Amikacina

L'amikacina è un antibiotico appartenente alla classe degli amminoglicosidi. Viene prodotta per via semisintetica da un altro antibiotico amminoglicosidico di origine naturale, la kanamicina A.

Amikacina

Amikacina - Struttura Chimica

Solitamente, l'amikacina è impiegata nel trattamento d'infezioni causate da ceppi di Mycobacterium tubercolosis, Yersinia tularensis e Pseudomonas aeruginosa che risultano resistenti ad altri antibiotici.
L'amikacina è disponibile in gel per uso cutaneo e in soluzione da somministrare per via endovenosa o intramuscolare.

Indicazioni terapeutiche

L'amikacina è utilizzata nel trattamento d'infezioni causate da batteri ad essa sensibili.
In particolare, l'amikacina trova impiego soprattutto, ma non solo, nel trattamento d'infezioni da Gram-negativi resistenti ad altri antibiotici.
Più nel dettaglio, l'utilizzo dell'amikacina è indicato nei seguenti casi:

Avvertenze

Va usata cautela nella somministrazione di amikacina in pazienti con preesistenti disfunzioni renali o preesistenti problemi all'udito o al sistema vestibolare.
I pazienti trattati con amikacina devono essere tenuti sotto stretta sorveglianza a causa dell'ototossicità e della nefrotossicità indotte dall'amikacina stessa.
Prima di cominciare il trattamento a base di amikacina e per tutta la durata dello stesso, è necessario eseguire regolari audiogrammi e periodici controlli della funzionalità renale.
In caso d'insorgenza di tinnito (un disturbo uditivo caratterizzato dalla percezione di fischi, ronzii, fruscii, ecc.) o in caso di diminuzione dell'udito, la terapia con amikacina deve essere immediatamente interrotta.
Il rischio d'insorgenza di ototossicità e/o nefrotossicità, in seguito a terapia con amikacina, aumenta in quei pazienti con preesistente compromissione renale o che sono sottoposti a un trattamento ad alte dosi e per lunghi periodi.
I pazienti che ricevono amikacina devono essere opportunamente idratati in modo da evitare l'irritazione chimica dei tubuli renali.
L'amikacina può provocare blocco neuromuscolare e paralisi respiratoria, perciò va usata cautela nella somministrazione del farmaco in pazienti affetti da miastenia grave o da morbo di Parkinson.
Il trattamento con amikacina, soprattutto se protratto per lunghi periodi, può favorire l'insorgenza di superinfezioni da batteri resistenti o da funghi. Tali superinfezioni potrebbero richiedere un'adeguata terapia.
Va usata molta cautela nell'utilizzo dell'amikacina nei neonati e nei prematuri, poiché i loro reni non sono ancora completamente sviluppati.
Quando l'amikacina è somministrata per via parenterale, potrebbe provocare reazioni avverse in grado di alterare la capacità di guidare veicoli o di utilizzare macchinari, perciò va usata molta cautela.

Interazioni con altri farmaci

Il rischio d'insorgenza di paralisi respiratoria aumenta quando l'amikacina è somministrata in concomitanza a farmaci anestetici o a bloccanti neuromuscolari (come tubocurarina, succinilcolina, atracurio, ecc.).
La somministrazione concomitante di amikacina e di altri farmaci neurotossici, nefrotossici e/o ototossici deve essere evitata. Fra questi farmaci, ricordiamo:

La somministrazione concomitante di amikacina e di bifosfonati aumenta il rischio d'insorgenza di ipocalcemia (cioè una diminuzione dei livelli di calcio nel circolo ematico).
L'utilizzo contemporaneo di amikacina e di indometacina (un FANS) nei neonati può aumentare la concentrazione plasmatica di amikacina stessa.
In ogni caso, è necessario informare il medico se si stanno assumendo - o se sono stati recentemente assunti - farmaci di qualsiasi tipo, inclusi i farmaci da banco e i prodotti erboristici e/o omeopatici.

Effetti collaterali

L'amikacina può indurre vari tipi di effetti collaterali, anche se non tutti i pazienti li manifestano. Ciò è dovuto alla diversa sensibilità che ciascun individuo possiede nei confronti del farmaco, perciò, non è detto che gli effetti avversi si manifestino tutti e con la medesima intensità in ogni persona.
Di seguito sono elencati i principali effetti avversi che possono insorgere durante il trattamento con amikacina.

Patologie dei reni e del tratto urinario

La terapia a base di amikacina può causare:

Patologie dell'orecchio

Il trattamento con amikacina può provocare:

Patologie del sistema nervoso

La terapia con amikacina può causare:

Superinfezioni

Il trattamento con amikacina può favorire lo sviluppo d'infezioni secondarie (superinfezioni) da batteri resistenti all'amikacina stessa o da funghi.

Disturbi del sistema emolinfopoietico

Il sistema emolinfopoietico è quel sistema deputato alla produzione di cellule dal sangue.
La terapia con amikacina può causare disturbi al suddetto sistema favorendo l'insorgenza di anemia ed eosinofilia (cioè un aumento del numero di eosinofili nel circolo sanguigno).

