Atelettasia

Generalità

L'atelettasia è il collasso totale o parziale di un polmone, dovuto allo sgonfiamento degli alveoli polmonari.

Atelettasia polmonare

Figura: confronto tra un polmone sano e un polmone colpito da atelettasia. Dal sito asbetos.com

A provocare lo sgonfiamento alveolare può essere un'ostruzione fisica a livello delle vie aeree superiori (per esempio, un eccesso di muco o un corpo estraneo), oppure una pressione esterna a livello polmonare che impedisce al o ai polmoni di incamerare aria (è ciò che si verifica solitamente dopo un trauma toracico).
L'atelettasia può provocare problemi respiratori, tosse poco efficace, febbre e cianosi, ma può anche essere asintomatica, cioè non determinare alcun sintomo evidente.
La diagnosi si basa principalmente su un esame radiologico molto comune, come la radiografia del torace.
La terapia dipende dalle cause scatenanti.

Cos'è l'atelettasia

L'atelettasia è il collasso totale o parziale di un polmone, che ha luogo a seguito di uno sgonfiamento degli alveoli polmonari.

CHE COSA SONO GLI ALVEOLI POLMONARI?

Gli alveoli sono delle piccole cavità, situate all'interno dei polmoni, in cui avvengono gli scambi di gas tra sangue e atmosfera. In essi, infatti, il sangue si arricchisce di ossigeno, proveniente dall'aria inspirata, e si "libera" dell'anidride carbonica, risultante dall'irrorazione dei tessuti.

Alveoli

Figura: Gli alveoli sono delle piccole camera d'aria, simili a piccoli sacchetti. Essi sono situati alle estremità dei bronchioli terminali, cioè le ramificazioni ultime dei bronchi.

Gli alveoli risiedono all'estremità di ogni bronchiolo terminale; i bronchioli terminali sono tra le ultime ramificazioni delle vie aeree, le quali iniziano con le cavità nasali e proseguono con nasofaringe, faringe, laringe, trachea, bronchi primari, bronchi secondari, bronchi terziari, bronchioli e, appunto, bronchioli terminali.

Le vie aeree vengono didatticamente suddivise in vie aeree superiori (dalle cavità nasali sino alla laringe), e in vie aeree inferiori (dalla laringe fino agli alveoli).

Cause di atelettasia

L'atelettasia avviene dopo lo sgonfiamento, per mancanza d'aria, degli alveoli polmonari. Ma che cosa provoca lo sgonfiamento di quest'ultimi?
La mancanza d'aria all'interno degli alveoli polmonari può essere il risultato di:

  • un blocco fisico all'interno delle vie aeree superiori (atelettasia da blocco ostruttivo);
  • una pressione esterna ai danni del polmone, tale per cui quest'ultimo non riesce a espandersi e a incamerare aria (atelettasia da blocco non-ostruttivo o atelettasia non-ostruttiva).

ATELETTASIA DA BLOCCO OSTRUTTIVO

A bloccare fisicamente il passaggio dell'aria, attraverso le vie aeree superiori, può essere:

  • Un accumulo di muco. Il muco può accumularsi quando a una sua iperproduzione non fa seguito un'equivalente espulsione tramite la tosse, oppure quando non si riescono a effettuare respiri profondi. L'accumulo di muco, inoltre, si verifica solitamente sia durante sia dopo gli interventi chirurgici riguardanti il torace o il polmone (perché il paziente non riesce a tossire in modo efficace), in caso di fibrosi cistica (che è una malattia genetica molto grave) e in caso di gravi attacchi di asma.
  • Un corpo estraneo. L'atelettasia da corpo estraneo è tipica nei bambini, quando inalano, inavvertitamente, alcuni giocattoli molto piccoli o un boccone di cibo (il classico fagiolo o pisello).
  • Il restringimento, dovuto a infezioni croniche, delle vie respiratorie superiori. Le infezioni solitamente responsabili sono le infezioni fungine e la tubercolosi.
  • Un tumore delle vie aeree superiori. I tumori provocano la crescita di un massa cellulare anomala all'interno delle vie aeree, la quale blocca il passaggio dell'aria.
  • Un coagulo di sangue all'interno dei polmoni. Formatosi per una perdita di sangue, diventa causa di atelettasia quando non viene espulso con la tosse.

