Bevacizumab

Il bevacizumab è un anticorpo monoclonale impiegato nell'immunoterapia antitumorale. È commercializzato con il nome Avastin®.

Indicazioni terapeutiche

L'utilizzo di bevacizumab è indicato per il trattamento di:

Avvertenze

Poiché il bevacizumab può causare perforazioni intestinali, i pazienti affetti da infiammazioni dell'addome devono informarne il medico.
A causa dell'aumentato rischio di sanguinamento indotto da bevacizumab, i pazienti che devono sottoporsi a un intervento chirurgico non dovrebbero assumere il farmaco.
Poiché il bevacizumab può aumentare il rischio di sviluppo d'ipertensione, va usata cautela nella somministrazione del farmaco in soggetti ipertesi.
Il rischio di sviluppare coaguli di sangue indotto da bevacizumab aumenta in pazienti che hanno più di 65 anni di età, in pazienti diabetici e in pazienti con un'anamnesi di disturbi della coagulazione.
Il bevacizumab può causare la sindrome da encefalopatia posteriore reversibile. Qualora compaiano sintomi, quali, mal di testa, disturbi della visione, confusione o crisi epilettiche con o senza aumento della pressione, è necessario contattare subito il medico.
Il bevacizumab non deve essere utilizzato in bambini e adolescenti con meno di 18 anni di età.
Il bevacizumab potrebbe causare effetti collaterali in grado di alterare la capacità di guidare veicoli o di utilizzare macchinari, perciò va usata cautela.

Interazioni

La somministrazione concomitante di bevacizumab e di sunitinib (un farmaco antitumorale) deve essere evitata, poiché può causare un incremento degli effetti collaterali.
La somministrazione contemporanea di bevacizumab e di composti a base di platino o taxani (come, ad esempio, paclitaxel e docetaxel) per il trattamento del cancro al polmone metastatico o del cancro della mammella metastatico, aumenta l'incidenza di gravi effetti collaterali.
È necessario informare il medico se si è sottoposti - o si è stati recentemente sottoposti - a terapia radiante.
In ogni caso, è necessario informare il medico qualora si stiano assumendo - o siano stati recentemente assunti - farmaci di qualsiasi tipo, compresi i farmaci senza obbligo di prescrizione, i prodotti erboristici e/o omeopatici.

Effetti collaterali

Il bevacizumab può indurre vari effetti collaterali, sebbene non tutti i pazienti li manifestino. Ciò avviene a causa della diversa sensibilità che ciascun individuo possiede nei confronti del farmaco. Perciò, non è detto che gli effetti avversi si manifestino tutti e in tutti i pazienti e con la medesima intensità.
Di seguito sono elencati i principali effetti collaterali che si possono manifestare in seguito alla terapia con bevacizumab.

Riduzione della produzione di cellule ematiche

Il trattamento con bevacizumab può causare una diminuzione della produzione di cellule del sangue. Tale riduzione può causare:

Patologie gastrointestinali

La terapia con bevacizumab può causare dolore addominale, nausea, vomito e diarrea.
Il vomito può essere controllato utilizzando farmaci antiemetici, mentre la diarrea è controllata mediante l'utilizzo di farmaci antidiarroici. Se la diarrea si presentasse in forma severa, però, potrebbe rendersi necessaria l'interruzione del trattamento. In ogni caso, è bene bere molto per reintegrare i liquidi persi.
Inoltre, il bevacizumab può causare perforazione intestinale e può favorire la formazione di ulcere alla bocca e all'esofago che provocano dolore e rendono difficile la deglutizione.

Patologie cardiovascolari

Il bevacizumab può causare ipertensione, palpitazioni, insufficienza cardiaca, ridotto afflusso di sangue al cervello e può favorire la formazione di coaguli e l'insorgenza di ictus.

Patologie del sistema nervoso

Il trattamento con bevacizumab può causare stanchezza, sonnolenza, mancanza di energia, mal di testa, confusione e crisi convulsive.

Patologie della cute e del tessuto cutaneo

La terapia con bevacizumab può causare pelle secca, desquamazione, infiammazione della pelle e cambiamento del colore della stessa. Inoltre, il farmaco può causare dolore, indolenzimento, arrossamento, desquamazione e formazione di vesciche sulle dita o sui piedi.

