Allergia alle muffe

Le muffe sono un tipo di funghi pluricellulari, che possono proliferare in diversi luoghi e superfici. Le spore, con le quali esse solitamente si riproducono, possono scatenare una reazione allergica con sintomi respiratori persistenti o limitati alla stagione estiva - autunnale. Queste particelle allergizzanti hanno dimensioni inferiori rispetto a quelle dei pollini e, come questi, possono essere facilmente trasportate dal vento. Allergia alle MuffeLe muffe proliferano soprattutto durante l'estate e l'autunno, quando il clima è più caldo ed umido. Tuttavia, le spore vengono aerodisperse durante tutto l'anno e, per questa ragione, possono causare allergie in qualunque momento.
Le muffe più allergizzanti in Italia sono: Alternaria (cresce su ortaggi e frutta in decomposizione e in ambienti particolarmente umidi), Cladosporium, Aspergillus (su vegetali, fiori, fieno e terreno) e Penicillium. Aspergilli e Penicilli sono le muffe più diffuse negli ambienti interni e possono crescere in condizioni di umidità superiore al 50-60%, su tappeti, muri, moquette, carta da parati, terriccio, polvere e alimenti avariati. Quando i soggetti suscettibili agli allergeni delle muffe inalano le spore disperse in aria, può manifestarsi una sensibilizzazione allergica: il sistema immunitario reagisce in modo eccessivo innescando una cascata di eventi, che porta alla comparsa di una risposta infiammatoria locale o sistemica. Alcune spore hanno una forma tale da riuscire facilmente a penetrare in profondità nelle vie respiratorie, fino a raggiungere i bronchi e gli alveoli polmonari. L'inalazione delle spore di Alternaria, ad esempio, rappresenta una causa dell'asma bronchiale, proprio in virtù delle sue ridottissime dimensioni. La concentrazione di spore fungine disperse in aria è, in genere, più elevata nelle ore notturne. La rilevazione di tale parametro viene effettuata con la stessa metodologia impiegata per i pollini. La dispersione delle spore dipende dalla loro dimensione e dalle condizioni ambientali (temperatura, umidità e ventilazione).
La miglior difesa per il soggetto allergico consiste nel minimizzare l'esposizione alle spore che possono causare la reazione del sistema immunitario. Le muffe si ritrovano comunemente nell'ambiente domestico, specialmente se umido: crescono sui muri, ma anche su tappeti, moquette, tappezzerie, tessuti, carta da parati, filtri di condizionatori e deumidificatori d'aria. Inoltre, possono crescere su tronchi marcescenti e foglie cadute, cumuli di compost, erbe e cereali, terriccio, foglie delle piante d'appartamento, frutta e alimenti (anche all'interno del frigorifero). Anche se non è sempre possibile evitare che le spore inneschino una reazione allergica, la terapia farmacologica può aiutare a gestire i sintomi.

Cause e sintomi

Le spore delle muffe, dopo essere state inalate, vengono a contatto con le strutture del sistema immunitario e attivano una risposta di ipersensibilità, mediata da una particolare classe di anticorpi: le Immunoglobuline di classe E. In fase diagnostica, le IgE possono essere ricercate e dosate nel siero del paziente per confermare la sensibilizzazione allergica.
L'allergia alle muffe si manifesta con gli stessi segni e sintomi che si verificano in altri tipi di allergie respiratorie:

In alcune persone, l'esposizione ad alcune muffe può innescare i sintomi tipici dell'asma:

I sintomi dell'allergia alle muffe variano da persona a persona e possono presentarsi in forma lieve o grave. Si possono avere manifestazioni durante tutto l'anno o solo in determinati periodi, quando il tempo è umido o in particolari ambienti in cui sono presenti alte concentrazioni di allergeni. Le muffe sono molto comuni sia in ambienti interni, che esterni, ma solo alcune sono in grado di provocare una reazione allergica. Essere allergici a un tipo di muffa non significa necessariamente essere sensibili ad un altro tipo di allergene.

Complicazioni

In casi fortunatamente non frequenti, l'esposizione alle spore può anche causare infezioni (cutanee, mucose o di organi interni, come nel caso della polmonite), irritazioni o reazioni tossiche.
In generale, tuttavia, la muffa non causa infezioni sistemiche: le persone più suscettibili a tale complicanza hanno un sistema immunitario compromesso (pazienti con HIV/AIDS, neoplasie o in terapia con farmaci immunosoppressori). La sinusite fungina allergica deriva da una reazione infiammatoria dei seni paranasali, spesso dovuta all'insediamento ed alla proliferazione dell'Aspergillus. L'aspergillosi broncopolmonare allergica si manifesta in seguito ad una reazione immunitaria nel lume bronchiale contro l'Aspergillus fumigatus, soprattutto in soggetti con asma o fibrosi cistica. Infine, le spore fungine possono essere causa di una rara condizione che si verifica dopo aver inalato le particelle responsabili della malattia: la polmonite da ipersensibilità, anche conosciuta come alveolite allergica. La polmonite da ipersensibilità è considerata una malattia professionale e può occorrere in coloro che, per motivi professionali, sono esposti a spore fungine o ad altri antigeni di origine vegetale o animale, oppure a particolari sostanze chimiche.

