Angioma al Fegato

Generalità

L'angioma al fegato, noto anche come angioma epatico, è un tumore benigno delle cellule endoteliali che rivestono internamente i vasi sanguigni, in questo caso del fegato.

Angioma al fegato

Figura: raffigurazione di un angioma epatico. Dal sito: altincekodhima.com

Costituito da un groviglio di capillari e piccoli vasi, un angioma epatico misura solitamente pochi centimetri e non provoca alcun fastidio. Quando le dimensioni aumentano, però, la massa tumorale può spingere sugli organi vicini o andare incontro ad altre complicazioni; possono così comparire diversi sintomi, tra cui un forte dolore addominale.
Le cause sono poco chiare e meritano di essere studiate più approfonditamente. Una terapia specifica è prevista solo in caso di angiomi al fegato sintomatici; in questi frangenti, se la situazione è particolarmente grave, potrebbe essere necessario anche un trapianto di fegato.

Breve richiamo su che cos'è un emangioma

Un emangioma è un tumore benigno delle cellule endoteliali, che tappezzano le pareti interne dei vasi sanguigni.
Costituito da un denso agglomerato di capillari e vasi sanguigni di calibro leggermente più grosso, un emangioma può avere l'aspetto di una chiazza (o tumefazione) rilevata, di colore purpureo e a localizzazione cutanea (emangioma capillare); in altri casi, gli emangiomi assomigliano a noduli, sempre di color porpora ma capaci di formarsi anche sugli organi interni, come per esempio il cervello, e negli strati profondi della pelle (emangioma cavernoso o cavernoma).
Gli emangiomi possono comparire ovunque, tuttavia ci sono delle sedi anatomiche più colpite di altre: testa, guance e collo, per quanto concerne gli emangiomi capillari; cervello, occhi, cuore, milza, vie aeree respiratorie e fegato, per quanto concerne gli emangiomi cavernosi.
La parola emangioma deriva dall'unione di tre termini greci:haema- (αίμα), sangue; angeio (αγγείο), vaso; -oma (-ωμα), tumore.

PERCHé SI CHIAMANO EMANGIOMI CAVERNOSI?

Gli emangiomi cavernosi sono così chiamati perché presentano una struttura istologica (cioè relativa ai tessuti) molto simile ai corpi cavernosi che costituiscono gli organi erettili, come per esempio il pene.

Cos'è l'angioma al fegato

L'angioma al fegato, o angioma epatico, è un emangioma cavernoso con sede epatica, costituito da un groviglio di capillari e vasi sanguigni di piccolo calibro.
Gli emangiomi al fegato sono di solito delle masse tumorali benigne singole, non più grandi di 3 o 4 centimetri circa (angioma epatico tipico); tuttavia, in alcuni frangenti e per effetto di determinate condizioni, è possibile che raggiungano dimensioni notevoli e/o diventino degli agglomerati multipli (angioma epatico gigante).


Che cos'è un tumore benigno?
Un tumore benigno è una massa anomala di cellule proliferanti che, a differenza di ciò che accade nei tumori maligni, non è né infiltrante né metastatizzante (cioè non dà metastasi).

L'ANGIOMA AL FEGATO È PERICOLOSO?

Finora non si sono osservati casi in cui, da un angioma al fegato, sia insorto un tumore epatico maligno. Ciò, tuttavia, non esclude la possibilità che gli emangiomi possano essere caratterizzati da sintomi gravi, o essere il segno di patologie molto serie (ma anche assai rare) come:

  • La sindrome di Klippel-Trenaunay-Weber
  • La sindrome di Osler-Weber-Rendu
  • La sindrome di Von Hippel-Lindau

EPIDEMIOLOGIA

L'esatta incidenza dell'angioma al fegato è sconosciuta, in quanto, molto spesso, risulta sottodiagnosticata; in altre parole, i reali portatori sono molti più di quelli individuati.
L'angioma epatico sembrerebbe colpire individui di ogni età, anche se alcune stime riportano una maggiore frequenza tra le persone di età compresa tra i 30 e i 50 anni.
Le donne sono più a rischio degli uomini (il probabile motivo di ciò è spiegato nel prossimo capitolo).

Cause di angioma al fegato

Le cause che provocano la formazione di un angioma al fegato sono, al momento, poco chiare.
In base a determinate evidenze scientifiche, alcuni esperti sostengono che l'origine dell'anomalia sia legata a una o a più mutazioni genetiche del DNA, presenti fin dalla nascita (cioè congenite); tuttavia, non sanno ancora se il problema sia ereditario o si venga a creare durante lo sviluppo embrionale.

