Il Personal Trainer come "Posturologo"

A cura del Dottor Antonio Parolisi


Veniamo ora alla parte bassa del corpo.
Se alla verticale di Barrè si nota uno scompenso a carico del triangolo inferiore (parte sacrale non in linea con piedi e nuca) si deve indagare dal bacino fino ai piedi.
Anche se il bacino, anatomicamente parlando, fa parte della parte superiore del corpo, in un'ottica globale di tipo funzionale è da ricondurre in un discorso a carico degli arti inferiori.
Supponiamo che per una causa non apparentemente riconducibile ad un evento, il nostro soggetto avesse una rotazione di un emibacino (osso iliaco). Tale condizione gli porterebbe ad un accorciamento o allungamento funzionale (non strutturale-anatomico) di un arto inferiore, quelle che nel gergo delle medicine manuali viene definito "falsa gamba corta o  falsa gamba lunga". Premesso che questo tipo di problema non è riconducibile solo alla rotazione del bacino ma anche all'anca, ginocchio e caviglia o addirittura dall'alto; quindi il problema del bacino porterà inevitabilmente ad una dismetria degli arti inferiori che comporterà un sovraccarico sul lato della "gamba corta", che per compenso sarà costretta ad accollarsi il maggior carico. Maggiore sollecitazione della caviglia in esame rispetto alla contro laterale; stesso discorso per il ginocchio e anca rispetto ai contro laterali. Le articolazioni sacroiliache sotto stress non uniforme tra i lati, ed alterazione delle curve sul piano sagittale della colonna con maggior sovraccarico in alcuni punti rispetto ad altri e così su fino al tratto cervicale.  Tutto ciò, ovviamente, nella posizione in piedi senza esercizio fisico, senza carichi aggiuntivi ma solo stando in stazione eretta, figuriamoci durante un esercizio...
Gli accorciamenti funzionali, sono spesso minimi e dell'ordine di qualche millimetro! Sovente passano inosservati, quando poi sono i primi imputati di disordini di livello sproporzionato rispetto alla loro origine.
Il Personal Trainer non è un terapista né un Medico-Ortopedico ma di sicuro può avvalersi di alcune metodiche per valutare un soggetto e considerare le problematiche da tener ben presente nella stesura di un programma di ginnastica.
In prima analisi bisognerebbe valutare l'altezza delle creste iliache come mostrato in figura



Valutazione delle altezze delle Creste Iliache

 

Da questo primo approccio si possono ricavare informazioni utili e capire se un soggetto si trova con un bacino non livellato per cause varie (...) ed in ogni caso,  comunque, si ha la possibilità di evidenziare un'alterazione posturale molto spesso abbastanza evidente e da non trascurare. La cresta iliaca che risulta essere più bassa ci fa indurre a pensare che la gamba corrispondente, risulterà molto probabilmente più corta dell'altra. Il motivo di questo squilibrio può non essere evidente e conosciuto; tra l'altro non è di nostra competenza; ciò che ci preme è evidenziare una asimmetria, tutto qui, per poi continuare nella nostra indagine.
Si mette il soggetto in decubito supino e si valuta la lunghezza degli arti inferiori a livello dei malleoli tibiali (interni) come mostrato in figura



Valutazione della lunghezza delle gambe mediante allineamento dei malleoli tibiali

 

Ovviamente il malleolo che risulta essere più in alto dell'atro corrisponderà al lato della "gamba corta".
Prima di apprezzare la lunghezza degli arti è bene che si faccia sollevare il bacino dal lettino al soggetto, in modo da annullare tutte le tensioni di asimmetrie che possono crearsi nell'assumerne la posizione da supino, per poi riposizionare le gambe distese sul lettino senza che il soggetto ci aiuti. Da qui si vede la lunghezza delle gambe e si evince l'eventuale asimmetria.
Da notare che molto probabilmente, la differenza non sarà così eclatante come la si aspettava e questo può essere dovuto o ad una problematica davvero minima o perché in posizione di non carico, quindi da sdraiato, il soggetto compensa bene e nasconde il suo problema.
A questo punto, se si apprezza una differenza di lunghezza degli arti inferiori, è probabile che la causa di alterazione della postura sia da ricondurre in uno dei segmenti tra bacino, ginocchio o piede. Lo specialista, ed in questo caso la scelta di elite, è da far ricadere sull'osteopata, che saprà come normalizzare le problematiche a carico dell'arto inferiore e ridare mobilità alle strutture indagate.
Se la lunghezza degli arti inferiori è davvero importante, parliamo di centimetri e non più di millimetri, non siamo più nel campo delle problematiche "funzionali", bensì in quelle strutturali ad interesse clinico. La competenza è strettamente del Medico Ortopedico che all'occorrenza poi, ci rimanderà il soggetto per un programma di ginnastica di riequilibrio corporeo.
Rimanendo sempre nell'arto inferiore, ciò che crea tanta confusione tra gli addetti ai lavori e fa arricchire tanti progettisti di "solette per i piedi" è l'appoggio plantare. Anche qui si può praticare un semplice test per capire se in realtà, effettivamente, dal piede partono informazioni di scompenso per l'intera postura. In una persona che presenta, per esempio "un atteggiamento di piatto" si possono inserire degli spessori, anche di carta, dell'altezza di pochi millimetri (un foglio piegato in più parti) lungo l'arcata interna, da ambo i lati; in questo modo si apprezza, alla verticale di Barrè, se il triangolo inferiore ritorna in linea con i calcagni e l'occipite. Stessa cosa la si può fare per un piede in "atteggiamento di cavo", inserendo gli spessori sotto l'arcata esterna e valutare se il triangolo inferiore torna in linea. Gli spessori possono essere applicati anche monolateralmente, nei punti dove lo si ritiene opportuno.
Questo semplice test ci fa capire che se dopo l'inserimento dello spessore sotto la pianta, (a seconda del lato da sollecitare, interno o esterno, sotto i metatarsi oppure sotto al calcagno), il corpo si presenta allineato alla verticale, ciò ci induce a pensare che la perturbazione è a carico del triangolo inferiore (in questo caso il piede); a tal proposito una correzione all'appoggio plantare, di tipo propriocettivo, quindi non ortopedico come i plantari di rialzo, può dare la giusta informazione all'intero sistema posturale di correggere gli scompensi di causa ascendente ad origine podalica.

 

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Ultima modifica dell'articolo: 04/10/2016