Calcio e fosforo

A cura del Dott. Stefano Casali


Lo studio di questi due macroelementi è spesso associato perché:

Entrambi si trovano in gran quantità nel tessuto osseo;

Hanno modalità di assorbimento, escrezione e regolazione della concentrazione plasmatica simili, influenzate dalla vitamina D e dal paratormone (PTH). L'assorbimento di entrambi è ostacolato da ossalati e fitati, presenti nei vegetali, che li rendono insolubili;

Almeno nella prima infanzia è consigliabile assicurare un rapporto molare Ca/P nell'alimentazione di 0.9-1.7 (le due quantità in grammi corrispondono); per un adeguato assorbimento è comunque consigliabile tenere basso tale rapporto perché il fosfato di calcio a pH intestinale non è solubile;

Sono rare, per entrambi, le sindromi da carenza e intossicazione, fanno eccezione i nati prematuri per i quali il latte materno è troppo povero di tali minerali;

La calcemia è normalmente di 9-11 mg/dl, la fosfatemia (che in realtà è meno controllata, poiché varia anche di 1 mg, quando la calcemia ha variazioni inferiori all'1% nel corso delle 24 ore) 2,5-4.5 mg/dl; tale rapporto 2:1 è abbastanza costante, ancora per evitare fenomeni di insolubilità.

Distribuzione nei vari tessuti e funzioni

Complessivamente nel nostro organismo ci sono 1200 grammi di calcio e 500-600 grammi di fosforo. Il 99% del calcio e l'80% del fosforo sono nelle ossa, in gran parte legati insieme  a formare idrossiapatite. La loro funzione è strutturale, ma tali quantità possono contribuire a mantenere costanti i livelli plasmatici, grazie al lavoro di due tipi di cellule, gli osteoblasti e gli osteoclasti, che continuamente riassorbono e ridepongono l'osso. Calcio e fosforoQuesto processo permette non solo di adattare l'osso a eventuali nuovi tipi di carico, ma anche di mobilitare tali minerali; per avere un'idea della sua entità basti dire che l'intero scheletro di un adulto viene rinnovato in 6,5 anni, quello di un bambino in uno. Naturalmente se il processo osteoblastico non è esattamente equivalente a quello osteoclastico si hanno variazioni. Fisiologicamente il calcio nelle ossa aumenta sino al secondo decennio di vita quando, se le condizioni sono state ottimali, si registra il picco di massa ossea, geneticamente determinato. Dopo i 40 anni, con notevole accelerazione dopo la menopausa, si ha diminuzione, dovuta soprattutto al calo degli estrogeni. Tale fenomeno, se si rimane nei limiti fisiologici, è detto osteoatrofia. L'osteoporosi è invece, secondo la definizione dell'OMS, la condizione patologica in cui la densità o il contenuto minerale osseo è inferiore a più di 2.5 DS rispetto al valore medio di un adulto giovane; è una malattia multifattoriale che può colpire anche soggetti giovani costretti a lunghi periodi di immobilità.

Il calcio è presente sia nei liquidi interstiziali che nelle cellule. Nel plasma è presente:

per il 40% in forma non diffusibile, legato alle proteine;

per il 50% ionizzato;

per il 10% legato ad acidi organici e inorganici.

Nel liquido intercellulare è presente solo in forma ionizzata. A questi livelli è importante come cofattore nella coagulazione e nella regolazione della permeabilità delle membrana plasmatiche al Na+, quindi nell'eccitabilità. La sua corretta ripartizione tra i due lati delle membrane è indispensabile per il rilascio di istamina, neurotrasmettitori e ormoni e per la chemiotassi granulocitaria. Nelle cellule è per il 90-99% intramitocondriale, grazie a due pompe di cui una, effettuando un controtrasporto di H+ contribuisce a mantenere stabile il pH (e quindi, di riflesso anche la concentrazione di sodio, magnesio, fosfato e bicarbonato). Nel citoplasma mantiene il pH anche grazie alla sua reazione, reversibile e che libera H+ con il fosfato; inoltre ha un ruolo determinante nella contrazione muscolare, agisce da secondo e da terzo messaggero.

Il fosforo extraosseo è il 15% del totale. Nel plasma è per l'85-90% in forma di cationi mono e bi-valenti, per il resto è legato alle proteine; contribuisce all'equilibrio acido-base. Nelle cellule è fondamentale nei processi di fosforilazione di enzimi (attivazione o disattivazione), come componente degli acidi nucleici e dei composti ad alta energia, dei fosfolipidi di membrana (70% del fosforo extraosseo totale), di proteine e polisaccaridi (es. il glicogeno).

Fonti alimentari

Entrambi gli elementi sono molto diffusi in carne, pesce, uova (soprattutto nel tuorlo), latte e latticini; in minor misura e in forma meno assorbibile in legumi, cereali verdure. Il rapporto tra i due è però diverso perché nel latte e nei latticini prevale il calcio, in carne, pesce e cereali il fosforo.


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