ATELETTASIA DA BLOCCO NON-OSTRUTTIVO

L'atelettasia non-ostruttiva è provocata da una compressione esterna dei polmoni; può quindi derivare da:

  • Un trauma al torace. I forti colpi al torace, successivi per esempio a un incidente automobilistico, provocano dolore intenso, tanto che risulta faticoso respirare profondamente. La mancanza di respiri profondi riduce progressivamente l'aria contenuta negli alveoli, fino al loro esaurimento.
  • Un versamento pleurico. È il termine medico con cui si identifica un eccessivo accumulo di fluido (il cosiddetto fluido pleurico) all'interno della cavità pleurica. L'accumulo è, di solito, dovuto a un inadeguato smaltimento.
  • Una polmonite. La polmonite è l'infiammazione dei polmoni. Il più delle volte causata da agenti virali o batterici, provoca atelettasia temporanea.
  • Un pneumotorace. Pneumotorace è il termine medico che indica l'infiltrazione anomala di aria all'interno della cavità pleurica.
  • Una profonda cicatrizzazione del tessuto polmonare. Le cicatrici a livello dei polmoni possono essere dovute a traumi, malattie polmonari gravi o interventi chirurgici in sede toracica. Un polmone cicatrizzato è un polmone poco efficiente e a rischio di complicazioni.
  • Un tumore situato nelle vicinanze dei polmoni (ma non delle vie aeree superiori). Un tumore che insorge vicino ai polmoni comprime quest'ultimi e blocca il passaggio dell'aria al loro interno.

ATELETTASIA DA ANESTESIA GENERALE

Sono spesso protagonisti di episodi di atelettasia gli individui che, in preparazione a un intervento chirurgico, vengono sottoposti ad anestesia generale. L'anestesia generale, infatti, consiste nella somministrazione di farmaci particolari, che possono variare la pressione dei gas scambiati all'interno degli alveoli. Tali variazioni, talvolta, possono comportare dapprima lo svuotamento degli alveoli e poi il collasso totale o parziale del o dei polmoni.
Questo pericoloso meccanismo, che di solito (se si verifica) accade al termine di un intervento chirurgico, rappresenta uno dei motivi per cui, dopo un'operazione preceduta da anestesia generale, è richiesto un periodo di osservazione di almeno 24 ore.

FATTORI DI RISCHIO

L'atelettasia è più frequente in alcune situazioni e in alcuni individui.
Sono soggetti a rischio:

  • i bambini nati prematuri, perché i loro polmoni sono immaturi e mancano delle giuste quantità di surfattante (N.B: il surfattante è un liquido composto da proteine e lipidi, fondamentale per la buona salute dei polmoni);
  • coloro che, a causa di condizioni patologiche diverse (asma, fibrosi cistica ecc), producono molto muco e non riescono a respirare o tossire in maniera efficace;
  • le persone costrette a letto e alla quasi totale immobilità;
  • e persone reduci da interventi chirurgici all'addome o al torace;
  • le persone che sono state sottoposte, poche ore prima, ad anestesia generale;
  • coloro che non riescono a respirare profondamente, a causa di un trauma toracico o addominale;
  • i malati di una qualche distrofia muscolare;
  • le persone con una lesione del midollo spinale;
  • i bambini piccoli (di 12-36 mesi), in quanto inalano più frequentemente oggetti o bocconi di cibo;
  • i fumatori, perché il fumo favorisce la produzione di muco;
  • infine, le persone obese, perché il grasso addominale spinge il diaframma verso l'alto e il diaframma, così modificato, impedisce ai polmoni di espandersi completamente.

Sintomi, segni e complicazioni

L'atelettasia può essere asintomatica, ovvero non provocare alcuna sintomatologia evidente. Altre volte è caratterizzata da sintomi e segni manifesti, che di solito consistono in: difficoltà respiratorie (dispnea), respiro debole ma rapido, tosse poco efficace, bassa saturazione di ossigeno, ritmo cardiaco elevato e febbre lieve.
In casi più rari, è possibile che compaiano anche cianosi e dolore toracico.

QUANDO RIVOLGERSI AL MEDICO?

Quando l'atelettasia è caratterizzata da manifestazioni evidenti, il segno più caratteristico che merita l'attenzione medica è la difficoltà di respiro.

