Brachicefalia

Generalità

La brachicefalia è un'anormalità cranica tipica degli infanti, caratterizzata dall'appiattimento posteriore della volta cranica.
In genere, questo appiattimento rende la testa particolarmente ampia, alta e - se la si osserva dall'alto - simile a un trapezio.
BrachicefaliaLe cause di brachicefalia sono numerose; la più comune è sicuramente il prolungato appoggio della testa sul letto (o la culla), nel corso della notte e dei riposini diurni.
Salvo casi particolari, per risolversi positivamente le anomalie della brachicefalia non hanno bisogno di trattamenti medici particolari, ma soltanto di semplici accorgimenti, come per esempio: variare la posizione del bambino quando è sveglio, metterlo a dormire su un ripiano leggermente inclinato ecc.

Richiami di anatomia del cranio umano

Provvisto di ossa e cartilagini, il cranio è la struttura scheletrica della testa che costituisce la faccia e protegge il cervello, il cervelletto, il tronco encefalico e gli organi sensoriali.
Contrariamente a ciò che molte persone credono, la sua organizzazione è assai complessa, forse tra le più complicate del corpo umano. Infatti, presenta tra le 22 e le 28 ossa, le quali sono pari e impari, possiedono una forma irregolare e sono di tipo piatto (ossa piatte).
Per semplificare lo studio e la comprensione del cranio, gli anatomisti hanno pensato di suddividerlo in due compartimenti, chiamati neurocranio e splancnocranio.

NEUROCRANIO

Il neurocranio è la regione cranica superiore, contenente l'encefalo e alcuni dei principali organi sensoriali. Le sue ossa più importanti - rigorosamente piatte - sono le ossa frontali, temporali, parietali e occipitali; queste, nel loro insieme, formano la cosiddetta volta cranica.

SPLANCNOCRANIO

Lo splancnocranio, o massiccio facciale, è la regione antero-inferiore del cranio, composta da ossa pari e impari. Rappresenta la struttura scheletrica della faccia, pertanto contiene elementi ossei come la mandibola, la mascella superiore, gli zigomi, l'osso nasale ecc.

neurocranio splacnocranio
Figura: cranio umano. Sono riportate le principali ossa della volta cranica e la suddivisione anatomica neurocranio/splancnocranio (N.B: la linea rossa separa idealmente il neurocranio dallo splancnocranio).

SVILUPPO DEL CRANIO

Alla nascita e durante i primi mesi di vita, le ossa craniche dei neonati - specie quelle della volta cranica - sono facilmente modellabili, in quanto ancora molli, tenere e non fuse tra di loro.
Con la crescita, si fondono in alcuni punti strategici (suture craniche) e la loro consistenza cambia: diventano man mano più “forti”, meno malleabili e più resistenti agli urti e alle pressioni costanti.
Questo processo, che comporta il rafforzamento progressivo delle ossa craniche, fa parte dei numerosi meccanismi di ossificazione, riguardanti il corpo umano.

Cos'è la brachicefalia?

La brachicefalia è un'anomalia morfologica del cranio, tipica dei bambini piccoli, caratterizzata da un appiattimento generalizzato del compartimento occipitale (quindi posteriore) della volta cranica.
L'appiattimento (o schiacciamento) fa sì che la testa appaia sviluppata in ampiezza e assai più corta, rispetto al normale.
Se non è di grado severo o sostenuta da cause particolarmente gravi, la brachicefalia è una condizione che, di solito, guarisce senza particolari trattamenti medici.


Brachicefalia lieve moderata grave

Figura: a partire dalla sinistra, le foto propongono un bambino con testa normale (normocefalia), un caso di brachicefalia lieve, uno caso di brachicefalia moderata e un caso di brachicefalia severa. Dal sito: www.cranialtech.com

ORIGINE DEL NOME

La parola brachicefalia deriva dall'unione di due termini di origine greca: “brachys” (βρᾰχῠ́ς‚), che significa “corto”, e “chefale” (κεφαλή), che vuol dire “testa”.
Quindi, il significato letterale di brachicefalia è “testa corta”.

BRACHICEFALIA E TESTA PIATTA NEL NEONATO

Insieme alla plagiocefalia, la brachicefalia rappresenta una delle due cause di una condizione più generale, nota come testa piatta nel neonato o sindrome della testa piatta.

PERCHé‰ COLPISCE I BAMBINI PICCOLI?

La brachicefalia interessa i neonati e i bambini di giovanissima età, perché le ossa della volta cranica sono ancora molli e malleabili (cioè modificabili).

