ADHD - Sindrome da Deficit di Attenzione e Iperattività

Generalità

La sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) è un disturbo neuropsichico che influenza lo sviluppo del bambino e dell'adolescente.
Questa condizione è caratterizzata da:

  • Evidenti livelli di disattenzione;
  • Iperattività (attività motoria eccessiva, persistente e continuativa);
  • Difficoltà di controllo degli impulsi comportamentali e verbali. 

Le cause della sindrome da deficit di attenzione e iperattività non sono ancora del tutto note, ma l'origine del disturbo sembra dipendere dalla combinazione di fattori ambientali, sociali, comportamentali, biochimici e genetici.
Deficit di Attenzione e IperatitvitàLa diagnosi di ADHD è stabilita da un medico specializzato in neuropsichiatria, mediante la soddisfazione di alcuni criteri clinici. In particolare, per definire la sindrome da deficit di attenzione e iperattività, i sintomi devono manifestarsi per 6 mesi consecutivi, in almeno due diversi contesti di vita (come, per esempio, quello scolastico e familiare).
Il trattamento dell'ADHD si basa su terapie comportamentali e interventi psico-educativi. In qualche caso, per ridurre i sintomi e migliorare le disfunzioni che la condizione comporta, questi approcci sono associati all'impiego di farmaci specifici, tra cui metilfenidato ed atomoxetina.

Cos'è l'ADHD

La sindrome da deficit di attenzione e iperattività è uno dei più comuni disordini dell'età evolutiva (infanzia e fase adolescenziale).

L'ADHD colpisce circa il 3-5% dei bambini e può persistere anche in età adulta, compromettendo il funzionamento sociale, scolastico e professionale.
La sindrome da deficit di attenzione e iperattività è caratterizzata tipicamente da:

  • Deficit di attenzione;
  • Attività motoria eccessiva, persistente e continuativa (iperattività);
  • Impulsività comportamentale e verbale.

I bambini affetti da sindrome da deficit di attenzione e iperattività sembrano essere sempre occupati in qualche attività, anche se spesso non la portano a termine, poiché distratti continuamente da nuovi stimoli. La tendenza a non ascoltare e/o l'eccesiva attività motoria comportano irrequietezza, difficoltà di stare seduti ed incapacità di attendere il proprio turno.
Queste manifestazioni (iperattività, impulsività e disattenzione) non sono altro che la conseguenza dell'incapacità del bambino con ADHD di controllare le proprie risposte nei confronti degli stimoli che derivano dall'ambiente, e di focalizzare la propria attenzione su un singolo compito specifico.

Cause

La sindrome da deficit di attenzione e iperattività non riconosce una singola causa specifica. L'origine del disturbo sembra dipendere, infatti, dall'interazione di vari fattori ambientali, sociali, comportamentali, biochimici e genetici.
Nell'eziologia dell'ADHD, in particolare, pare sia implicata l'espressione di alcuni geni che regolano il livello dei neurotrasmettitori di tipo dopaminergico e noradrenergico. Queste alterazioni si ripercuotono soprattutto sulle funzioni svolte da zone specifiche del cervello, che regolano l'attenzione (corteccia pre-frontale, parte del cervelletto e alcuni gangli della base, cioè ammassi di cellule nervose situate in profondità nel cervello).
La sindrome da deficit di attenzione e iperattività tende a ricorrere, poi, all'interno della stessa famiglia e si presenta spesso in associazione con altri disturbi del comportamento o di condotta.
Tra i fattori ambientali sembrano coinvolti il fumo di sigaretta e l'abuso di alcol in gravidanza, il basso peso neonatale (o la nascita prematura) ed i danni neurologici riportati dopo traumi ostetrici o cranici.

Un rischio maggiore di sviluppare l'ADHD può dipendere anche dalle infezioni congenite e dall'esposizione a vernici, pesticidi, piombo e certi additivi alimentari (coloranti e conservanti).