COMPLICAZIONI

In uno stadio avanzato, l'atelettasia può comportare diverse complicazioni, talvolta anche molto gravi e pericolose, come:

  • Bassi livelli di ossigeno nel sangue (ipossiemia). Un polmone atelettasico (cioè colpito da atelettasia) non permette gli scambi gassosi che "caricano" il sangue di ossigeno, pertanto il sangue circolante risulterà inevitabilmente poco ossigenato
  • Cicatrizzazioni più o meno evidenti del tessuto polmonare. I danni che traumatizzano il o i polmoni atelettasici potrebbero essere così gravi da lasciare delle cicatrici più o meno profonde. Le cicatrici polmonari rappresentano un serio pericolo per il paziente che ne è portatore.
  • Polmoniti. La polmonite da atelettasia insorge quando vi è un accumulo di muco nel polmone collassato. Il muco, infatti, è un luogo ideale per la proliferazione di batteri e altri agenti patogeni.
  • Stato di insufficienza respiratoria. Tipico dei casi più gravi o delle persone con gravi malattie polmonari, consiste nell'incapacità di respirare in modo efficace.

Diagnosi

Per diagnosticare l'atelettasia occorre un esame radiologico molto semplice, chiamato radiografia del torace o RX-torace. Questa indagine mostra in modo abbastanza chiaro l'aspetto del polmone e quale sua parte è collassata (se il collasso è stato parziale); tuttavia, molto spesso non chiarisce le cause scatenanti.
Per quest'ultime, servono degli esami più approfonditi, come la TAC, gli ultrasuoni, l'ossimetria o la broncoscopia.
Risalire alle cause dell'atelettasia è estremamente importante, poiché permette al medico di pianificare la cura migliore e più adeguata al caso.

RADIOGRAFIA DEL TORACE

Radiografia del Torace

Figura: radiografia postero-anteriore del torace; le frecce rosse indicano una atelettasia del lobo sinistro inferiore. Si noti la sottostante elevazione della metà sinistra del diaframma.
Dal sito: www.med-ed.virginia.edu

La radiografia del torace, o RX-torace, è un esame radiologico che permette la visualizzazione delle principali strutture toraciche: il cuore, i polmoni, i vasi sanguigni principali, la maggior parte delle costole e una porzione di colonna vertebrale.
Le immagini risultanti sono ricavate dall'esposizione del paziente a una certa dose di radiazioni ionizzanti (i raggi X); tali immagini, chiamate comunemente lastre radiografiche, sono abbastanza chiare e sufficientemente esaurienti. Tuttavia, non sempre chiariscono l'esatta origine dell'atelettasia.

TAC

La TAC (Tomografia Assiale Computerizzata) è un esame di diagnostica per immagini più sensibile della radiografia del torace, in grado di mostrare il polmone collassato da più angolazioni.
È particolarmente indicata per riconoscere tumori a livello toracico.
La TAC espone il paziente a un dose non trascurabile di radiazioni ionizzanti.

ECOGRAFIA

L'ecografia è un esame di diagnostica per immagini del tutto incruento per il paziente. Grazie agli ultrasoni, l'ecografia polmonare mostra qual è l'aspetto della cavità pleurica e se vi è un accumulo anomalo di fluido pleurico (versamento pleurico).

OSSIMETRIA

L'ossimetria è un test molto semplice, che misura la saturazione di ossigeno nel sangue. Per farlo si affida ad uno strumento, chiamato ossimetro, che viene applicato a un dito oppure a un lobo dell'orecchio (in entrambi i casi, trattasi di due zone altamente vascolarizzate).

BRONCOSCOPIA

La broncoscopia è una procedura diagnostica, e, in alcuni casi anche terapeutica, finalizzata all'esplorazione delle vie aeree di calibro maggiore, come laringe, trachea e bronchi. L'esame si esegue inserendo nel naso, o nella bocca, un tubicino-sonda (chiamato broncoscopio) molto sottile, flessibile e munito di una telecamera a fibre ottiche.
L'uso del broncoscopio permette al medico di identificare gli accumuli di muco, i tumori presenti all'interno delle vie aeree superiori e i corpi estranei inalati.

Terapia

La terapia per gli episodi di atelettasia dipende dalle cause scatenanti e si basa sul principio che, "liberando" dall'ostruzione le vie aeree, gli alveoli si riempiono nuovamente d'aria.
Poiché le occlusioni da muco sono tra i motivi più frequenti di polmone atelettasico, le attenzioni di questo articolo si focalizzeranno soprattutto sulla cosiddetta fisioterapia toracica per la mobilizzazione del muco, sui trattamenti farmacologici mucolitici (cioè che fluidificano le secrezioni mucose) e sulla pulizia, mediante intervento chirurgico, delle vie aeree.

Tuttavia, prima di analizzare uno per uno i sopraccitati trattamenti, è bene ricordare che, in caso atelettasie parziali non gravi, la guarigione può avvenire anche senza alcun trattamento particolare.