Cause di brachicefalia

La brachicefalia ha diverse cause.
Attualmente, la più comune è il prolungato posizionamento supino del bambino, durante la notte e durante i sonnellini giornalieri. Infatti, la posizione supina può comportare l'appoggio totale dell'intera regione posteriore della testa sul letto o sulla culla, in cui il bambino dorme. Tutto ciò provoca una pressione anormale, ai danni della regione cranica interessata; pressione che, col tempo e per l'elevata malleabilità delle ossa craniche dell'infante, può indurre una modificazione della forma del cranio.
La brachicefalia che deriva dal prolungato posizionamento supino del bambino prende il nome di brachicefalia posturale.

Attenzione: leggendo quanto sopra, alcuni lettori potrebbero considerare errato adagiare sulla schiena il proprio bambino, mentre dorme. Tuttavia, è doveroso precisare che non è affatto così: la posizione supina è corretta e, a differenza di quella su un fianco o sulla pancia, non rientra tra i fattori favorenti la cosiddetta morte improvvisa del lattante (SIDS).

ALTRE POSSIBILI CAUSE

Tra le altre varie cause di brachicefalia, rientrano:

  • Alcune problematiche dell'utero e della vita intrauterina.
    Secondo alcune ricerche, l'insufficienza di liquido amniotico - condizione che prende il nome di oligoidramnios - sarebbe responsabile di alterazioni morfologiche della testa, tra cui la brachicefalia e la plagiocefalia.
    In particolare, risulterebbe determinante nel momento in cui il feto, durante il travaglio, attraversa il canale cervicale dell'utero.
  • La nascita prematura.
    Nell'attraversare il canale cervicale, i bambini che nascono prima del tempo hanno una maggiore tendenza a subire un'alterazione della forma del cranio, in quanto la malleabilità e la mollezza delle ossa craniche sono ancora più elevate rispetto ai soggetti partoriti a termine.
    A tal proposito, si ricorda ai lettori che le ultime settimane di gravidanza sono determinanti per rinforzare le ossa craniche e renderle resistenti quanto basta per non subire alterazioni durante l'attraversamento del canale cervicale.
  • La craniosinostosi.
    Craniosinostosi è il termine con cui i medici indicano un'anomalia del cranio, successiva alla fusione prematura di una o più suture craniche.
    La craniosinostosi responsabile di brachicefalia è quella che interessa le suture coronali, le quali risiedono tra l'osso frontale e le ossa parietali.
    Come si vedrà più avanti, la craniosinostosi delle suture coronali richiede sempre un intervento chirurgico e ciò contraddistingue la brachicefalia dovuta alla fusione prematura delle suddette suture da quella dovuta a una delle cause precedenti.

EPIDEMIOLOGIA

La brachicefalia è molto più comune oggi che in passato, a causa di un incremento marcato dei casi di brachicefalia posturale. È diffusa in maniera pressoché uguale in tutte le varie etnie mondiali e non predilige un sesso in particolare.

Sintomi, segni e complicazioni

Il segno clinico che caratterizza ogni caso di brachicefalia è l'appiattimento generalizzato di tutta la parte posteriore della testa.
Questa tipica manifestazione comporta solitamente:

  • La presenza di una testa più ampia del normale. È una caratteristiche riscontrabile mettendo a confronto un individuo sano con uno affetto da brachicefalia.
  • Una testa più alta del normale. Può sommarsi alla caratteristica precedente.
  • La mancanza della classica curva posteriore della testa.
  • La mancata proporzionalità tra la faccia e la testa. Ciò è dovuto alla testa che è sviluppata in ampiezza.
  • Orecchie sporgenti.
  • La forma trapezoidale della testa (N.B: se si osserva il paziente dall'alto).

COMPLICAZIONI

In genere, la brachicefalia rappresenta un inconveniente soltanto estetico, inconveniente che, fra le altre cose, è di norma temporaneo.
È molto raro che induca complicazioni: quando ne è responsabile, queste sono spesso associate a craniosinostosi, una condizione assai poco comune, che riguarda un neonato ogni 1.800-3.000.

Diagnosi

In genere, per diagnosticare la brachicefalia e le altre anomalie che l'accompagnano, è sufficiente l'esame obiettivo.
In medicina, con esame obiettivo si indica la valutazione, da parte del medico, dei sintomi e dei segni presenti e/o riportati dal paziente.
Il ricorso a esami diagnostici più specifici - nella fattispecie test strumentali come i raggi X o la TAC - avviene solo in presenza di dubbi relativi alle cause; laddove ci sia il sospetto di una craniosinostosi, il medico curante ha il dovere di indagare approfonditamente la situazione, per capire come agire dal punto di vista terapeutico.

