essenziale. Inoltre, è bene che bambini e donne incinte evitino di prendere contatto con gli individui sotto cura.
    Dolore o disagi, durante il periodo di trattamento: in genere, la brachiterapia a basse dosi non provoca dolori, e se questi dovessero insorgere il personale medico è comunque pronto a intervenire. Qualche disagio può comparire a causa dell'isolamento forzato o al momento dell'inserimento del materiale radioattivo.

DURATA DEL TRATTAMENTO: PERMANENTE O TEMPORANEO

Premessa: i materiali radioattivi, usati per la brachiterapia, non sono eterni, ma vanno incontro al cosiddetto fenomeno del decadimento radioattivo, ovvero la perdita progressiva della capacità radioattiva. Tale processo dura qualche settimana e, una volta terminato, i supporti (semi, cilindri ecc.) sono "scarichi" e privi di qualsiasi effetto.

Le sorgenti radioattive possono essere lasciate in sede in modo stabile oppure rimosse e sostituite a intervalli regolari. Nel primo caso, si parla di brachiterapia permanente, mentre, nel secondo, di brachiterapia temporanea. Nel dettaglio:

  • La brachiterapia permanente. Questa metodica prevede l'inserimento di semi a bassissima radioattività, i quali, una volta sistemati a dovere, vengono lasciati in sede anche dopo il loro decadimento. Tali sorgenti, infatti, non sono in alcun modo nocive per il paziente. La dose di materiale radioattivo è così bassa che l'individuo trattato non rappresenta alcun pericolo per le persone che lo circondano quotidianamente.
    Accorgimenti, durante il periodo di trattamento: sebbene il rischio di diffondere radiazioni nocive sia molto basso, si consiglia, al paziente, un contatto stretto con bambini e donne incinte. Tale restrizione dura qualche settimana o qualche mese, a seconda di quando finisce la carica radioattiva della sorgente.
    Dolori o disagi, durante il periodo di trattamento: in alcuni aree del corpo, l'inserimento dei semi può essere doloroso. Tuttavia, una volta collocati in sede, il dolore cessa e il paziente non avverte, di solito, alcun disturbo particolare.
  • La brachiterapia temporanea. Questo protocollo terapeutico prevede il collocamento, la sostituzione (a decadimento avvenuto) e la rimozione definitiva delle sorgenti radioattive. La dose di radioattività può essere bassa o alta, a seconda del tumore che si tra trattando. La durata del trattamento va da poche ore a massimo 24 ore, in base al potere radioattivo delle sorgenti. È richiesto l'isolamento del paziente al momento della cura.
    Accorgimenti, durante il periodo di trattamento: sono gli stessi descritti per le brachiterapie ad alte dosi e a basse dosi di radioattività.
    Dolori o disagi, durante il periodo di trattamento: l'inserimento potrebbe essere doloroso.

I risultati

I risultati e l'efficacia della brachiterapia, così come accade per molte altre terapie antitumorali, rappresentano un'incognita. Ogni paziente, infatti, risponde alle cure in modo diverso e ciò dipende esclusivamente dalle caratteristiche del tumore, cioè se è grave, infiltrato, benigno, maligno, a lenta crescita ecc.
In ogni caso, per capire se ci sono stati dei benefici dopo la brachiterapia, occorre eseguire degli esami diagnostici, quali TAC e RMN.