Arterite di Horton

Generalità

L'arterite di Horton (o arterite a cellule giganti) è un processo infiammatorio che colpisce arterie di medio e grosso calibro. Sebbene possa interessare qualsiasi vaso arterioso, l'infiammazione predilige le arterie che attraversano la testa, in particolare le tempie e il collo. Non a caso, l'arterite di Horton è nota anche con il terzo sinonimo di arterite temporale.

Arterite di Horton

Figura: un segno classico dell'€™arterite di Horton: il gonfiore dell'€™arteria colpita dall'€™infiammazione. Dal sito: www.medibird.com

Se trascurata o non curata a dovere, l'arterite di Horton può avere conseguenze anche spiacevoli.

L'ARTERITE DI HORTON È UNA VASCULITE

Quando si parla di vasculite ci si riferisce a un'infiammazione dei vasi sanguigni, sia arteriosi che venosi. L'arterite di Horton è una forma di vasculite limitata ai vasi arteriosi.

EPIDEMIOLOGIA

Come si vedrà nel capitolo dedicato ai fattori di rischio, l'arterite di Horton insorge prevalentemente in tarda età e nelle donne. Sembra, poi, esserci una maggiore incidenza tra le persone provenienti dai paesi del Nord Europa, quelli scandinavi in particolare.
Ogni anno si ammala di arterite un individuo ogni 4.500 persone circa.

Cause

La causa precisa che scatena l'arterite di Horton non è chiara. Secondo l'ipotesi più accreditata, l'infiammazione delle arterie è dovuta a una combinazione di fattori genetici e ambientali; pertanto, la presenza di una soltanto delle due componenti non è sufficiente a sviluppare il disturbo.
N.B: Quando si parla di fattori ambientali ci si riferisce, nel caso dell'arterite di Horton, a infezioni di origine virale o batterica.

ANATOMIA PATOLOGICA

Le arterie sono dei tubi flessibili, con una parete spessa ma nel contempo elastica. Questi vasi trasportano il sangue ossigenato che fuoriesce dal ventricolo sinistro del cuore, imboccando l'aorta (l'arteria principale del corpo umano) per distribuirsi poi in arterie di diametro via via decrescente fino ai capillari.
Quando i vasi arteriosi s'infiammano, si ingrossano in modo anomalo e impediscono il normale flusso sanguigno. Questo mutamento anatomico sembra essere responsabile dei sintomi associati all'arterite di Horton.

FATTORI DI RISCHIO

L'arterite di Horton insorge soprattutto negli individui che soffrono di polimialgia reumatica. Tale associazione, infatti, riguarda circa il 15% dei pazienti colpiti da quest'ultima malattia, caratterizzata da un'infiammazione muscolare diffusa, accompagnata da dolore e rigidità muscolare.
Concorrono, inoltre, a sviluppare l'arterite di Horton i seguenti fattori:

  • Età avanzata: l'arterite è rara nelle persone al di sotto dei 50-55 anni. È molto più frequente, invece, a partire dai 65-70 anni.
  • Sesso femminile: nelle donne l'arterite a cellule giganti è due volte più frequente che negli uomini.
  • Origine scandinava: si è notata una maggiore incidenza della malattia tra le popolazioni del Nord Europa, in particolare quelle provenienti dalla Scandinavia. Il motivo è, però, sconosciuto.

Sintomi, segni e complicazioni

Per approfondire: Sintomi Arterite di Horton


L'arterite di Horton è caratterizzata da una sintomatologia molto varia; se nelle fasi iniziali può assomigliare per certi versi a un'influenza, si distingue da questa per un persistente dolore alla testa, in corrispondenza delle tempie. Con il tempo, i sintomi simil-influenzali peggiorano e, oltre alla cefalea, compaiono anche una sensazione di indolenzimento (sempre nell'area temporale del cranio), perdita della vista e dolore alla mascella.
Riepilogando i sintomi e i segni dell'arterite di Horton sono:

  • Cefalea e senso di indolenzimento nella zona temporale
  • Perdita progressiva della vista e/o visione doppia
  • Indolenzimento del cuoio capelluto (quando ci si pettina o si appoggia la testa sul cuscino)
  • Dolore alla mascella, specie quando si mastica o si allarga la bocca
  • Febbre e sintomi influenzali (senso di stanchezza, rigidità e dolore ai muscoli di collo, spalle e anche ecc.)
  • Perdita di peso inspiegabile
  • Gonfiore e indurimento delle arterie interessate (quelle temporali, nella maggioranza dei casi)

IL DOLORE ALLA TESTA O CEFALEA

Il dolore alle tempie persistente è il sintomo principale dell'arterite di Horton. Solitamente, insorge su entrambi i lati, ma non è escluso che possa essere unilaterale o interessare anche la fronte.