DONNE E TERAPIA ORMONALE

L'elevata presenza di angiomi al fegato tra le donne in gravidanza o che hanno avuto figli, e tra le donne in menopausa sottoposte a terapia ormonale sostitutiva, ha indotto alcuni ricercatori a ritenere che, almeno nel sesso femminile, le cause d'insorgenza possano essere in qualche modo legate anche a un alterato livello di estrogeni circolanti nel sangue (N.B: gli estrogeni sono, insieme al progesterone, gli ormoni sessuali femminili).
Tutto ciò spiegherebbe, almeno in parte, per quale motivo gli angiomi al fegato siano più frequenti tra i soggetti di sesso femminile che non tra gli individui maschi.

Sintomi, segni e complicazioni

La maggior parte degli angiomi al fegato è asintomatica (cioè priva di sintomi evidenti), tanto che spesso un portatore ignora di esserlo (proprio perché non avverte alcun disturbo).
Nei casi in cui gli angiomi epatici sono sintomatici, invece, i sintomi possono essere anche assai fastidiosi. I possibili disturbi, infatti, consistono in:

QUANDO PRESENTI, A COSA SI DEVONO I SINTOMI?

La presenza o meno di sintomi è legata, in buona parte, alle dimensioni di un angioma al fegato.
Una massa tumorale piccola, infatti, non viene solitamente avvertita in alcuna maniera; una massa tumorale di dimensioni medio-grandi, invece, è ingombrante, spinge sugli organi e sulle strutture anatomiche adiacenti ("effetto massa") e ha maggiori probabilità di comportare gravi complicazioni.

QUANDO RIVOLGERSI AL MEDICO

Chi sa di avere un angioma al fegato dovrebbe contattare il medico non appena compare uno dei sintomi sopraccitati. Questo perché, come si è già detto più volte, la presenza di sintomi significa che molto probabilmente il tumore benigno si è ingrandito e va a premere su altri organi vitali.

COMPLICAZIONI

Un angioma al fegato potrebbe comportare delle complicazioni nei seguenti casi:

  • Quando è del tipo gigante. Oltre che al dolore da "effetto massa", un angioma epatico gigante può dar luogo a emorragie, a trombosi e/o a un'insufficienza cardiaca.
    Le emorragie potrebbero causare gravi perdite di sangue; la trombosi potrebbe portare a uno stato di piastrinopenia, ovvero alla carenza di piastrine nel sangue e a una ridotta capacità coagulativa; infine, l'insufficienza cardiacaè dovuta alla formazione di una fistola artero-venosa a livello epatico, che sovraccarica di lavoro il cuore rendendolo dapprima ipertrofico e successivamente provocandone lo scompenso (scompenso cardiaco).
  • Quando il soggetto portatore è una donna e questa rimane incinta. L'incremento degli estrogeni, dovuto alla gravidanza, potrebbe favorire la crescita di un angioma epatico già presente, facendolo diventare di tipo gigante. Tale complicanza non si verifica sempre, tuttavia è un'eventualità che una donna portatrice di un angioma epatico e in età fertile deve conoscere.
  • Quando il soggetto portatore è una donna in menopausa e questa comincia una terapia ormonale a base di estrogeni. Come nel caso precedente, l'assunzione di estrogeni, in corso di menopausa, potrebbe ripercuotersi sulle dimensioni di un angioma epatico già presente, aumentandone la pericolosità.

Diagnosi

I test che consentono di diagnosticare un angioma al fegato sono:

  • Ecografia angioma epatico

    Figura: immagine ecografica di un angioma al fegato (segnalato dalla freccia bianca). Dal sito: en.wikimedia.org

    L'ecografia. Fa uso di ultrasuoni, che sono del tutto innocui per il paziente.
  • La risonanza magneticanucleare (RMN). Grazie alla creazione di campi magnetici, fornisce un'immagine precisa degli organi e delle strutture anatomiche interne del corpo umano. È del tutto innocua per il paziente.
  • La TAC (tomografia assiale computerizzata). È molto precisa nel mostrare gli organi e le strutture interne del corpo umano; tuttavia, espone il paziente a una dose minima di raggi X, che sono radiazioni ionizzanti. Le immagini fornite sono planari.
  • La tomografia computerizzata a emissione di fotone singolo (SPECT). È simile alla TAC, con la differenza che le immagini sono in tre dimensioni (3D) e che le radiazioni ionizzanti utilizzate sono raggi gamma.

Poiché, nella maggior parte dei casi, gli angiomi al fegato sono asintomatici, la loro identificazione è spesso casuale e successiva, in molte occasioni, a qualche altro controllo diagnostico effettuato per problemi di natura differente.

Attenzione: la biopsia del fegato, ovvero la raccolta e l'esame di un piccolo campione di cellule epatiche, è di solito poco indicata e praticata, in quanto il rischio di causare gravi perdite di sangue è elevato.

