Arresto Cardiaco

Generalità

L'arresto cardiaco, noto anche come morte cardiaca improvvisa, è una grave situazione d'emergenza, caratterizzata dall'improvvisa e repentina cessazione dell'attività di pompa del cuore, dalla perdita di conoscenza e dall'assenza di respiro.
Arresto cardiacoA provocarne la comparsa è un'alterazione del ritmo cardiaco, in altre parole un'aritmia.
Per salvare la vita a chi viene colpito da arresto cardiaco, i soccorritori devono agire immediatamente e con lucidità. Infatti, la morte e i danni permanenti ad alcuni organi del corpo (per esempio il cervello) possono sopraggiungere già dopo pochi minuti.

Ritmo sinusale e aritmie

Il cuore è un organo formato da un muscolo particolare, chiamato miocardio, capace di generare e condurre da sé gli impulsi per la contrazione degli atri e dei ventricoli. La sorgente di questi impulsi, che sono equiparabili a dei segnali di tipo elettrico, si trova a livello dell'atrio destro del cuore e si chiama nodo seno atriale.
Il nodo seno atriale ha il compito di scandire la giusta frequenza di contrazione dell'organo cardiaco, in maniera tale da garantire un ritmo cardiaco normale. Il ritmo cardiaco normale è detto anche ritmo sinusale.
Un'aritmia cardiaca è un'alterazione del ritmo cardiaco normale, il quale può diventare più veloce, più lento oppure assumere una frequenza irregolare.

Cos'è l'arresto cardiaco?

L'arresto cardiaco è una condizione clinica d'emergenza, caratterizzata dall'improvvisa e inaspettata interruzione dell'attività cardiaca e dalla perdita di conoscenza e delle capacità respiratorie.
Esso è così grave che, se non s'interviene immediatamente, nel giro di pochissimi minuti provoca dei danni permanenti al cervello e la morte dell'individuo colpito.
Per le sue caratteristiche di repentinità, imprevedibilità e letalità, l'arresto cardiaco viene detto anche morte cardiaca improvvisa o arresto cardiaco improvviso.

ARRESTO CARDIACO E ATTACCO DI CUORE SONO LA STESSA COSA?

Spesso molti identificano l'arresto cardiaco con l'attacco di cuore (comunemente chiamato infarto).
Tuttavia, sono due disturbi differenti, in quanto hanno una natura distinta: all'origine dell'attacco di cuore c'è un'interruzione del flusso di sangue diretto al miocardio; all'origine dell'arresto cardiaco, invece, c'è un'alterazione del ritmo sinusale, ovvero un'aritmia.

EPIDEMIOLOGIA

Secondo uno studio statistico, in paesi come l'Italia o gli Stati Uniti, l'arresto cardiaco ha un'incidenza annuale pari a un caso ogni 1. 000 abitanti e una mortalità elevata (il tasso di sopravvivenza, in assenza di qualsiasi trattamento terapeutico, è del 2%).
Inoltre, è più frequente tra le persone medio-anziane (nei giovani è legato a particolari difetti congeniti del cuore) e predilige il sesso maschile (il rapporto con le donne risulta essere di 3 a 1).


Tabella. I numeri dell'arresto cardiaco.


Casi per anno

1 su 1000

Casi per anno in Italia

60.000 circa

Casi per anno negli USA

320.000 circa

Tasso di sopravvivenza

2%

Sopravvivenza se defibrillazione avviene entro 5 minuti

50%

Tempo utile per defibrillare (si veda il capitolo dedicato alla terapia)

Massimo 4-6 minuti

A partire da che età è più probabile una sua insorgenza?

Dai 45 anni, per l'uomo, e dai 55 anni per la donna

Quanti decessi per malattie cardiovascolari sono dovuti a morte cardiaca improvvisa

Oltre il 50%

Cause

A provocare l'arresto cardiaco è un'anomalia nella conduzione dei segnali elettrici che, normalmente, partendo dal nodo seno atriale contraggono il cuore. In altre parole, la causa di un arresto cardiaco è un'aritmia capace di interrompere la normale attività del cuore.

TUTTE LE ARITMIE CAUSANO UN ARRESTO CARDIACO?

Le aritmie sono degli episodi insoliti e fuori dalla norma, ma non sempre provocano un arresto cardiaco.
Esse hanno un effetto potenzialmente letale, quando, con i loro cambiamenti, interrompono in modo drastico la naturale funzione cardiaca di pompaggio del sangue.
Un classico esempio di aritmia capace di causare un arresto cardiaco è la fibrillazione ventricolare.

Fibrillazione ventricolare

Figura: fibrillazione ventricolare

Questa è caratterizzata da un'alterazione così profonda del ritmo cardiaco, che il cuore, anziché contrarsi e pompare il sangue verso i vari organi del corpo, vibra in modo del tutto inutile.
Aritmie pericolose come la fibrillazione ventricolare compaiono di solito quando un individuo soffre di gravi disturbi di cuore.