I DOLORI AL COLLO, ALLE SPALLE E ALLE ANCHE

Arterite di Horton SintomiSebbene assomiglino ai sintomi dell'influenza, i dolori e il senso di rigidità a livello di collo, spalle e anche sono molto spesso le manifestazioni della polimialgia reumatica.
La loro assenza, pertanto, non esclude per forza l'arterite di Horton.

QUANDO RIVOLGERSI AL MEDICO?

È fondamentale prestare attenzione alle modalità con cui si presenta la cefalea: se questa è persistente e accompagnata dagli altri sintomi sopraccitati, merita approfondimenti volti a capirne le ragioni d'insorgenza.
Per evitare spiacevoli inconvenienti, è bene individuare l'arterite di Horton agli esordi, perché può provocare diverse gravi complicazioni, come la cecità.

COMPLICAZIONI

Sono almeno tre le possibili complicazioni legate alla comparsa dell'artertie di Horton. La più importante è, senza dubbio, la cecità; le altre due, meno frequenti, sono l'aneurisma aortico e l'ictus.

  • Cecità parziale e totale. Insorge a causa del rigonfiamento, e del conseguente restringimento, dei vasi arteriosi che conducono il sangue ossigenato al tessuto oculare. In altre parole, venendo meno l'irrorazione sanguigna che nutre gli occhi, questi subiscono un danno a livello cellulare dall'esito drammatico. La perdita della vista è progressiva e, se non si cura l'arterite in modo adeguato, può diventare totale.
  • Aneurisma aortico. Come si è detto, l'arterite di Horton può colpire ogni vaso arterioso di medio e grosso calibro; l'aorta è uno di questi. Sebbene sia raro, l'aneurisma aortico è più frequente se l'arterite a cellule giganti non viene curata.
  • Ictus. Vasi arteriosi più stretti sono più facilmente soggetti a un'ostruzione da parte di un coagulo di sangue. Se ciò accade, può verificarsi un episodio di ictus.

Diagnosi

Per diagnosticare l'arterite di Horton occorrono specifici esami, clinici e strumentali, nonché una notevole accortezza da parte del medico. Il pericolo, infatti, è quello di scambiare i sintomi di questa infiammazione dei vasi arteriosi per una banale influenza.

Gli esami clinici:

Gli esami strumentali:

ESAME OBIETTIVO

Il medico, innanzitutto, s'informa sulla storia clinica del paziente; infatti, sapere se questo è affetto da polimialgia reumatica (o da sintomi che possono ricondursi a essa) è già un'indicazione molto importante.
Successivamente, passa al controllo delle arterie temporali, osservando se sono presenti gonfiori e altri segni esterni dell'infiammazione vasale.

ESAMI DEL SANGUE

Se c'è il sospetto di un'arterite di Horton, il test di sedimentazione degli eritrociti (VES), effettuato sul sangue del paziente, può fornire informazioni significative. Questo esame si basa sulla valutazione della velocità con cui i globuli rossi sedimentano sul fondo della provetta che li contiene. Più veloce è questo movimento (valori di VES elevati), più è facile che ci sia un'infiammazione in corso.
Un altro parametro sanguigno legato a uno stato infiammatorio è l'alta presenza di una proteina particolare, prodotta dal fegato, nota col nome di proteina C-reattiva.
Entrambi i test, sia quello della sedimentazione sia quello della proteina C-reattiva, sono rapidi e non invasivi.

BIOPSIA

La biopsia è, probabilmente, l'esame clinico più sicuro e ricco di informazioni utili. Eseguita in anestesia locale, prevede il prelievo di un piccolo pezzo di arteria temporale e la sua osservazione al microscopio.

Arterite di Horton Arteria Temporale

Figura: l'€™arterite di Horton colpisce, quasi sempre, l'€™arteria temporale superficiale.