Terapia

Il trattamento adottato varia a seconda della gravità della brachicefalia.
In caso di lieve appiattimento, l'anomalia guarisce generalmente senza particolari cure; in questi casi è sufficiente la messa in pratica (da parte dei genitori) di alcuni semplici accorgimenti, il cui scopo comune è ridurre la pressione sulla zona posteriore del cranio.
In caso di schiacciamenti più marcati, i suddetti accorgimenti sono comunque utili, tuttavia potrebbero non bastare al raggiungimento della guarigione. Infatti, in questi frangenti, è probabile che il rimodellamento della testa sia solo parziale, quindi l'anomalia morfologica può lasciare dei segni del suo passaggio.
Infine, meritano una citazione a parte i casi di brachicefalia sostenuti da craniosinostosi: questi richiedono un trattamento medico specifico, la cui mancata applicazione tende ad avere ripercussioni permanenti.

SEMPLICI RIMEDI PER RIDURRE LA PRESSIONE SULLA TESTA

Gli accorgimenti che permettono di ridurre la pressione sulla zona posteriore della testa sono:

  • Quando il bambino è sveglio,
    • Fargli assumere delle posizioni tali per cui non appoggi la parte posteriore della testa sul ripiano in cui si trova. Una soluzione valida è adagiarlo sulla pancia (cioè prono), avendo cura di mantenerlo sempre sveglio e di stare in sua compagnia per tutto il tempo che rimane in tale posizione. Tali precauzioni si spiegano con il legame, già ricordato, tra la posizione prona durante il sonno e la morte improvvisa del lattante.
  • Quando il bambino dorme,
    • Evitare di posizionarlo sempre con la testa dritta, cioè in asse con il corpo. In altre parole, cambiare spesso la sua posizione, così che non vi sia una particolare regione della testa sottoposta a pressioni maggiori, rispetto ad altre.
      Se tale raccomandazione risulta di difficile attuazione, è bene mettere a dormire il bambino su un ripiano leggermente inclinato o piatto.
  • Quando il bambino gioca,
    • Cambiare spesso la posizione dei giocattoli che attirano di più la sua attenzione. Questo può essere un modo per fargli girare di frequente la testa, quando è sul suo lettino.
  • Quando si è in viaggio con il bambino o lo si porta a passeggio,
    • Provvedere all'utilizzo di seggiolini e passeggini che non comportino un'eccessiva pressione sull'intera regione occipitale della testa.
      Anche in questo caso, è fondamentale che il genitore faccia cambiare spesso, al bambino, la posizione della testa.
      Un rimedio particolarmente valido è quello di usare le fasce o gli zaini porta-bebè, che permettono al genitore di tenere il neonato davanti a sé, senza che quest'ultimo appoggi il capo su qualche ripiano.

Prima che questi accorgimenti comincino a dare i loro frutti, i genitori potrebbero dover attendere dalle 6 alle 8 settimane.

IN PRESENZA DI CRANIOSINOSTOSI

La brachicefalia dovuta a craniosinostosi richiede un'operazione chirurgica ad hoc, il cui scopo è separare le suture craniche fusesi precocemente tra loro.
Per conoscere i vari passaggi dell'intervento, il lettore può consultare l'articolo presente qui.

USO DEGLI ELMETTI: SONO EFFICACI?

In alcuni Paesi del Mondo, i medici fanno ricorso a delle ortesi craniche, simili a degli elmetti, con lo scopo di proteggere la testa da eventuali pressioni e favorire la correzione delle anomalie morfologiche come la plagiocefalia o la brachicefalia.
Specie negli ultimi anni, l'uso di questi strumenti correttivi ha sollevato alcune dubbi. Diversi esperti, infatti, ritengono che le ortesi craniche producano miglioramenti limitati, soprattutto se confrontate con gli accorgimenti sopraccitati.
Inoltre, ne sconsigliano l'utilizzo per altri due motivi: sono costosi (e non tutte le famiglie potrebbero permetterseli) e assai scomodi per il bambino.

Prognosi

Con gli appropriati accorgimenti, le forme lievi di brachicefalia guariscono del tutto tra il primo e il secondo anno di vita.



Ultima modifica dell'articolo: 22/11/2016