Muscoli Tonico-Posturali e Fasici

  Come la scienza della Postura detta la via nell'allenamento


A cura del Dottor Antonio Parolisi


Distribuiti lungo il nostro corpo, ci troviamo muscoli che, per composizione, forma e funzione, sono tutti diversi gli uni dagli altri - lunghi, larghi, brevi, anulari, orbicolari, sfinteri, monocipeti, bicipiti, tricipiti, quadricipiti, ecc. - e che, fondamentalmente, hanno una costituzione in termini di fibre non casuale ma dettata, come esposto precedentemente, da un'evoluzione filogenetica che ha prodotto ciò che oggi è la macchina umana.
I muscoli sono caratterizzati, in sostanza, da due tipi di fibre che, neurologicamente parlando, hanno attivazione a scariche lente o veloci. In quei muscoli ad attivazione lenta viene utilizzato un metabolismo principalmente ossidativo, presentando una capillarizzazione molto densa che dona alle fibre stesse il tipico colore rosso, anche perché ricche di mioglobina. La velocità dell'attivazione di questo tipo di fibre è pressoché lenta e funzionalmente i muscoli con questo tipo di fibre vengono classificati come muscoli TONICO-POSTURALI. Questi tipi di muscoli, quando si trovano in uno stato "disfunzionale", manifestano la loro sofferenza determinando una condizione di accorciamento e rigidità.
Nelle fibre ad attivazione rapida, invece, viene utilizzato un metabolismo principalmente glicolitico ed hanno una bassa soglia di sopportazione alla fatica, possedendo una scarsa rete di capillari che ne attribuisce il tipico aspetto chiaro. I muscoli che hanno predominanza di questo tipo di fibre sono classificati, in base alla loro funzione, come muscoli di tipo FASICO. Essi manifestano il loro stato disfunzionale indebolendosi.
A chiarimento di quanto appena esposto, c'è da precisare che in ogni muscolo del nostro sistema esiste una miscela di entrambi i tipi di fibre, ma in alcuni distretti c'è una predominanza dell'una rispetto all'altra.


Quei muscoli che assolvono ad una funzione principalmente tonico-postuale sono, a partire dal basso verso l'alto: gastrocnemi, sartorio, ischio crurali, ileo psoas, retto del femore, tensore della fascia lata, gruppo degli adduttori e piriforme, complesso dei muscoli erettori della colonna ed in particolar modo, a livello cervicale e lombare, il quadrato dei lombi e gli scaleni. Nel cingolo scapolare vi sono il grande pettorale, l'elevatore della scapola, il trapezio superiore ed il bicipite brachiale.
Quei muscoli che invece assolvono ad una funzione principalmente fasica, quindi di movimento, ma non di tenuta, sono: tibiale anteriore, vasto mediale e laterale, medio, grande e piccolo gluteo, muscoli perineali, muscoli erettori della colonna nella porzione toracico-media, romboidi, trapezio inferiore e tricipite brachiale.

Per molto studiosi, la comprensione della distribuzione delle fibre negli altri muscoli del corpo, non menzionati sopra, non risulta altrettanto chiara, perché probabilmente la composizione è talmente mista che in realtà non esiste una vera linea di suddivisione in termini di classificazione.
Se si analizza attentamente l'elenco dei muscoli Tonico-Posturali, viene subito all'occhio che in quei distretti corporei si concentra la maggior parte dei dolori-problemi tipici dell'uomo moderno: senso di irrigidimento, sensazione di "incordato" ecc. Questo perché? Tali muscoli reagiscono ad una problematica irrigidendosi e accorciandosi!
In termini riassuntivi, a questo punto, si potrebbero definire i muscoli Tonico-Posturali come quel complesso di muscoli che ci tiene in piedi e contrasta la forza di gravità, mantenendo continuamente il peso del corpo, quindi gestendo senza interruzioni  il baricentro nel poligono di base; i muscoli Fasici, invece, sono quelli che ci permettono di compire dei movimenti ma non di durata, come il sollevare dei carichi, spingere un oggetto o tirarne un altro.
Da questo si può comprendere come i muscoli Tonico-Posturali lavorino praticamente sempre, o almeno tutte le volte che stiamo in piedi o seduti, eccetto, "forse", quando la notte dormiamo e si riduce la scarica neuronale diminuendo il "tono muscolare". Quindi, più o meno, su una giornata di 24 ore con circa 6-8 ore di sonno per notte si potrebbe affermare che questi muscoli lavorano praticamente per circa 15-16 ore al giorno!
Se non bastasse, si aggiunge che andiamo in palestra ad allenare proprio quei muscoli che sono stati già praticamente sotto stress per tanto tempo e aggiungiamo altre 2-3 serie per gruppi muscolari già stanchi.
Tra le altre cose, questi muscoli sono quasi sempre retratti e rigidi, e con l'esercizio e lo stimolo ipertrofico tendono a diventarlo ancora di più. Risultati? Dolori cronici, posture alterate, scompensi vari e non per ultimo compressioni articolari.
Questo avviene perché l'attivazione di  lunga durata dei riflessi articolari anomali (stress articolare), determina un cambiamento nella memoria del Sistema Nervoso Centrale: da una condizione di equilibrio si passa ad uno stato di adattamento anomalo, dando vita ad uno scompenso muscolare. Tale scompenso viene generato dal Sistema Nervoso che gestisce male, a questo punto, la coordinazione di attività agoniste-antagoniste sui sistemi periferici. Quindi, in seguito a ciò alcuni muscoli reagiranno irrigidendosi, ed altri si indeboliranno,  per un lavoro anomalo.

Con questo non voglio assolutamente dire che non andrebbe fatto esercizio fisico, anzi, bisogna lavorarci su, per creare quella condizione di equilibrio corporeo tale da permettere al nostro sistema muscolare di essere efficiente con il minimo sforzo. La cosa che preme però, è la necessità di comprendere quali esercizi vadano eseguiti su quei soggetti che NON SONO ATLETI.


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Ultima modifica dell'articolo: 17/06/2016