Amantadina

L'amantadina è un farmaco antivirale in grado di inibire le prime fasi della replicazione dei virus. Tuttavia, l'amantadina si è mostrata efficace anche nel trattamento del morbo di Parkinson, in quanto è in grado di esercitare un'azione di tipo dopaminergica (cioè è capace di aumentare il segnale della dopamina, un neurotrasmettitore carente nei pazienti affetti da questa patologia).

Amantadina

Amantadina - Struttura Chimica

Anche se non è certo il farmaco di prima scelta per il trattamento del morbo di Parkinson, l'amantadina viene utilizzata soprattutto per il trattamento di quest'ultimo.

Indicazioni terapeutiche

L'utilizzo dell'amantadina è indicato per il trattamento di:

  • Morbo di Parkinson;
  • Parkinsonismi (malattie extrapiramidali che presentano somiglianze con il morbo di Parkinson);
  • Bradipsichismi (lentezza nello svolgimento di tutti i processi psichici) dell'età senile, anche su base arteriosclerotica, con o senza interessamento extrapiramidale.

Dal punto di vista dell'attività antivirale, l'amantadina risulta efficace contro i virus a RNA, in particolar modo, contro i virus dell'influenza.

Avvertenze

Prima di cominciare il trattamento con amantadina e per tutta la durata dello stesso, i pazienti devono sottoporsi a elettrocardiogramma (ECG) per determinare la loro funzionalità cardiaca.
I pazienti che soffrono di patologie cardiovascolari devono essere costantemente monitorati per tutta la durata del trattamento con amantadina.
Qualora, insieme all'amantadina, si stiano assumendo anche farmaci neurolettici, il trattamento con amantadina non deve essere interrotto bruscamente a causa della possibile insorgenza della sindrome neurolettica maligna.
Va usata molta cautela nella somministrazione di amantadina in pazienti affetti da disturbi renali.
L'assunzione di amantadina potrebbe favorire la comparsa di convulsioni, soprattutto in individui che ne hanno sofferto in passato.
Poiché non vi sono sufficienti dati sulla sicurezza d'uso dell'amantadina nei pazienti pediatrici, l'utilizzo del farmaco nei bambini non è raccomandato.
Poiché l'amantadina riduce la tolleranza all'alcool, l'utilizzo di alcolici durante la terapia con il farmaco è controindicato.
L'utilizzo di amantadina può alterare la capacità di guidare veicoli e/o di utilizzare macchinari, perciò va usata molta cautela.

Interazioni con altri farmaci

Durante il trattamento con amantadina non si dovrebbero assumere altri farmaci che hanno la capacità di alterare l'elettrocardiogramma. Fra questi farmaci, ricordiamo:

L'assunzione concomitante di amantadina e di farmaci anticolinergici può far sì che si verifichi un aumento degli effetti collaterali indotti da questi ultimi.
Quando somministrata contemporaneamente all'amantadina, la memantina (un farmaco impiegato nel trattamento del morbo di Alzheimer) può aumentare l'attività e, di conseguenza, gli effetti collaterali dell'amantadina stessa.
L'uso concomitante di diuretici e di amantadina dovrebbe essere evitato, poiché i diuretici riducono l'eliminazione di amantadina dall'organismo con il possibile rischio di raggiungere concentrazioni ematiche tossiche.
In qualsiasi caso, è sempre bene informare il medico qualora si stiano assumendo - o siano stati recentemente assunti - farmaci di qualsiasi tipo, inclusi i medicinali senz'obbligo di prescrizione medica e i prodotti erboristici e/o omeopatici.

Effetti collaterali

L'amantadina può provocare vari tipi di effetti collaterali, anche se non tutti i pazienti li manifestano. Questo dipende dalla diversa sensibilità che ciascun individuo possiede nei confronti del farmaco. Perciò, non è detto che gli effetti indesiderati si manifestino tutti e con la stessa intensità in ciascun paziente.
Di seguito, sono elencati i principali effetti collaterali che possono insorgere durante il trattamento a base di amantadina.

Patologie cardiovascolari

La terapia con amantadina può provocare:

Patologie del sistema nervoso centrale

Il trattamento con amantadina può causare mal di testa, vertigini, neuropatia periferica, mioclonia e crisi epilettiche (queste ultime si possono manifestare soprattutto in caso di assunzione di dosi eccessive di farmaco).

Disturbi psichiatrici

La terapia a base di amantadina può favorire l'insorgenza di disturbi del sonno, irrequietezza psicomotoria, comportamenti paranoici e allucinazioni.