DISTURBI DI CUORE ASSOCIATI AD ARRESTO CARDIACO

I disturbi di cuore (o cardiopatie) che possono comportare un arresto cardiaco sono:

  • Le coronaropatie. Le coronarie sono i vasi arteriosi che ossigenano il miocardio. Una loro ostruzione, dovuta per esempio al deposito di colesterolo, può bloccare il flusso sanguigno interno e interrompere così l'ossigenazione del miocardio. Privato dell'ossigeno, il cuore fa più fatica a lavorare correttamente ed è più esposto a sviluppare degli episodi aritmici gravi. Le coronaropatie sono all'origine della maggior parte degli arresti cardiaci.
  • L'attacco di cuore. In precedenza si è specificato che attacco di cuore e arresto cardiaco sono due situazioni patologiche distinte. Ciò, però, non esclude che dall'attacco di cuore possa derivare un arresto cardiaco; spesso, infatti, l'attacco di cuore è successivo a una coronaropatia, che, come detto poc'anzi, può scombussolare l'impianto elettrico del muscolo cardiaco umano.
  • La cardiomiopatia dilatativa. Il termine cardiomiopatia dilatativa identifica un disturbo caratterizzato dall'ispessimento delle pareti del cuore, in particolare le pareti dei ventricoli. Tale ispessimento può determinare una variazione nella conduzione degli impulsi elettrici, quindi un'aritmia.
  • Le anomalie delle valvole cardiache. Il cuore possiede quattro valvole, le quali controllano finemente il flusso di sangue attraverso gli atri e i ventricoli. Una loro malformazione può incidere sull'insorgenza di un'aritmia, tale da determinare un arresto delle funzioni cardiache.
  • Le anomalie congenite del cuore. Alcuni individui nascono con un cuore malformato o imperfetto. Tali soggetti sono predisposti a sviluppare diversi problemi di cuore, tra cui anche l'arresto cardiaco. Le anomalie congenite del cuore sono tra le principali cause di morte cardiaca improvvisa nei bambini e negli adolescenti.
  • La sindrome di Brugada e la sindrome del QT lungo. Il cuore delle persone che soffrono di queste due sindromi presenta un impianto elettrico anormale. Ciò può causare, in alcuni sfortunati casi, l'insorgenza improvvisa di un arresto cardiaco.

FATTORI DI RISCHIO

Il quadro dei fattori di rischio è molto ampio. Una panoramica completa delle situazioni favorenti è riportata nella seguente tabella:



N.B: per sottolineare il forte legame tra coronaropatie e arresto cardiaco, si sono riportati sulla colonna di sinistra i fattori di rischio comuni all'uno e all'altro disturbo.

Sintomi, segni e complicazioni

Per approfondire: Sintomi Arresto Cardiaco


I sintomi più caratteristici dell'arresto cardiaco sono: collasso cardiocircolatorio, assenza di polso, assenza di respiro, perdita di conoscenza, convulsioni e cianosi pallida.
Questi sintomi insorgono solitamente senza alcun preavviso e inaspettatamente, anche se, in alcune rare situazioni, possono essere preceduti da fatica, senso di svenimento, perdita dei sensi, vertigini, dolore toracico, respiro corto, palpitazioni e vomito.
La repentinità di comparsa dei sintomi è la proprietà che rende l'arresto cardiaco altamente letale.

COMPLICAZIONI

Durante un arresto cardiaco, i vari distretti anatomici del corpo non ricevono più sangue ossigenato e cominciano progressivamente, e nel giro di poco tempo, a danneggiarsi.
Il primo organo interessato è il cervello, il quale, in assenza di soccorsi, può subire dei danni permanenti già dopo 4-6 minuti.
La morte può sopraggiungere altrettanto velocemente; difatti, è molto raro che dopo 10 minuti il paziente sia ancora vivo (e se anche lo fosse, presenterebbe dei danni cerebrali incompatibili con una vita normale o sarebbe in coma).
Sulla base di tale tempistica, si può intuire quanto sia fondamentale, durante un arresto cardiaco, intervenire immediatamente e con i trattamenti più appropriati.

QUANDO RIVOLGERSI AL MEDICO?

Prevedere o prevenire un arresto cardiaco è alquanto complicato. Inoltre, la sua insorgenza è così rapida che non dà la possibilità di rivolgersi per tempo ad un medico.
Tuttavia, se un individuo soffre frequentemente di dolore al torace, palpitazioni cardiache, battito irregolare, tachicardia (cioè battito cardiaco rapido), difficoltà respiratorie e senso di svenimento, è bene che richieda un consulto medico e si sottoponga ad una visita cardiologica accurata. Da essa potrebbe emergere, infatti, una predisposizione all'arresto cardiaco.