FISIOTERAPIA TORACICA

La fisioterapia toracica, conosciuta anche come fisioterapia respiratoria o riabilitazione respiratoria, consiste in una serie di tecniche mirate a: migliorare la respirazione profonda, consentire un'espansione adeguata dei polmoni e, infine, mobilizzare il muco che occlude le vie aeree superiori.
La fisioterapia toracica ha un'importanza fondamentale in caso di recupero da un intervento chirurgico al torace (per un problema ai polmoni ma non solo) o all'addome, ma anche in caso di fibrosi cistica. Il compito del terapeuta è di insegnare al paziente:

  • Come tossire efficacemente
  • Come percuotere il torace per mobilizzare il muco
  • Come far uso del sistema VestTM, cioè il sistema per la clearance delle vie aeree, il quale serve alla mobilizzazione del muco in eccesso.
  • Le tecniche per il miglioramento della respirazione profonda. Per tale scopo, si ritiene efficace anche la spirometria incentivante, la quale prevede l'utilizzo di uno strumento respiratorio costruito appositamente per favorire i respiri profondi.
  • Le tecniche di drenaggio posturale. Il drenaggio posturale consiste in una serie di manovre e posizioni finalizzate alla rimozione del muco dai polmoni.

TRATTAMENTI FARMACOLOGICI

I farmaci adatti ai casi di atelettasia sono: i broncodilatatori inalatori (o broncodilatatori a inalazione), i medicinali a base di acetilcisteina (come per esempio il Fluimucil e il Solmucol) e il Pulmozyme.
Entrando più nel dettaglio, i broncodilatatori inalatori "aprono" le vie aeree polmonari (bronchi e bronchioli), facilitando la respirazione e la mobilizzazione del muco. I medicinali a base di acetilcisteina, invece, fluidificano le secrezione mucose, facilitandone di conseguenza l'espulsione. Il Pulmozyme, infine, è utilizzato in caso di fibrosi cistica per lo scioglimento del muco situato all'interno dei bronchi. Il suo meccanismo d'azione si basa sulla distruzione del DNA delle cellule che compongono le secrezione mucose.

PULIZIA DELLE VIE AEREE MEDIANTE INTERVENTO CHIRURGICO

Quando le vie aeree polmonari sono gravemente ostruite, il medico potrebbe dover ricorrere a degli interventi chirurgici, come l'aspirazione tracheo-bronchiale e la broncoscopia operativa.
L'aspirazione tracheo-bronchiale, o broncoaspirazione, serve alla liberazione del tratto nasofaringeo, della trachea e dei bronchi da muco, saliva, sangue e da altre secrezione polmonari anomale. Si tratta di una procedura alquanto invasiva, fastidiosa e potenzialmente pericolosa per il paziente, perché prevede l'inserimento (per via nasale o per via orale) di un tubicino flessibile e sterile, chiamato sondino. Il sondino, una volta condotto nei punti ostruiti, viene collegato a un aspiratore, il quale risucchia il materiale indesiderato. La broncoaspirazione viene messa in pratica solo se strettamente necessario.
Della broncoscopia si è già parlato in precedenza, in occasione delle procedure diagnostiche. Di fatto, il principio con cui vengono liberate le vie aeree superiori non è molto diverso dall'aspirazione tracheo-bronchiale, tuttavia c'è una differenza: il broncoscopio è utile anche per la rimozione di tumori e corpi estranei.

Prognosi

La prognosi dipende dalla gravità dell'atelettasia e dalle ragioni della sua insorgenza.
Se il collasso è totale ed è dovuto, per esempio, a una fibrosi cistica, la prognosi tende a essere negativa. Viceversa, se il collasso è parziale e successivo a una causa trattabile (per esempio dopo un'anestesia generale), la prognosi tende a essere positiva (o quanto meno non negativa).

Prevenzione

Per prevenire l'atelettasia, o almeno ridurre le possibilità di una sua comparsa, è opportuno:

  • Controllare i bambini molto piccoli quando giocano con oggetti piccoli e potenzialmente pericolosi.
  • Evitare di dare ai bambini al di sotto dei 3 anni determinati cibi, come noccioline, piselli e fagioli, perché sono alimenti facilmente inalabili.
  • Non fumare, perché il fumo aumenta la secrezione mucosa.
  • Cambiare spesso posizione quando si è a letto, per favorire la mobilizzazione del muco (N.B: Si tratta di un consiglio particolarmente adatto per gli individui a rischio di atelettasia).
  • Praticare con continuità gli esercizi di riabilitazione respiratoria, insegnati proprio come contromisura all'atelettasia.