Sintomi e complicazioni

La sindrome da deficit di attenzione e iperattività esordisce nell'infanzia e nella preadolescenza. Mediamente, la presentazione del disturbo avviene prima dei 7 anni (nota: secondo i criteri diagnostici del DSM-5, è necessario che alcune manifestazioni insorgano entro i 12 anni di età).
La sintomatologia dell'ADHD è rappresentata da disattenzione, iperattività e impulsività, più evidenti rispetto a quanto atteso per un bambino in epoca prescolare di pari sviluppo.
A seconda che prevalga uno di tali caratteri, è possibile distinguere tre varianti del disturbo:

  • Inattentiva (cioè con disattenzione predominante);
  • Iperattiva-impulsiva;
  • Forma combinata.

In ogni caso, le manifestazioni sono eccessive e non coerenti per l'età o per il livello di sviluppo.
La sindrome da deficit di attenzione e iperattività influenza il rendimento scolastico, la capacità di sviluppare un comportamento sociale appropriato e le strategie di pensiero e ragionamento. Le disfunzioni di varia natura (sociali, scolastiche e familiari) favoriscono nel bambino lo sviluppo di comportamenti agitati, oppositivi e provocatori.
ADHDL'ADHD si può associare a difficoltà di apprendimento, ansia e depressione, enuresi notturna e disturbi del sonno. In alcuni casi, possono essere presenti anche deficit neurologici non specifici, disfunzioni sensitive e impaccio motorio.
Le difficoltà nelle relazioni sociali e affettive possono persistere fino all'età adulta.

Caratteri e comportamenti caratteristici

  • Deficit di attenzione – I bambini affetti da sindrome da deficit di attenzione e iperattività hanno difficoltà a concentrarsi e si distraggono facilmente. La disattenzione comporta la dimenticanza delle cose, il passaggio frequente da un'attività all'altra e la facilità di annoiarsi dopo pochi minuti.
    Il deficit di attenzione si rende manifesto anche nell'incapacità di seguire una conversazione per un tempo prolungato e nella difficoltà a imparare, a seguire le istruzioni oppure a portare a termine un compito richiesto. Il bambino dimentica le cose, sembra assente e si annoia rapidamente per un'attività, quindi passa con frequenza ad altro.
  • Iperattività – Nel contesto dell'ADHD, l'attività motoria è eccessiva e comporta una serie di comportamenti quali difficoltà a stare seduti nei banchi di scuola o durante i pasti, irrequietezza e loquacità estrema. I bambini con sindrome da deficit di attenzione e iperattività si muovono in continuazione e hanno difficoltà a rimanere fermi, toccano tutto quello che trovano o giocano con qualsiasi cosa.
  • Impulsività – I bambini con ADHD possono essere molto impazienti e manifestano difficoltà ad attendere il proprio turno, mostrano le proprie emozioni senza ritegno e non riflettono sulle conseguenze di un loro gesto o delle loro parole. Altri disturbi che denotano impulsività sono gli eccessi di collera e l'aggressività.

Vedi anche: Sintomi ADHD »

ADHD nell'adulto

Nel corso dell'infanzia, i comportamenti tipici dell'ADHD interferiscono con molti aspetti della vita, come scuola, relazioni familiari e vita sociale. Di solito, questi disordini si mantengono anche durante l'adolescenza. Con il passare del tempo, i sintomi possono modificarsi di intensità. In alcuni casi, le manifestazioni associate alla sindrome da deficit di attenzione e iperattività si possono attenuare.
Altri pazienti con ADHD, invece, possono continuare a presentare problematiche interpersonali, tendono ad abusare di alcol o di sostanze stupefacenti e sviluppano disturbi di personalità. Nell'età adulta, inoltre, possono presentarsi disorganizzazione, impulsività, labilità emotiva e scarsa tolleranza allo stress.

Disturbi associati

Alla sindrome da deficit di attenzione e iperattività possono accompagnarsi altri disturbi, che possono complicare notevolmente la diagnosi e il trattamento.
Le condizioni più comunemente correlate all'ADHD sono:

  • Disturbo oppositivo-provocatorio e disturbo della condotta (caratterizzati da comportamenti antisociali);
  • Disturbi specifici dell'apprendimento (dislessia, disgrafia ecc.);
  • Disturbi del sonno.

