Rimedi per la Sindrome Climaterica

Il climaterio è un periodo di circa 7-10 anni compreso tra la premenopausa (quando il ciclo è irregolare, dura anche 6-8 anni) e la menopausa (totale assenza di ciclo mestruale per almeno 12 mesi).
Climaterio vampata di caloreLa sindrome climaterica è un disturbo caratterizzato da un insieme di sintomi tipici che si manifestano durante il climaterio.
Il passaggio dalla fertilità alla menopausa è provocato dalla riduzione del flusso ormonale di estrogeni; quest'ultimo è anche ritenuto responsabile della sintomatologia climaterica.
Non tutte le donne che entrano in menopausa soffrono di sindrome climaterica ma, sulle donne occidentali, la statistica evidenzia un'incidenza pari al 75%.
La riduzione degli estrogeni è considerata un fattore negativo per la salute della donna; essa diventa più sensibile a diverse malattie di tipo osseo, metabolico, vascolare, tumorale ecc.
D'altro canto bisogna specificare che il pericolo NON è associato alla sindrome climaterica, bensì alla modifica ormonale di base. Significa che l'intensità e la durata dei sintomi non sono direttamente correlate all'aumento del rischio/incidenza delle malattie femminili in terza età.


Il materiale pubblicato ha lo scopo di permettere il rapido accesso a consigli, suggerimenti e rimedi di carattere generale che medici e libri di testo sono soliti dispensare per il trattamento della Sindrome Climaterica; tali indicazioni non devono in alcun modo sostituirsi al parere del medico curante o di altri specialisti sanitari del settore che hanno in cura il paziente.

Cosa Fare

Cosa NON Fare

Cosa Mangiare

NB. Il consumo di olio extravergine di oliva ricco di acidi grassi omega 9 è inversamente proporzionale alla pressione alta, ma non è detto che ciò dipenda dall'acido oleico; infatti, questo grasso da condimento è anche ricco di acidi grassi polinsaturi, vitamina E, polifenoli e fitosteroli ecc.

Cosa NON Mangiare

Sono da evitare gli eccessi di:

  • Sodio: correlato direttamente e indirettamente alla pressione alta, dovrebbe essere eliminato dalla dieta. Stiamo parlando del sodio aggiunto, ovvero di quello presente nel sale da cucina (cloruro di sodio) e impiegato come mezzo di conservazione per: salumi, insaccati, carne in scatola, pesce in scatola, alimenti in salamoia o sotto sale ecc. Ne sono ricchi anche: snack salati, fast food e junk food in genere.
  • Grassi saturi e idrogenati, questi ultimi soprattutto in conformazione trans: sono correlati a un aumento della pressione sanguigna, della colesterolemia e dell'infiammazione sistemica. I grassi saturi sono presenti soprattutto in: formaggi grassi, panna, tagli grassi di carne fresca, insaccati e salumi, hamburger, wurstel, olio di palmisto e di palma, altri oli bifrazionati ecc. I grassi idrogenati, che possono avere una percentuale alta di catene in conformazione trans, sono contenuti soprattutto in: oli idrogenati, margarine, snack dolci, snack salati, prodotti da forno confezionati ecc.
  • Cibi ricchi di colesterolo: paradossalmente sembrano esercitare un effetto meno ipercolesterolemizzante rispetto alla categoria precedente ma non sono comunque consigliati. Abbondano di colesterolo: tuorlo d'uovo, formaggi grassi e stagionati, frattaglie (cervello, fegato e cuore), crostacei (ad esempio i gamberi) e certi molluschi bivalvi (ad es le cozze).
  • Alcol: è una molecola direttamente implicata nell'aumento patologico della pressione sanguigna. Sono coinvolte tutte le bevande, da quelle più leggere ai superalcolici. Bisogna comunque specificare che una o due unità di vino rosso al giorno non vengono considerate fattori di rischio cardiovascolare, al contrario. Grazie alla concentrazione di polifenoli sembrano esercitare una funzione preventiva.
  • Carico e indice glicemico eccessivi: favoriscono l'aumento della glicemia e dei trigliceridi. E' consigliabile ridurre le porzioni di dolci e snack, pasta, pane, pizza e frutta molto dolce. La scelta dei cibi deve prediligere quelli ricchi di fibre, freschi e ben idratati.

Cure e Rimedi Naturali

  • Attività motoria: moderata e possibilmente di tipo aerobico, ha diversi effetti benefici quali:
    • Previene molte complicazioni gravi (osteoporosi, patologie metaboliche e cardiovascolari).
    • Favorisce l'equilibrio emotivo.
    • Normalizza gli stimoli fisiologici.
  • Fitoterapia: è in grado di ridurre i sintomi della sindrome climaterica. Le piante più utilizzate sono:
  • Integratori alimentari: non tutti hanno dimostrato la stessa efficacia nell'alleviare i sintomi. I più utilizzati sono:
    • Soia (Glycine max): grazie ai suoi isoflavoni riduce le vampate, i disturbi del sonno, l'irritabilità, la depressione, l'incidenza di manifestazioni vasomotorie e i livelli di colesterolo totale (merito dei grassi essenziali e delle lecitine). Non ha effetti collaterali e probabilmente contribuisce a prevenire i tumori al seno e all'utero.
    • Trifoglio rosso (Trifolium pratense): ha più o meno gli stessi effetti della soia.
    • Dioscorea (Dioscorea villosa) estratto secco: grazie alla concentrazione di diosgenina ottimizza il rapporto tra estrogeni e progesterone.

Cure Farmacologiche

La terapia farmacologica utilizzata contro la sindrome climaterica è quella ormonale sostitutiva. E' a base di estrogeni e progesterone di origine sintetica. Serve a diminuire i sintomi e a prevenire le complicanze (soprattutto l'osteoporosi).
Tuttavia mostra alcuni effetti collaterali, come: nausea, tendenza a fenomeni trombotici, ipertensione e aumento dell'incidenza di carcinoma all'utero e alla mammella.

Altri metodi si basano sulla somministrazione di:

Prevenzione

Non esiste una forma preventiva contro la sindrome climaterica; d'altro canto è possibile ridurre il peggioramento dei sintomi:

  • Riconoscendo precocemente la sintomatologia.
  • Iniziando subito la terapia farmacologica e i rimedi naturali sotto consulto medico.

Trattamenti Medici

Non esistono trattamenti medici finalizzati alla riduzione dei sintomi della sindrome climaterica.



Ultima modifica dell'articolo: 27/09/2016