Patologie gastrointestinali

Il trattamento con amantadina può causare nausea, vomito, diarrea e dolori allo stomaco.

Alterazioni del sangue e del sistema linfatico

La terapia con amantadina può portare all'insorgenza di leucopenia e piastrinopenia (rispettivamente, la diminuzione dei livelli ematici di leucociti e di piastrine).

Patologie degli occhi

Il trattamento con amantadina può portare a visione offuscata, fotosensibilità e perdita temporanea della vista.

Altri effetti collaterali

Altri effetti indesiderati che possono manifestarsi durante la terapia con amantadina, sono:

Sovradosaggio

In caso di assunzione di quantità eccessive di amantadina, possono manifestarsi sintomi quali:

Inoltre, quando dosi eccessive di amantadina sono assunte insieme ad altri farmaci anti-Parkinson, possono insorgere psicosi tossiche acute, stati confusionali, allucinazioni, mioclonia e coma.
In caso di sovradosaggio da amantadina non esiste un vero e proprio antidoto. Per eliminare l'eccesso di farmaco dall'organismo può essere utile l'induzione del vomito o la lavanda gastrica.
In qualsiasi caso, qualora si sospetti un iperdosaggio da amantadina, è necessario contattare subito il medico e rivolgersi al più vicino ospedale.

Meccanismo d'azione dell'amantadina

Come sopra accennato, l'amantadina è un farmaco antivirale, ma che si è rivelato molto utile anche per il trattamento del morbo di Parkinson.
L'amantadina svolge la sua azione antivirale inibendo una delle prime fasi della replicazione dei virus. Più nel dettaglio, l'amantadina inibisce la penetrazione dell'RNA del virus all'interno della cellula ospite, così facendo, il virus non è più in grado di replicarsi.
Per quanto riguarda il morbo di Parkinson, invece, l'amantadina risulta efficace nel trattamento di questa patologia grazie alla sua capacità di aumentare il segnale della dopamina, uno dei neurotrasmettitori presenti nell'organismo.
Il morbo di Parkinson, infatti, è caratterizzato da una degenerazione dei neuroni dopaminergici (cioè dei neuroni che comunicano utilizzando la dopamina come neurotrasmettitore) a livello di determinate zone cerebrali definite aree nigrostriatali.
L'amantadina è in grado di aumentare la sintesi e la liberazione di dopamina, favorendo quindi un miglioramento della sintomatologia del paziente.

Modalità d'uso e posologia

L'amantadina è disponibile per la somministrazione orale sotto forma di compresse.
La dose di amantadina che deve essere assunta e la durata del trattamento devono essere stabilite dal medico in funzione del tipo di patologia da trattare, in funzione della risposta del paziente alla terapia e in funzione delle sue condizioni di salute.
Generalmente, la dose di amantadina abitualmente utilizzata per il trattamento del morbo di Parkinson, dei parkinsonismi e dei bradipsichismi dell'età senile, è di 200 mg di farmaco da assumersi in due dosi frazionate.
I pazienti anziani e i pazienti con ridotta funzionalità renale potrebbero necessitare di un aggiustamento della dose di amantadina abitualmente somministrata.

Gravidanza e Allattamento

Alcuni studi condotti su animali hanno evidenziato che l'amantadina può essere tossica per il feto, tuttavia, non vi sono certezze sul potenziale rischio per l'uomo. Per questo motivo, l'utilizzo del farmaco da parte di donne in gravidanza dovrebbe essere effettuato soltanto se il medico lo ritiene assolutamente necessario.
L'amantadina viene escreta nel latte materno. Se la terapia con il farmaco risulta assolutamente necessaria per la madre, il neonato deve essere tenuto sotto stretta sorveglianza per individuare l'insorgenza di possibili effetti collaterali, quali eruzioni cutanee, vomito e ritenzione urinaria.

Controindicazioni

L'utilizzo dell'amantadina è controindicato nei seguenti casi:

  • In pazienti con ipersensibilità nota all'amantadina stessa;
  • In pazienti che soffrono - o che hanno sofferto - di gravi patologie cardiache;
  • In pazienti già in terapia con budipina o con altri farmaci in grado di provocare un prolungamento dell'intervallo QT (l'intervallo di tempo necessario al miocardio ventricolare per depolarizzarsi e ripolarizzarsi);
  • In pazienti che presentano bassi livelli ematici di magnesio e potassio;
  • In pazienti pediatrici.

Ultima modifica dell'articolo: 01/10/2016