Dal sito: www.vision-and-eye-health.com

Allo strumento, le cellule del vaso arterioso infiammato appaiono più grandi del normale, giganti, come dice appunto il secondo nome dell'arterite di Horton: arterite a cellule giganti.
C'è, tuttavia, un piccolo inconveniente: può, per sbaglio, essere prelevato un tratto di vaso non infiammato e ciò fa sì che l'esito dell'esame sia negativo (pur in presenza della malattia). In questi casi, allora, si procede, prelevando un secondo campione vasale, in un punto diverso dal precedente.

GLI ESAMI STRUMENTALI

Gli esami strumentali servono, al medico, sia per confermare la diagnosi, sia per monitorare gli effetti degli interventi terapeutici.


  • Risonanza magnetica nucleare (RMN): facendo uso anche di un liquido di contrasto, permette la visione dei vasi sanguigni e di come si modificano dopo l'infiammazione. Non è affatto un esame invasivo.
  • Ecografia doppler (ecodoppler): è, di fatto, un'ecografia dei vasi sanguigni. Fornisce un'immagine dettagliata di arterie e vene, senza alcun pericolo per il paziente.
  • Tomografia a emissione di positroni (PET): mediante l'iniezione nei vasi arteriosi di un radiofarmaco, è possibile valutare se (e come) le loro funzioni sono cambiate dopo l'infiammazione (o dopo la cura). È una procedura lievemente invasiva, perché fa uso di radiazioni ionizzanti.

Terapia

Per la cura dell'arterite di Horton, è necessario utilizzare farmaci corticosteroidi (per esempio, il prednisone), in quanto sono gli unici preparati in grado di far cessare l'infiammazione.

TEMPI DI GUARIGIONE E MONITORAGGIO

I primi effetti della terapia si osservano dopo pochi giorni, anche se per la guarigione completa il trattamento va mantenuto per almeno uno o due anni.
In questo arco di tempo, l'andamento dell'infiammazione viene monitorato tramite due prove attendibili e facilmente eseguibili: il test della sedimentazione degli eritrociti e il test della proteina C-reattiva. Quando i suddetti esami risultano privi di anomalie, il paziente può considerarsi guarito. Se dovessero permanere dei dubbi, il medico può richiedere una PET.

DOSI

Dopo il primo mese di terapia, le dosi di corticosteroide somministrate vengono ridotte progressivamente. Una volta stabilita la quantità minima in grado di controllare l'infiammazione, si procede con questa fino al termine delle cure.

EFFETTI COLLATERALI

Effetti collaterali del trattamento a base di corticosteroidi:

I corticosteroidi sono dei farmaci anti-infiammatori molto potenti ed efficaci, che tuttavia possono provocare numerosi effetti collaterali, specialmente quando vengono assunti per un lungo periodo.

I CONSIGLI DA SEGUIRE

Durante il trattamento, per tenere sotto controllo gli effetti collaterali legati ai corticosteroidi, è bene seguire alcuni consigli.
Prima di tutto, diventa fondamentale correggere la dieta, in modo da non favorire l'innalzamento della pressione sanguigna e della glicemia (glucosio nel sangue). Va quindi moderato il sale da cucina e devono assolutamente essere ridotti i cibi grassi, i dolci, gli zuccheri e l'alcol, a favore di frutta, verdura, cereali integrali e carne/pesce magro.
In secondo luogo, è molto utile assumere degli integratori a base di calcio e vitamina D, contro l'osteoporosi.
Infine, se l'età lo consente, è importante mantenersi attivi, allo scopo di favorire il ricambio osseo e di limitare l'aumento di peso e la riduzione del tono muscolare.

Prognosi

L'arterite di Horton, se diagnosticata precocemente e curata nel modo corretto, si risolve in modo più che positivo.
Al contrario, una diagnosi tardiva e/o una cura approssimativa possono pregiudicare, anche in modo notevole, il percorso di guarigione, rendendo così la prognosi negativa.


Per una prognosi positiva dell'arterite di Horton risultano importanti:

  • Diagnosi precoce
  • Terapia a base di farmaci corticosteroidi immediata
  • Dieta adeguata
  • Mantenersi attivi
  • Assunzione di calcio e vitamina D


Ultima modifica dell'articolo: 26/04/2016