Terapia

Quando l'angioma al fegato è di piccole dimensioni e asintomatico, non è necessario alcun trattamento. L'unico consiglio che dà il medico, in questi frangenti, è di sottoporsi periodicamente a degli esami di controllo, per monitorare le dimensioni del tumore benigno: si tratta di una misura del tutto precauzionale, anche perché di solito gli angiomi epatici tendono a mantenere stabilmente le proprie dimensioni.
Quando invece l'angioma al fegato presenta dimensioni elevate ed è causa di forte dolore addominale, nausea e vomito, occorre in genere un intervento di tipo chirurgico.

POSSIBILI PROCEDURE

Un angioma al fegato può essere trattato, a seconda di dove risiede e della struttura che possiede (singola o multipla), nei seguenti modi:

  • Con un intervento chirurgico limitato alla rimozione dell'angioma. Se le immagini diagnostiche mostrano che la massa tumorale non è eccessivamente profonda, è possibile limitarsi alla rimozione del solo angioma, senza toccare il fegato. Il chirurgo può operare in laparoscopia, una tecnica chirurgica minimamente invasiva che richiede in genere 2 o 3 piccole incisioni, oppure in laparotomia, una tecnica chirurgica assai più invasiva della precedente in cui si incide e si "apre" l'addome del paziente. Entrambe le metodiche d'intervento richiedono l'anestesia generale.
  • Con un intervento chirurgico per la rimozione della parte di fegato interessata dall'angioma. Se l'angioma risulta situato in una posizione scomoda e in profondità, occorre rimuovere anche la porzione di fegato interessata. Come nel caso precedente, il chirurgo può eseguire tale operazione in laparoscopia o in laparotomia.
  • Con un intervento chirurgico per l'interruzione del flusso di sangue destinato all'angioma. Interrompendo la circolazione sanguigna all'interno dei vasi arteriosi che irrorano la massa tumorale, l'angioma smette di crescere e va incontro a necrosi (N.B: senza ricevere sangue contenente ossigeno, le cellule che costituiscono il tumore benigno muoiono). Tale operazione si può effettuare in due modi: o tramite legatura arteriosa o tramite embolizzazione. In entrambi i casi, il principio fondamentale è il medesimo, ovvero bloccare il flusso di sangue diretto all'angioma; l'unica differenza è che, nella legatura, il chirurgo "lega" il vaso arterioso, mentre nell'embolizzazione inietta dei farmaci coagulanti che stimolano la formazione di coaguli sanguigni.
  • Con un trapianto di fegato. È l'operazione chirurgica con cui si sostituisce il fegato malato con un altro sano, proveniente da un donatore vivo o morto. Tale intervento è riservato ai casi di angioma epatico molto gravi, caratterizzati da masse tumorali di grandi dimensioni e multiple. Si tratta di un'ipotesi molto rara.
    Per sapere nei dettagli come si svolge un trapianto di fegato, è possibile consultare l'articolo a esso dedicato, presente a questa pagina.
  • Con sedute di radioterapia. Il medico operante tenta di ridurre le dimensioni della massa tumorale esponendola a una determinata dose di raggi X ad alta energia. È un'opzione terapeutica usata molto di rado, anche perché non sono chiari gli effetti che può avere a lungo termine.

ALCUNI CONSIGLI

Un individuo, alla notizia di essere portatore di un angioma al fegato, potrebbe giustamente preoccuparsi, nonostante venga messo al corrente della natura benigna e quasi sempre asintomatica del tumore.
Può venir utile, per tranquillizzarsi e superare il momento di agitazione, chiedere al proprio medico notizie su tutto ciò che concerne gli angiomi epatici: da quali sono i sintomi possibili a cosa fare in caso di loro comparsa.
Inoltre, per evitare di nuocere alla salute del proprio fegato ed essere certi di non peggiorare la situazione, è consigliabile: non fumare, limitare (se non evitare del tutto) il consumo di alcolici e adottare una dieta sana (possibilmente povera di grassi).

Prognosi

Molti individui con un angioma al fegato vivono una vita normale e senza disturbi di sorta.
Diverso è, invece, il caso delle persone sottoposte a uno degli interventi terapeutici proposti poc'anzi (quindi quando l'angioma epatico è sintomatico): questi soggetti, infatti, devono affrontare un periodo di convalescenza di durata diversa, a seconda della gravità della situazione. Ad esempio, il trapianto di fegato implica, spesso per il resto della vita dei pazienti, un trattamento a base di farmaci immunodepressivi, allo scopo di scongiurare il rigetto dell'organo impiantato.

Prevenzione

Quando l'eziologia (cioè le cause scatenanti) di un determinato stato morboso è poco chiara, la prevenzione è difficile se non del tutto impraticabile. L'angioma al fegato non fa eccezioni, tuttavia, se presente, è buona norma esaminarlo periodicamente.



Ultima modifica dell'articolo: 21/10/2016