Rinforzo muscolare nella distorsione della caviglia

Nella riattivazione motoria, dopo un qualsiasi trauma, distorsivo o meno, ricopre un ruolo fondamentale il rinforzo muscolare, in quanto un buon trofismo dei muscoli riduce il rischio di lesioni recidivanti e permette al paziente di riprendere a pieno regime le attività che svolgeva prima dell'incidente.
Nella rieducazione della caviglia dopo un distorsione dobbiamo prestare particolare attenzione ai movimenti che andremo a far compiere al paziente, in modo tale da non procedere subito con esercizi che possono recare danni al comparto che ha subìto il trauma. Per questo motivo i primi esercizi per il recupero del trofismo muscolare devono essere effettuati sul piano frontale, appunto per non mettere sotto tensione i comparti legamentosi, soprattutto  se non sono completamente guariti. In seguito, quando le strutture che hanno subìto il trauma sono state recuperate potremmo cominciare anche gli esercizi sul piano sagittale, sempre avendo come linea guida la soglia del dolore del paziente, per non andare a sovraccaricare precocemente l'articolazione. Per questo motivo è meglio cominciare con esercizi molto leggeri, divisi in più serie con poche ripetizioni.

Lo strumento più utilizzato per il rinforzo muscolare è l'elastico, in quanto permette di dosare il carico ed è molto versatile per questo tipo di esercizi. Per lavorare meglio sull'articolazione della caviglia faremo sedere il nostro paziente e gli faremo passare l'elastico attorno al piede. Come detto in precedenza l'attenzione va posta in particolare alla reazione del paziente in quanto la soglia del dolore deve essere la nostra linea guida. Per questo motivo cominceremo con elastici che oppongono una minore resistenza, per poi passare gradualmente a quelli che ne oppongono una maggiore, e con escursioni di movimento ridotte, cercando anche inquesto caso di ritrovare il range massimo o quanto meno quello precedente all'episodio traumatico.


distorsione caviglia Il primo esercizio prevede la flessione plantare e dorsale del piede sul piano frontale. Inizialmente cominceremo con poche ripetizioni, per poi passare prima ad aumentare le ripetizioni ed in seguito ad aumentare il carico.

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Il secondo esercizio andrà a lavorare sul piano sagittale, quindi faremo eseguire al paziente movimenti di intra ed extra rotazione, ovviamente con le stesse modalità dell'esercizio precedente, che in questo caso saranno anche più importanti visto che i comparti legamentosi interessati si trovano all'esterno dell'articolazione e quindi saranno chiamati in causa maggiormente nell'esecuzione di questo esercizio.

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Gli stessi esercizi possono essere effettuati con l'ausilio di una palla di spugna. Sempre con il soggetto seduto, se poniamo la palla di spugna a contatto con una parete possiamo eseguire movimenti di flessione plantare e dorsale ponendo la pianta del piede sulla palla. Con la stessa metodica andremo ad eseguire movimenti di intra ed extra rotazione, ponendo questa volta a contatto con la palla l'interno o l'esterno del piede.



distorsione caviglia


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Quando il paziente è in grado di camminare senza zoppia e senza accusare dolore nella zona interessata si può procedere con l'eseguire esercizi a carico completo. Possiamo dividere questi esercizi in due categorie. La prima è per il potenziamento dei muscoli della gamba, più precisamente per quelli della loggia posteriore, la seconda invece è mirata al potenziamento dei muscoli della coscia. Il rinforzo dei muscoli della coscia è indispensabile perché, anche se non direttamente interessati nell'articolazione che ha subìto il trauma, nel periodo di convalescenza sono andati incontro ad un utilizzo errato dovuto alla zoppia. Per questo è un bene andare a riportare tutta la muscolatura dell'arto interessato ad un buon livello di trofismo muscolare.
Uno degli esercizi mirati al potenziamento della gamba è quello che utilizza un rialzo, un supporto, sul quale faremo salire il paziente. La gamba interessata deve essere completamente estesa e deve poggiare sul rialzo mentre l'altra deve essere rilassata e non deve poggiare sul rialzo. Il paziente deve eseguire un movimento di flessione plantare e dorsale del piede in modo da sollecitare il muscoli della gamba.


Un altro esercizio con la stessa finalità prevede l'utilizzo di una macchina, la sittingcalf. Questa macchina fa sedere il soggetto e gli fa poggiare i pedi su un rialzo, in modo tale da avere le gambe piegate circa a 90°. Sopra il ginocchio viene posta una resistenza regolabile che il paziente deve alzare eseguendo la flessione plantare e dorsale del piede.


Per il rinforzo dei muscoli della coscia viene utilizzata prevalentemente una macchina, la leg press. Questa macchina è dotata di un sedile scorrevole e di un appoggio fisso per i piedi. Si fa accomodare il paziente sul sedile e gli si fanno appoggiare i piedi sulla pedana fissa a gambe piegate. L'esercizio consiste nell'estendere le gambe contro la resistenza regolabile fornita dalla macchina. Questo esercizio prevede alcune varianti, come l'utilizzo di una sola gamba con cui si effettua la spinta o l'ausilio di un cuscino propriocettivo da apporre tra la pianta del piede e la pedana fissa, in modo tale da stimolare la propriocettività assieme alla forza.

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Articolo redatto in collaborazione con il dr. Gianfranco piemontese, laureato in scienze motorie, personal trainer email: giannibic@libero.it