Adenoma e Adenomi: Cosa Sono? Cause e Sintomi

Generalità

L'adenoma è un tumore benigno che origina in un tessuto con proprietà secretorie (ghiandole e mucose) e/o che assume l'aspetto di una ghiandola.

Nello specifico, gli adenomi possono trarre origine dalle cellule epiteliali degli organi ghiandolari esocrini (per esempio ipofisi, tiroide, mammelle, surreni, paratiroide ecc) o dalle cellule epiteliali dei tessuti con proprietà secretorie (per esempio mucosa di rivestimento dell'esofago, dello stomaco o del colon).
AdenomiCome ogni tumore, gli adenomi insorgono per effetto di una serie di mutazioni che interessano il DNA cellulare (nel caso specifico il DNA delle cellule epiteliali sopraccitate).
L'adenoma umano più comune è l'adenoma del colon, meglio noto come polipo intestinale.
La diagnosi di adenoma si basa su una biopsia (o esame bioptico): quest'ultima permette di capire se la massa tumorale è benigna (adenoma) o maligna (adenocarcinoma).

Differenze tra un tumore benigno e un tumore maligno

In medicina, la parola “tumore” o “neoplasia” indica una massa di cellule anomale, le quali hanno un tasso di crescita e divisione superiore alle cellule normali.
Un tumore benigno è una neoplasia dal ritmo di crescita relativamente basso, dallo scarso potere infiltrativo e dall'altrettanto scarso (se non nullo) potere metastatizzante.
Al contrario, un tumore maligno è una neoplasia dal ritmo di crescita assai considerevole, dall'elevato potere infiltrativo e dall'alto potere metastatizzante.


Nota bene: per potere infiltrativo, s'intende la capacità di intaccare le regioni anatomiche adiacenti.
Con potere metastatizzante, invece, si fa riferimento alla facoltà delle cellule tumorali di diffondersi, attraverso il sangue o il circolo linfatico, in altri organi e tessuti del corpo (metastasi).

Cos'è un adenoma?

Un adenoma è un tumore benigno che trae origine dalle cellule epiteliali degli organi ghiandolari esocrini o dalle cellule epiteliali dei tessuti con proprietà secretorie.
Esempi di organi ghiandolari esocrini sono le mammelle, la tiroide, l'ipofisi, i surreni, la paratiroide e la prostata; esempi di tessuti con proprietà secretorie, invece, sono gli strati di mucosa che rivestono la parete interna dell'esofago, dello stomaco, del colon o del retto.


Cosa sono le cellule epiteliali?
Costituenti i tessuti epiteliali, le cellule di tipo epiteliale sono gli elementi cellulari che rivestono le superfici di tutte le strutture esterne e interne del corpo umano, cavità e ghiandole comprese.

ORIGINE DEL NOME

La parola “adenoma” ha origine greca e deriva dall'unione dei termini “adenas” (αδένας), che vuol dire “ghiandola” e richiama all'apparato ghiandolare, e “oma” (ώμα), che significa “tumore”.
Pertanto il significato letterale di adenoma è “tumore ghiandolare” o “tumore di una ghiandola”.

EQUIVALENTE MALIGNO

L'equivalente maligno dell'adenoma (inteso come categoria di tumori benigni) è l'adenocarcinoma.
Gli adenocarcinomi rientrano nella categoria tumorale maligna dei carcinomi. Un carcinoma è una qualsiasi neoplasia maligna avente origine da una cellula di tipo epiteliale.
I carcinomi possiedono un elevato potere infiltrante e una marcata capacità metastatizzante: tutto ciò li rende delle condizioni dalla prognosi infausta, specie in caso di diagnosi tardiva.
Tornando agli adenocarcinomi, questi, talvolta, possono derivare da un adenoma. Un adenoma che, abbastanza di frequente, assume le caratteristiche di un tumore maligno è l'adenoma del colon: da esso deriva il cosiddetto adenocarcinoma del colon-retto.


Gli adenocarcinomi più diffusi:
  • Adenocarcinoma del colon-retto
  • Adenocarcinoma del polmone
  • Adenocarcinoma del seno
  • Adenocarcinoma del pancreas
  • Adenocarcinoma dell'esofago
  • Adenocarcinoma della prostata

Cause

Il corpo umano contiene poco più di 37 trilioni di cellule. Queste cellule hanno un ciclo vitale, che include una fase di crescita, una fase di divisione e una fase di morte.