Diagnosi

La prima cosa da fare, in caso di arresto cardiaco, è prestare soccorso immediato all'individuo colpito. Pertanto, ogni esame diagnostico e ogni indagine relativa alle cause scatenanti (coronaropatie, attacco di cuore ecc.) viene rimandata ad una fase successiva e qualora il paziente sopravviva.
Gli accertamenti da svolgere sono numerosi e consistono in:

I dati che emergono dallo loro esecuzione potrebbero consentire di curare i disturbi di cuore esistenti e prevenire un eventuale secondo episodio di arresto cardiaco.

ELETTROCARDIOGRAMMA

L'elettrocardiogramma misura l'attività elettrica del cuore. Esso, mediante l'applicazione di alcuni elettrodi sul torace e sugli arti, permette di misurare la frequenza cardiaca e gli eventuali disturbi del ritmo sinusale.
È un controllo particolarmente utile nei casi di arresto cardiaco dovuti ad attacco di cuore.

ESAMI DEL SANGUE

Le analisi del sangue sono finalizzate alla misurazione e/o alla ricerca di: enzimi cardiaci, elettroliti, sostanze farmacologiche e ormoni.

  • Ricerca degli enzimi cardiaci. A seguito di un attacco di cuore, si diffondono nel sangue degli enzimi che normalmente sono presenti solo nel cuore. Poiché da un infarto può derivare un arresto cardiaco, l'individuazione di tali enzimi è un segnale inequivocabile di quali sono state le cause scatenanti.
  • Conta degli elettroliti. Gli elettroliti sono dei minerali, come potassio, magnesio e calcio, che permettono la conduzione degli impulsi elettrici contrattili. Un loro squilibro, riscontrato a livello sanguigno, può indicare la provenienza dell'arresto cardiaco.
  • Ricerca di sostanze farmacologiche. Alcuni farmaci e determinate droghe, come per esempio la cocaina, possono provocare diversi disturbi cardiaci, tra cui anche un arresto cardiaco.
  • Conta degli ormoni. L'ormone tiroxina, quando è in eccesso, dà luogo a una condizione patologica nota come ipertiroidismo. L'ipertiroidismo può scatenare un arresto cardiaco.

DIAGNOSTICA PER IMMAGINI

Tra i vari test di diagnostica per immagini, risultano di notevole utilità:

  • La radiografia del torace (RX torace). È un esame ai raggi X che permette al medico di valutare la forma e le dimensioni del cuore del paziente. La riscontrata presenza di un ispessimento anomalo, di uno o di entrambi i ventricoli, può voler dire che l'arresto cardiaco è insorto a causa di una cardiomiopatia dilatativa.
  • L'ecocardiogramma. È un'ecografia del cuore, tramite cui il medico può individuare: le aree di miocardio danneggiate, il pompaggio irregolare del sangue e i difetti alle valvole cardiache.
  • La misura della frazione d'eiezione. La frazione d'eiezione è la quota di sangue pompata in circolo dal ventricolo sinistro del cuore. La sua misurazione, che può avvenire tramite risonanza magnetica, TAC, ecocardiogramma ecc, permette di stabilire se il cuore presenta qualche difetto funzionale. La frazione d'eiezione è considerata normale, quando risulta superiore al 50-55%; mentre è considerata indicativa di un arresto cardiaco, quando assume valori inferiori al 40%.
  • Scintigrafia al tallio, abbinata a test da sforzo. L'iniezione nel paziente di una sostanza radioattiva, come il tallio, permette al medico di analizzare come scorre il sangue attraverso il cuore e nelle arterie coronarie. Fotografato da un'apparecchiatura particolare, il flusso sanguigno viene monitorato sia in una fase di riposo del paziente sia dopo un breve test da sforzo.

ALTRI ESAMI

Se i precedenti esami diagnostici meritano ulteriori chiarimenti, il medico è costretto a ricorrere a due procedure invasive di cateterismo cardiaco, come l'esame elettrofisiologico e la coronarografia.

  • Esame elettrofisiologico. È un test che analizza come avviene la trasmissione dei segnali elettrici nel cuore. Si esegue con l'inserimento nei vasi sanguigni, e la successiva conduzione nelle cavità cardiache, di diversi elettrocateteri; questi, misurando in sede l'attività elettrica del cuore, sono capaci di individuare la zona cardiaca "malata", responsabile dell'aritmia che ha dato origine all'arresto cardiaco.
  • Coronarografia. È un esame per l'individuazione di eventuali restringimenti od ostruzioni a livello delle arterie coronarie. Prevede l'utilizzo di un piccolo catetere, il quale, una volta condotto fino ai vasi coronarici, emette un liquido di contrasto visibile ai raggi X. La diffusione di tale liquido, ripresa da uno strumento apposito, permette di studiare l'anatomia dei vasi che ossigenano il miocardio evidenziando eventuali anomalie.

CONTINUA: Trattamento dell'arresto cardiaco »