Il Personal Trainer come "Posturologo"

A cura del Dottor Antonio Parolisi


Altra interessante osservazione la si può fare facendo praticare vari movimenti del rachide, in tutti i segmenti, e confrontare la differenza del prima dell'inserto e dopo l'inserimento sotto le piante. Se un tratto della colonna, per esempio quello dorsale, non flette bene da un lato e dopo avere inserito l'informazione ai piedi, quella zona ritrova la sua mobilità, possiamo dedurre che con l'ausilio di una soletta propriocettiva, l'intero corpo ritrova la sua normalità. Anche l'esperto di Terapia Manuale può dare informazione al piede con opportune manipolazioni e ricorreggere l'asseto posturale; ma nel caso in cui la problematica sia strutturata da molto tempo, come una distorsione di caviglia importante di anni addietro, è bene rimandare, su consiglio del terapista manuale, il soggetto da un Podologo che potrà realizzare una soletta ad informazione propriocettiva che cominci ad informare il sistema di una correzione posturale che dopo tempo,  sarà conclusa con la terapia manuale.
Il Personal Trainer, in questo caso, può davvero fare tanto per il suo cliente che necessità di uno sviluppo delle condizioni propriocettive podaliche, con esercizi che mirino a sollecitare quelle strutture a migliorare le proprie capacità informative dai piedi.

 

È bene aprire anche una breve questione sulle cicatrici che spesso possono essere elementi perturbatori del sistema posturale fine. Molti soggetti non danno importanza alcuna ad una cicatrice da intervento chirurgico; per dimenticanza o altro, viene completamente messa da parte.
Quindi il Trainer nel Fit Check iniziale, annoterà nelle sue valutazioni, eventuali interventi chirurgici subiti dal cliente.
Le cicatrici chirurgiche possono avere una grande influenza su tutto il sistema fasciale, in particolar modo quando parliamo di interventi a livello viscerale, tipo appendicectomia o allo stomaco, anche a distanza di anni.



Esempio di Cicatrice Chirurgica

 

Quando il chirurgo affonda il bisturi, vengono recisi più strati di tessuto e quando questi verranno rimarginati, è possibile che creino delle fissazioni lungo le fasce connettivali che avvolgono la parte anatomica. Queste fissazioni creano un fulcro per via del quale, le strutture circostanti o adiacenti sono vincolate ad esso, quindi non possono essere libere di muoversi.
Molti Osteopati concordano sul fatto che, il più delle volte le cicatrici presenti sulla linea mediana del corpo danno oscillazioni anomale sul piano sagittale, quindi il soggetto pendola avanti o dietro in direzione della cicatrice; mentre in quelle presenti di lato danno oscillazioni anomale di tipo rotatorio; ciò non è sempre così palese ed in alcuni casi assolutamente non evidente.
Ovviamente, non tutte le cicatrici hanno capacità perturbanti, ma se le probabilità ci sono è bene avere dei mezzi per indagare.


Esistono dei test, oltre l'osservazione delle oscillazioni, che il Trainer può fare per indagare su un eventuale cicatrice perturbante. Ci si serve di una tecnica messa a punto negli anni sessanta da un geniale medico agopuntore: Paul Nogier di Lione che scoprì un particolare segnale rilevabile al polso dell'arteria radiale denominato V.A.S. (Segnale Vascolare Autonomo) in quanto riflesso neuro-vegetativo.
Questo segnale al polso non è costituito dall'aumento della frequenza cardiaca, ma è l'espansione dell'onda sfigmica che l'operatore percepisce come un battito più forte o più debole di quello normale e che si rileva ogni volta che si avvicina all'orecchio del paziente dei particolari test d'organo, alimentari, luminosi e di frequenza colore.
Essendo dei Trainer in grado di apprezzare il battito cardiaco a livello del polso radiale, sarà proprio questo il mezzo di valutazione per le cicatrici, applicando una forma modificata della Tecnica di Nogier. Il soggetto è sdraiato in posizione confortevole e gli si valutano i battiti cardiaci. Non interessa contare il numero di pulsazioni; bisogna solo sincronizzarsi con quei battiti. Con l'altra mano, si appoggiano delicatamente due dita sulla cicatrice che si va ad indagare e si valuta se in quel preciso momento i battiti cardiaci subiscono delle variazioni, quindi si apprezzano le informazioni date dal sistema neurovegetativo, attraverso il Segnale Vascolare Autonomo. Può capitare che le pulsazioni possano aumentare o diminuire, oppure semplicemente variare il loro tono, diventando più forti o più deboli fino quasi a scomparire. In definitiva, quindi, con una mano si apprezzano i battiti e con l'altra si punta sulla cicatrice (vedi figura).

 


Valutazione del V.A.S.

 

Se si valutano differenze sostanziali del prima e dopo la chiusura di questo circuito (mano-pulsazione, mano-cicatrice), è probabile che quella cicatrice abbia un potere di perturbazione importante, quindi, si rimanderà ad un Osteopata, che con opportune manipolazioni, ristabilirà la giusta mobilità a quelle strutture fissate dalle suture chirurgiche.

 

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Ultima modifica dell'articolo: 15/11/2016