Reazioni allergiche

L'amikacina - come qualsiasi altro farmaco - può scatenare reazioni d'ipersensibilità o shock anafilattico in soggetti sensibili.

Patologie dei polmoni e del tratto respiratorio

Il trattamento con amikacina può favorire l'insorgenza di apnea e broncospasmo.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

La terapia con amikacina può causare eruzioni cutanee, prurito e orticaria.

Patologie dell'apparato muscoloscheletrico

Il trattamento con amikacina può provocare artralgia e contrazioni muscolari.

Altri effetti collaterali

Altri effetti indesiderati che si possono manifestare durante il trattamento con amikacina, sono:

Sovradosaggio

Casi di sovradosaggio da amikacina sono stati riportati solo durante la somministrazione per via parenterale del farmaco.
In caso d'iperdosaggio da amikacina può insorgere blocco neuromuscolare accompagnato da arresto respiratorio che richiede un trattamento immediato.
La dialisi peritoneale o l'emodialisi sono utili per eliminare velocemente l'amikacina in eccesso dal circolo ematico. L'amikacina circolante può anche essere ridotta mediante emofiltrazione continua arterovenosa. Nei neonati, potrebbe anche essere utile la trasfusione di scambio.

Meccanismo d'azione dell'amikacina

L'amikacina è un amminoglicoside e - in quanto tale - esercita la sua azione antibiotica interferendo con la sintesi proteica batterica.
La sintesi proteica avviene grazie a particolari organuli chiamati ribosomi. Questi organuli sono costituiti da RNA ribosomiale e da proteine associati fra loro a formare due subunità: la subunità 30S e la subunità 50S.
Il compito del ribosoma è quello di tradurre l'RNA messaggero proveniente dal nucleo cellulare e di sintetizzare le proteine per cui esso codifica.
L'amikacina - come tutti gli amminoglicosidi - si lega alla subunità ribosomiale 30S e, così facendo:

  • Impedisce che l'RNA messaggero si leghi al ribosoma;
  • Induce una "lettura errata" dello stesso RNA messaggero obbligando il ribosoma a sintetizzare proteine "sbagliate" chiamate proteine non-senso.

Alcune di queste proteine non-senso vengono incluse nella membrana cellulare batterica alterandone la permeabilità. L'alterazione della permeabilità di membrana consente l'ingresso di altro antibiotico all'interno della cellula, causando un blocco totale della sintesi proteica.

Modalità d'uso e posologia

Come precedentemente accennato, l'amikacina è disponibile sotto forma di gel per uso cutaneo e sotto forma di soluzione per somministrazione intramuscolare o endovenosa.
Di seguito sono riportate alcune indicazioni sulle dosi di farmaco abitualmente impiegate in terapia.

Gel per uso cutaneo

Il gel a base di amikacina dovrebbe essere applicato sulla cute una volta al giorno massaggiando delicatamente.

Soluzione per somministrazione intramuscolare o endovenosa

Negli adulti e nei bambini con più di 12 anni di età, la dose di amikacina abitualmente somministrata è di 15 mg/Kg di peso corporeo al giorno, da somministrarsi in dose unica oppure in due dosi frazionate a distanza di dodici ore l'una dall'altra.
Nei bambini son un mese di vita fino ai 12 anni di età, la dose di amikacina solitamente impiegata è di 15-20 mg/Kg di peso corporeo al giorno, da somministrarsi in dose unica oppure in due dosi frazionate a distanza di dodici ore l'una dall'altra.
Nei neonati, la dose di attacco di amikacina abitualmente somministrata è di 10 mg/Kg di peso corporeo, seguita da dosi di 7,5 mg/Kg di peso corporeo da somministrarsi ogni dodici ore.
Nei prematuri, la dose di amikacina solitamente impiegata è di 7,5 mg/Kg di peso corporeo da somministrarsi ogni dodici ore.
La durata del trattamento, di solito, è di 3-7 giorni per la somministrazione endovenosa e 7-10 giorni per la somministrazione intramuscolare.
Nei pazienti affetti da patologie renali le dosi di amikacina somministrate saranno minori rispetto a quelle abitualmente utilizzate.

Gravidanza e Allattamento

L'amikacina può attraversare la placenta e potrebbe causare danni al feto. Pertanto, l'utilizzo del farmaco da parte di donne in gravidanza dovrebbe essere effettuato solo in casi di effettiva necessità e solo sotto lo stretto controllo del medico.
Le madri che allattano al seno, prima di assumere l'amikacina, devono chiedere consiglio al medico che deciderà se è il caso di interrompere l'allattamento o se è il caso di evitare l'inizio della terapia con l'antibiotico in questione.

Controindicazioni

L'utilizzo dell'amikacina è controindicato nei seguenti casi:

  • In pazienti con ipersensibilità nota all'amikacina;
  • In pazienti con ipersensibilità nota ad altri amminoglicosidi.