La propriocezione

A cura del Dott.Luca Franzon


La potenza e' nulla senza il controllo


Uno degli errori più grossolani che si vedono fare nella rieducazione funzionale di un'articolazione lesa è il ricercare sempre e solo il recupero della mobilità articolare e del tono muscolare. Sicuramente sono due caratteristiche fisiche che devono essere rieducate ma insieme ad altri fattori fra cui quello fondamentale della propriocezione.
La propriocezione (dal latino proprius, appartenere a se stesso) è definita come il senso di posizione e di movimento degli arti e del corpo che si ha indipendentemente dalla vista. La si può dividere in senso di posizione statica degli arti e in senso di movimento degli arti. È questa una qualità fondamentale per il controllo del movimento e della stazione eretta. I recettori chiamati in causa in questa capacità di senso del nostro corpo sono:

  1. FUSI NEUROMUSCOLARI
  2. ORGANI TENDINEI DEL GOLGI
  3. RECETTORI DELLE CAPSULE ARTICOLARI (sensibili alla flesso estensione delle medesime)
  4. RECETTORI CUTANEI (Ruffini, Merkel ecc.)

Questi recettori in continuazione tramite i cordoni laterali della sostanza bianca del midollo spinale inviano ai centri nervosi superiori tutta una serie di informazioni sullo stato di tensione dei muscoli, dei legamenti, delle capsule articolari. I centri superiori elaborano le informazione divenendo coscienti della posizione dei vari segmenti corporei e del loro spostamento durante il movimento. In base alle sensazioni ricevute i centri nervosi superiori inviano poi ai muscoli stimoli per apportare le correzioni del caso sia in statica che in dinamica. È dunque questo il sistema che regola la postura.
PropriocezioneUn accenno maggiore meritano i fusi neuromuscolari che situati in parallelo alle fibre muscolari avvertono la variazione di lunghezza del ventre muscolare e la velocità di allungamento. Questi segnali eccitano le cellule nervose motrici che controllano le fibre muscolari scheletriche. Pertanto, l'improvviso stiramento del muscolo determina una contrazione riflessa che si oppone automaticamente allo stiramento. Gli organi tendinei del Golgi situati nella giunzione muscolo-tendinea Sovrintendono il riflessodi stiramento inverso. Leggono un aumento di tensione a livello della struttura dove sono situati informano il sistema nervoso che di conseguenza da un imput ai muscoli di rilassarsi.
La propriocezione vive sul continuo scambio di informazioni che raggiungono il sistema nervoso e di azioni indotte dallo stesso per far sì che il soggetto rispetti in ogni momento le caratteristiche di equilibrio, confort e non dolore.

Chiaramente il meccanismo descritto precedentemente funziona in modo corretto quando il soggetto è in salute e qundi non presenta problemi di nessun tipo. Ad inizio articolo si parla di soggetti che hanno subìto un trauma. Nel momento in cui il soggetto subisce l'insulto articolare i recettori a livello muscolare e articolare vengono traumatizzati e le sensazioni di tipo propriocettivo vengono alterate. Essendo il trauma un evento che esce dagli schemi fisiologici delle articolazioni le sensazioni che verranno avvertite e le risposte che verranno messe in atto saranno sicuramente diverse da quelle che si avvertono in situazione di normalità. Basti pensare al soggetto che si procura una distorsione alla caviglia che non riesce più a camminare bene sul piede traumatizzato, che porta il peso sull'altro piede e alla fine avverte dolori al ginocchio controlaterale o alla schiena o in altri distretti corporei. Oppure il medesimo soggetto che malgrado abbia fatto la rieducazione continua a caricare maggiormente dal lato non traumatizzato proprio perché il sistema propriocettivo si è alterato, quindi da informazioni alterate e di conseguenza si hanno risposte alterate.

La rieducazione propriocettiva serve a ridare al soggetto la capacità di avvertire come le proprie articolazioni sono poste in statica e dinamica, comprendendo che il trauma ha reso instabile il sistema.

In ogni palestra e centro fitness non dovrebbero mai mancare gli strumenti per eseguire la prorpiocezione. L'allenamento propriocettivo si può compiere in diversi modi, ma di sicuro bisogna avere a disposizione le tavolette con uno e con due punti d'appoggio.


TAVOLETTA A 2 APPOGGI

TAVOLETTA A 1 APPOGGIO

propriocezione

Esercizio propriocettivo

VISTA DA SOTTO

VISTA DA SOTTO

Propriocettivita

Propriocazione

VISTA DI FIANCO DAL DAVANTI CAPOVOLTA

VISTA DI FIANCO E DAL DAVANTI CAPOVOLTA

Esercizio propriocettivo

Propriocazione

VISTA DI FIANCO IN POSIZIONE D'USO

VISTA DI FIANCO IN POSIZIONE D'USO



Le linee guida per una corretta rieducazione propriocettiva sono

  1. Il soggetto deve essere collaborativo
  2. Bisogna eseguire 2 sedute al giorno da 20 minuti ciascuna.
  3. Bisogna aver raggiunto un buon tono muscolare.
  4. Bisogna aver recuperato la mobilità articolare.
  5. Deve essere fatta per almeno 3 settimane dopo la guarigione del trauma.
  6. Bisogna poi effettuare delle sedute di mantenimento della durata di 30 minuti 2 volte alla settimana.