L'intero ciclo vitale di una generica cellula del corpo umano dipende dal patrimonio genetico contenuto nel nucleo cellulare e noto come DNA.
Il DNA è una “macchina” altamente efficiente e precisa, capace di dirigere e controllare accuratamente tutte le fasi più importanti della via di una cellula, dalla nascita alla morte.
Un adenoma (così come tutti i tumori benigni e i tumori maligni) insorge a seguito di un danno irreparabile a carico del DNA (mutazione), danno che impedisce allo stesso DNA di regolare con precisione e accuratezza i processi cellulari di crescita, divisione e morte.
Ne consegue che la cellula o le cellule coinvolte dalla mutazione del patrimonio genetico crescono e si dividono in maniera incontrollata (si parla anche di proliferazione cellulare incontrollata).
Le cellule di un adenoma – ma in realtà tutte le cellule di una neoplasia benigna o maligna – prendono anche il nome di “cellule impazzite”: tale terminologia sta a indicare proprio l'anomalia che le contraddistingue e la caratteristica mancanza di controllo nei processi di crescita e divisione.

QUALCHE DETTAGLIO IN PIÙ SUI PROCESSI MUTAZIONALI

A provocare un qualsiasi adenoma – così come un altro tumore benigno o maligno – non è mai una sola mutazione del DNA, ma una serie di mutazioni.
In genere, le mutazioni che causano un adenoma, in un essere umano, compaiono in diversi momenti della vita; in altre parole, la proliferazione cellulare incontrollata, tipica degli adenomi, è frutto di un lento accumulo di mutazioni, durante il processo di invecchiamento.
Il fatto che lo sviluppo di un tumore benigno o maligno richieda diverso tempo spiega per quale motivo i pazienti sono, salvo casi particolari, persone adulte di mezza età o anziane.
Giovani con un adenoma o un adenocarcinoma (o un qualsiasi altro tipo di tumore) sono individui particolarmente sfortunati, in quanto, per loro, l'accumulo di mutazioni è stato assai rapido.
Nota bene: quanto sopra descritto sull'accumulo di mutazioni ha particolare valore per i tumori maligni. Un tumore maligno è un classico esempio di processo neoplastico dovuto a numerosi step mutazionali, che hanno luogo nel corso della vita.


Curiosità: il DNA possiede un sistema di difesa che corregge le mutazioni
Tra le varie attività del DNA umano, c'è anche quella di generare proteine deputate a correggere le mutazioni che, nel corso della vita, interessano il DNA stesso. In altre parole, il nostro patrimonio genetico possiede un sistema di autodifesa contro le mutazioni.
Questo sistema di autodifesa è molto efficace; tuttavia, in alcuni casi, fallisce o commette degli errori e questo comporta la permanenza di una o più mutazioni a carico del DNA.
In genere, sono proprio gli errori del sistema di difesa contro le mutazioni che pongono le basi per lo sviluppo di neoplasie di tipo maligno.

Istopatologia

Senza entrare troppo nei dettagli, dal punto di vista istologico è importante segnalare che:

  • Un adenoma può presentarsi con diversi gradi di displasia. Esistono, infatti, adenomi con displasia di grado basso, adenomi con displasia di grado moderato e adenomi con displasia di grado elevato.
    Si ricorda che il termine displasia indica un anormale sviluppo cellulare di un tessuto o un organo. Le cellule displasiche sono cellule che, rispetto alle controparti normali, sono alterate nella forma e nelle dimensioni, presentano delle stranezze a livello degli organuli interni e si organizzano tra di loro in maniera anomala.
  • In base alle caratteristiche dell'epitelio, esistono: adenomi trabecolari o solidi (per esempio: fegato e surreni), adenomi tubulari, adenomi alveolari (per esempio: intestino, utero, mammelle, rene e ovaio) e adenomi follicolari (per esempio: tiroide e ovaio).

Tipi

Il criterio utilizzato per la distinzione degli adenomi è la localizzazione della massa tumorale.
Gli adenomi umani più noti sono:

  • L'adenoma del colon
  • L'adenoma ipofisario
  • L'adenoma tiroideo
  • L'adenoma al seno
  • L'adenoma renale
  • L'adenoma surrenalico
  • L'adenoma paratiroideo
  • L'adenoma epatico
  • L'adenoma bronchiale
  • L'adenoma sebaceo
  • L'adenoma delle ghiandole salivari o adenoma pleomorfo.