Fattori di rischio

  • Predisposizione familiare ad allergie e/o asma bronchiale;
  • Attività professionale: agricoltori, allevatori di bestiame a contatto con il fieno, coltivatori di funghi, carpentieri, addetti al lavaggio e alla spazzolatura dei formaggi o alla riparazione dei mobili ecc.;
  • Alto tasso di umidità (superiore al 50%) e con una scarsa ventilazione dell'ambiente domestico: le condizioni ideali per la crescita di muffe sono locali umidi, come bagni, cucine e cantine.

Diagnosi

Per definire la diagnosi, è necessario eseguire una serie di accertamenti, anche per identificare o escludere altri problemi medici:

  • Anamnesi/salute-benessere/anamnesi.html ed esame obiettivo: il medico può ricostruire la storia clinica del paziente, oltre a raccogliere informazioni relative ai sintomi e valutare eventuali segni presenti;
  • Prick test (test cutaneo): consiste nell'applicare una goccia di estratto dell'allergene, in genere sull'avambraccio, e successivamente nel pungere la zona con un apposito ago. Se la persona è allergica, si manifesta un pomfo entro breve tempo.
  • RAST test (dosaggio delle IgE specifiche): evidenzia la reazione degli anticorpi rivolti verso particolari antigeni su un campione di sangue e fornisce un'indicazione sul grado di sensibilità del paziente rispetto all'esposizione con l'allergene.

Terapia

Il miglior trattamento per ogni allergia consiste nell'adottare adeguate misure per evitare l'esposizione all'allergene. Tuttavia, le muffe sono comunissime ed è pertanto impossibile impedire completamente un eventuale contatto. Non esiste un protocollo terapeutico per curare l'allergia alle muffe, ma una serie di farmaci sono in grado di alleviare i sintomi. Questi includono:

  • Antistaminici: consentono di alleviare sintomi come prurito, starnuti e congestione nasale; agiscono contrastando la formazione dell'istamina, prodotta dal sistema immunitario e attiva durante la reazione allergica.
  • Corticosteroidi locali (spray nasali): possono ridurre i sintomi associati all'infiammazione a carico delle alte vie respiratorie.
  • Decongestionanti: possono essere utilizzati per brevi periodi, per fornire rapido sollievo alla congestione nasale.
  • Antileucotrienici: bloccano l'azione di alcune sostanze chimiche del sistema immunitario che causano sintomi, come la formazione di muco in eccesso e la congestione nasale. Questi farmaci si sono dimostrati efficaci anche nel trattamento dell'asma allergica.
  • Immunoterapia: i risultati dei test diagnostici possono favorire la messa a punto di un trattamento di desensibilizzazionenei confronti dell'allergene (vaccino). L'immunoterapia è molto efficace per alcune allergie, ma può essere applicata efficacemente solo per alcune forme di sensibilizzazione alle muffe.

Prevenzione

Le spore fungine, proprio come i pollini, possono essere trasportate dall'aria anche a grande distanza. Tuttavia, esistono delle misure per limitare l'esposizione alle muffe, sia all'aperto che all'interno della propria abitazione.
Per limitare l'insorgenza dei sintomi allergici, può essere utile ricorrere a questi accorgimenti:

  • Dormire con le finestre chiuse, per tenere fuori le spore che provengono dall'esterno. La concentrazione degli allergeni nell'aria tende ad essere più elevata di notte, quando il clima è fresco ed umido;
  • Indossare una mascherina protettiva sul naso e bocca mentre si praticano attività come rastrellare le foglie secche, restare a lungo all'interno di serre o tagliare il prato;
  • Evitare le attività all'aperto subito dopo un temporale, in presenza di nebbia od umidità o quando il valore della carica allergenica è elevato.

Le seguenti operazioni possono aiutare a ridurre la crescita di muffa all'interno dell'abitazione:

  • Eliminare le fonti di umidità in scantinati, quali perdite di tubazioni sotterranee o infiltrazioni.
  • Usare un deumidificatore nelle stanze con umidità molto elevata (seminterrati, locali al pianterreno o esposti a nord ecc.). Mantenere livelli di umidità relativa inferiore al 50%.
  • Prendere in considerazione l'installazione di depuratori per l'aria con filtro HEPA (High Efficiency Particulate Air), in grado di intrappolare le spore disperse nell'aria esterna, prima che diffondano all'interno della casa.
  • Sostituire regolarmente i filtri del piano cottura e curare la manutenzione dei condizionatori d'aria.
  • Ventilare adeguatamente i locali della casa, in particolare bagno e cucina, ed evitare la formazione di eccessiva umidità.
  • Non eccedere con le piante ornamentali.
  • Bonificare le cantine o i solai da eventuali tracce o sorgenti di muffa con trattamenti adeguati.
  • Gettare o riciclare i vecchi libri e giornali. Se lasciati in luoghi umidi, possono ammuffire rapidamente.

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Ultima modifica dell'articolo: 20/09/2016

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