La durata abbastanza lunga e la ripetitività giornaliera dell'allenamento sono date dal fatto che sta lavorando sul sistema nervoso che ha bisogno di ritrovare una logica perduta nel trauma.

In quest'articolo vedremo come allenare la propriocettività di caviglia e ginocchio. Partendo da come disporre in maniera corretta i segmenti corporei da rieducare per non essere controproducenti invece che rieducativi.


CAVIGLIA

  1. Il piede deve appoggiare soprattutto sul bordo esterno.
  2. Deve appoggiare con le dita in atteggiamento "grippante"
  3. Calcagno e alluce sono ben fissi al suolo
  4. L'arco interno e sollevato dal suolo

GINOCCHIO

  1. Piede perpendicolare all'asse frontale
  2. Dita in presa "grippante"
  3. Tibiali in tensione per stabilizzare la struttura.
  4. Ginocchio flesso a 30/60° estraruotato di 15°

Di fondamentale importanza sarà la posizione del busto che può essere a:


SEMIPASSO ANTERIORE

SEMIPASSO POSTERIORE

tronco inclinato in avanti in linea con la gamba posteriore

tronco perpendicolare al piede d'appoggio che corrisponderà al ginocchio da rieducare.

Propriocazione

Esercizio propriocettivo


Di seguito le tabelle con gli esercizi per effettuare una buona rieducazione.


SETTIMANA

GIORNO

ESERCIZI

PRIMA


1° - 2°

flesso estensioni della caviglia da seduti su tavoletta a due appoggi

3° - 4°

flesso estensioni della caviglia in piedi con appoggio bipodalico su tavoletta a 2 appoggi

5° - 7°

flesso estensioni della caviglia in piedi con appoggio monopodalico su tavoletta a 2 appoggi

SECONDA

1° - 2°

Lateralizzazione della caviglia da seduti su tavoletta a due appoggi

3° - 4°

Lateralizzazione della caviglia in piedi con appoggio bipodalico su tavoletta a 2 appoggi

5° - 7°

Lateralizzazione della caviglia in piedi con appoggio monopodalico su tavoletta a 2 appoggi

TERZA


Stessi esercizi delle settimane 1 e 2 aggiungendo le rotazioni. Eseguiti in appoggio mopnopodalico su tavoletta a 2 appoggi a ritmo esecutivo variabile.



SETTIMANA

GIORNO

ESERCIZI

PRIMA


1
° - 2°

Apprendimento della posizione del piede e dei movimenti di flesso-estensione e di varo valgizzazione

3° - 7°

Da ginocchio esteso a ginocchio flesso a 30/60° e ruotato esternamente di 15° in semipasso anteriore e posteriore con tavola a 2 appoggi

SECONDA

1° - 3°

Ripetizione esercizi settimana precedente

3° - 7°

Varo e valgo del ginocchio in semipasso anteriore e posteriore su tavoletta a 2 appoggi

TERZA


Esercizi delle prime due settimane con tavoletta a 1appoggio.
Uso contemporaneo delle due tavolette.


Queste sono linee guida e non vogliono essere un protocollo standardizzato di lavoro, perché la rieducare un soggetto è un qualcosa di particolare e soprattutto è un insieme di esercizi e di metodiche che devono tenere conto di chi è il soggetto e cosa faceva prima del trauma. Di che necessità ha ovvero cosa deve tornare a fare dopo la rieducazione (atleta evoluto o soggetto normale). Come ha preso sotto il punto di vista psicologico il trauma e come reagisce alla rieducazione (costante e motivato o il contrario). Il percorso da seguire è quindi difficile e estremamente personalizzato, quindi tutto ciò che si legge in merito deve essere interpretato nel giusto modo.
La mia intenzione è quella di portare la vostra attenzione su un fattore chiave della rieducazione di successo. Se è vero che il corpo umano può essere paragonato ad una macchina è allora inutile cercare di riparare le parti periferiche della macchina se il computer centrale che le deve regolare ha dei problemi. Prima il sistema nervoso riesce a riprendere il controllo della situazione prima il soggetto riuscirà a ritornare a fare ciò che faceva prima del trauma, chiaramente nei limiti del possibile.
Da tenere in considerazione che la propriocezione sarebbe da allenare anche in soggetti che non sono traumatizzati con la finalità di renderli sempre più padroni del loro corpo e magari prevenire futuri traumi. Un doveroso richiamo va fatto anche alla sensazione propriocettiva e alle alterazioni di tipo posturale dato che spesso le alterazioni posturali sono date da cattive sensazioni propriocettive. Questo vuole essere una ulteriore ragione ad allenare la propriocezione. Nei dettagli in prossimi futuri articoli.