Allergia ai Pollini - Diagnosi

La pollinosi è una malattia allergica determinata dall'inalazione di pollini antigenici, trasportati dalle correnti aeree anche a notevoli distanze dai luoghi dove sono prodotti. I sintomi più comuni sono rappresentati da riniti, congiuntiviti e talvolta da asma bronchiale. L'allergia ai pollini ha un decorso tipicamente stagionale.

Premessa: identificazione degli allergeni pollinici nel percorso diagnostico

L'allergia ai pollini comprende un complesso di manifestazioni cliniche (asma, rinite, congiuntivite) sostenute da iper-reazioni immunologiche e solitamente associate a processi flogistici. Allergia ai Pollini, DiagnosiGli stessi granuli pollinici, oltre ad essere vettori di allergeni, contengono diversi mediatori chimici che possono contribuire a provocare risposte infiammatorie locali non mediate da IgE specifiche.

L'analisi degli estratti allergenici derivati dai pollini di diverse specie ha consentito l'identificazione di numerosi allergeni, la cui caratterizzazione è stata in seguito sfruttata nella diagnostica allergologica.
L'analisi dei pollini ha dimostrato che gli antigeni sono tipicamente proteine o glicoproteine a basso peso molecolare. In un primo tempo, si riteneva che gli epitopi allergenici fossero esposti soprattutto sull'esina (membrana cellulare). In seguito, si accertò che la maggior parte degli allergeni era contenuta all'interno del granulo e che, una volta a contatto con una superficie umida, fuoriusciva assai rapidamente dai pori del granulo. Ulteriori studi al microscopio elettronico hanno evidenziato localizzazioni selettive tipiche per diversi allergeni pollinici (esempio: esina, protoplasto, intina ecc.). Alcuni allergeni sono situati anche nello sporofito (parte non pollinica della pianta), tra questi si ricorda la profilina (proteina strutturale e componente fondamentale dell'esoscheletro), presente in quasi tutti gli elementi vegetali e, a concentrazioni diverse, in quasi tutti i pollini. Per questo motivo è stata definita pan-allergene ed è responsabile di alcune cross-reazioni nelle sindromi orali allergiche.

Allergia ai pollini: diagnosi

Per confermare un sospetto di allergia verso uno o più pollini, bisogna eseguire una serie di accertamenti diagnostici:

  • Anamnesi. Il primo approccio diagnostico per individuare l'allergia ai pollini consiste nella visita allergologica specialistica, nel corso della quale il medico può valutare gli eventuali sintomi presenti con un esame obiettivo. Inoltre, lo specialista allergologo esegue l'anamnesi, cioè l'indagine accurata e attenta della storia clinica del paziente, che valuta:
    • L'incidenza in famiglia di disturbi allergici;
    • I sintomi della reazione allergica;
    • La modalità con cui le reazioni allergiche si manifestano: quando si è verificato il primo attacco, quanto è durato, la frequenza con cui si ripetono gli episodi, la stagionalità dei sintomi e il loro andamento nel tempo;
    • Lo stile di vita, l'attività lavorativa, la tendenza a soffrire di disturbi respiratori infiammatori e le malattie contratte.
  • Test cutanei.
    • Prick test. Per individuare i pollini responsabili si pone a contatto con la cute una goccia di estratto dell'allergene pollinico e successivamente si punge la zona con un apposito ago. Nel caso la persona sia allergica ai pollini, si osserva la comparsa di un caratteristico pomfo, circondato da un'area di rossore. Lo specialista valuta anche l'intensità della reazione, che viene poi espressa a livello quantitativo con una serie di segni +: si va da +, per indicare una reazione blanda, a ++++, per indicare una reazione molto intensa. Il Prick test è affidabile, facilmente eseguibile e del tutto indolore. L'esame può dare risultati sfalsati se viene eseguito in presenza di affezioni cutanee o quando la persona sta seguendo una cura con antistaminici o cortisonici.
    • Intradermoreazione: si tratta di una variante Prick test, più sensibile, ma meno specifica. In questo caso, l'allergene non viene applicato, bensì iniettato nel derma, utilizzando una piccola siringa. Si valuta il risultato, nelle successive 24-72 ore: se nella sede di inoculazione compare una tumefazione arrossata, che può essere accompagnata da prurito, la persona è allergica.
  • Dosaggio delle IgE specifiche (PRIST e RAST).
  • Le analisi del sangue consentono di confermare, in associazione ai test cutanei, la diagnosi di allergia ai pollini.

    • Il PRIST test (o Test di Radio-Immuno-Assorbimento su Carta) dosa le IgE totali: si effettua un prelievo di sangue venoso per dosare le IgE totali (un tipo di anticorpi) presenti nel campione, che in caso di allergia risultano aumentate. Il PRIST test è un esame importante, ma non ha un valore diagnostico assoluto: le IgE totali possono infatti aumentare anche in persone non allergiche, per esempio a causa di malattie infettive.
    • Il RAST test (Test di Radio-Allergo-Assorbimento) dosa le IgE specifiche: si misura nel sangue venoso il livello delle IgE specifiche prodotte verso una particolare sostanza. Il sangue prelevato viene messo a contatto con un allergene: se il sangue contiene le IgE specifiche verso l'allergene si stabilisce un legame. In un secondo momento, il sangue è messo a contatto con anticorpi anti-IgE marcati in modo radioattivo: maggiore è la radioattività che si rileva, maggiore è la quantità di IgE specifiche presenti nel sangue.

Diagnostica molecolare dell'allergia ai pollini: il test ISAC

Il test ISAC (Immuno Solid-phase Allergen Chip) è un'analisi multi-analita del titolo delle IgE specifiche, che consente di dosare più di 100 molecole con un solo prelievo di sangue (comprende allergeni provenienti ad esempio da pelo di animali, polline, acari, cibo o lattice). Questo test multiplo (è un microarray) permette la valutazione simultanea delle IgE specifiche per le singole molecole allergeniche purificate, naturali o ricombinanti (mimano la fonte allergica con estrema sensibilità). Inoltre, il test ISAC contribuisce anche a scoprire le allergie da reazione crociata.


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