Con minore frequenza, la sindrome da deficit di attenzione e iperattività si associa a:

Diagnosi

La diagnosi di ADHD è stabilita dal pediatra e/o dallo psichiatra infantile dopo aver raccolto informazioni relative al bambino e al suo comportamento in situazioni diverse, fornite da fonti multiple e diversificate (quali genitori e insegnanti).
Le manifestazioni alla base della diagnosi dell'ADHD sono la disattenzione, l'iperattività e l'impulsività. Queste vanno distinte per gravità, intensità e persistenza, dai normali e saltuari episodi di ridotta concentrazione e vivacità fisiologica di molti bambini. Inoltre, questi sintomi potrebbero essere la conseguenza di una patologia diversa rispetto alla sindrome da deficit di attenzione e iperattività. Per questo motivo, il medico deve escludere la presenza di altre malattie, situazioni o eventi che possono causare comportamenti temporanei e potenzialmente trattabili che mimano i sintomi dell'ADHD (ad esempio: problemi di udito, difficoltà di apprendimento, ansia o depressione ecc.).
Oltre a valutare i livelli di disattenzione, iperattività e impulsività, quindi, per stabilire la diagnosi di ADHD devono essere soddisfatti alcuni requisiti.
In particolare, è importante che i sintomi chiave della sindrome (deficit di attenzione, iperattività e impulsività) siano presenti per almeno sei mesi, abbiano fatto la loro comparsa prima dei sette anni e si manifestino in più di un contesto di vita del bambino (es. scuola, famiglia e società).
Per effettuare la diagnosi di ADHD, inoltre, è necessario valutare sempre il livello cognitivo del bambino e la sua capacità di comunicare.
Negli adulti, l'ADHD si può manifestare con sintomi più vari, ma per porre la diagnosi è necessario individuare la presenza del disturbo nell'infanzia.

Terapia

La sindrome da deficit di attenzione e iperattività è una condizione cronica che può essere affrontata con diversi approcci, quali farmaci, psicoterapia, istruzione, cambiamenti dello stile di vita o una combinazione di essi.
L'obiettivo di questi interventi consiste nel ridurre i sintomi dell'ADHD e migliorare le disfunzioni che la condizione comporta. Il trattamento ideale per la sindrome da deficit di attenzione e iperattività si svolge su più fronti, coinvolgendo non solo il paziente stesso, ma anche scuola e famiglia.
Nonostante il quadro possa migliorare con il tempo, è importante intervenire precocemente per evitare che si sviluppino deficit affettivo-relazionali persistenti, disturbi della condotta o ritardi dell'apprendimento.

Terapie comportamentali e psicologiche

Il trattamento dell'ADHD si basa su terapie comportamentali e psico-educative.
Quest'interventi includono, ad esempio, il mantenimento di un programma giornaliero, l'impostazione di piccoli obiettivi raggiungibili e la salvaguardia della concentrazione, riducendo al minino le distrazioni e premiando il comportamento positivo. Tali strategie possono essere applicate sia dai genitori, sia dagli insegnati che vengono inclusi nel percorso terapeutico. Il trattamento mira a ridurre, dunque, i comportamenti disfunzionali del bambino con ADHD.

Trattamento farmacologico

In alcuni casi, alle terapie comportamentali si può associare l'impiego di farmaci specifici. Occorre evidenziare, però, che questi medicinali permettono di controllare i sintomi dell'ADHD, finché vengono assunti, ma non curano la malattia. Inoltre, il loro riscorso non è raccomandato per bambini in età prescolare, poiché gli effetti a lungo termine di questo trattamento non sono noti.
Tra i farmaci più comunemente usati rientra il metilfenidato. Questo farmaco è uno stimolante del gruppo delle amfetamine, in grado di modulare la ricaptazione della dopamina da parte della sinapsi neuronale; viene attenuato così lo stato di iperattività dovuto alla trasmissione deficitaria di tale neurotrasmettitore.
Altro farmaco utilizzato nel trattamento dell'ADHD è l'atomoxetina; questo agisce bloccando la ricaptazione della noradrenalina e, in misura minore, della serotonina.
Nel corso della terapia farmacologica, è necessario un monitoraggio regolare del paziente con ADHD per verificare l'adesione al protocollo di trattamento, la scomparsa dei principali sintomi e gli eventuali effetti avversi.