ADENOMA DEL COLON

Il colon - ossia la sezione più importante dell'intestino crasso - è l'organo del corpo umano che più di frequente sviluppa adenomi.
Identificato di norma attraverso una colonscopia, l'adenoma del colon è noto anche come polipo adenomatoso o polipo intestinale.
In genere, i medici consigliano vivamente la rimozione chirurgica dei polipi intestinali, in quanto è abbastanza frequente la loro trasformazione in adenocarcinomi.
Secondo un'attendibile indagine statistica, il 40% delle persone ultrasessantenni presenta uno o più adenomi del colon.
Per approfondire il tema “polipi adenomatosi a livello intestinale”, il lettore può consultare gli articoli presenti qui (panoramica sui polipi intestinali), qui (sintomi), qui (video su cause, sintomi ecc) e qui (farmaci).

ADENOMA IPOFISARIO

L'adenoma ipofisario trae origine dalle cellule dell'ipofisi, una ghiandola endocrina situata alla base del cranio (precisamente al di sotto del diencefalo) e deputata alla secrezione di ormoni che regolano numerosi e importanti funzioni dell'organismo.
La formazione di un adenoma ipofisario può incidere sulla funzionalità dell'ipofisi in due modi opposti:

  • Aumentando l'attività di secrezione ormonale;
  • Bloccando il rilascio in circolo degli ormoni.

In altre parole, quindi, gli adenomi ipofisari hanno la capacità di alterare la produzione degli ormoni da parte dell'ipofisi.
Dalle dimensioni di un adenoma ipofisario dipende la sintomatologia: adenomi ipofisari di grandi dimensioni sono spesso associati a sintomi assai marcati (la massa tumorale spinge sulle strutture anatomiche vicine), mentre adenomi ipofisari di piccole dimensioni possono risultare, talvolta, anche del tutto asintomatici (in questi frangenti, la loro diagnosi avviene per caso).
In genere, il trattamento di un adenoma ipofisario prevede una terapia farmacologica, la radioterapia e l'intervento chirurgico di rimozione del tumore.
Per conoscere nei dettagli le cause, i sintomi e la terapia dell'adenoma ipofisario, i lettori possono consultare gli articoli presenti qui (cause e sintomi) e qui (terapia)

ADENOMA TIROIDEO

L'adenoma tiroideo, conosciuto anche come nodulo tiroideo, è un adenoma che trae origine dalle cellule della tiroide.
La tiroide è un organo ghiandolare impari, di forma simile a una farfalla, situato nella regione anteriore del collo, alla base della gola.
Attraverso la secrezione di ben tre ormoni (la triiodotironina, la tiroxina e la calcitonina), la tiroide regola importantissimi processi fisiologici, tra cui:

Gli adenomi tiroidei possono essere asintomatici – quindi privi di sintomi associati – oppure possono provocare ipertiroidismo e svariati effetti da compressione (per esempio, se comprimono la trachea, rendono difficoltosa la respirazione ecc).
Quando un adenoma tiroideo è sintomatico, i medici tendono a consigliare l'intervento di tiroidectomia, ossia l'operazione chirurgica finalizzata alla rimozione di una parte della tiroide.
Per conoscere nei dettagli i sintomi e la terapia dell'adenoma tiroideo, i lettori possono consultare l'articolo presente qui (sintomi) e qui (cura).

ADENOMA AL SENO

Tipico delle donne tra i 15 e i 30 anni, l'adenoma al seno (o fibroadenoma al seno) è un adenoma che trae origine dal tessuto ghiandolare delle mammelle, precisamente dai cosiddetti lobuli delle mammelle.
Alla palpazione, un adenoma al seno può ricordare un nodulo o una biglia. La sua consistenza varia da soggetto a soggetto: in alcune donne, è gommoso; in altre, invece, è rigido.
Esistono due tipologie di adenoma al seno: il semplice e il complesso.
L'adenoma al seno semplice è generalmente privo di pericolosità, in quanto tende a mantenersi stabile per tutta la vita.
Al contrario, l'adenoma al seno complesso è un tipo di tumore benigno che può evolvere e diventare maligno. Ciò spiega per quale motivo, in sua presenza, i medici consiglino il monitoraggio periodico dell'anomalia.
Secondo un'attendibile ricerca svolta negli Stati Uniti, ogni anno, il 10% delle donne statunitensi svilupperebbe un adenoma al seno.

Diagnosi

Per una diagnosi precisa di adenoma, è fondamentale la biopsia.
Attraverso l'esame bioptico, infatti, i medici sono in grado di studiare nel dettaglio le caratteristiche cellulari e molecolari della massa tumorale e capire se è un tumore benigno o maligno.
Un parametro importante, che emerge dalla biopsia e che dà un'idea della gravità di un adenoma, è il grado di displasia.

Prognosi

La prognosi di un adenoma dipende da vari fattori, tra cui: sede, grado di displasia e trasformazione maligna.



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