Altri effetti collaterali

Altri effetti avversi che possono manifestarsi in seguito al trattamento con bevacizumab, sono:

Pazienti con più di 65 anni di età

I pazienti con più di 65 anni sono maggiormente esposti al rischio di sviluppo dei seguenti effetti indesiderati:

  • Formazione di coaguli di sangue nelle arterie che possono determinare ictus o attacchi cardiaci;
  • Ipertensione;
  • Riduzione del numero di globuli bianchi e delle piastrine;
  • Malessere;
  • Senso di affaticamento;
  • Mal di testa;
  • Diarrea.

Sovradosaggio

In caso di sovradosaggio da bevacizumab potrebbe manifestarsi un mal di testa molto intenso. In caso si sospetti di aver assunto una dose eccessiva di farmaco è necessario contattare subito il medico o l'infermiere.

Meccanismo d'azione

Il bevacizumab è un anticorpo monoclonale ottenuto da tecniche di DNA ricombinante.
Gli anticorpi monoclonali sono particolari tipi di proteine in grado di riconoscere e di legarsi in maniera altamente specifica ad altri particolari tipi di proteine, gli antigeni.
Il bevacizumab riconosce e si lega in maniera selettiva all'antigene denominato “fattore di crescita per l'endotelio vascolare umano” (VEGF), una proteina presente sul rivestimento dei vasi sanguigni e linfatici dell'organismo.
Il VEGF è responsabile della crescita dei vasi sanguigni all'interno della massa tumorale. Questi vasi sanguigni forniscono al tumore le sostanze nutritive e l'ossigeno necessario alla sua crescita.
Il legame di bevacizumab al VEGF, perciò, impedisce lo sviluppo di vasi sanguigni nel tumore e - di conseguenza - la crescita tumorale viene bloccata.

Modalità d'uso e posologia

Il bevacizumab è disponibile per la somministrazione endovenosa sotto forma di un liquido la cui colorazione può variare da incolore a marrone chiaro.
La somministrazione può avvenire attraverso tre vie diverse:

  • Attraverso una cannula (un sottile tubicino) che viene inserita in una vena di un braccio o di una mano;
  • Attraverso un catetere venoso centrale che viene inserito sottocute in una vena in prossimità della clavicola;
  • Attraverso la linea PICC (Peripherally Inserted Central Catheter), in questo caso, il catetere viene inserito in una vena periferica, di solito di un braccio. Questa tecnica è utilizzata per la somministrazione di farmaci antitumorali per un tempo prolungato.

La posologia di bevacizumab è stabilita dal medico in funzione della patologia da trattare e in funzione della superficie corporea e delle condizioni del paziente.
La dose di bevacizumab raccomandata è di 5-15 mg/Kg di peso corporeo. Le somministrazioni, di solito, vengono fatte una volta ogni 2-3 settimane.
La durata del trattamento sarà decisa dal medico in funzione della risposta del paziente alla terapia.
Potrebbe essere necessaria una sospensione temporanea della somministrazione di bevacizumab qualora si manifestino le seguenti condizioni:

  • Ipertensione in forma severa che richiede un trattamento farmacologico;
  • In caso di problemi di guarigione di ferite dovute a un intervento chirurgico;
  • Nel caso in cui il paziente debba essere sottoposto a un intervento chirurgico.

L'interruzione definitiva della somministrazione di bevacizumab, invece, avviene nei seguenti casi:

  • Ipertensione severa non controllabile nemmeno con l'uso dei farmaci;
  • In caso d'insorgenza di fistole;
  • Coaguli di sangue nelle arterie o nei polmoni;
  • Perforazione della parete intestinale;
  • Gravi infezioni cutanee e/o sottocutanee;
  • Sanguinamenti severi di qualsiasi tipo;
  • Proteinuria associata a edema.

Gravidanza e Allattamento

Il bevacizumab può causare gravi danni al feto in via di sviluppo, pertanto, le donne in gravidanza non devono assumere il farmaco.
Inoltre, devono essere adottate adeguate precauzioni - da parte di entrambi i sessi - per evitare l'insorgenza di eventuali gravidanze, sia durante il trattamento con il farmaco che per un periodo di almeno sei mesi dal termine dello stesso.
Le madri in terapia con bevacizumab non devono allattare al seno per tutta la durata della terapia e per un periodo di almeno sei mesi dal termine della stessa, poiché il bevacizumab può causare gravi danni al lattante e interferire con la crescita e lo sviluppo del neonato.

Controindicazioni

L'uso di bevacizumab è controindicato nei seguenti casi:

  • Ipersensibilità nota al bevacizumab;
  • In bambini e adolescenti con meno di 18 anni di età;
  • In gravidanza;
  • Durante l'allattamento.

Ultima modifica dell'articolo: 01/11/2016